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La solitudine del cittadino globale

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(100)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 229 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807720531 | Isbn-13: 9788807720536 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanna Bettini ; Postfazione: Alessandro Del Lago

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-fiction , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
Alle glorie della nuova era globale si contrappone la solitudine dell'uomo comune: la socialità è incerta, confusa, sfocata. Si scarica in esplosioni sporadiche e spettacolari per poi ripiegarsi esaurita su se stessa. Per porre un freno a questo processo occorre ritrovare lo spazio in cui pubblico e privato si connettono: l'antica agorà, in cui la libertà individuale può diventare impegno collettivo.

Il libro
Le politiche neoliberiste degli ultimi vent'anni hanno posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale, esaltando la libertà dell'individuo a scapito della dimensione collettiva. Ma un simile libertà, basata sull'assenza di limiti, sul disinteresse al bene comune e sul conformismo, è in realtà illusoria per la sua sudditanza ai modelli e ai consumi imposti dal mercato, e ha come conseguenza l'aumento dell'impotenza collettiva e la paralisi della politica, diventata sempre più locale e insignificante. Da qui, afferma Bauman, deriva la tormentosa sfiducia esistenziale che caratterizza l'uomo dell'Occidente, il suo senso di solitudine e di precarietà: come i passeggeri di un aereo che si accorgono che la cabina di pilotaggio vuota, e che la voce rassicurante del capitano era soltanto la ripetizione di un messaggio registrato molto tempo prima. E non servono a molto i tentativi dei governi di concentrare questa inquietudine sul solo tema della sicurezza personale. Si fa sempre più urgente, invece, la necessità di ridare il giusto spazio alla collettività e ridefinire la libertà individuale partendo dall'impegno collettivo. La politica deve ritrovare il suo spazio. Bauman lo individua nell'antica agorà, luogo privato e pubblico al tempo stesso. Qui l'uomo occidentale potrà tornare a interrogarsi, e le sofferenze private potranno essere finalmente pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici.

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  • 4

    L'insicurezza connota e demarca la società post-moderna e Bauman ne coglie le diverse sfaccettature, senza addentrarsi troppo in profondità sulle cause che la determinano, denuncia le ragioni ...continua

    L'insicurezza connota e demarca la società post-moderna e Bauman ne coglie le diverse sfaccettature, senza addentrarsi troppo in profondità sulle cause che la determinano, denuncia le ragioni esistenziali di tale insicurezza e l'incapacità delle istituzioni umane moderne nel combatterla. La globalizzazione probabilmente ci ha reso tutti un po' più soli, perchè dove vige il mercato come unico ambito dell'esistenza umana viene meno la solidarietà ed il concetto stesso di comunità, per la gioia dei tatcheriani della prima e dell'ultima ora, l'unica cosa che le comunità chiedono adesso è più "sicurezza" dagli immigrati e dai criminali, verso i quali pare essere canalizzato un'odio spesso immotivato, scommettiamo che per una manciata di voti verranno accontentati?

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' più ostico del previsto, sarà necessario rileggerlo e ristudiarlo per ottenere qualcosa di più. Interessantissimo il discorso su eteronomia e autonomia e sul concetto di ideologia

    ha scritto il 

  • 5

    l'ho letto all'università, era inserito nel programma di antropologia aulturale, uno degli esami più semplici, eppur più interessanti del mio percorso accademico. Baumann denuncia qui come in ...continua

    l'ho letto all'università, era inserito nel programma di antropologia aulturale, uno degli esami più semplici, eppur più interessanti del mio percorso accademico. Baumann denuncia qui come in altri suoi testi l'assenza degli spazi pubblici nella comunità globale e globalizzata ed il conseguente senso di estraneità e di smarrimento dei suoi cittadini. manacano punti di riferimento pubblici, tutto è privato. soprattutto i luoghi del potere. quelli sono privati, privatissimi e hanno distrutto qualsiasi precedente legame con le istituzioni pubbliche, ormai svuotate del loro stesso motivo di esistenza: governare. da qui la necessità di un'azione collettiva in favore del pubblico, un'azione collettiva figlia delle domande: le domande che noi tutti dovremmo porci, le domande che generano nuove domande, le domande che rivitalizzano una società permettendole di non venir imbalsamata da chi ritiene esistano solo risposte certe, assolutamente veritiere.

    ha scritto il