La solitudine dei numeri primi

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.4
(26961)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano , Francese , Olandese , Chi tradizionale , Finlandese , Tedesco , Chi semplificata , Polacco

Isbn-10: 8804577029 | Isbn-13: 9788804577027 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. È una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e di Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.
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  • 3

    Come due numeri primi, solitari ed isolati ma vicinissimi tra loro, la vita di Alice e Mattia sembra viaggiare su binari paralleli, si attraggono ma non si uniscono mai. Vicende diverse traumatizzano ...continua

    Come due numeri primi, solitari ed isolati ma vicinissimi tra loro, la vita di Alice e Mattia sembra viaggiare su binari paralleli, si attraggono ma non si uniscono mai. Vicende diverse traumatizzano la loro infanzia e segnano la loro esistenza tra l’adolescenza e l’età adulta. La diversità dagli altri li caratterizza entrambi portandoli a vivere sensazioni di inadeguatezza. Il lettore percorre le loro vite assistendo ad esperienze diverse che in qualche modo però trovano sempre un momento di riavvicinamento. Immaginando le pagine successive sono portato a credere che “finalmente ci siamo” e invece, come cariche magnetiche di stesso segno, inaspettatamente si riallontanano. Paolo Giordano nasce nel 1982, si laurea in fisica teorica nel 2006 e nel 2008, giovanissimo, scrive “La solitudine dei numeri primi”. Nel 2010 esce l’omonimo film, che ancora non ho visto. Riuscirà ad essere all’altezza del libro? Il romanzo mi lascia dormire la notte, ma lo leggo velocemente perché profuma di novità. Mi coinvolge in disagi infantili e adolescenziali che, anche se non ho vissuto, cerco di comprendere. Mi ricorda che a volte capitano vicende, o si fanno scelte, che inaspettatamente segnano la vita. Mi svela che spesso, come i numeri primi, alcune persone ci sono molto più vicine di quanto si possa pensare.
    [14.12.2010]

    ha scritto il 

  • 3

    La matematica dei sentimenti

    Inizio banale e scontato, dal ritmo lento e ripetitivo. L'unica motivazione che spinge alla lettura è conoscere il finale che, tuttavia, delude noi adolescenti per l'estrema e radicale solitudine cui ...continua

    Inizio banale e scontato, dal ritmo lento e ripetitivo. L'unica motivazione che spinge alla lettura è conoscere il finale che, tuttavia, delude noi adolescenti per l'estrema e radicale solitudine cui sono destinati i protagonisti. Appare, però, affascinante il continuo accostamento al mondo della matematica: ci è piaciuto il modo originale in cui l'autore raffronta i sentimenti vasti e diversi che il cuore umano può concepire con una disciplina rigida e che apparentemente non permette interpretazioni.

    ha scritto il 

  • 1

    Libro nero, triste, cinico. Fa male

    Questo è l'unico libro che - nella mia vita - ho abbandonato a 10 pagine dalla fine (forse incoraggiato da Daniel Pennac e dal suo decalogo di diritti del lettore).
    Ero furioso.
    Per carità, la storia ...continua

    Questo è l'unico libro che - nella mia vita - ho abbandonato a 10 pagine dalla fine (forse incoraggiato da Daniel Pennac e dal suo decalogo di diritti del lettore).
    Ero furioso.
    Per carità, la storia scorre, è scritta bene... ma perché mi devo ingurgitare centinaia di pagine di storie tristi, ciniche, di sofferenza senza senso qualcuno me lo deve spiegare.
    La sofferenza e le tragedie tengono facilmente il lettore incollato alle pagine.
    La domanda vera però è il senso di quello che si racconta: ad esempio "niente di nuovo sul fronte occidentale" è terribile, quasi splatter in certi passaggi, ma lascia qualcosa, dipinge uno scenario che racconta la storia di un'epoca; fa capire cosa sia davvero la guerra e il suo nonsenso.
    Cosa racconta invece "La solitudine dei nuomeri primi", che senso hanno le tragedie raccontate? Dov'è il senso di tutto?
    Ci hanno forse propinato l'ennesimo libro sul vuoto di valori e di punti di riferimento di questa epoca di pazzi [cit. Battiato]?
    Se così è, leggetevelo voi, io preferisco spendere il mio tempo in altri modi.

    ha scritto il 

  • 1

    Inconcludente, noioso, statico, un libro francamente deludente. La lettura è stata forzata sin dall'inizio, l'ho terminato giusto per capire come l'autore volesse chiudere questo racconto. Un libro in ...continua

    Inconcludente, noioso, statico, un libro francamente deludente. La lettura è stata forzata sin dall'inizio, l'ho terminato giusto per capire come l'autore volesse chiudere questo racconto. Un libro in cui non succede praticamente NULLA. Passano gli anni ma i personaggi non maturano, non migliorano, non crescono in nessun modo. Personaggi monodimensionali, noiosi e fissi. Personalmente mi aspettavo qualcosa di più, non lo consiglierei a nessuno. Non lascia nulla se non un grande senso di inutilità.

    ha scritto il 

  • 1

    Brutto. E triste. So che sono probabilmente l'unica a pensarla così, dal momento che chiunque abbia letto il libro o visto il film mi dice di esserne entusiasta ma non mi è piaciuto per niente. Vite i ...continua

    Brutto. E triste. So che sono probabilmente l'unica a pensarla così, dal momento che chiunque abbia letto il libro o visto il film mi dice di esserne entusiasta ma non mi è piaciuto per niente. Vite iniziate male, non per colpa dei protagonisti, e finite peggio; e qui la colpa la do anche a loro. Non riescono a fare qualcosa per la propria vita neanche quando si presenta l'occasione di cambiare in positivo. Brutto. E triste.

    ha scritto il 

  • 3

    Alice e Mattia due ragazzi segnati dalla decisione dei rispettivi genitori.
    Alice rimane zoppa, mentre Mattia perde la gemella con deficit mentale. Entrambi soggetti a derisione e bullismo da parte de ...continua

    Alice e Mattia due ragazzi segnati dalla decisione dei rispettivi genitori.
    Alice rimane zoppa, mentre Mattia perde la gemella con deficit mentale. Entrambi soggetti a derisione e bullismo da parte dei compagni di scuola, questa situazione li perseguiterà anche in età adulta.
    Dovranno fronteggiare i loro fantasmi per riuscire, se ne saranno capaci, a guarire.
    Ottimo romanzo per comprendere cosa può provocare l'insensibilità della comunità, cieca dal dolore altrui.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Due solitudini a confronto...

    Ho trovato questo libro avvincente e l'ho letto in un giorno, incuriosita dal contenuto che provoca riflessioni che affonda la sua lama come un coltello affilato nella carne, un assaggio amarissimo di ...continua

    Ho trovato questo libro avvincente e l'ho letto in un giorno, incuriosita dal contenuto che provoca riflessioni che affonda la sua lama come un coltello affilato nella carne, un assaggio amarissimo di vetriolo...
    Alice è una ragazzina costretta dal padre a frequentare la scuola di sci, nonostante la sua volontà contraria, non le piace sciare, eppure è costretta a farlo per compiacere il padre: così una mattina di nebbia, se la fa addosso; decide di scendere da sola a valle, ma finisce fuori pista e si frattura una gamba; rimarrà zoppa e con la memoria ferita profondamente da questo episodio.
    Mattia è un ragazzino intelligente, con una gemella ritardata, Michela; viene costretto dai genitori a portarsela sempre appresso, ma si sente umiliato dai compagni, se ne vergogna profondamente.
    Invitato a un compleanno, la lascerà sola in un parco ad attenderlo; ma quando tornerà a riprenderla la ragazzina è oramai scomparsa: Mattia rimarrà sconvolto da questo avvenimento che cambierà per sempre la sua vita, aumentando il suo sconforto e la sua incominicabilità verso i compagni.
    Ad un certo punto le esistenze di Alice e Mattia, così compicate e cariche di avvenimenti traumatici si incontrano, grazie anche alla mediazione di amici, e forse questo potrebbe portare luce, consolazione, condivisione di esperienze comuni, ma loro sono creature atipiche come i numeri primi.
    Come i numeri primi, infatti che gli studiosi di matematica chiamano "numeri gemelli", si avvicinano, senza mai diventare intimi, senza giungere a una conclusione felice, senza toccarsi mai fino in fondo.
    Questa è l'amara conclusione del libro che lascia aperti comunque numerosi interrogativi.
    Sembra che vi siano delle esistenze che si consumano miseramente e il cui senso più intrinseco ci sfugge; gente destinata a soffrire dalla nascita alla morte.
    Che senso ha, dico io...qual'è la molla che spinge i genitori di questi giovani a strumentalizzarli senza mai riconoscere in loro il diritto sacrosanto alla vita e a una personale realizzazione?
    Perchè trattano i loro figli come oggetti o burattini?
    A questi interrogativi non so dare una risposta razionale, so solo che questo libro è l'espressione più manifesta, dura e cruda di una di queste storie, in cui la solitudine, il dolore, la sconfitta quotidiana sembrano aver raggiunto una specie di crudele sublimazione.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    La prima volta che lessi questo libro mi piacque, ma pensai che non me ne sarebbe rimasto niente. Come i popcorn, o come l’unico libro della Mazzantini che ho letto.
    E invece lungo gli anni ho continu ...continua

    La prima volta che lessi questo libro mi piacque, ma pensai che non me ne sarebbe rimasto niente. Come i popcorn, o come l’unico libro della Mazzantini che ho letto.
    E invece lungo gli anni ho continuato a ripensare ad alcune scene, delle quali mi è rimasto impresso in modo molto netto un tratto, o lo spirito, o la sensazione, o l’ambientazione. Il tempo insomma mi ha smentito.
    E il tempo mi ha fatto inclinare di più, in questa storia di ragazzi dolenti, verso gli adulti, e nella seconda lettura mi sono sentita un po’ più vicina a loro, benché siano personaggi di contorno, a questi genitori sbiaditi con le loro afasie e le loro comprensibili difficoltà e incapacità. E lo sguardo sugli adolescenti, acquistando più distanza, fa forse più male.

    Prima lettura: tre stelle
    Seconda lettura: quattro, alla faccia di tutti gli snobismi =D

    ha scritto il 

  • 4

    Triste ma bello

    Davvero un bel libro, che riesce ad affrontare con un linguaggio semplice e scorrevole tematiche come tristezza, solitudine ed incomunicabilità.
    Penso che l'uso di un linguaggio semplice dipenda dal f ...continua

    Davvero un bel libro, che riesce ad affrontare con un linguaggio semplice e scorrevole tematiche come tristezza, solitudine ed incomunicabilità.
    Penso che l'uso di un linguaggio semplice dipenda dal fatto che, a bene vedere, Giordano non è uno scrittore, ma un laureato in fisica, per cui è portato a scrivere in una maniera che lo porta ad essere leggibile da tutti.
    Davvero bello e consigliato.

    ha scritto il 

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