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La simmetria dei desideri

By Eshkol Nevo

(189)

| Paperback

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Book Description

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un leg Continue

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie.Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l'ha vista alla mensa dell'università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell'amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto. Intorno a loro, all'inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita.

206 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Amo questo libro, la storia mi è rimasta impressa. I desideri di quattro amici che si avvereranno ma non nel modo che uno si aspetta. Israele c'è ma non così pesantemente come negli altri romanzi di Nevo

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    Beatrice said on Oct 31, 2014 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Sapete qual è la vera fortuna? Esserci l'uno per l'altro (cit)

    Questo libro è una meraviglia. Parla dritto al cuore delle persone. Ci racconta la bellezza dell’amicizia, l’importanza del sostegno corale; è scritto con una sensibilità che raramente si trova in un maschio. Mi sono riconosciuta in tantissime fras ...(continue)

    Questo libro è una meraviglia. Parla dritto al cuore delle persone. Ci racconta la bellezza dell’amicizia, l’importanza del sostegno corale; è scritto con una sensibilità che raramente si trova in un maschio. Mi sono riconosciuta in tantissime frasi. Il nostro protagonista è incapace di trovare il suo posto nel mondo, di capire quale sogno inseguire.

    io non voglio niente. Sono privo di sprone. Sono un cavallo che resta nel box, che preferisce osservare gli altri cavalli che competono piuttosto che partire al galoppo.

    Ci racconta la sua vita e quella di altri tre amici, inseparabili.

    Le loro storie amici si dipanano in quel campo minato che è diventato Israele, e il libro sembra sottolineare i problemi che l’affliggono, così complessi, che superano la sfera del privato. Quanto è difficile mantenere la pace anche se si hanno le migliori intenzioni!

    Se avete tempo leggetevi la nota a pag. 159, racconta l'arroganza, e la sofferenza che molti militari hanno provato.

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    millericcioli said on Oct 9, 2014 | 2 feedbacks

  • 31 people find this helpful

    TERRA VENTO FUOCO ACQUA

    Un libro che si capisce facilmente come possa suscitare l’entusiasmo che si vede qui tra i commentatori: la classica buddy novel, un inno all’amicizia maschile.
    Per me, che non amo particolarmente neppure i buddy movie, c’è voluto più tempo per appre ...(continue)

    Un libro che si capisce facilmente come possa suscitare l’entusiasmo che si vede qui tra i commentatori: la classica buddy novel, un inno all’amicizia maschile.
    Per me, che non amo particolarmente neppure i buddy movie, c’è voluto più tempo per apprezzarlo appieno, per passare dalla delusione iniziale a interesse e apprezzamento.

    Il tempo necessario per capire che Nevo è solo apparentemente un autore facile da affrontare, perché trae in inganno con la sua scrittura semplice scorrevole e piana, che erroneamente può sembrare piatta.
    In realtà, poggia su una struttura narrativa, già ampiamente sfruttata certo, ma sempre interessante (il manoscritto recuperato, il romanzo nel romanzo) e cosparsa di aspetti stimolanti.

    Si parte dal classico prologo nel quale uno dei quattro protagonisti, Churchill, afferma d’aver ricevuto il manoscritto di Yuval per revisionarlo – subito dopo inizia il manoscritto in sé, che è la storia raccontata da Yuval, con qualche sporadica nota del redattore, l’amico Churchill – qua e là brani della tesi incompiuta di Yuval, sulle metamorfosi dei filosofi, i loro cambiamenti d’opinione (argomento affascinante) – sparsi in più punti, interessanti articoli e saggi che Yuval traduce dall’inglese in ebraico – a chiudere il cerchio, il postcritto del redattore e revisore e migliore amico del vero narratore.

    Ci è voluto del tempo, come dicevo.
    Perché un’amicizia tra quattro ragazzi, man mano giovani e poi adulti, che viene descritta così da un’aspirante flirt: In tutta la mia vita non ho mai conosciuto una persona che parla così tanto dei suoi amici, che mostra alle donne con cui esce album con le loro foto, e nel suo appartamento appende le loro fotografie incorniciate al posto dei quadri…direi che forse vivi la vita dei tuoi amici, invece che la tua., un’amicizia così esclusiva fa cascare un po’ le braccia.
    Se ci si mette che il protagonista narratore, Yuval, è una specie di calimero che ricorda molto il personaggio che Verdone ama tanto interpretare nei suoi film (bruttino, timido, introverso, ma buono, comprensivo, accogliente) – uno che ha una storia d’amore di gran lunga più corta del tempo che gli serve per metabolizzarne la fine.
    Se ci si mette che il leader del gruppo, il redattore revisore, è uno sciupafemmine. Che i quattro, ahimé, scandiscono il tempo sulla base dei campionati mondiali di calcio…

    Ma questa è l’apparenza. O meglio, parte della sostanza, ma non tutto. Man mano Nevo conquista, e il suo progetto letterario coinvolge.

    E spunta un quinto amico, che c’è e non c’è, si vede e non si vede, ma se ne parla tanto, è come lo zelig della situazione, Shachar Cohen, un’invenzione narrativa geniale.

    C’è Israele, che per me è stata la presenza che ho di gran lunga preferito.
    Israele del terzo millennio. Israele di cui non si vuole raccontare esclusivamente lo stato di guerra perenne, di paese diviso.
    E se sembra un po’ sbrigativo, e quasi qualunquista, il modo in cui Nevo liquida l’attualità (Ai morti seguivano i feriti cui seguivano gli incidenti cui seguivano gli spintoni cui seguivano le botte cui seguivano le pugnalate cui seguivano i morti.), la cronaca quotidiana fa capolino, qua e là, dai tg, dai posti di blocco, da personaggi minori e secondari, e dimostra la voglia di una generazione, di una parte del paese, di avere prima di tutto una vita di pace e normalità, non schiacciata dalla guerra continuata.

    Il romanzo è ambientato all’epoca tra la prima e la seconda intifada, quando l’esercito svolgeva essenzialmente funzioni di polizia, ed era difficile che nascessero grandi amicizie storiche come succedeva ai loro padri e forse anche fratelli maggiori durante la guerra dei sei giorni e quella del Kippur. Infatti, i quattro si conoscono e uniscono prima del militare, già dai banchi di scuola.

    C’è il fascino di un titolo indimenticabile ed evocativo che si traduce in una trama che lo rispecchia: i desideri dei quattro amici si realizzano, in un ordine che non è necessariamente quello previsto, ma rispettando la simmetria.
    Titolo che è un colpo da maestro di qualche traduttore o editore italiano o spagnolo, considerato che quello originale suona banalmente "I desideri della Coppa del Mondo".

    Il percorso esistenziale dei quattro è prevedibile e inaspettato, quotidiano ed epico.

    Il finale è geniale, per nulla appiccicato. Direi proprio che il libro finisce meglio di come inizia, sia il romanzo di Yuval che la chiosa di Churchill. Finisce e rimane aperto, in un equilibrio di rara suggestione.

    A volte è proprio la capacità di colpire là dove fa più male… non avevamo idea di cosa succedeva fra loro quando arrivavano a casa e si toglievano le maschere, perché noi non c’eravamo.

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    orsodimondo said on Oct 3, 2014 | 7 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Fin dalle prime pagine mi sono immersa con grande piacere in questa lettura: personaggi indimenticabili e un intreccio semplice eppure efficace.

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    ElenaElle said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 12 people find this helpful

    "una zattera le cui assi si tengono unite"

    Mi piace moltissimo questa metafora che Eshkol Nevo utilizza per definire l'amicizia.

    Io ci credo, in questa definizione.

    Questa è una bellissima storia di amicizia fra 4 ragazzi, un legame che come un potentissimo collante riesce a tenerli uniti ...(continue)

    Mi piace moltissimo questa metafora che Eshkol Nevo utilizza per definire l'amicizia.

    Io ci credo, in questa definizione.

    Questa è una bellissima storia di amicizia fra 4 ragazzi, un legame che come un potentissimo collante riesce a tenerli uniti nel dolore, nell'amore, nel tradimento, nella malattia.

    L'amicizia dovrebbe essere proprio questo. Più forte di tutto il resto.
    Più forte anche della solitudine.

    Un sentimento che fa sì che se non sempre riusciamo a far avverare i nostri desideri possiamo trovare consolazione nella felicità dell'amico. E viceversa.

    Spero che tutti voi possiate avere un amico così. Io ce l'ho.

    “…questa danza ininterrotta di avvicinamenti e allontanamenti è proprio il cuore del movimento tra amici.”

    “Ma è proprio questa la definizione dell’amicizia, no? Un’oasi che ci permette di dimenticare il deserto… o… una zattera le cui assi si tengono unite.”

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    Casper said on Sep 18, 2014 | 8 feedbacks

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