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La sonata a Kreutzer

I grandi della narrativa, 2

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.9
(3214)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Francese , Turco , Catalano , Portoghese , Russo , Giapponese , Chi semplificata

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mario Caramitti ; Prefazione: Corrado Augias

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Tolstoj combatte la sua disordinata sensualità e cerca di domarla ricacciandola. Lui e Sofija avevano avuto tredici figli (non tutti arrivati all'età adulta)e, certo non per caso, anche la protagonista del racconto mette al mondo cinque figli nei primi anni di matrimonio prima che suo marito decida di interrompere questa estenuante serie di gravidanze. Da quel momento la donna acquista una bellezza pacata, languida, lievemente pigra, che ne accresce ancora la sensualità.
Dall'introduzione di Corrado Augias
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  • 3

    De utilitate humanae litterae

    La sonata a Kreutzer è il dramma di un insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi di segno opposto, i quali, tendono accanitamente a sottomettersi l'un l'altro nel soddisfacimento de ...continua

    La sonata a Kreutzer è il dramma di un insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi di segno opposto, i quali, tendono accanitamente a sottomettersi l'un l'altro nel soddisfacimento della loro brama.
    Sonora cazzata: qui proprio non ci siamo.
    Il romanzo è:
    - Finissimo dramma psicologico che vale più di qualsivoglia saggio sulla percezione delirante.
    - Rappresentazione di un gesto vieppiù reiterato: il femminicidio.
    - Estrinsecazione del timore ancestral-culturale di larga frangia maschile: l'autonomia interiore femminile.
    Tolstoj è nobile, è grande ed è russo. Non avrebbe mai potuto comporre una innovativa "Carmen", come fece Mérimée, pure alla fine della fiera dell'incapacità di "reggere" la donna, se non esegue, obbedisce, bamboleggia secondo i canoni, si conforma, si tratta.
    Il presunto cornuto, infatti, stranisce al solo vedere come versava il tè, moveva una gamba o avvicinava il cucchiaino alla bocca, faceva gorgogliare e assorbire il liquido, e la odiavo proprio per quello come per il peggiore degli atti.
    Follia pura. Che di per sé, essendosi in uomini diversi riproposta - di pochi giorni fa l'ennesimo omicidio/suicidio nel Belpaese - è plausibile (ma inaccettabile).

    Ciò che fa capottare dalle risate è il fervorino finale. Destinato a giustificare e avallare l'ingiustificabile. Concentrato di misoginia - il che non meraviglia visto chi era il conte - e religiosità. Ovvero razionalità e fede strette in indissolubile connubio.
    Laddove la donna spesso fantastica, foss'anche usando il linguaggio dell'inconscio, e così dicendosi e comprendendo, l'uomo - tale pare la lezione di Leone - agisce.
    Come non ricordare "Eyes wide shout": il sogno di lei e l'orgia reale di lui.
    Dunque alla fine si ride, nonostante le intenzioni dell'autore fossero ben altre.
    E non si può non pensare, citando uno stralcio dell'acuta recensione all'opera di un altro anobiano, che in fondo il maestro di musica "suona il violino, non la tromba".
    Amen

    Ad libitum:
    https://www.youtube.com/watch?v=K2snTkaD64U

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto in sé meriterebbe senz'altro almeno quattro stelle, forse anche cinque, poiché si tratta di una fine analisi psicologica sullo scatenarsi della gelosia nella mente di un uomo sposato, fino ...continua

    Il racconto in sé meriterebbe senz'altro almeno quattro stelle, forse anche cinque, poiché si tratta di una fine analisi psicologica sullo scatenarsi della gelosia nella mente di un uomo sposato, fino al suo tragico epilogo. Molto meno degna del grande Tolstoj, invece, è la parte finale ("Postilla dell'autore") una noiosissima, discutibile tirata moralistica sulla castità prematrimoniale, la continenza sessuale e contro la prostituzione, nella quale si possono ravvisare anche delle argomentazioni che, decenni dopo, saranno fatte proprie dalla becera ideologia femminista.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Una piccola perla di saggezza stronca certezze.

    Il mio primo approccio con Tolstoj è stato dei più traumatici, ma tutto sommato ne valeva davvero la pena.
    Tolstoj ha scritto questo racconto nel tentativo di "smuovere le coscienze" attraverso la dis ...continua

    Il mio primo approccio con Tolstoj è stato dei più traumatici, ma tutto sommato ne valeva davvero la pena.
    Tolstoj ha scritto questo racconto nel tentativo di "smuovere le coscienze" attraverso la disillusione, la rabbia, l'odio e l'attaccamento ai beni materiali e alla carne del protagonista, un uomo vuoto nel vero e proprio senso della parola.
    Il suo messaggio in realtà è tutto il contrario di quello contenuto nel romanzo e lo spiega nella post-fazione. Lui crede nell'amore, che non è legame di carne ma legame di spirito tra due persone che va coltivato fino alla morte. In alternativa le conseguenze potrebbero risultare disastrose ed è proprio il caso del suo protagonista che commette un "femminicidio", anzi un "uxoricidio" sulle note della Sonata a Kreutzer di Beethoven a causa dell'odio, della gelosia, della possessività e del tradimento di quest'ultima.
    La carne uccide l'amore, è questo il messaggio di Tolstoj.

    ha scritto il 

  • 3

    Del libro mi ha colpita in particolar modo l'acuta analisi psicologica della gelosia e degli effetti che essa produce. La descrizione del matrimonio vista attraverso gli occhi del protagonista del lib ...continua

    Del libro mi ha colpita in particolar modo l'acuta analisi psicologica della gelosia e degli effetti che essa produce. La descrizione del matrimonio vista attraverso gli occhi del protagonista del libro è alquanto deprimente, ma è comprensibile alla luce del fatto che si tratta di una psiche afflitta dal dramma di ciò che è accaduto, dal tentativo disperato di trovare un senso in un atto efferato che di sensato non ha nulla. Nel complesso, ho trovato la narrazione a tratti avvincente e coinvolgente e a tratti noiosa e pedante, ma per l'introspezione psicologica che favorisce è una lettura che mi sento di consigliare.

    ha scritto il 

  • 4

    El crimen del matrimonio

    Reseña completa en: http://www.sopadelibros.com/review/3710

    Ante todo, “La sonata a Kreutzer”, es un libro amargo, duro y crítico que, al hilo de la realidad cínica descrita, van brotando polifónicam ...continua

    Reseña completa en: http://www.sopadelibros.com/review/3710

    Ante todo, “La sonata a Kreutzer”, es un libro amargo, duro y crítico que, al hilo de la realidad cínica descrita, van brotando polifónicamente temas existenciales, morales, sociales, espirituales, etc. Una letanía de punzantes tesis que se manifiestan al profundizar en el sacro sentimiento del Amor y su “inherente, natural y consabido” fin: el matrimonio.
    El discurso-confesión del criminal va más allá del componente purgativo, es una catarsis que desnuda su alma y el análisis trasciende hacia la esencia del ser humano dentro de la farsante sociedad donde se desenvuelve. En este dolido testimonio, el uxoricida da un pormenorizado repaso desde su juventud hasta el aciago crimen; una revisión reflexiva que señala los artífices reales que posibilitan y fomentan los hábitos que convergen ante tal horrenda muerte.
    El exhaustivo estudio comienza desmitificando ese sentimiento tan idolatrado, venerable y feliz que llamamos Amor. El denominado amor ideal y sublime sólo está amparado por la literatura, una falsedad que tiene arraigo en nuestra mentalidad más joven. Luego las relaciones que suscitan dicho afecto, acompañado de la pasión, siguen el mismo camino falaz. Pozdnysehev describe sin ambages estos amoríos basados en la hipocresía de la relación de pareja animados por las costumbres sociales realmente pútridas. El análisis aporta multitud de materias afines: sexo, placer, prostitución, vicio, humillación, la desigualdad de la mujer, ambición, matrimonio, felicidad, educación de los hijos, rutina, celos, odio, muerte.
    Si bien estos variados asuntos están comprendidos en una mentalidad y época decimonónica, no dejan de ser problemas coetáneos y, por tanto, eternos. Las ideas y dudas planteadas están en vigor, la mayoría de los pensamientos (estando de acuerdo o en disconformidad) harán al lector ejercitarse en la reflexión de nuestra “civilización” y tomar en consideración ciertos aspectos con ese determinado punto de vista.

    Mi nota: 8.

    ha scritto il 

  • 5

    El huelco a la realidad humana

    Tolstoi marca una histórica verdad, esta verdad sigue siendo el presente. La superficialidad y la vanidad son dos cosas confundidas con el amor. Para Tolstoi en esta novela, no existe mas que el amor ...continua

    Tolstoi marca una histórica verdad, esta verdad sigue siendo el presente. La superficialidad y la vanidad son dos cosas confundidas con el amor. Para Tolstoi en esta novela, no existe mas que el amor de Dios, ya que el amor humano es simple deseo y atracción carnales. Cuando la humanidad entienda esto habrá de desaparecer pero se salvará.

    ha scritto il 

  • 3

    Un veloce "saggio",sotto le mentite spoglie del romanzo,intorno al rapporto uomo/donna:aspirazioni,corteggiamento,matrimonio,sessualità,figli,gelosia,emancipazione femminile.
    Tolstoj non fa mancare il ...continua

    Un veloce "saggio",sotto le mentite spoglie del romanzo,intorno al rapporto uomo/donna:aspirazioni,corteggiamento,matrimonio,sessualità,figli,gelosia,emancipazione femminile.
    Tolstoj non fa mancare il suo pensiero su ogni aspetto(o perlomeno su molti)del dualismo più classico.
    Analisi da prendere con le molle(scritto nel 1890),non è da accettare in toto così come-pur stereotipando le situazioni-non è da respingere tout court:per una serie analisi meglio leggere ben altro,accontentiamoci degli spunti(parecchi)di riflessione presenti.
    Quel che è certo,purtroppo,è che il dualismo tolstjano è ancora una tremenda attualità:mi vien da pensare che 125 anni dopo non abbiamo fatto alcun passo da gigante per migliorarlo(perfezionare sarebbe chiedere troppo).
    Del romanzo ho preferito la prima parte(anche facile accorgersene:solo da questa trascrivevo le frasi che maggiormente hanno attirato la mia attenzione)e passo dal concetto pel quale il sesso non ammette l'amore fondato sulla concordia degli ideali a quello che lo concepisce come mero atto maialesco da ricordare con vergogna;Una carnalità contro la quale combattere.Indi il turno della donna vista come strumento di eccitazione sessuale di fronte alla quale l'uomo cade e perde il controllo.
    "Volete che ci occupiamo soltanto di sensualità?E così sia e ci impadroniremo di voi":tutta qui la ribellione femminile però?
    Terrificante questa:"La prostituta per breve tempo è disprezzata,rispettata quella a lungo tempo"(nel 2° caso si riferisce alla figura coniugale:comunque una prostituta ... ).
    E ve n'è una,alleluja,graffiante verso l'uomo:"Le donne,specie se già passate per la scuola maschile,sanno che le elucubrazioni su argomenti elevati e quanto affermato in materia di sentimenti elevati sono chiacchere e menzogne:all'uomo serve il corpo ed essa lo sa".
    Per parte mia,mi sento rincuorato dal pensiero di un'amica che,pur titubante e timorosa dell'eventuale reazione negativa,mi disse pressapoco testualmente:"Notavo una sensibilità femminile che pensavo fossi gay".
    Per me non è un giudizio di poco conto e resta il miglior complimento ricevuto.
    "Io sono mia" (Mafalda)
    Un veloce "saggio",sotto le mentite spoglie del romanzo,intorno al rapporto uomo/donna:aspirazioni,corteggiamento,matrimonio,sessualità,figli,gelosia,emancipazione femminile.
    Tolstoj non fa mancare il suo pensiero su ogni aspetto(o perlomeno su molti)del dualismo più classico.
    Analisi da prendere con le molle(scritto nel 1890),non è da accettare in toto così come-pur stereotipando le situazioni-non è da respingere tout court:per una serie analisi meglio leggere ben altro,accontentiamoci degli spunti(parecchi)di riflessione presenti.
    Quel che è certo,purtroppo,è che il dualismo tolstjano è ancora una tremenda attualità:mi vien da pensare che 125 anni dopo non abbiamo fatto alcun passo da gigante per migliorarlo(perfezionare sarebbe chiedere troppo).

    Del romanzo ho preferito la prima parte(anche facile accorgersene:solo da questa trascrivevo le frasi che maggiormente hanno attirato la mia attenzione)e passo dal concetto pel quale il sesso non ammette l'amore fondato sulla concordia degli ideali a quello che lo concepisce come mero atto maialesco da ricordare con vergogna;Una carnalità contro la quale combattere.Indi il turno della donna vista come strumento di eccitazione sessuale di fronte alla quale l'uomo cade e perde il controllo.
    "Volete che ci occupiamo soltanto di sensualità?E così sia e ci impadroniremo di voi":tutta qui la ribellione femminile però?
    Terrificante questa:"La prostituta per breve tempo è disprezzata,rispettata quella a lungo tempo"(nel 2° caso si riferisce alla figura coniugale:comunque una prostituta ... ).
    E ve n'è una,alleluja,graffiante verso l'uomo:"Le donne,specie se già passate per la scuola maschile,sanno che le elucubrazioni su argomenti elevati e quanto affermato in materia di sentimenti elevati sono chiacchere e menzogne:all'uomo serve il corpo ed essa lo sa".

    Per parte mia,mi sento rincuorato dal pensiero di un'amica che,pur titubante e timorosa dell'eventuale reazione negativa,mi disse pressapoco testualmente:"Notavo una sensibilità femminile che pensavo fossi gay".
    Per me non è un giudizio di poco conto e resta il miglior complimento ricevuto.
    "Io sono mia" (Mafalda)

    ha scritto il 

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