Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La signorina Else

Di

Editore: SE

4.0
(1486)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 88 | Formato: Altri

Isbn-10: 8877100710 | Isbn-13: 9788877100719 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Teens

Ti piace La signorina Else?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Interessante

    come il flusso sia portato all'estremo, credo che le atmosfere finali del libro hanno ispirato molti film,
    racconto freudiano con rimandi ottocenteschi

    ha scritto il 

  • 4

    Audioascoltato con la meravigliosa e coloratissima voce di Alba Rohrwacher. Monologo interiore di una fanciulla che non regge alla tensione emotiva di un ricatto a sfondo sessuale perpetrato da un amico di famiglia a cui essa si rivolge per salvare il padre dalla galera. Amara consolazione: i cos ...continua

    Audioascoltato con la meravigliosa e coloratissima voce di Alba Rohrwacher. Monologo interiore di una fanciulla che non regge alla tensione emotiva di un ricatto a sfondo sessuale perpetrato da un amico di famiglia a cui essa si rivolge per salvare il padre dalla galera. Amara consolazione: i costumi dell'epoca a quanto pare non erano cosi diversi dai nostri.

    ha scritto il 

  • 5

    L'aria è inebriante come lo champagne

    Schnitzler si avvantaggia della sua profonda conoscenza dell'animo umano e ci presenta un'altra delle sue creature femminili, una creatura che si muove in questo racconto/delirio del 1924 tra le montagne di San Martino di Castrozza ..

    Else pensa, sogna, immagina...
    Si esalta, si ammi ...continua

    Schnitzler si avvantaggia della sua profonda conoscenza dell'animo umano e ci presenta un'altra delle sue creature femminili, una creatura che si muove in questo racconto/delirio del 1924 tra le montagne di San Martino di Castrozza ..

    Else pensa, sogna, immagina...
    Si esalta, si ammira, si piace..
    Giovane , bella, sensuale e "vergine"..
    La realtà si manifesta, però, attraverso "l'espresso" della madre..
    Else dovrebbe cedersi per salvare la famiglia..
    Un cortocircuito, un delirio...
    Else sprofonda dentro se stessa alla ricerca di qualche cosa che la aiuti a risolvere..
    Fino al gesto quasi incontrollato, tra il sogno e la realtà , tra le falsità "dell'apparire borghese"..
    Fino alla fine...

    ha scritto il 

  • 5

    Da molti è considerato il miglior lavoro di Schnitzler, personalmente l'ho divorato con un grande coinvolgimento emotivo. All'inizio Else, si svolge tutto in un unico monologo interiore, si presenta come frivola e superficiale, ma via via che la storia procede e che in qualche modo le viene chies ...continua

    Da molti è considerato il miglior lavoro di Schnitzler, personalmente l'ho divorato con un grande coinvolgimento emotivo. All'inizio Else, si svolge tutto in un unico monologo interiore, si presenta come frivola e superficiale, ma via via che la storia procede e che in qualche modo le viene chiesto di salvare le sorti della famiglia, la giovane Else appare in tutta la sua fragilità e travaglio.
    Il conflitto interiore della povera Else è tale per cui qualunque sia la sua scelta questa porterà una catastrofe con sè, la responsabilità (e l'amore per la sua famiglia) è troppo grande per lei, la sola idea di prostituirsi in qualche modo la violenta ancor di più di un atto sessuale vero e proprio, il delirio si impossessa di lei, o per meglio dire, cade in preda ad una violenta crisi isterica fino alla morte.
    Classico della letteratura di primo novecento da non trascurare.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/07/13/signorina-else-arthur-schnitzler/


    “Mi fermo. Perché? Siamo qui, uno di fronte all’altro. Perché non gli ho dato uno schiaffo? Non sarei ancora in tempo? Stanno passando i due inglesi. Sarebbe il momento buono. Perché non lo faccio? Mi sento vil ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/07/13/signorina-else-arthur-schnitzler/

    “Mi fermo. Perché? Siamo qui, uno di fronte all’altro. Perché non gli ho dato uno schiaffo? Non sarei ancora in tempo? Stanno passando i due inglesi. Sarebbe il momento buono. Perché non lo faccio? Mi sento vile, affranta, umiliata. Invece del milione che ho chiesto cosa pretenderà? Un bacio? Se ne potrebbe discutere. Un milione sta a trentamila come...che strana equazione. - Se in futuro avesse bisogno di un milione, Else...io non sono ricco, ma ne potremmo discutere. Ma questa volta voglio limitarmi nella mia richiesta, come lei. Questa volta le chiedo solo, Else, le chiedo solo di...poterla vedere. - È pazzo? Mi vede benissimo. Ah, in quel senso, certo! Che porco! Perché non lo prendo a schiaffi, questo porco? Sono arrossita o mi sono fatta pallida? Mi vuoi vedere nuda? Lo vorrebbero in molti. Sono bella, nuda. Perché non lo prendo a schiaffi? Che faccia mostruosa. Perché mi vieni vicino, porco? Non voglio sentire il tuo fiato sulle mie guance. Perché resto qui? Sono affascinata dai suoi occhi? Ci guardiamo fisso, come due mortali nemici. Vorrei gridargli in faccia che è un porco, ma non ci riesco. O non voglio?”
    (Arthur Schnitzler, “Signorina Else”, ed. Universale Economica Feltrinelli)

    Arthur Schnitzler è un autore che ho conosciuto abbastanza “tardi”, ma che poi non mi ha mai deluso. Su questo blog ci sono già le mie impressioni su altre sue opere, a cominciare da “Doppio sogno” e fino a “Fuga nelle tenebre”, passando per “Morire”. Stavolta il libro che consiglio è “Signorina Else”, scritto nel 1924. La tecnica narrativa scelta dall’autore è quella del monologo - delirio in prima persona, che consente di sviscerare i pensieri più nascosti della protagonista, la diciannove signorina Else, che non si è mai innamorata in vita sua, virginea nell’aspetto ma attraversata da pensieri sensuali, piuttosto altera, orgogliosa e, a suo dire, attratta dai tipi poco raccomandabili.
    La signorina Else si trova in Italia, ospite della zia in un hotel di un paesino turistico (per la cronaca: San Martino di Castrozza). Qui lei comincia le sue sarcastiche osservazioni sui diversi personaggi che la circondano, per esempio il cugino Paul, Cissy o il ricco mercante d’arte Von Dorsday, un personaggio che le appare ambiguo e che tenta, con uscite che vorrebbero essere simpatiche ma non lo sono, di entrare nelle sue grazie. A sconvolgere la quiete del soggiorno, giunge un’accorata lettera scritta dalla madre di Else, nella quale le si chiede di rivolgersi proprio all’odioso Von Dorsday, per ottenere una somma di denaro. Il padre di Else, infatti, un avvocato, si trova in drammatiche condizioni economiche, entro tre giorni deve ottenere una somma da versare, pena il carcere. Else, pure restia a farlo, si rivolge a Von Dorsday, restando sconvolta dalla condizione che l’uomo pone in cambio del denaro: vuole vederla nuda.
    La richiesta getta la ragazza in un vortice di pensieri che Schnitzler rende vertiginosi con la sua prosa. Else prova ribrezzo verso il viscido Von Dorsday, ma ripensa anche a quando, in altre occasioni, lei, che pure non ha mai mostrato ad alcuno le sue grazie, ha provato l’impulso di farlo, per esempio a quando si era mostrata, sia pure da lontano e non completamente nuda, ad alcuni marinai. La voluttà che aveva provato le si ripresenta adesso, mescolata alla ripugnanza verso la proposta di Von Dorsday. Nel corso del suo lungo e sempre più schizofrenico monologo, Else ipotizza scenari molto diversi tra loro; pensa alla condizione del padre, che potrebbe suicidarsi e che solo lei potrebbe salvare, sia pure vendendo sé stessa; pensa al proprio eventuale suicidio, ma anche, al contrario, a come potrebbe evolvere la sua esistenza se decidesse che la condizione posta dall’uomo non è così irrealizzabile. Quali conseguenze avrebbe la nudità così esposta sul resto dei suoi giorni?
    Schnitzler è abile perché riesce a mostrarci la lenta ma inesorabile caduta negli abissi della disperazione, e lo fa con pagine intese, sarcastiche e che, a prescindere dalla vicenda specifica, possono offrire al lettore lo spunto per riflettere anche sul concetto di “maschera sociale” e su ciò che, pur non piacendoci, fa parte di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    A San Martino di Castrozza si svolgono le vicende della diciannovenne Else, nel contesto della socoetá viennese del periodo post bellico. La trama di per sè non stupisce per originalità, ma la tecnica narrativa del flusso di coscienza esprime meravigliosamente ciò che avviene nell'animo della pro ...continua

    A San Martino di Castrozza si svolgono le vicende della diciannovenne Else, nel contesto della socoetá viennese del periodo post bellico. La trama di per sè non stupisce per originalità, ma la tecnica narrativa del flusso di coscienza esprime meravigliosamente ciò che avviene nell'animo della protagonista e coinvolge il lettore facendogli vivere in prima persona le emozioni e i dubbi del caso. Uno Schnitzler che mi è piaciuto decisamente di più di quello conosciuto con "Doppio sogno"!

    ha scritto il 

  • 3

    Un lungo flusso di coscienza che si dispiega in poche ore quasi senza soluzione di continuità, rapido e scattante come può essere il pensiero di una ragazza di diciannove anni.
    Due sono le chiavi di lettura di questo romanzo breve: una è quella sociale, che denuncia il ruolo della donna com ...continua

    Un lungo flusso di coscienza che si dispiega in poche ore quasi senza soluzione di continuità, rapido e scattante come può essere il pensiero di una ragazza di diciannove anni.
    Due sono le chiavi di lettura di questo romanzo breve: una è quella sociale, che denuncia il ruolo della donna come semplice merce di scambio; l'altra è quella psicologica, che porta a leggere l'intera storia come se fosse la trascrizione di una seduta psicoanalitica, durante la quale emergono impulsi di eros e thanatos, narcisismo, spie di un insano rapporto familiare... Le due chiavi d'altra parte possono considerarsi complementari se si pensa allo stampo patriarcale della società rappresentata.
    Alla fine della rapida corsa in cui si inseguono i pensieri sfilacciati di Else, ci si sente quasi in colpa per aver frugato senza ritegno nei meandri più riposti della sua mente, l'unica parte di sé che poteva ancora dirsi inviolata.

    ha scritto il 

  • 5

    Buongiorno Signorina Else,
    ci tenevo a farle sapere che a San Martino di Castrozza si parla ancora di quella serata memorabile in cui Lei ha dato il meglio di sè.
    Mi spiace non essere stata presente: sappia che ha tutta la mia ammirazione.

    ha scritto il 

Ordina per