La sonata a Kreutzer

matrimonio: sesso o amore?

Di

Editore: Demetra

3.9
(3372)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Francese , Turco , Catalano , Portoghese , Russo , Giapponese , Chi semplificata

Isbn-10: 8871227573 | Isbn-13: 9788871227573 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
La sonata a Kreutzer condivide con Il diavolo, la efinizione di "racconto sessuale", tratteggia un momento importante della vita di Lev Tolstoj, caratterizzata da una profonda crisi spirituale che lo porta ad individuare nella passione fisica la causa di una forma di dannazione terrena: la vita coniugale. Atto d'accusa contro i costumi e "l'educazione" sessuale nella società del suo tempo, e insieme autoaccusa per la sua vita passata.
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  • 3

    Storia attualissima di un femminicidio raccontata da Tolstoj. Ritmo, limpidezza, rigore, precisione. Era un gigante, poco da dire. Mentre lo leggo mi viene in mente sempre la parola "abitare". È uno d ...continua

    Storia attualissima di un femminicidio raccontata da Tolstoj. Ritmo, limpidezza, rigore, precisione. Era un gigante, poco da dire. Mentre lo leggo mi viene in mente sempre la parola "abitare". È uno dei pochi che riga per riga costruisce al lettore uno spazio in cui ci si trasferisce: ci stai comodo, ci abiti appunto. Anche quando si tratta di uno spazio angusto come in questo caso: sia che si alluda allo scompartimento ferroviario dove l'uxoricida si confessa ai suoi compagni di viaggio. Sia che si pensi al numero esiguo di pagine. Il che conferma che in Guerra e pace o in Anna Karenina non è la mole della narrazione a produrre quella sensazione, ma il modo in cui l'autore costruisce la storia e il mondo in cui si sviluppa.

    Questo naturalmente a prescindere dai contenuti. In queste pagine Tolstoj (ci aggiunse pure una postfazione terrificante, per paura che non fosse stato abbastanza chiaro), con rispetto parlando, delira. La morale che ricava dal femminicidio è aberrante, tanto per l'uomo che per la donna. Arriva a definire non solo il sesso, ma anche l’amore che induce allo scambio sessuale “qualcosa di decisamente schifoso, di sporco, che solo a parlarne e a pensarci fa nausea e vergogna”. Insomma, davvero roba da coma etico (molto peggio di quello etilico).

    La teoria sull'astinenza sessuale come fonte di salute morale e bussola etica è stata una teoria che gran parte di noi (nati dal '50 in qua) ha preso in considerazione solo per riderci sopra (tranne i cattolici ovviamente e qualche isolata frangia zen). E anche stavolta ho pensato solo cose da ridere, mentre ammiravo come si possano scrivere così bene, cose così osceme.
    Tanto per fare un esempio, mi è tornato in mente il metodo "Oggi-no" (e dunque l'astinenza assoluta, prematrimoniale e non, che come antifecondativo indubbiamente funziona) con cui negli anni '70 si sfotteva il famoso metodo anticoncezionale "Ogino” (dal nome di uno dei due ginecologi che lo inventarono). I cattolici lo praticavano entusiasti, con risultati più esilaranti delle nostre battute. La sua fortuna fu di sicuro una delle concause dell'ultima fase del baby boom.

    E c'è un altro esempio in quegli anni di riscoperta del valore morale (e anche fisico, proprio come dice Tolstoj) della castità. E fu quello dell'educazione sessuale propagandata dalle organizzazioni giovanili cattoliche, in particolare da Comunione e Liberazione: "vergini al matrimonio” era il motto. E anche quella si risolse in una ulteriore contributo alla crescita demografica. Perché persino ai ciellini accadeva che gli ormoni, resisti-resisti-resisti, ad un certo punto tracimassero. E accadeva spesso nel momento topico (con rispetto parlando) per cui del motto restava solo il matrimonio, con prole in arrivo (pancioni in tulle – mestamente bianco sporco o avana - facevano la fila per entrare nelle chiese in quegli anni).

    Insomma caro Lev, la castità (tranne casi eccezionali) oltre ad essere noiosa, oltre ad essere una perversione sessuale grave, ha un altro problema: non funziona. A Napoli dicono "lassa perde: nunn'è cosa".

    ha scritto il 

  • 3

    Ho provato un odio profondo verso il protagonista di questa storia: un omuncolo a cui piace giocare al padre-padrone e che per proteggere il suo orgoglio ferito si sente in diritto di uccidere la prop ...continua

    Ho provato un odio profondo verso il protagonista di questa storia: un omuncolo a cui piace giocare al padre-padrone e che per proteggere il suo orgoglio ferito si sente in diritto di uccidere la propria moglie avendo il dubbio (e solo quello) che lei abbia potuto tradirlo. Un folle misogino, bipolare, attaccato alle apparenze. Un uomo che vede la moglie come di sua proprietà. Vi ricorda fatti di cronaca recente? A me pure troppi. Da donna, questa storia è stata insopportabile. Da lettrice, ho apprezzato tantissimo la scrittura di Tolstoj.

    ha scritto il 

  • 4

    A dispetto delle idee maschiliste e antiquate che pervadono il libro e soprattutto di un poscritto dell'autore impregnato di moralità cristiana molto lontano dai giorni nostri, non posso dire che il r ...continua

    A dispetto delle idee maschiliste e antiquate che pervadono il libro e soprattutto di un poscritto dell'autore impregnato di moralità cristiana molto lontano dai giorni nostri, non posso dire che il romanzo di Tolstoj non mi abbia colpita.
    Si tratta di un romanzo breve che colpisce in maniera repentina sin dalle prime pagine, perchè fin dall'inizio il lettore capisce in che cosa si sta cimentando: la trama si svolge durante un viaggio in treno e sarà uno sconosciuto ad ascoltare le parole di un uxoricida e come la folle gelosia lo abbia portato ad quel gesto estremo.

    Il racconto ha le sembianze di un monologo, sono poche infatti le domande che interrompono le parole di Pozdnysev: l'omicidio della moglie viene raccontato con fervore, passione ma anche con una lucidità irrequieta, tutti i pensieri sono frutto di una follia interiore.
    Per certi versi è un romanzo che inquieta, Tolstoj condanna a gran voce la prostituzione e il matrimonio come semplice atto carnale, in favore di un legame che dovrebbe essere puramente casto, ma quello che più mette in difficoltà sono le parole che esprime nei confronti delle donne: donne viste come semplici oggetti istruite a dovere per accalappiare e forviare l'uomo, donne che civettano e che usano a proprio favore la bellezza.
    Ci sono pensieri che diventano quasi imbarazzanti da leggere e da capire ma va da sé che il romanzo debba essere contestualizzato a dovere: siamo lontano anni luce dal realismo di Anna Karenina e credo che il romanzo sia la diretta conseguenza della la cristi esistenziale che colpì l'autore; un'opera che tra l'altro causò dispiacere anche alla moglie Sofja la quale in risposta al marito scrisse "Amore colpevole", anche questo un romanzo che vede la gelosia come tema centrale o piuttosto come causa di morte ma con l'affermazione di idee quasi opposte a quelle espresse dal marito sul matrimonio e sulla donna.

    Nonostante quindi le diverse idee di pensiero, La sonata a Kreutzer mi ha catturata dalla prima all'ultima riga, la passione con cui sono espressi sentimenti seppur non condivisibili non è così facile da trovare e percepire, in poche pagine sono raccontati sentimenti forti e il romanzo, seppur breve, è di un'intensità da un parte allarmante ma dall'altra travolgente.

    Ma fino a che punto si può ritenere Tolstoj del tutto lucido e non annebbiato dal fervore religioso quando scrisse queste parole?!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tra ideale e passione

    Sulle note dell'omonima opera di Beethoven, si è un po' portati a ripensare a quanto ha scritto il vecchio T. in merito alla sua personale esperienza e su alcune tematiche calate nella Russia del temp ...continua

    Sulle note dell'omonima opera di Beethoven, si è un po' portati a ripensare a quanto ha scritto il vecchio T. in merito alla sua personale esperienza e su alcune tematiche calate nella Russia del tempo (il rapporto uomo-donna, il matrimonio, la visione dell'amore, ..). Queste pagine dalla travagliata storia compositiva ed editoriale sono ineccepibili: Tolstoj offre un'analisi psicologica dei personaggi ben strutturata e delineata. Quell'anonimo signore anziano che racconta sul treno la propria storia potrebbe essere chiunque, forse una proiezione dello scrittore stesso. Nonostante sia apparentemente una narrazione semplice, che si sente tuttora ai ns giorni, ciò che pienamente caratterizza questo romanzo breve è, a mio avviso, il rimorso e sottilmente anche l'orrore per il gesto sconsiderato compiuto da quell'ignoto signore, un omicidio di cui il movente è ben chiaro al lettore. Le passioni non possono nascondere la volontarietà del gesto, perchè inescusabile, indipendentemente dal fatto che il tradimento della moglie sia avvenuto o meno.

    Doveroso l'ascolto della Sonata per pianoforte e violino in la maggiore n. 9, op. 47, comunemente nota come Sonata a Kreutzer.

    ha scritto il 

  • 0

    E' blasfemia dire che la Sonata a Kreutzer è un romanzetto insulso e inutile? Può darsi, ma chi se ne frega. Anche calato nell'epoca, risente troppo del palese intento didascalico moralistico che spog ...continua

    E' blasfemia dire che la Sonata a Kreutzer è un romanzetto insulso e inutile? Può darsi, ma chi se ne frega. Anche calato nell'epoca, risente troppo del palese intento didascalico moralistico che spoglia di ogni componente artistica l'opera di un T. forse un po' annebbiato dall'età avanzata.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà la terza o quarta volta che rileggo questo capolavoro, ma il mio giudizio non è cambiato: o si screma il giudizio letterario dalle tesi qui esposte, o si rischia di buttare il libro dalla finestr ...continua

    Sarà la terza o quarta volta che rileggo questo capolavoro, ma il mio giudizio non è cambiato: o si screma il giudizio letterario dalle tesi qui esposte, o si rischia di buttare il libro dalla finestra (e, ad avercelo davanti -il grande, immenso Lev-, prenderlo a schiaffi).
    Questa volta tuttavia sono stata sostenuta dalla bella prefazione di Gianlorenzo Pacini.

    E' noto che la moglie di Tolstoj, Sof'ja, fu costretta a rilevare che la Sonata era stata scritta "con cattiveria" e gli oppose un suo libro (Amore colpevole) in cui, alla storia di un giovane uomo che accoltella la moglie a causa di una gelosia morbosa, rispose con la storia della giovane Anna uccisa -sia pure involontariamente, ma sempre per gelosia- dal marito.

    L'amico Maksim Gor'kij (a cui Tolstoj stesso aveva confidato che l'umanità è sì colpita da terremoti, epidemie, malattie, ma "in tutti i tempi la tragedia più dolorosa è stata e sarà la tragedia della camera da letto") scrisse: "Non mi sono mai piaciuti i suoi giudizi sulle donne... vi si sentiva qualcosa di artefatto, di insincero e allo stesso tempo di troppo personale. Era come se una volta l'avessero offeso ed egli non fosse riuscito né a dimenticare né a perdonare".

    Ma più di ogni altro fu Nietzsche a svelare le contraddizioni profonde del pensiero di questo ultimo Tolstoj (che, detto per inciso, definiva Nietzsche "pazzo nel senso letterale della parola"!). Egli affermò che "il prete-asceta è una contraddizione vivente", dominato dal fastidio della vita e dal desiderio della fine. Ma tale fastidio è originato dalla sua insoddisfazione per la vita "così com'è", con tutte le sue miserie e limitazioni; e il desiderio della fine è in realtà il desiderio "di essere in un altro modo".
    Egli diventa così l'espressione vivente di una "volontà di potenza" spasmodicamente tesa verso l'assoluto, e cioè verso il nulla, giacché nulla di questo mondo può soddisfare la sua sete.

    Cosa penso io? Penso che anche Tolstoj, ad un certo momento della sua esistenza, sia "impazzito". Proprio come Nietzsche.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio, questo romanzo mi ha fatto provare un forte sentimento di rabbia e angoscia a causa delle teorie e della considerazione di Pozdnyšev sul matrimonio, sull'amore e sulla donna. Nonostante ci ...continua

    All'inizio, questo romanzo mi ha fatto provare un forte sentimento di rabbia e angoscia a causa delle teorie e della considerazione di Pozdnyšev sul matrimonio, sull'amore e sulla donna. Nonostante ciò, questa lettura mi ha completamente rapita. Racconta il nascere e il crescere di un disturbo paranoide, la delirante riflessione di un marito vecchio stampo tradito e, dunque, umiliato. Mi ha ricordato lo stile di Dostoevskij, mi ha ricordato Raskol'nikov, per l'esaltazione dei moti dell'animo umano, per la profonda introspezione, per quel legame che collega l'interiorità di un individuo alle azioni che compie e per l'analisi delle relative conseguenze. Inutile aggiungere altro, Tolstoj non delude mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura inutile

    Mi domandavo come mai da anni restava intonso nella mia libreria questo breve romanzo di Tolstoj, ora che l'ho letto l'ho capito. Insulso racconto di un autore ormai vecchio che vuole sancire anche a ...continua

    Mi domandavo come mai da anni restava intonso nella mia libreria questo breve romanzo di Tolstoj, ora che l'ho letto l'ho capito. Insulso racconto di un autore ormai vecchio che vuole sancire anche a livello letterario la sincerità della sua conversione al cattolicesimo. Della sua nuova religione sembra che l'autore russo abbia recepito esclusivamente la sessuofobia, visto che per lui l'amore carnale porta l'uomo alla perdizione anche nell'ambito del matrimonio, come spiega dettagliatamente, qualora fossero restati dei dubbi dalla lettura del breve romanzo, nella postfazione. Sembra incredibile che si parli dello stesso autore di Anna Karenina, è proprio vero che la religione è un oppio che annebbia i cervelli, anche quelli più raffinati ed educati.

    ha scritto il 

  • 4

    Bravissomo Tolstoj come sempre, anche se ho notato come se gli ideali "rivoluzionari" che hanno avvolto i sentimenti umani (dal 1789 in poi soprattutto) non sono di casa. Tutto troppo "freddo". ...continua

    Bravissomo Tolstoj come sempre, anche se ho notato come se gli ideali "rivoluzionari" che hanno avvolto i sentimenti umani (dal 1789 in poi soprattutto) non sono di casa. Tutto troppo "freddo".

    ha scritto il 

  • 3

    Come una relazione che volge al termine....

    Non è colpa sua, è colpa mia....
    Forse non con tutti posso fare lo stesso ragionamento. Sono solita a leggere (parlo dei grandi scrittori) prima i romanzi meno famosi, per poi buttarmi sui grandi clas ...continua

    Non è colpa sua, è colpa mia....
    Forse non con tutti posso fare lo stesso ragionamento. Sono solita a leggere (parlo dei grandi scrittori) prima i romanzi meno famosi, per poi buttarmi sui grandi classici...Con Tolstoj non va...
    Apprezzo immensamente la sua scrittura, anche la storia era carina...ma....non lo so...
    Non voglio spingermi oltre!!
    Lui è un grande scrittore, io sono una piccola lettrice ahahah
    Ripeto, la colpa è tutta mia...lui è perfetto!!

    ha scritto il 

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