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La simmetria dei desideri

By Eshkol Nevo

(180)

| Paperback

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Book Description

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un leg Continue

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto. Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figlie.Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati? Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l'ha vista alla mensa dell'università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell'amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto. Intorno a loro, all'inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita.

193 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mi accorgo di non riuscire a esprimere un commento sensato su questo libro, qualche parola che possa convincere un altro/a potenziale lettore/lettrice ad accostarsi a questo libro. Più mi sforzo di valutare i motivi per cui mi è tanto piaciuto, più m ...(continue)

    Mi accorgo di non riuscire a esprimere un commento sensato su questo libro, qualche parola che possa convincere un altro/a potenziale lettore/lettrice ad accostarsi a questo libro. Più mi sforzo di valutare i motivi per cui mi è tanto piaciuto, più mi trovo a smontarne il meccanismo per guardarci dentro e più mi rendo conto che il meccanismo è essenziale, scarno, non giustifica da solo nessun capolavoro. Poi al contrario mi scopro a elencare un numero infinito di ingredienti che compongono la ricetta: l’amicizia, ovviamente; l’amore; la difficoltà insormontabile di comprendersi in un rapporto di coppia, e le contraddizioni che cementano relazioni apparentemente insensate e ne distruggono altre che sembravano nate per essere eterne; poi il senso di diventare adulti, la ricerca della propria passione, del proprio equilibrio; ma anche la famiglia da cui arriviamo, le ambizioni non nostre che ci portiamo sulle spalle; poi il conflitto Israele-Palestina, e le contraddizioni di vivere in una terra dove la normalità quotidiana convive con la brutalità di un conflitto che sembra destinato a non risolversi mai; il senso della patria, la voglia di fuggire, il non sentirsi a casa per chi – nato da famiglie immigrate – non riesce ancora a padroneggiare fino in fondo una lingua complessa come l’ebraico; la depressione, la difficoltà di conoscere veramente le persone che ci vivono vicine, la sorpresa delle scoperte tardive; i desideri, che si trasformano, si annullano, si dimostrano non essere veramente i nostri desideri, oppure che da un giorno all’altro smettiamo di desiderare.
    Come si mette insieme un libro con tutte queste cose? Un libro che ha anche il non secondario merito di essere molto godibile nella lettura, e di essere pervaso da una sottile vena di piacevole ironia, mista a malinconia. La sensazione – che non riesco a spiegare, ma che ho provato anche leggendolo – è che questo libro possieda un “peso specifico” particolare, che sia molto più profondo e intenso di quanto appare mentre lo stai leggendo. Come se fosse un iceberg di cui vedi solo la sommità, ma di cui, navigandoci intorno, intuisci la massa subacquea. Mi è capitato leggendolo di dovermi fermare e non capire perché. Dopo poche pagine, ancorarmi al primo capoverso, e sentire il bisogno di restare fermo. Senza sentire una particolare fatica di leggere, anzi percependo la voglia di voler proseguire. Ma ciò nonostante aver bisogno di alzare gli occhi dalla pagina, come per masticare meglio e inghiottire un boccone più grande di quanto ci aspettassimo. Oppure quando in montagna affronti per la prima volta un sentiero importante, che da tempo desideravi percorrere, che sai essere complesso ma alla tua altezza. Non sei preoccupato, ma mentre sali sei così convinto di ciò che stai facendo che ogni singolo passo merita di essere vissuto, e allora invece di badare solo a dove stai andando, al tempo, alla direzione, al fiato e alla velocità che stai imprimendo alla tua salita, ti soffermi sulla sensazione del tuo piede che appoggia sulla roccia, sull’equilibrio della caviglia nello scarpone, sulla spinta del quadricipite, mentre il tuo occhio si preoccupa solamente di osservare il punto del prossimo appoggio.
    Questo libro per me è stato tutte queste cose. Potrei fermarmi a citare cento passaggi che mi hanno colpito, che manterrò dentro di me per molto tempo, ma ogni citazione avrebbe il difetto di polarizzare troppo l’attenzione su uno solo degli aspetti citati, mentre secondo me la qualità migliore di questo libro è proprio il suo spessore unito alla sua leggerezza. Un libro per il quale – una volta tanto – l’aggettivo “bello” trovo che sia semplicemente quello più indicato.

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    Hari Seldon said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una bella scoperta

    Il modo si divide tra chi passa la vita a cercare conferme: le mura di una casa conosciuta, il quartiere e gli amici di sempre, la routine come cellula elementare e confortante, come antidoto alla paura di un nuovo che spaventa. E poi ci sono quelli ...(continue)

    Il modo si divide tra chi passa la vita a cercare conferme: le mura di una casa conosciuta, il quartiere e gli amici di sempre, la routine come cellula elementare e confortante, come antidoto alla paura di un nuovo che spaventa. E poi ci sono quelli che ogni cambiamento è nutrimento, che navigano alla ricerca continua di un nuovo che non sanno ma che solo può salvare. Ecco, per loro (noi) anche un nome nuovo su una copertina è un piccolo brivido che nutre speranze e già quando le pagine scorrono veloci e le parole ti prendono, un piccolo brivido di felicità scorre. Perché scoprire uno scrittore nuovo è come uno sguardo che si perde nell’orizzonte del mare: la consolazione di una fine che non c’è, di mille rotte da inventarsi, di mille Paesi da esplorare. Chiudi il libro e sei fiducioso. Magari finirà che non leggerai nient’altro di quello scrittore, pervaso come sei dalla curiosità di scovarne un altro e un altro ancora, ma ti senti appagato, sai che la tua sete potrà essere colmata, che le infinite possibilità esistono e non sono solo una proiezione della tua avidità.
    Nevo magari non raggiungerà le vette letterarie di alcuni suoi connazionali ma ti accompagna con leggera gravità attraverso le vite di quattro individui così diversi e così uguali. È un inno all’amicizia nonostante tutto, che conforta, diverte e fa pensare. È uno sguardo cinico e onesto, amaro e sorridente alle vicissitudini di quattro esistenze qualsiasi, in cui identificarsi o no ma verosimili nelle loro inevitabili oscillazioni. Da leggere con gaudio.

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    Marna said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho fatto fatica per buona parte del libro. Ho fatto fatica ad identificarmi e ad essere coinvolto nella trama. Insomma, qualcosa ho fatto...

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    brigante said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Nevo ha una scrittura che riesce a coinvolgerti così tanto nella storia da non lasciarti il tempo di riflettere sulle impressioni di lettura tanto che, sebbene avessi notato la simmetria tra i desideri espressi dai protagonisti e le loro vicende, è s ...(continue)

    Nevo ha una scrittura che riesce a coinvolgerti così tanto nella storia da non lasciarti il tempo di riflettere sulle impressioni di lettura tanto che, sebbene avessi notato la simmetria tra i desideri espressi dai protagonisti e le loro vicende, è stato come se il racconto degli eventi, con il suo incalzare, non mi abbia lasciato il tempo di sviluppare quella fugace intuizione cosi da non privarmi della sorpresa nel finale. In seconda battuta, per certi versi anche terza, il narrare di Nevo aiuta anche a conoscere un po' più Israele e la sua storia recente e come la generazione dello scrittore possa averla vissuta. È una scrittura densa e ironica, in grado di far sorridere e commuovere e che rimane, sicché, malgrado Nevo abbia scritto altri romanzi, credo lascerò passare un po' di tempo prima di leggere altro di suo.

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    Chiara Desiderio said on Jul 13, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    L'autore affronta molto bene il tema dell'amicizia tra persone adulte (cosa ben più rara di quella adolescenziale) tra il mondiale 98 e quello del 2002, sullo sfondo i grossi problemi israeliani che fanno capolino solo qui e là.
    Peccato per il finale ...(continue)

    L'autore affronta molto bene il tema dell'amicizia tra persone adulte (cosa ben più rara di quella adolescenziale) tra il mondiale 98 e quello del 2002, sullo sfondo i grossi problemi israeliani che fanno capolino solo qui e là.
    Peccato per il finale, penso non sapesse come chiudere, il libro
    rallenta fino a fermarsi completamente.

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    Alespepe said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

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