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La soledad de Charles Dickens

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Publisher: Roca editorial

3.7
(307)

Language:Español | Number of Pages: 871 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) English , Dutch , Italian , French , German

Isbn-10: 8492429909 | Isbn-13: 9788492429905 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Ana Herrera

Also available as: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Dan Simmons aborda los últimos años de la vida de Charles Dickens a partir del accidente ferroviario que le cambió para siempre.

La soledad de Charles Dickens es la inquietante historia de una obsesión.

El 9 de junio de 1865, mientras viajaba en tren a Londres con su amante secreta, Charles Dickens -que entonces contaba con 53 años y se hallaba en la cúspide de su carrera literaria- se vio envuelto en un accidente ferroviario que cambió su vida para siempre.

Dan Simmons narra esos últimos años de la vida de Dickens, dándole la voz al amigo y a la vez rival del gran escritor, Wilkie Collins. Explora en los enigmas que Dickens se llevó a la tumba y que aun hoy siguen sin respuesta, deteniéndose en los relacionados con su última e inconclusa obra: El misterio de Edwin Drood. De la mano de Collins, el lector descubre la oscura y doble vida que Dickens llevó tras el accidente, sus incursiones nocturnas en los peores tugurios de Londres y su creciente obsesión por la muerte.

Así como hiciera en El terror, Dan Simmons se ha documentado profusamente para recrear una época histórica. Ahora le da vida a dos de los nombres claves de la Literatura: Charles Dickens y Wilkie Collins y nos ofrece una novela tan inquietante como original.

“Un deslumbrante viaje a través de un tortuoso y lóbrego laberinto, un tenebroso retrato acerca de los torturados minotauros que lo habitan. La genialidad es el verdadero misterio, y, llevada al límite, el abismo.” - Guillermo del Toro

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  • 4

    Avrei messo 3 stelline e mezzo, solo per il finale.

    Un mattone pregno di Londra Vittoriana, vita privata di autori del calibro di Dickens e Collins, un thriller misterioso e spaventoso. Si entra nel pieno della storia, però, solo a pagina 400 e, alcune volte, ci si perde nelle digressioni e nelle ripetizioni di alcuni particolari. Comunque mi avev ...continue

    Un mattone pregno di Londra Vittoriana, vita privata di autori del calibro di Dickens e Collins, un thriller misterioso e spaventoso. Si entra nel pieno della storia, però, solo a pagina 400 e, alcune volte, ci si perde nelle digressioni e nelle ripetizioni di alcuni particolari. Comunque mi aveva conquistato ma il finale mi ha lasciato interdetta. Secondo me, il libro avrebbe meritato una migliore conclusione. Il voler concludere il libro di Dickens (Il mistero di Edwin Drood) non è andato a buon fine, fino in fondo.

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  • 5

    Dan Simmons svela il mistero sul romanzo incompiuto di Charles Dickens

    L’intero libro è un memoriale scritto da Wilkie Collins, narrato in prima persona, il quale voleva fosse pubblicato 100 anni dopo la sua morte. Il resoconto parte dall’incidente ferroviario di Staplehurst nel 1865, in cui Dickens si salvò per miracolo e incontrò per la prima volta Drood. Da quel ...continue

    L’intero libro è un memoriale scritto da Wilkie Collins, narrato in prima persona, il quale voleva fosse pubblicato 100 anni dopo la sua morte. Il resoconto parte dall’incidente ferroviario di Staplehurst nel 1865, in cui Dickens si salvò per miracolo e incontrò per la prima volta Drood. Da quel momento Dickens resterà ossessionato da quel tipo misterioso tanto da mettersi sulle sue tracce, inoltrandosi nei sobborghi più fetidi e malfamati di Londra. Ma lo scrittore non sapeva in cosa si stava cacciando e quando se ne accorse era ormai troppo tardi per uscirne. Collins, fidato amico di Dickens, finì anche lui coinvolto in questa faccenda che lo scioccò a tal punto da spingerlo a scriverne un rapporto per informare i posteri dell’assurda vicenda. Romanzo erudito che richiede tempo e attenzione. L'intreccio monumentale permette di immergersi completamente nell’atmosfera Vittoriana che l’autore ricostruisce minuziosamente. Ai salotti aristocratici, teatri e circoli letterari in cui prendono vita discussioni erudite e occultiste (tematiche molto in voga all’epoca), fanno da contrappunto luoghi goticheggianti che trasudano malvagità e decadenza, perfetti per enfatizzare il lato macabro del libro.

    Per saperne di più guarda il video in cui ne parlo: http://www.youtube.com/watch?v=rB43EzEVgxo

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  • 5

    Per me è difficilissimo scrivere il mio parere su questo libro, perché l'ho finito ieri sera ma mi sento già completamente orfana e mi è venuto il tipico blocco del lettore, quello che viene quando si legge qualcosa di meraviglioso che non si vorrebbe mai finire, e poi non si sa più cosa leggere ...continue

    Per me è difficilissimo scrivere il mio parere su questo libro, perché l'ho finito ieri sera ma mi sento già completamente orfana e mi è venuto il tipico blocco del lettore, quello che viene quando si legge qualcosa di meraviglioso che non si vorrebbe mai finire, e poi non si sa più cosa leggere perché sembra che niente può dare le stesse sensazioni, e personalmente mi è capitato con pochissimi libri. Posso capire chi l'ha trovato noioso, anche se non condivido assolutamente, ma credo che non sia un libro per tutti. E' pensato per chi ama la scrittura prolissa, densa, ricca di dettagli, quella che ti tiene in sospeso e che ti fa galleggiare nella mente dei personaggi. E' stata davvero un sofferenza terminarlo, perché l'autore ci trascina letteralmente nella testa del protagonista, in questo caso Wilkie Collins, e ad un certo punto mi sono sentita quasi dipendente dai suoi pensieri. Non è un giallo o un thriller nel vero senso della parola, non c'è molta azione(anche se certe parti sono raggelanti a mio parere)ed è vero che è un po' lento, ma è proprio questo il bello: far gustare al lettore ogni attimo, senza fretta. Non sono molto informata sulla vita di Collins e di Dickens, ma credo che non sia nemmeno una biografia vera e propria, altrimenti non sarebbe un romanzo ovviamente, e la vicenda di Drood è quasi sullo sfondo, anche se è il fattore scatenante. Direi, senza voler svelare troppo, che questo libro è un viaggio nella mente di uno scrittore, con i suoi meriti, i suoi grossi difetti, i suoi vizi e le sue virtù. E' un libro molto umano, che non risparmia nessuno dei protagonisti. E poi le descrizioni della Londra e dell'Inghilterra dell'epoca sono favolose, sembra proprio di viverci dentro. Insomma, sono davvero entusiasta di Drood e sicuramente leggerò anche altro di Dan Simmons, e anche di Dickens e di Collins. Consigliato assolutamente a chi non ha paura dei libri di grande mole e di grande introspezione.

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  • 4

    Bella ed accurata la ricostruzione dell'epoca vittoriana e la caratterizzazione dei personaggi; si può percepire che Dan Simmons si è preparato molto bene su entrambi gli argomenti. C'è qualcosa però che non mi convince: dovrebbe essere un racconto che spaventa il lettore e in realtà, almeno per ...continue

    Bella ed accurata la ricostruzione dell'epoca vittoriana e la caratterizzazione dei personaggi; si può percepire che Dan Simmons si è preparato molto bene su entrambi gli argomenti. C'è qualcosa però che non mi convince: dovrebbe essere un racconto che spaventa il lettore e in realtà, almeno per me, non è così ed anzi a tratti annoia.

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  • 5

    Se di ossessione si parla , il protagonista la vive amando Dickens di un Amore Cieco, il titolo del suo ultimo libro, che non vedrà la fine, proprio come accade a quegli amori incondizionati...
    Riflettere per 19 anni su una storiella...Dickens non era quel bambino povero che dava da mangiare le c ...continue

    Se di ossessione si parla , il protagonista la vive amando Dickens di un Amore Cieco, il titolo del suo ultimo libro, che non vedrà la fine, proprio come accade a quegli amori incondizionati... Riflettere per 19 anni su una storiella...Dickens non era quel bambino povero che dava da mangiare le ciliegie del suo sacchetto ad un bambino portato in spalla da suo padre...Dickens quella storia l'aveva raccontata alla rovescia...era lui ad aver rubato le ciliegie dal sacchetto del bambino portato in spalla da suo padre..e suo padre non se ne era mai accorto... Un umanissimo Collins che testimonia la sua sopravvivenza a Dickens come una tortura..perche' ha senso combattere qualcuno, se questo qualcuno c'e'...e volendo annientarlo lo esalta..lo stupefacente dualismo della condizione umana. Bellissimo

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  • 3

    pesantuccio

    ho fatto la corte a questo libro per non so quanto tempo...e alla fine mi sono decisa e l'ho acquistato. L'ho trovato pesante e non solo per la sua mole fisica (un bel tomo) ma anche per la scrittura. La trama è decisamente accattivante ma scritto in modo eccessivamente prolisso.

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  • 4

    Un romanzo molto ambizioso, che mescola insieme, dentro una compatta struttura narrativa, generi diversissimi come l'horror, il giallo, la biografia e l'affresco storico. Difficile non essere affascinati dalla minuziosa ricostruzione della Londra ottocentesca, con i suoi quartieri degradati e mar ...continue

    Un romanzo molto ambizioso, che mescola insieme, dentro una compatta struttura narrativa, generi diversissimi come l'horror, il giallo, la biografia e l'affresco storico. Difficile non essere affascinati dalla minuziosa ricostruzione della Londra ottocentesca, con i suoi quartieri degradati e marcescenti; e non interessarsi alla vivace narrazione degli ultimi anni di vita di un Charles Dickens simpatico e umanissimo, per un verso impegnato in una febbrile attività letteraria e per un altro dedito a bizzarri esperimenti di suggestione ipnotica. Non meno riuscito e psicologicamente azzeccato è il secondo protagonista della vicenda, l'amico di Dickens Wilkie Collins (il famoso autore del romanzo "La pietra di luna"), alla cui voce è affidata la narrazione degli eventi. Peccato però che l'opera di Simmons voglia essere in primo luogo – e di fatto così si presenti a chi intenda leggerla – come un romanzo dell'orrore; e da questo punto di vista, dopo un inizio quanto mai avvincente (l'apparizione del fosco personaggio di Drood durante un catastrofico incidente ferroviario e la successiva discesa di Dickens e Collins nell'infernale città sotterranea), la tensione viene sempre più affievolendosi, fino ad allentarsi del tutto, come se pagina dopo pagina l'autore avesse perso interesse alla linea narrativa incentrata su Drood e sempre più avesse preferito rivolgersi alla puntigliosa ricostruzione della biografia e della psicologia di Dickens e di Collins. Ne risulta in ultimo un romanzo a due facce, certo affascinante ma forse tutto sommato un poco deludente per ogni lettore: sia, da una parte, per quello appassionato di narrativa horror sia, dall'altra parte, per quello interessato soprattutto alla storia e alla letteratura ottocentesca (ma lo stesso Simmons è ben consapevole di questo rischio: "Di me - scrive con grande lucidità - si può dire questo: sono uno scrittore di fantascienza, uno scrittore dell'orrore e uno scrittore punto e basta. Mi rivolgo a tre tipi di pubblico che non s'incontreranno mai, e tuttavia ho cercato di presentarli l'uno all'altro perché si scambiassero almeno una stretta di mano").

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  • 4

    QUATTRO STELLINE E MEZZO

    Rendere protagonisti due celebri autori dell'ottocento inglese, Charles Dickens e Wilkie Collins, quest'ultimo anche narratore;ispirarsi alla loro biografia e condire il tutto con elementi gotici ,atmosfera noir e soprannaturale, personaggi inquietanti è stata un'idea geniale. E' un romanzo riusc ...continue

    Rendere protagonisti due celebri autori dell'ottocento inglese, Charles Dickens e Wilkie Collins, quest'ultimo anche narratore;ispirarsi alla loro biografia e condire il tutto con elementi gotici ,atmosfera noir e soprannaturale, personaggi inquietanti è stata un'idea geniale. E' un romanzo riuscitissimo, interessante, misterioso e che suscita la curiosità del lettore fino all'ultima pagina (pag. 815!).

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