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La simmetria dei desideri

Di

Editore: Mondolibri

4.1
(706)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie.Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l'ha vista alla mensa dell'università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell'amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto. Intorno a loro, all'inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita.
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  • 4

    “E’ stata un’idea di Amichai. Aveva sempre idee del genere, anche se ufficialmente fra noi il creativo era Ofir.”
    E’ davvero un bel romanzo sull’amicizia, uno di quei libri che si fanno scoprire poco a poco, a cui devi lasciare il tempo di svelarsi, e che infine ti dispiace molto sia finito ...continua

    “E’ stata un’idea di Amichai. Aveva sempre idee del genere, anche se ufficialmente fra noi il creativo era Ofir.”
    E’ davvero un bel romanzo sull’amicizia, uno di quei libri che si fanno scoprire poco a poco, a cui devi lasciare il tempo di svelarsi, e che infine ti dispiace molto sia finito.
    E’ ben scritto, in maniera semplice ma non affatto superficiale, né banale, né tantomeno improvvisato. Gli accenni al contesto politico e sociale di Israele e alle ostilità con i palestinesi sono tocchi lievi e tuttavia significanti.
    Nevo racconta la storia di quattro amici nell’età di passaggio al mondo adulto, la complessità e le tante paure del diventare uomini, le contraddizioni insite in ciascuno di noi, la confusione dei sentimenti, la ricchezza delle emozioni, il caos e l’imprevedibilità della vita, l’oltraggio del tradimento, l’importanza primaria dell’amicizia e al contempo la difficoltà di agire coerentemente al nostro sentire. “La simmetria dei desideri” del titolo è una verità autentica e il caos della vita non ci deve confondere né scoraggiare perché in fondo porta con sè armonia e amore.
    Questo romanzo è tenero e in alcune parti addirittura poetico. Condivido l’espressione usata in uno dei tanti commenti su questo libro: “Nevo racconta la leggerezza e il tormento della giovinezza”.
    Le parole con cui Churchill conclude il romanzo: "Ritorna, sei l'amico migliore che abbia mai avuto. Sei stato tu ad insegnarmi cosa significhi essere amico. Senza di te ho paura di dimenticarmene. Tu mi conosci da prima che mi guastassi. E ogni volta che sto con te mi sento un po' riscattato, tu vedi attraverso tutte le maschere, e senti nelle mie parole esattamente quello che riesco a nascondere con esse dal resto del mondo. Senza di te siamo un'accozzaglia casuale di persone. Insieme a te siamo degli amici, senza di te, la grande città è tutte le cose cattive che dice Ofir. Insieme a te è casa."

    ha scritto il 

  • 5

    Amo questo libro, la storia mi è rimasta impressa. I desideri di quattro amici che si avvereranno ma non nel modo che uno si aspetta. Israele c'è ma non così pesantemente come negli altri romanzi di Nevo

    ha scritto il 

  • 4

    Sapete qual è la vera fortuna? Esserci l'uno per l'altro (cit)

    Questo libro è una meraviglia. Parla dritto al cuore delle persone. Ci racconta la bellezza dell’amicizia, l’importanza del sostegno corale; è scritto con una sensibilità che raramente si trova in un maschio. Mi sono riconosciuta in tantissime frasi. Il nostro protagonista è incapace di trovare ...continua

    Questo libro è una meraviglia. Parla dritto al cuore delle persone. Ci racconta la bellezza dell’amicizia, l’importanza del sostegno corale; è scritto con una sensibilità che raramente si trova in un maschio. Mi sono riconosciuta in tantissime frasi. Il nostro protagonista è incapace di trovare il suo posto nel mondo, di capire quale sogno inseguire.

    io non voglio niente. Sono privo di sprone. Sono un cavallo che resta nel box, che preferisce osservare gli altri cavalli che competono piuttosto che partire al galoppo.

    Ci racconta la sua vita e quella di altri tre amici, inseparabili.

    Le loro storie amici si dipanano in quel campo minato che è diventato Israele, e il libro sembra sottolineare i problemi che l’affliggono, così complessi, che superano la sfera del privato. Quanto è difficile mantenere la pace anche se si hanno le migliori intenzioni!

    Se avete tempo leggetevi la nota a pag. 159, racconta l'arroganza, e la sofferenza che molti militari hanno provato.

    ha scritto il 

  • 4

    TERRA VENTO FUOCO ACQUA

    Un libro che si capisce facilmente come possa suscitare l’entusiasmo che si vede qui tra i commentatori: la classica buddy novel, un inno all’amicizia maschile.
    Per me, che non amo particolarmente neppure i buddy movie, c’è voluto più tempo per apprezzarlo appieno, per passare dalla delusio ...continua

    Un libro che si capisce facilmente come possa suscitare l’entusiasmo che si vede qui tra i commentatori: la classica buddy novel, un inno all’amicizia maschile.
    Per me, che non amo particolarmente neppure i buddy movie, c’è voluto più tempo per apprezzarlo appieno, per passare dalla delusione iniziale a interesse e apprezzamento.

    Il tempo necessario per capire che Nevo è solo apparentemente un autore facile da affrontare, perché trae in inganno con la sua scrittura semplice scorrevole e piana, che erroneamente può sembrare piatta.
    In realtà, poggia su una struttura narrativa, già ampiamente sfruttata certo, ma sempre interessante (il manoscritto recuperato, il romanzo nel romanzo) e cosparsa di aspetti stimolanti.

    Si parte dal classico prologo nel quale uno dei quattro protagonisti, Churchill, afferma d’aver ricevuto il manoscritto di Yuval per revisionarlo – subito dopo inizia il manoscritto in sé, che è la storia raccontata da Yuval, con qualche sporadica nota del redattore, l’amico Churchill – qua e là brani della tesi incompiuta di Yuval, sulle metamorfosi dei filosofi, i loro cambiamenti d’opinione (argomento affascinante) – sparsi in più punti, interessanti articoli e saggi che Yuval traduce dall’inglese in ebraico – a chiudere il cerchio, il postcritto del redattore e revisore e migliore amico del vero narratore.

    Ci è voluto del tempo, come dicevo.
    Perché un’amicizia tra quattro ragazzi, man mano giovani e poi adulti, che viene descritta così da un’aspirante flirt: In tutta la mia vita non ho mai conosciuto una persona che parla così tanto dei suoi amici, che mostra alle donne con cui esce album con le loro foto, e nel suo appartamento appende le loro fotografie incorniciate al posto dei quadri…direi che forse vivi la vita dei tuoi amici, invece che la tua., un’amicizia così esclusiva fa cascare un po’ le braccia.
    Se ci si mette che il protagonista narratore, Yuval, è una specie di calimero che ricorda molto il personaggio che Verdone ama tanto interpretare nei suoi film (bruttino, timido, introverso, ma buono, comprensivo, accogliente) – uno che ha una storia d’amore di gran lunga più corta del tempo che gli serve per metabolizzarne la fine.
    Se ci si mette che il leader del gruppo, il redattore revisore, è uno sciupafemmine. Che i quattro, ahimé, scandiscono il tempo sulla base dei campionati mondiali di calcio…

    Ma questa è l’apparenza. O meglio, parte della sostanza, ma non tutto. Man mano Nevo conquista, e il suo progetto letterario coinvolge.

    E spunta un quinto amico, che c’è e non c’è, si vede e non si vede, ma se ne parla tanto, è come lo zelig della situazione, Shachar Cohen, un’invenzione narrativa geniale.

    C’è Israele, che per me è stata la presenza che ho di gran lunga preferito.
    Israele del terzo millennio. Israele di cui non si vuole raccontare esclusivamente lo stato di guerra perenne, di paese diviso.
    E se sembra un po’ sbrigativo, e quasi qualunquista, il modo in cui Nevo liquida l’attualità (Ai morti seguivano i feriti cui seguivano gli incidenti cui seguivano gli spintoni cui seguivano le botte cui seguivano le pugnalate cui seguivano i morti.), la cronaca quotidiana fa capolino, qua e là, dai tg, dai posti di blocco, da personaggi minori e secondari, e dimostra la voglia di una generazione, di una parte del paese, di avere prima di tutto una vita di pace e normalità, non schiacciata dalla guerra continuata.

    Il romanzo è ambientato all’epoca tra la prima e la seconda intifada, quando l’esercito svolgeva essenzialmente funzioni di polizia, ed era difficile che nascessero grandi amicizie storiche come succedeva ai loro padri e forse anche fratelli maggiori durante la guerra dei sei giorni e quella del Kippur. Infatti, i quattro si conoscono e uniscono prima del militare, già dai banchi di scuola.

    C’è il fascino di un titolo indimenticabile ed evocativo che si traduce in una trama che lo rispecchia: i desideri dei quattro amici si realizzano, in un ordine che non è necessariamente quello previsto, ma rispettando la simmetria.
    Titolo che è un colpo da maestro di qualche traduttore o editore italiano o spagnolo, considerato che quello originale suona banalmente "I desideri della Coppa del Mondo".

    Il percorso esistenziale dei quattro è prevedibile e inaspettato, quotidiano ed epico.

    Il finale è geniale, per nulla appiccicato. Direi proprio che il libro finisce meglio di come inizia, sia il romanzo di Yuval che la chiosa di Churchill. Finisce e rimane aperto, in un equilibrio di rara suggestione.

    A volte è proprio la capacità di colpire là dove fa più male… non avevamo idea di cosa succedeva fra loro quando arrivavano a casa e si toglievano le maschere, perché noi non c’eravamo.

    ha scritto il 

  • 4

    "una zattera le cui assi si tengono unite"

    Mi piace moltissimo questa metafora che Eshkol Nevo utilizza per definire l'amicizia.


    Io ci credo, in questa definizione.


    Questa è una bellissima storia di amicizia fra 4 ragazzi, un legame che come un potentissimo collante riesce a tenerli uniti nel dolore, nell'amore, nel tradime ...continua

    Mi piace moltissimo questa metafora che Eshkol Nevo utilizza per definire l'amicizia.

    Io ci credo, in questa definizione.

    Questa è una bellissima storia di amicizia fra 4 ragazzi, un legame che come un potentissimo collante riesce a tenerli uniti nel dolore, nell'amore, nel tradimento, nella malattia.

    L'amicizia dovrebbe essere proprio questo. Più forte di tutto il resto.
    Più forte anche della solitudine.

    Un sentimento che fa sì che se non sempre riusciamo a far avverare i nostri desideri possiamo trovare consolazione nella felicità dell'amico. E viceversa.

    Spero che tutti voi possiate avere un amico così. Io ce l'ho.

    “…questa danza ininterrotta di avvicinamenti e allontanamenti è proprio il cuore del movimento tra amici.”

    “Ma è proprio questa la definizione dell’amicizia, no? Un’oasi che ci permette di dimenticare il deserto… o… una zattera le cui assi si tengono unite.”

    ha scritto il 

  • 4

    Prima del compimento

    E' questo il nome del sessantaquattresimo e ultimo esagramma dell'I'Ching, il Libro dei mutamenti patrimonio della cultura cinese e tanto amato da Jung. L'esagramma (risultante dalla combinazione di sei linee, due trigrammi, rappresentanti la combinazione dei quattro elementi visti nei loro diver ...continua

    E' questo il nome del sessantaquattresimo e ultimo esagramma dell'I'Ching, il Libro dei mutamenti patrimonio della cultura cinese e tanto amato da Jung. L'esagramma (risultante dalla combinazione di sei linee, due trigrammi, rappresentanti la combinazione dei quattro elementi visti nei loro diversi aspetti), mostra è composto dall'Acqua posta sotto il Fuoco. Di solito indica riuscita ma, secondo l'oracolo, se la volpe finisce con la coda nell'acqua, allora sarà sciagura.
    La simmetria dei desideri termina così, prima del compimento . Yuval Fried, l'autore del romanzo che racconta la storia dell'amicizia di una vita tra lui, Ofir, Amichai e Yoav (detto Churchill) rimane in una condizione sospesa e noi non sapremo cosa ne sarà di lui.
    Sappiamo, però, cosa è stato di tutti loro. Come è nata la loro amicizia, quali fasi ha attraversato, a quali tradimenti ha resistito, quali terribili dolori ha superato. Sappiamo, a posteriori , che la Vita (o il Destino) ha fatto sì che ognuno di loro realizzasse il progetto dell'altro, nell'intervallo dei quattro anni intercorrenti tra i Mondiali di calcio, in una splendida e perfetta simmetria come quella esistente nei giardini Bah'di o in quelli, meravigliosi, dell'arte orientale. Perché La rete del cielo è vasta e, benché le sue maglie siano larghe, nulla sfugge attraverso di esse.

    Nella vita reale, non letteraria, Yuval Fried è una persona persino più introspettiva e silenziosa di quanto non sembri nel libro. La maggior parte delle frasi che si attribuisce nel testo non sono mai uscite dalla sua bocca. Eloquenti erano soprattutto i suoi occhi pensosi. Oppure le sue azioni: come quella notte a cui sono sopravvissuto solo grazie a lui, dopo aver bevuto il San Fedro. O quando ha aiutato Amichai a fondare l'associazione.
    Noi ci siamo abituati al suo autocontrollo silenzioso, come ci siamo abituati alle esagerazioni di Ofir e ai puzzle di Amichai.
    Ci faceva comodo, il suo autocontrollo. Ci faceva comodo che in un quartetto dove ci sono terra, vento e fuoco, ci fosse anche uno che scorre attorno alle rocce come l'acqua, uno che non suggerisce proposte assurde, non cambia personalità due volte la settimana e non pretende giustizia assoluta da tutti, ma si limita a tacere e regalare il suo sorriso saggio [...]
    [...]Ritorna, sei l'amico migliore che abbia mai avuto. Sei stato tu a insegnarmi cosa significa essere un amico. Senza di te, ho paura di dimenticarmene. Tu mi conosci da prima che mi guastassi.
    E ogni volta che sto con te mi sento un po' riscattato. Tu vedi attraverso tutte le mie maschere, e senti nelle mie parole esattamente quello che riesco a nascondere con esse dal resto del mondo.
    R[...] Perciò torna, fratello. Devi tornare. Tu sei il collante. Sei sempre stato il collante. A un certo punto del libro ti domandi cos'è successo nei sei mesi in cui hai preso le distanze. Be', quello che è successo è che quasi non ci siamo incontrati. E quando c'incontravamo, era scialbo. Senz'anima. Ecco la verità: senza di te siamo un'accozzaglia casuale di persone. Insieme a te siamo degli amici. Senza di te, la grande città: è tutte le cose cattive che dice Ofir. Insieme a te, è casa.
    Perciò forza, fratello, svegliati. Questo è il mio unico desiderio, ora.
    In queste ultime sere ci siamo riuniti intorno al tuo letto nell'ospedale riabilitativo per seguire le partite decisive dei Mondiali.

    [...]
    Io personalmente confido nel libro. Questo libro.
    Fra una settimana, il giorno precedente alla finale, andrò a prendere la prima copia alla tipografia Ha'efroni, la porterò qui a tutta velocità, mi avvicinerò al tuo letto, mi chinerò su di te e ti mormorerò all'orecchio, ecco, fratello, i quattro desideri dei Mondiali si sono realizzati.
    Poi aprirò la copia e te l'avvicinerò al naso. Un odore denso e dolce, odore di libro nuovo, ti aprirà le narici, poi gli occhi.
    E poi la memoria.
    Chi ha portato a casa la coppa?, sarà certamente la tua prima domanda dopo che avrai ripreso conoscenza.
    La finale è domani, sarà la mia risposta. Tutto è ancora possibile.

    ha scritto il 

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