La solitud dels nombres primers

Per

Editor: Edicions 62

3.4
(27418)

Language: Català | Number of Pàgines: 309 | Format: Hardcover | En altres llengües: (altres llengües) Italian , English , Spanish , Portuguese , French , Dutch , Chi traditional , Finnish , German , Chi simplified , Polish

Isbn-10: 8429761934 | Isbn-13: 9788429761931 | Data publicació: 

També disponible com: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descripció del llibre
En Mattia havia après que entre els nombres primers n'hi ha alguns que són especials. Els matemàtics els anomenen primers bessons: són parelles de nombres primers que estan de costat, més ben dit, quasi de costat, perquè entre ells sempre hi ha un nombre parell que els impedeix tocar-se realment. En Mattia pensava que ell i l'Alice eren així, dos primers bessons, sols i perduts, propers però no pas prou per tocar-se realment. A ella, però, no l'hi havia dit mai.
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    Paolo Giordano mi ha piacevolmente stupita: ho amato questo libro fin dalle prime pagine e ho trovato una trama ben strutturata, originale e, checchè se ne dica, ben scritta, con uno stile incisivo e ...continua

    Paolo Giordano mi ha piacevolmente stupita: ho amato questo libro fin dalle prime pagine e ho trovato una trama ben strutturata, originale e, checchè se ne dica, ben scritta, con uno stile incisivo e ricco, una spanna sopra il miglior D'Avenia, suo contemporaneo!!! Il ritmo della storia è incalzante e decisamente scorrevole (ho acquistato questo libro in edizione flipback Mondadori e anche questo ha contribuito a rendere l'edizione speciale e particolare ai miei sensi, tatto e vista!).
    La vita dei due protagonisti, seguita nella loro evoluzione, da sfortunati e incompresi bambini fino a nevrotici adulti schiacciati dal peso dei drammi vissuti ed ingigantiti dal passare del tempo, è perfettamente messa a fuoco: fin da subito l'autore ci fa essere solidali con questi bimbi che si destreggiano spaesati nelle incapacità di comunicazione degli adulti e che inevitabilmente restano traumatizzati dagli eventi che hanno dovuto affrontare senza il conforto della comprensione genitoriale.
    Un libro che nell'esasperazione delle situazioni, ci spinge a riflettere, ci costringe a guardare in faccia le difficoltà adolescenziali dei protagonisti per farci ripescare le emozioni di inadeguatezza che hanno caratterizzato la nostra infanzia e le successive ferite che, chi più chi meno, ci hanno reso gli adulti che siamo oggi e con i quali ci troviamo a che fare quotidianamente.
    Ed è proprio nella ineluttabilità delle situazioni, nelle svolte più tristi della trama che si riesce ad apprezzare la concretezza del racconto di queste vite così reali, scevre da happy ending e drammaticamente ordinarie.
    Se a primo acchito, quindi, si potrebbe pensare che tutta l'opera si consuma nella descrizione di queste miserie umane, in seconda battuta si evince la grandezza dell'autore che la arricchisce e completa, dandoci la possibilità di cogliere sempre i due risvolti della medaglia.
    Siamo, infatti, sempre posti difronte ad una sorta di continuo "sliding doors", un "e se avesse fatto diversamente" per farci comprendere che la vita è fatta di scelte e solo noi siamo gli artefici del nostro destino e che, se anche è vero che siamo il prodotto del nostro vissuto, sta sempre a noi la scelta di perpetuare gli atteggiamenti distruttivi o migliorare la nostra condizione di vita, scegliendo consapevolmente di essere felici. Questa secondo me è la chiave ultima di lettura, che ci permette di non archiviare questo libro come semplicemente triste, bensì di apprezzarlo come un capolavoro!!!

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  • 1

    Inizio rivelatore.

    Il libro inizia con una evacuazione indesiderata e ciò è alquanto significativo.

    http://disaster.over-blog.com/2017/04/pillole-di-biechitudine.html

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  • 3

    Si tratta di un romanzo etichettato come triste, ed è quello che è. Inutile negarlo. Ma è scritto benissimo e l'intreccio delle due storie dei protagonisti è coinvolgente. È un libro che emoziona, è u ...continua

    Si tratta di un romanzo etichettato come triste, ed è quello che è. Inutile negarlo. Ma è scritto benissimo e l'intreccio delle due storie dei protagonisti è coinvolgente. È un libro che emoziona, è un libro malinconico. A me è piaciuto tantissimo, lo trovo profondo e schietto.

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  • 1

    Alice e Mattia, due bambini che saranno segnati per tutta la vita ognuno da un evento drammatico. Le due storie si incrociano ma, come i numeri primi, senza mai incontrarsi realmente.
    La metafora potr ...continua

    Alice e Mattia, due bambini che saranno segnati per tutta la vita ognuno da un evento drammatico. Le due storie si incrociano ma, come i numeri primi, senza mai incontrarsi realmente.
    La metafora potrebbe essere interessante ma l'autore tratta una moltitudine di temi profondi e complessi in modo superficiale e banale. Si sforza di essere triste ma personalmente non mi ha dato niente, non un'emozione, non una riflessione. Lo trovo un libro vuoto.

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  • 4

    Questo romanzo, criticato da molti e amato da altrettanti, per quanto mi riguarda, era partito a mille.
    Con la sua scrittura scorrevole, a tratti molto cruda, Giordano mi ha trascinata all’interno del ...continua

    Questo romanzo, criticato da molti e amato da altrettanti, per quanto mi riguarda, era partito a mille.
    Con la sua scrittura scorrevole, a tratti molto cruda, Giordano mi ha trascinata all’interno delle vite di Mattia e di Alice senza troppa difficoltà. Le sensazioni, i sentimenti e i pensieri dei due protagonisti sono descritti talmente tanto bene che ho avuto spesso la sensazione, durante la lettura, di avvertire personalmente il malessere e il disagio che loro stessi provavano, cosa che non sempre mi capita.
    Sono arrivata a tre quarti di libro con grandi aspettative per il finale. Aspettative che, purtroppo, non sono state realizzate.
    Non posso dirvi molto di più, altrimenti rischierei di fare tremendi spoiler, però posso dire che il finale mi ha alquanto delusa. È giusto precisare che non è il finale in sé ad avermi lasciata perplessa, in fondo trovo che abbia la sua coerenza, ma il come ci si è arrivati. Ho avuto come l’impressione che Giordano si sia trovato nella situazione di dover per forza di cose finire il libro e perciò abbia dovuto pigiare sull’acceleratore. Ma questa è solo una mia impressione.
    (Recensione: http://piccolacrisalide.it/last-reads-2-siddartha/)

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  • 2

    Nonostante possieda un potenziale, ho faticato non poco nel continuare la lettura. Mi aspettavo di più, anche se cerca in molti modi di farti partecipe della storia

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