La simmetria dei desideri

Di

Editore: Mondolibri

4.1
(982)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 376 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie.Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l'ha vista alla mensa dell'università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell'amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto. Intorno a loro, all'inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita.
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  • 4

    Un libro sull’amicizia. Un libro onesto, sincero e vivace sulle tante forme che l’amicizia può assumere. Quasi quattrocento pagine, ma si arriva in fondo senza sforzo. Quattro amici sui trent’anni, e ...continua

    Un libro sull’amicizia. Un libro onesto, sincero e vivace sulle tante forme che l’amicizia può assumere. Quasi quattrocento pagine, ma si arriva in fondo senza sforzo. Quattro amici sui trent’anni, e un’idea di partenza bella e semplice: perché non mettere per iscritto, alla fine dei mondiali di calcio del ’92, tre desideri, e verificare, il giorno della finale dei mondiali del ’96, se e quanto si sono realizzati? Sullo sfondo, un’Israele in cui per nessun conflitto c’è soluzione, ma è uno sfondo tratteggiato con mano leggera; non so quali fossero le intenzioni dell’autore, ma non si può dire che questo sia un libro politico. È però un libro che prende quota un po’ alla volta, e – una volta tanto – il finale non solo non delude, ma commuove e investe di significato anche passaggi apparentemente secondari. Certi episodi sembrano buttati lì, ma cento pagine dopo vengono ripresi e acquistano valore. Ci sono alcune delle pagine più belle che ho mai letto sul football, dialoghi semplici ma raramente banali, e finezza psicologica mai ostentata.

    La pervicacia con cui gli editori italiani cambiano i titoli dei libri, peggiorandoli, non smette di stupirmi. Questo si chiamava Desideri del Mondiale ed era un titolo perfetto, semplice e giusto. Solo a un fesso poteva venire in mente di cambiarlo (fra l'altro, i desideri dei quattro non sono affatto simmetrici) e ahimè, questo fesso esiste e ha colpito.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni persona ha bisogno di un sassofono.

    Voglio cominciare dalla fine questa volta.
    Non ricordo più da quanti anni non mi accadeva di finire un libro e stringerlo al petto per un tempo indefinito. E piangere, di un pianto pudico, recondito e ...continua

    Voglio cominciare dalla fine questa volta.
    Non ricordo più da quanti anni non mi accadeva di finire un libro e stringerlo al petto per un tempo indefinito. E piangere, di un pianto pudico, recondito e inevitabile.
    Ho sentito l'esigenza di porgere il mio saluto a Fried chiedendo a Ben Harper di sussurrare "Waiting on an angel": ho sentito fosse l'unico che potesse cullare il suo dolore. E il mio. E quello di Amichai, di Ofir. E di Yoav Churchill, che sono certa sia stato il più lacerante.
    È un libro che faccio fatica a rimettere a posto tra gli scaffali della libreria. Perché vorrei continuasse ad aspettarmi al rientro a casa, a darmi il buongiorno insieme alla mia tazza di tè, a stare in terrazza con me e il mio cane, con le piante e il cielo e il mare. Vorrei continuasse ancora a lungo ad essere una presenza certa, con quei 4 amici così ben caratterizzati tutti intorno, puliti, e i pensieri silenziosi di Fried a cui mi sono sentita pericolosamente affine e con cui mi sono sentita in tenera e drammatica sintonia.
    Stimolanti le riflessioni e citazioni filosofiche, efficaci le connessioni continue tra le vicende individuali e la storia collettiva.
    È una bella storia, come bella è la vita e tutto quello che riesce a starci dentro.

    "Ma poi, quando stavamo per disperare e il buio ci aveva appena toccati: la musica di un sassofono. Le persone da cui dormivamo non avevano un sassofono, cosìcchè non c'era alcuna ragione per incamminarci nella direzione dalla quale proveniva la musica, ma è esattamente ciò che abbiamo fatto, perché in quella notte totale non avevamo altro punto di riferimento, e perché ogni persona ha bisogno, a quanto pare, di un sassofono verso cui dirigersi. Anche se il suono del sassofono tremola. E persino se capita di sentirvi una leggera stonatura. Ci si dirige verso il sassofono perché sappiamo che altrimenti rischiamo di consegnare l'anima al buio".

    ha scritto il 

  • 5

    Tornare indietro nel tempo

    Ho trovato questo libro meraviglioso perché mi ha riportato all'atmosfera cameratesca, allegra della giovinezza. Il gruppo di amici che fa da protagonista al romanzo è descritto con grande cura a cogl ...continua

    Ho trovato questo libro meraviglioso perché mi ha riportato all'atmosfera cameratesca, allegra della giovinezza. Il gruppo di amici che fa da protagonista al romanzo è descritto con grande cura a cogliere tutte le dinamiche che si creano fra 4 ragazzi che diventano uomini. Raramente negli ultimi tempi mi sono trovato a partecipare al racconto come leggendo questo libro. Israele e la sua vita, le sue inquietudini sono descritte con grande precisione e partecipazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Il più bel libro che ho letto da quando ho finito La versione di Barney, opera alla quale, a mio avviso, Nevo si ispira: non credo siano coincidenze l'ode alla donna amata, la narrazione filtrata dall ...continua

    Il più bel libro che ho letto da quando ho finito La versione di Barney, opera alla quale, a mio avviso, Nevo si ispira: non credo siano coincidenze l'ode alla donna amata, la narrazione filtrata dall'atout dell'amico che trova il manoscritto e la narrazione allo stesso tempo scanzonata è profondamente commovente. Stupendo.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura piacevole e originale

    Un romanzo che mi è piaciuto molto. La lettura scorre leggera ma esprime i sentimenti di amicizia (e amore) molto profondamente.
    Il finale mi ha commosso, cosa che accade molto raramente. ...continua

    Un romanzo che mi è piaciuto molto. La lettura scorre leggera ma esprime i sentimenti di amicizia (e amore) molto profondamente.
    Il finale mi ha commosso, cosa che accade molto raramente.

    ha scritto il 

  • 3

    Fino alle ultime pagine ho cercato di capire perché questo libro piaccia tanto e cosa possa avere io per non apprezzarlo abbastanza. Forse sarà colpa del traduttore, ma tutti quei 'tipo' mi danno fast ...continua

    Fino alle ultime pagine ho cercato di capire perché questo libro piaccia tanto e cosa possa avere io per non apprezzarlo abbastanza. Forse sarà colpa del traduttore, ma tutti quei 'tipo' mi danno fastidio, come anche i pleonasmi, anche se sono artifici stilistici. Salvo qualche episodio, non ho provato interesse per la storia. Ma forse ero troppo irritata io e questo non era il momento giusto per la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello ma..

    Da tempo ho questo libro nella mia to read e da tempo lo rimandavo perché pensavo fosse qualcosa di pesante e lacrimoso (che riserbo per i momenti giusti).
    Invece scopro essere una delicatissima stori ...continua

    Da tempo ho questo libro nella mia to read e da tempo lo rimandavo perché pensavo fosse qualcosa di pesante e lacrimoso (che riserbo per i momenti giusti).
    Invece scopro essere una delicatissima storia, mai banale, mai lacrimosa, mai scontata, incentrata su quattro amici per la pelle alle prese con la loro crescita personale, che quindi comprende oltre all'amicizia, l'amore, il rapporto con i genitori, con il paese dove abitano (Haifa, Israele), invidie, calcio (che dà il via alla storia), scrittura, sogni, delusioni, sconfitte. Un romanzo che fa pensare e divertire. Lamento la mancanza quasi totale di contestualizzazione storica e politica, se non una talvolta abbozzata "sono settimane di attentati e bombe" e un accenno velatissimo alla striscia di Gaza.
    Posso capire le intenzioni, ma è francamente troppo poco, non si può far finta di niente su questi argomenti e tralasciarli a piè pari.

    ha scritto il 

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