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La solitudine di Elena

Di

Editore: Einaudi

3.4
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806176919 | Isbn-13: 9788806176914 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Tomasinelli

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Elena ha 43 anni e dopo la morte della madre dà inizio a una lenta e dolorosametamorfosi che la porterà verso una maggiore consapevolezza di sé, verso laliberazione. Sente di aver perso di vista la propria identità, sua madre èmorta, il marito la tradisce, con la figlia quasi non parla. Si rifugia nellasolitudine e comincia a mettere in discussione il presente, il passato, gliamori, le amicizie, il sesso: inizia a scoprire, a conoscere. Un'operaall'apparenza semplice ed essenziale, in realtà aspra e sensuale.
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  • 2

    il mio solito errore, ma credo sia un fatto patologico...
    Trovo un autore che mi dice per una sua opera e allora devo conoscere tutto di questo....
    Avevo letto un suo libro "pas mal" questo invece " abbastanza mal" .
    Come ho detto altre volte, da leggere in treno ...tornando la sera da Milano ...continua

    il mio solito errore, ma credo sia un fatto patologico... Trovo un autore che mi dice per una sua opera e allora devo conoscere tutto di questo.... Avevo letto un suo libro "pas mal" questo invece " abbastanza mal" . Come ho detto altre volte, da leggere in treno ...tornando la sera da Milano

    ha scritto il 

  • 0

    La solitudine visuuta in diretta

    Si potrebbe chiamare derealizzazione la malattia della protagonista e narratrice, Elena Rincòn, così estraniata dalla propria vita da dover ricorrere ai rapporti di un detective per asscurarsi di essere viva. Contatta per telefono il detective quando sta per uscire e gli chiede di seguire "la si ...continua

    Si potrebbe chiamare derealizzazione la malattia della protagonista e narratrice, Elena Rincòn, così estraniata dalla propria vita da dover ricorrere ai rapporti di un detective per asscurarsi di essere viva. Contatta per telefono il detective quando sta per uscire e gli chiede di seguire "la signora",per potersi assicurare di essere oggettivata, viva, reale mentre legge i rapporti sui suoi movimenti, le annotazioni sui suoi vestiti o comportamenti. Non a caso Millas cita Kafka all'inizio e la Metamorfosi a più riprese nel corso del romanzo, perché quello che ci racconta è una metamorfosi. La donna passa attraverso uno stadio amorfo, inquietante, regressivo ed è soltanto nelle ultime pagine che vedrremo gli effetti inaspettati del lavorio di tutti gli istanti precedenti. Una discesa nella depressione della solitudine vissuta in diretta: "La solitudine è un'amputazione non visibile, ma altrettanto efficace, come se ti strappasero gli occhi e le orecchie e così, isolata da tutte le sensazioni esterne, da tutti i punti di riferimento, e solo con il tatto e la memoria, dovessi riscostruire il mondo esterno, il mondo in cui devi abitare e che ti abita."

    ha scritto il 

  • 5

    Speranza a fiotti in questo piccolo libro.Fa bene al cuore pensare di farcela e qui vi assicuro che si è tentati di crederlo davvero.Quando diciamo a noi stessi "non cambierò mai" dichiariamo la nostra sconfitta, cambiare si può e si deve ed Elena ci aiuta a capire. Scusate l'esaltazione, ma ogni ...continua

    Speranza a fiotti in questo piccolo libro.Fa bene al cuore pensare di farcela e qui vi assicuro che si è tentati di crederlo davvero.Quando diciamo a noi stessi "non cambierò mai" dichiariamo la nostra sconfitta, cambiare si può e si deve ed Elena ci aiuta a capire. Scusate l'esaltazione, ma ogni ipotesi di seconda occasione mi illumina l'anima

    ha scritto il 

  • 5

    Io non sono di qui

    Davvero, un corpo è come un quartiere; ha il proprio centro commerciale, le strade principali, e una periferia irregolare attraverso la quale cresce o muore.
    Io non sono di qui, di questa città... sono finita qui per i casi della vita e a poco a poco ho smesso di essere di dov'ero, che e
    ...continua

    Davvero, un corpo è come un quartiere; ha il proprio centro commerciale, le strade principali, e una periferia irregolare attraverso la quale cresce o muore.
    Io non sono di qui, di questa città... sono finita qui per i casi della vita e a poco a poco ho smesso di essere di dov'ero, che era una località di mare e di molto sole....

    beh, come si fa a non crederci ?

    ...tutti abbiamo ai nostri antipodi un essere che è uguale a noi e che occupa sempre nel globo terrestre un luogo diametralmente opposto al nostro... cammina, soffre e dorme contemporaneamente a noi dato che è il nostro doppio e pensa sempre quello che pensiamo noi allo stesso tempo. Diceva che in epoche remote alcuni avventurieri viaggiarono in cerca del loro doppio, e non giunsero mai a vederlo perchè il doppio si spostava esattamente come loro per non perdere la posizione simmetrica sulla terra, ma anche perchè il doppio aveva avuto la stessa idea.

    ha scritto il