La sonata a Kreutzer

I grandi della narrativa, 2

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

3.9
(3267)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Francese , Turco , Catalano , Portoghese , Russo , Giapponese , Chi semplificata

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mario Caramitti ; Prefazione: Corrado Augias

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Tolstoj combatte la sua disordinata sensualità e cerca di domarla ricacciandola. Lui e Sofija avevano avuto tredici figli (non tutti arrivati all'età adulta)e, certo non per caso, anche la protagonista del racconto mette al mondo cinque figli nei primi anni di matrimonio prima che suo marito decida di interrompere questa estenuante serie di gravidanze. Da quel momento la donna acquista una bellezza pacata, languida, lievemente pigra, che ne accresce ancora la sensualità.
Dall'introduzione di Corrado Augias
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    La Sonata a Kreutzer rappresenta uno dei picchi più alti della misogina tolstoiana. Come per molte altre sue opere, il romanzo presenta una forte componente autobiografica; nel testo emerge il disprez ...continua

    La Sonata a Kreutzer rappresenta uno dei picchi più alti della misogina tolstoiana. Come per molte altre sue opere, il romanzo presenta una forte componente autobiografica; nel testo emerge il disprezzo che il “secondo” Tolstoj aveva verso se stesso perché in gioventù, e anche nel matrimonio, aveva avuto un insaziabile appetito sessuale, ed imputava alla “camera da letto” e quindi, alle donne, la tragedia dell'umanità. Ne parlo qui: http://bit.ly/1RgA2om

    ha scritto il 

  • 3

    Predica e morale

    Vi manca il predicatore che la Domenica in chiesa vi imponga il modo giusto di vivere la vostra vita? Se si questo libro fa per voi. E’ Tolstoj. Non c’è dubbio. Anche mentre sta moraleggiando le sue r ...continua

    Vi manca il predicatore che la Domenica in chiesa vi imponga il modo giusto di vivere la vostra vita? Se si questo libro fa per voi. E’ Tolstoj. Non c’è dubbio. Anche mentre sta moraleggiando le sue riflessioni sugli esseri umani e la natura sono sempre coinvolgenti. Ma in questo racconto lungo trovo che sia moralista al suo meglio/peggio. Preferisco altre sue opere dove il suo cuore lotta con maggior successo per superare il predicatore.

    ha scritto il 

  • 4

    Inquietudine ed incanto sono le opposte sensazioni che lascia la lettura di questo romanzo breve di Tolstoj. Un’opera che va contestualizzata per capirne la portata quasi rivoluzionaria per l’epoca. T ...continua

    Inquietudine ed incanto sono le opposte sensazioni che lascia la lettura di questo romanzo breve di Tolstoj. Un’opera che va contestualizzata per capirne la portata quasi rivoluzionaria per l’epoca. Tolstoj la scrisse in un tardo periodo della sua produzione letteraria, dopo una intensa crisi spirituale che sfociò nella sua adesione esaltata ad un cristianesimo evangelico. Lui la definì la sua rigenerazione morale. Per la scabrosità degli argomenti , sorprendenti per l’epoca, lo scrittore ebbe molti problemi per la sua pubblicazione. Il libro è un aperto atto d’accusa contro l’ipocrisia dell’istituzione matrimoniale basata sull’inganno, dal momento che la tanto sbandierata felicità coniugale non è altro che un legame bestiale basato sul sesso, santificato dalla società fin dalla più giovane età di uomini e donne che vengono preparati gli uni ad essere conquistati come schiavi dei loro istinti e le altre ad essere oggetti del desiderio, vittime ma anche carnefici della schiavitù maschile. Tutto questo emerge dal racconto che un tale Pozdnysev, appartenente alla nobiltà russa, fa durante un viaggio in treno ad uno sconosciuto, esordendo con lui in modo sorprendente, con la confessione di essere un uxoricida. Si snoda così un racconto dal ritmo serrato, una storia di lucidissima follia la cui protagonista è la gelosia, con un continuo scavo psicologico dei moti più intimi dell’animo del protagonista, il quale, pur nella ossessione dei pensieri che lo animano, non perde la razionalità nei comportamenti (tanto che mi sono chiesta se un giudice dovesse giudicarlo oggi lo riterrebbe incapace di intendere e di volere o invece pienamente imputabile). Sotto il profilo letterario, dunque, nulla da dire, è un racconto notevole ed anche modernissimo, visti i casi di raptus di follia e omicidi passionali che riempiono le pagine dei giornali. Quando poi vai a leggere la postfazione scritta dallo stesso Tolstoj per “giustificare” ai lettori quella sua opera che tanto scandalo suscitò, nella quale Tolstoj si propone come un castigatore di costumi, predicando il valore morale dell’astinenza dal sesso quale altissimo ideale cristiano, allora si sente la lontananza dalla nostra concezione di vita. Nel 2015, in un’epoca in cui la Chiesa stessa è travolta da continui scandali sessuali, le parole di Tolstoj sull’ideale del cristiano, l’amore verso Dio e il prossimo, la rinunzia a sé stessi per servire Dio, e sul peccato, che è rappresentato dall’amore carnale, che è un ostacolo alla dedizione a Dio e agli altri, hanno un sapore di rancido come un cibo andato a male.

    ha scritto il 

  • 3

    De utilitate humanae litterae

    La sonata a Kreutzer è il dramma di un insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi di segno opposto, i quali, tendono accanitamente a sottomettersi l'un l'altro nel soddisfacimento de ...continua

    La sonata a Kreutzer è il dramma di un insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi di segno opposto, i quali, tendono accanitamente a sottomettersi l'un l'altro nel soddisfacimento della loro brama.
    Sonora cazzata: qui proprio non ci siamo.
    Il romanzo è:
    - Finissimo dramma psicologico che vale più di qualsivoglia saggio sulla percezione delirante.
    - Rappresentazione di un gesto vieppiù reiterato: il femminicidio.
    - Estrinsecazione del timore ancestral-culturale di larga frangia maschile: l'autonomia interiore femminile.
    Tolstoj è nobile, è grande ed è russo. Non avrebbe mai potuto comporre una innovativa "Carmen", come fece Mérimée, pure alla fine della fiera dell'incapacità di "reggere" la donna, se non esegue, obbedisce, bamboleggia secondo i canoni, si conforma, si tratta.
    Il presunto cornuto, infatti, stranisce al solo vedere come versava il tè, moveva una gamba o avvicinava il cucchiaino alla bocca, faceva gorgogliare e assorbire il liquido, e la odiavo proprio per quello come per il peggiore degli atti.
    Follia pura. Che di per sé, essendosi in uomini diversi riproposta - di pochi giorni fa l'ennesimo omicidio/suicidio nel Belpaese - è plausibile (ma inaccettabile).

    Ciò che fa capottare dalle risate è il fervorino finale. Destinato a giustificare e avallare l'ingiustificabile. Concentrato di misoginia - il che non meraviglia visto chi era il conte - e religiosità. Ovvero razionalità e fede strette in indissolubile connubio.
    Laddove la donna spesso fantastica, foss'anche usando il linguaggio dell'inconscio, e così dicendosi e comprendendo, l'uomo - tale pare la lezione di Leone - agisce.
    Come non ricordare "Eyes wide shout": il sogno di lei e l'orgia reale di lui.
    Dunque alla fine si ride, nonostante le intenzioni dell'autore fossero ben altre.
    E non si può non pensare, citando uno stralcio dell'acuta recensione all'opera di un altro anobiano, che in fondo il maestro di musica "suona il violino, non la tromba".
    Amen

    Ad libitum:
    https://www.youtube.com/watch?v=K2snTkaD64U

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto in sé meriterebbe senz'altro almeno quattro stelle, forse anche cinque, poiché si tratta di una fine analisi psicologica sullo scatenarsi della gelosia nella mente di un uomo sposato, fino ...continua

    Il racconto in sé meriterebbe senz'altro almeno quattro stelle, forse anche cinque, poiché si tratta di una fine analisi psicologica sullo scatenarsi della gelosia nella mente di un uomo sposato, fino al suo tragico epilogo. Molto meno degna del grande Tolstoj, invece, è la parte finale ("Postilla dell'autore") una noiosissima, discutibile tirata moralistica sulla castità prematrimoniale, la continenza sessuale e contro la prostituzione, nella quale si possono ravvisare anche delle argomentazioni che, decenni dopo, saranno fatte proprie dalla becera ideologia femminista.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Una piccola perla di saggezza stronca certezze.

    Il mio primo approccio con Tolstoj è stato dei più traumatici, ma tutto sommato ne valeva davvero la pena.
    Tolstoj ha scritto questo racconto nel tentativo di "smuovere le coscienze" attraverso la dis ...continua

    Il mio primo approccio con Tolstoj è stato dei più traumatici, ma tutto sommato ne valeva davvero la pena.
    Tolstoj ha scritto questo racconto nel tentativo di "smuovere le coscienze" attraverso la disillusione, la rabbia, l'odio e l'attaccamento ai beni materiali e alla carne del protagonista, un uomo vuoto nel vero e proprio senso della parola.
    Il suo messaggio in realtà è tutto il contrario di quello contenuto nel romanzo e lo spiega nella post-fazione. Lui crede nell'amore, che non è legame di carne ma legame di spirito tra due persone che va coltivato fino alla morte. In alternativa le conseguenze potrebbero risultare disastrose ed è proprio il caso del suo protagonista che commette un "femminicidio", anzi un "uxoricidio" sulle note della Sonata a Kreutzer di Beethoven a causa dell'odio, della gelosia, della possessività e del tradimento di quest'ultima.
    La carne uccide l'amore, è questo il messaggio di Tolstoj.

    ha scritto il 

  • 3

    Del libro mi ha colpita in particolar modo l'acuta analisi psicologica della gelosia e degli effetti che essa produce. La descrizione del matrimonio vista attraverso gli occhi del protagonista del lib ...continua

    Del libro mi ha colpita in particolar modo l'acuta analisi psicologica della gelosia e degli effetti che essa produce. La descrizione del matrimonio vista attraverso gli occhi del protagonista del libro è alquanto deprimente, ma è comprensibile alla luce del fatto che si tratta di una psiche afflitta dal dramma di ciò che è accaduto, dal tentativo disperato di trovare un senso in un atto efferato che di sensato non ha nulla. Nel complesso, ho trovato la narrazione a tratti avvincente e coinvolgente e a tratti noiosa e pedante, ma per l'introspezione psicologica che favorisce è una lettura che mi sento di consigliare.

    ha scritto il 

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