Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La signora di Erith

Trilogia di Bitterbynde, vol.3

Di

Editore: TEA

3.8
(287)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 542 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885021572X | Isbn-13: 9788850215720 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

Ti piace La signora di Erith?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Una creatura deturpata, senza nome e senza memoria; Imhrien dai capelli d'oro, fuggitiva alla ricerca del proprio passato; Lady Rohain Tarrenys, nobildonna alla corte imperiale di Caermelor. Tre identità, una sola persona: Ashalind na Pendran, l'unica sopravvissuta dell'antica razza talith, figlia di un regno che è ormai divenuto polvere. Il ritrovamento di un braccialetto d'oro le ha restituito la memoria, facendole ricordare un tempo lontano, nella terra di Avlantia, quando la città di Hythe Mellyn fu salvata dall'invasione dei topi grazie a un misterioso Pifferaio, il quale, non pagato per i suoi servigi, si era poi vendicato trascinando tutti i bambini nel fatato mondo di Faérie. Ora la fanciulla vaga per le terre di Erith, popolate dagli uomini, ma anche da creature immortali: alcune di esse sono benevole verso gli umani, altre sono infide e mettono alla prova quanti incrociano il loro cammino attraverso enigmi, malie, e pegni che possono portare alla morte. Sono queste le sfide che Ashalind dovrà affrontare per ricongiungersi con l'amato Thorn e per guarire dal langothe, il fatale rimpianto che coglie tutti i mortali che hanno conosciuto Faérie. Allo stesso tempo dovrà guardarsi dalla minaccia di Morragan, il Principe Corvo, che da mille anni le da la caccia perché solo lei, forse, conosce il modo per riaprire il passaggio che conduce al Reame Fatato.
Ordina per
  • 5

    Ho iniziato questa saga non so quanti anni fa e, nonostante fossi rimasta affascinata dal primo libro, per un motivo o per un altro non sono riuscita a continuare la lettura della trilogia. Sono riuscita a reperire questo terzo ed ultimo libro solo quest’anno e, non appena l’ho avuto tra le mani, ...continua

    Ho iniziato questa saga non so quanti anni fa e, nonostante fossi rimasta affascinata dal primo libro, per un motivo o per un altro non sono riuscita a continuare la lettura della trilogia. Sono riuscita a reperire questo terzo ed ultimo libro solo quest’anno e, non appena l’ho avuto tra le mani, mi ci sono buttata a capofitto. Avevo le aspettative alle stelle, ma anche il terrore che il libro conclusivo mi deludesse com’è già successo con altre trilogie (vedi: Hunger Games); fortunatamente è stata una lettura piacevolissima e la degna conclusione di quella che ritengo essere una meravigliosa serie.

    Perché mi è piaciuto questo libro – o, più in generale, questa trilogia?

    Mi è piaciuto perché ha come fondo una trama originale ed accattivante e che, a mio parere, non scade mai nel banale o nel noioso durante il suo svolgimento; mi è piaciuto perché niente è lasciato al caso o scritto tanto per riempire le pagine e perché tutti i dubbi e le domande che il lettore potrebbe porsi durante la lettura vengono poi chiariti dall’autrice.

    Ciò che mi ha affascinata di più sono state le leggende nordiche e le creature mitologiche attorno alle quali ruota l’intera storia. Queste sono davvero numerose e, per far sì che al lettore risulti tutto chiaro e che non si confonda, sono presenti lunghissime e dettagliatissime descrizioni, sia delle creature che di Erith, il mondo in cui vivono. Come ho notato leggendo varie recensioni, tali descrizioni sono state motivo di noia per molti lettori, problema che io, essendo un’appassionata di miti e leggende e una persona a cui piace che tutto sia spiegato per bene, non ho minimamente riscontrato. È pur vero, però, che proprio a causa di tutte queste descrizioni bisogna prestare davvero molta attenzione durante la lettura per evitare di perdersi qualche passaggio fondamentale.

    L’unica pecca di questo libro è il finale, che è troppo veloce.

    Sono rimasta un po’ perplessa e anche un po’ delusa, perché dopo aver seguito ogni istante del viaggio di Ashalind e delle sue compagne ed aver tenuto il fiato sospeso alla fine del penultimo capitolo, non ho gradito molto la scelta di un epilogo di sole tre pagine, che non è altro se non un ricordo, un racconto. Mi ha ricordato un po’ la voce di un adulto che, dopo aver raccontato per filo e per segno una fiaba ad un bambino, ne recita il finale; quel “e vissero tutti felici e contenti” che riassume anni e anni della vita futura dei protagonisti della storia e che lascia un po’ l’amaro in bocca all’ascoltatore.

    Nonostante questo il libro mi è piaciuto davvero tantissimo e si merita tutte e cinque le stelline che gli ho dato – a causa del finale darei quattro e mezzo, ma in mancanza di mezzi arrotondo per eccesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Tradimento

    Ho dovuto pensarci davvero molto prima di riuscire ad attribuire un voto a questo libro. Avevo grandi aspettative date dai 2 precedenti libri che mi sono piaciuti molto. La storia è intrigante, anche se contornata da tante descrizioni della natura di Erith. Ma alla fine non sono riuscita a dare p ...continua

    Ho dovuto pensarci davvero molto prima di riuscire ad attribuire un voto a questo libro. Avevo grandi aspettative date dai 2 precedenti libri che mi sono piaciuti molto. La storia è intrigante, anche se contornata da tante descrizioni della natura di Erith. Ma alla fine non sono riuscita a dare più di 3 stelline a causa del finale, perchè non si può, dopo più di 1500 pagine, in cui si è seguito ogni passo, ogni peripezia, ogni battito di cuore della nostra eroina dai molti nomi, finire il tutto in uno striminzito epilogo.

    ha scritto il 

  • 3

    Mmmmah.... che dire? Sinceramente l'intera saga m'ha lasciato un po' (leggi: parecchio) perplessa... si alternano momenti veramente belli, scritti bene, in cui non riesci a smettere di leggere, in una parola: entusiasmanti. Poi... boh. Tutt'a un tratto: calma piatta, il niente, una noia che ti la ...continua

    Mmmmah.... che dire? Sinceramente l'intera saga m'ha lasciato un po' (leggi: parecchio) perplessa... si alternano momenti veramente belli, scritti bene, in cui non riesci a smettere di leggere, in una parola: entusiasmanti. Poi... boh. Tutt'a un tratto: calma piatta, il niente, una noia che ti lascia lì a vegetare in un punto pensando "non lo finirò mai"... Comunque, c'è da dire che ha creato veramente un mondo fantastico, un mondo tutto suo, diverso da ogni altro fantasy che io abbia mai letto: di questo devo rendergliene merito :)

    ha scritto il 

  • 5

    .....e tutto ebbe degna conclusione!

    Ultimo capitolo della saga di Bitterbynde. Purtroppo. Secondo me potrebbe pure continuare...anzi, lo spero!
    Questo libro è bellissimo quanto il primo...forse in alcuni tratti anche di più. Le prime 100 pagine le ho trovate un po' lente, ma appena scavalcato il muretto la storia vola!
    ...continua

    Ultimo capitolo della saga di Bitterbynde. Purtroppo. Secondo me potrebbe pure continuare...anzi, lo spero!
    Questo libro è bellissimo quanto il primo...forse in alcuni tratti anche di più. Le prime 100 pagine le ho trovate un po' lente, ma appena scavalcato il muretto la storia vola!
    E' un susseguirsi di avventure, di colpi di scena, di stati d'animo, di delusioni, di rattoppi. Un vortice dentro cui è piacevolissimo essere trasportati insieme ai protagonisti.
    In questo capitolo poi c'è un tema di fondo molto caro agli amanti del fantasy, ma dovete leggerlo!

    ha scritto il 

  • 3

    Sono partito con la speranza di riuscire ad attribuire una votazione finale di almeno quattro stelline piene, ma purtroppo non ce l'ho fatta. Se con "La dama delle isole" la Thornton era riuscita a convertire il mio giudizio in positivo, con "La signora di Erith" precipita nuovamente nel limbo de ...continua

    Sono partito con la speranza di riuscire ad attribuire una votazione finale di almeno quattro stelline piene, ma purtroppo non ce l'ho fatta. Se con "La dama delle isole" la Thornton era riuscita a convertire il mio giudizio in positivo, con "La signora di Erith" precipita nuovamente nel limbo della via di mezzo: nè bello nè brutto, c'è di meglio e c'è di peggio!
    Non mi dilungo molto con la recensione perchè francamente non ho molto da dire. I punti critici sono sempre gli stessi, in particolare spicca quella dannata mancanza di qualcosa, un qualcosa che ho individuato come spessore emotivo, vero e reale. Sarà che forse non è il mio sottogenere di fantasy prediletto, ma la storia d'amore che si srotola lungo l'intero racconto mi ha annoiato (disgustato è un po' troppo!). Tutto molto poetico quanto finto. Le vicende, a mio parere, sono cariche di contraddizioni che non vengono spiegate, la maggior parte avvengono senza un perchè, presentate come dati di fatto e stop.
    Io capisco che si tratta di un fantasy epico, ma ciò non giustifica che sia così inverosimile! La trama torna ad essere un potente sonnifero, lenta e costellata di pause insignificanti, scorre non come un fiume, ma come neve sulla cima di un monte: immobile per un tempo inestimabile, comincia a sciogliersi lentamente e in questo caso si scatena con una valanga conclusiva nel giro di pochi secondi. Il finale infatti è sbrigativo e risolve le parti sospese addirittura con una sorta di flashback. Ma stiamo scherzando? Tanti capitoli di vuoto, per poi colmarli con dieci pagine in croce? No, non ci siamo.
    Mi ricorderò della trilogia di bitterbynde come un eccellente manuale di descrizioni paesaggistiche evocative e approfondite conoscenze mitologiche.

    ha scritto il 

  • 4

    Molti secoli or sono, i Cancelli del Regno si chiusero, intrappolando nella mortale Erith il re fatato Angavar e il suo gemello Morragan, il Principe Corvo.


    Una creatura deturpata, senza nome e senza memoria; Imhrien dai capelli d'oro, una fuggitiva alla ricerca del proprio passato ...continua

    Molti secoli or sono, i Cancelli del Regno si chiusero, intrappolando nella mortale Erith il re fatato Angavar e il suo gemello Morragan, il Principe Corvo.

    Una creatura deturpata, senza nome e senza memoria; Imhrien dai capelli d'oro, una fuggitiva alla ricerca del proprio passato; Lady Rohain Tarrenys delle Isole Sorrows, nobildonna alla corte imperiale di Caermelor. Tre identità, tre vite diverse, una sola persona: Ashalind na Pendran, l'unica sopravvissuta dell'antica razza talith, figlia di un regno che è ormai divenuto polvere. Il ritrovamento di un braccialetto d'oro le ha restituito la memoria perduta, facendole ricordare un tempo lontano, nella terra di Avlantia, quando la città di Hythe Mellyn fu salvata dall'invasione dei topi grazie a un misterioso Pifferaio, il quale, non pagato per i suoi servigi, si era poi vendicato trascinando tutti i bambini nel fatato mondo di Faêrie. Ashalind aveva liberato i bambini facendo loro attraversare la Porta del Bacio dell'Oblio, ma, quando il magico passaggio si era richiuso, era stata sbalzata su una terra lontana nello spazio e nel tempo, mille anni nel futuro. Ora la fanciulla vaga per le terre conosciute di Erith, popolate non soltanto dagli uomini, ma anche da creature immortali, gli eldritch wight; alcune di esse sono benevole verso gli umani, altre sono infide e mettono alla prova quanti incrociano il loro cammino attraverso enigmi, malie, pegni e sortilegi che possono portare alla morte. Sono queste le sfide che Ashalind dovrà affrontare per ricongiungersi con l'amato Thorn, il re-imperatore di Caermelor. Allo stesso tempo dovrà guardarsi dalla terribile minaccia di Morragan, il Principe Corvo, che da mille anni le dà la caccia perché soltanto lei può riaprire i Cancelli e mettere così fine alla sua prigionia. Ma la mente di Tahquil è ancora ottenebrata da un potente incantesimo e il suo corpo si sta consumando a causa di una misteriosa malattia chiamata langothe, il fatale rimpianto che coglie tutti i mortali che hanno conosciuto Faêrie. E la cura - insieme con lo svelamento del mistero che avvolge il suo passato - si trova proprio a Evernight, la fortezza di Morragan.

    Mi è dispiaciuto un pochino per il finale. Mi aspettavo qualcosa di... non so, qualcosa di più.

    Citazioni:
    - "Agli occhi di chi ama, la persona amata trascende tra gli eletti,
    perde ogni difetto e diventa ultraterrena"
    - "Il libro della notte si aprì su quelle pagine buie dove le rune delle
    costellazioni parlano del loro incantesimo, vecchio quanto l'evoluzione"
    - "Siamo come foglie al vento in questa ricerca, sbattute da una parte e dall'altra
    dai capricci di un destino sempre imprevedibile"
    - "Anche se non abbiamo modo di decidere dove la strada della vita deve portarci,
    possiamo stabilire dove appoggiare i piedi e cosa guardare lungo il percorso"
    - "I pregiudizi sono lo scudo dei narcisisti"

    ha scritto il 

  • 3

    Si conclude la poetica e fiabesca trilogia con protagonista la giovane eppure antica Ashalind, che nel corso della sua storia cambia più volte nome, identità e sorte, a causa dei suoi rapporti con i Fatati. Pur rallentando molto in alcune parti del romanzo, la narrazione rimane sempre incantevole ...continua

    Si conclude la poetica e fiabesca trilogia con protagonista la giovane eppure antica Ashalind, che nel corso della sua storia cambia più volte nome, identità e sorte, a causa dei suoi rapporti con i Fatati. Pur rallentando molto in alcune parti del romanzo, la narrazione rimane sempre incantevole. La protagonista é piena di risorse, coraggiosa e preda dei sentimenti più intensi. Una vera eroina in difficoltà delle fiabe, che inaspettatamente lotta per prendere in mano il suo destino. Personaggi affascinanti, creature inquietanti, ostacoli insormontabili in luoghi di leggenda. Bella trilogia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La trilogia nella sua totalità l'ho davvero apprezzata, ma questo ultimo libro ha lasciato un po' di delusione...
    Per quasi tutta la lettura mi sono annoiata, la trama non proseguiva mai, si continuava a girare intorno e parti delle trama sono ripetute (---SPOILER--- Soprattutto quando, qua ...continua

    La trilogia nella sua totalità l'ho davvero apprezzata, ma questo ultimo libro ha lasciato un po' di delusione...
    Per quasi tutta la lettura mi sono annoiata, la trama non proseguiva mai, si continuava a girare intorno e parti delle trama sono ripetute (---SPOILER--- Soprattutto quando, quasi alla fine, Ashalin entra nuovamente nella Porta e perde la memoria...basta mi stavo per tagliare le vene...---SPOILER---).
    Le descrizioni e le storie sul mondo fatato che tanto mi avevano incanto nei primi due libri mi hanno quasi irritato.

    L'epilogo, anche se racchiuso in poche pagine, mi è piacuito molto e ha risollevato la votazione del libro.
    Amo i lieti fine :)

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelline per tutta la saga!

    A quest'ultimo volume avrei assegnato cinque stelline. E' sicuramente il migliore quello in cui, fiinalmente, la storia diventa meno descrittiva e più attiva.
    Però...
    Ho chiuso il libro con l'amaro in bocca!
    Non si può aspettare una cosa per più di mille pagine e trovarla raccon ...continua

    A quest'ultimo volume avrei assegnato cinque stelline. E' sicuramente il migliore quello in cui, fiinalmente, la storia diventa meno descrittiva e più attiva.
    Però...
    Ho chiuso il libro con l'amaro in bocca!
    Non si può aspettare una cosa per più di mille pagine e trovarla raccontata il un paio di righe.
    Avrei preferito sapere, conoscere le emozioni di questa protagonista dai mille nomi. Ha lottato tutti i libri per arrivare al finale e poi, questo, ci viene raccontato con un forse.
    Ho avuto l'impressione che, la Thornton, sia stata troppo sbrigativa nel mettere il punto a tutta la storia!

    ha scritto il 

Ordina per