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La speculazione edilizia

Di

Editore: Mondadori

3.8
(472)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804336676 | Isbn-13: 9788804336679 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Political

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Descrizione del libro
Un intellettuale disgustato dalla società e scontento del suo destino cerca di'fare i soldi' dandosi agli affari, ma sarà una scelta sbagliata. Un romanzoamaro e spietato di grande attualità.
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  • 3

    Italo Calvino, La speculazione edilizia

    Romanzo scritto negli anni Cinquanta ma pubblicato solo nel 1963. Vi si narra la storia di un intellettuale che, per una serie di motivi personali, politici, intellettuali tenta la scalata al successo ...continua

    Romanzo scritto negli anni Cinquanta ma pubblicato solo nel 1963. Vi si narra la storia di un intellettuale che, per una serie di motivi personali, politici, intellettuali tenta la scalata al successo attraverso una speculazione edilizia. In realtà si narra la storia di una intera generazione in crisi, del malessere sociale, degli attacchi insensati all'ambiente.
    Pur essendo Calvino sempre un grande, questa opera non è tra le mie preferite e anche l'apprezzamento è limitato.

    ha scritto il 

  • 4

    calvino agli inizi

    un romanzo non più un racconto lungo secondo alcuni di calvino, lo dico subito il mio autore preferito. il risultato è un romanzo strano, con un tema attualissimo, appunto la speculazione edilizia. la ...continua

    un romanzo non più un racconto lungo secondo alcuni di calvino, lo dico subito il mio autore preferito. il risultato è un romanzo strano, con un tema attualissimo, appunto la speculazione edilizia. la poetica e lo stile di calvino sono inconfondibili, una lettura piacevole che permette numerose riflessioni

    ha scritto il 

  • 0

    “La speculazione edilizia” è un racconto lungo (o romanzo breve) che Italo Calvino scrisse intorno alla metà degli anni ’50 e che, nelle intenzioni originarie dell’autore, avrebbe dovuto formare, insi ...continua

    “La speculazione edilizia” è un racconto lungo (o romanzo breve) che Italo Calvino scrisse intorno alla metà degli anni ’50 e che, nelle intenzioni originarie dell’autore, avrebbe dovuto formare, insieme ad altri due racconti, un trittico che raccontasse la reazione dell’intellettuale all’ Italia nuova del boom economico.(...)

    Continua su http://www.socialperiodico.it/index.php/it/letteratura2/1080-la-speculazione-edilizia-gli-anni-50-secondo-calvino

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Alzare gli occhi dal libro (leggeva sempre in treno) e ritrovare pezzo per pezzo il paesaggio – il muro, il fico, la noria, le canne, la scogliera - le cose viste da sempre di cui soltanto ora, per es ...continua

    Alzare gli occhi dal libro (leggeva sempre in treno) e ritrovare pezzo per pezzo il paesaggio – il muro, il fico, la noria, le canne, la scogliera - le cose viste da sempre di cui soltanto ora, per esserne stato lontano, s’accorgeva …

    Le prime parole di questo breve romanzo calviniano ci presentano il protagonista immerso nella lettura; il paesaggio viene notato solo dopo che il suo sguardo si alza dalla pagina ed emerge in quel rincorrersi di grigio e colore solo perché Quinto abita lontano e sta tornando in quei luoghi. Quinto è un personaggio “lontano”, che ha sempre preferito agire, se mai ha agito, ad una certa distanza, o meglio, tramite azioni mediate, come lo scrivere. La scrittura, il mestiere di intellettuale che egli svolge abitualmente, gli permette di interfacciarsi col mondo tramite un medium, quello della carta, della parola. Ecco, Quinto mi fa pensare ad un personaggio, una figura di carta che ha un suo peso in quel mondo ma che trasportato nel mondo reale, nel mondo delle contrattazioni e degli affari economici, perde di consistenza, nonostante i suoi sforzi. La decisione di intraprendere allora una speculazione edilizia nasce in lui quasi per rompere la calma, la quiete in cui egli stesso scopre di essersi costretto; è la classica uscita dalla torre d’avorio ma viene condotta dal nostro protagonista senza raziocinio, con la voglia di strafare tipica di chi, non avendo mai agito in prima linea, vuole tutto e subito; perché in quell’occasione si condensano i pensieri di una vita, pensieri che non si sono mai fatti esperienza e che ora hanno la possibilità di diventarlo. A spingerlo, a guidarlo (male) in ogni scelta pensa la sua coscienza «di essere un cattivo proprietario», che «se ne sta con le mani in mano»; è però una coscienza non sincera ma autoimposta razionalmente perché a Quinto è sempre piaciuto abbracciare “tutto quel che era nuovo” e “fare cose in qualche misura contrastanti con l’opinione altrui”; l’avventura della speculazione edilizia, di improvvisarsi borghese arrivista viene così deformata da questo daimon che spinge Quinto ad essere sopra le righe quando non è utile esserlo, a prendere strade divergenti dal senso comune. Rientra in questo campionario anche la compassione di Quinto verso il suo socio/antagonista Caisotti, laddove nessuno mostra fiducia all’imprenditore; Calvino stesso descrive un Caisotti dai connotati animaleschi: del toro, dello squalo, del cane (seppur bastonato), del granchio… È chiaro che Caisotti incarna l’esempio dell’avventuriero d’impresa, polimorfo per sua stessa natura, per motivo di sopravvivenza. Se però lo squalo rimane fedele ad una linea di condotta, e le sue deviazioni sono solo apparenti, il protagonista Quinto rimane a metà del guado: l’affare non è ancora concluso e la sua passione per la concretezza imprenditoriale, quella alla quale avrebbe voluto votare la sua nuova vita, si spegne, persa nel burocratese degli avvocati. Quinto stesso è quel «mucchio di materiale inutilizzato che non riusciva ad essere nulla», con cui il romanzo si conclude, itinerario zig-zagante di un personaggio che si perde, pezzo per pezzo, nel groviglio di possibilità e di imperativi che la sua stessa, fallace, coscienza gli pone.
    (anche su lunadifronte.wordpress.com)

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/02/16/la-speculazione-edilizia-italo-calvino/

    “Uscirono insieme, Quinto e Ampelio. Camminavano in fretta, discutendo, per le note vie, come non succedeva loro d ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/02/16/la-speculazione-edilizia-italo-calvino/

    “Uscirono insieme, Quinto e Ampelio. Camminavano in fretta, discutendo, per le note vie, come non succedeva loro da anni, e pareva loro d’esserci sempre rimasti, d’essere due fratelli del luogo molto indaffarati, inseriti nella vita economica della città, con tutta una rete d’interessi che faceva capo a loro, gente pratica, brusca, che bada al sodo. Stavano recitando e lo sapevano: erano tutt’altre persone da quelle che pareva loro d’essere in quel momento; prima di sera sarebbero ripiombati in una scettica abulia e sarebbero ripartiti, a rinchiudersi l’uno nel laboratorio l’altro nelle polemiche degli intellettuali, come le uniche cose al mondo che contassero. Eppure in quel momento sembrava loro possibile anche essere così, e che sarebbe stato molto bello, sarebbero stati due fratelli uniti e solidali, e tante cose difficili sarebbero state facili, e avrebbero fatto grandi cose, non sapevano bene quali. Per esempio, adesso andavano a cercare Caisotti per porgli il problema, per tastare il terreno, per fare un sondaggio, per chiedergli non sapevano ancora bene cosa, insomma: non c’era da fare le cose tanto complicate, adesso sentivano un po’ Caisotti poi avrebbero deciso sul dà farsi”.
    (Italo Calvino, “La speculazione edilizia”)

    Italo Calvino, in una dichiarazione del 1961, affermava che “La speculazione edilizia” era tra le storie in cui sentiva di aver detto cose più cose e anche quella che più si avvicinava a un romanzo, sia pure breve. La prima edizione risale al 1957 e fu pubblicata con numerosi tagli perché diversi personaggi descritti nella vicenda erano molto riconoscibili, specie dai compaesani di Calvino. Nel 1963 fu riedita nella sua versione completa. “La speculazione edilizia” è la storia di un fallimento individuale all’interno di una decadenza collettiva, più etica che economica, ed è ambientata a metà degli anni ’50. Il protagonista è Quinto Anfossi, un intellettuale, già comunista, che vive in città e che tornato a XXX, paese della Riviera ligure, si getta in una speculazione edilizia, spinto dalle circostanze e da un ambiguo bisogno di praticità che sente crescere in sé, abituato com’è a discorsi con filosofi e poeti su quale debba essere il nome della prossima rivista.
    Alla morte del padre, la situazione economica in cui versa lo porta ad accettare la proposta di acquisto che gli fa un certo Caisotti, maneggione, dalla fama dubbia, ma in apparenza solvibile e quindi in grado di aiutarlo a uscire dalla difficoltà. Assieme al fratello Ampelio, Quinto non solo riesce a convivere la madre della necessità di vendere un pezzo del loro terreno, sul quale il Caisotti potrà poi edificare appartamenti da vendere o affittare, ma addirittura si convince che bisogna allearsi con lo spregiudicato affarista. Calvino, con la sua prosa elegante ed efficace, ci mostra le trappole nelle quali Quinto va a finire, lui che, a differenza di altri ben più abili nel districarsi, è nuovo a certi raggiri. Gli altri personaggi che intervengono nella vicenda sono tutti, a diverso titolo, ben consci di come funzionino certe dinamiche, nei loro ruoli di avvocato, notaio, ingegnere, intermediario. Anche il loro giudizio negativo su Caisotti, alla lunga si rivela essere non una manifestazione di onestà, quanto, piuttosto, il tentativo di difendere lo status quo contro l’intrusione di uno straniero, qual è il Caisotti, ex-muratore arrivato da poco in paese a fare affari e concorrenza a chi, già di suo, era avvezzo a un certo malaffare. Quinto, inoltre, in paese incontra molti suoi ex-compagni di partito e ha modo di riflettere su come il tempo abbia reso vane le antiche speranze e portato lui e altri a compromessi che un tempo ritenevano inconcepibili.

    "Di solito mi piace raccontare storie di gente che riesce in quel che vuole fare (e di solito i miei eroi vogliono cose paradossali, scommesse con se stessi, eroismi segreti) non storie di fallimenti o di smarrimenti. Se nella 'Speculazione edilizia' ho raccontato la storia di un fallimento (un intellettuale che si costringe a fare l'affarista, contro tutte le sue più spontanee inclinazioni) l'ho raccontata (legandola molto a un'epoca ben precisa, all'Italia degli ultimi anni) per rendere il senso di un'epoca di bassa marea morale. Il protagonista non trova altro modo di sfogare la sua opposizione ai tempi che una rabbiosa mimesi dello spirito dei tempi stessi, e il suo tentativo non può che essere sfortunato, perché in questo gioco sono sempre i peggiori che vincono, e fallire è proprio quello che lui in fondo desidera".
    (Italo Calvino)

    ha scritto il 

  • 4

    il libro è ambientato nel dopoguerra italiano..anni 50-60, ma non poteva essere più attuale!!sarà che sto comprando casa, ma tutto quello che è descritto sula speculazione edilizia è vero e attuale..a ...continua

    il libro è ambientato nel dopoguerra italiano..anni 50-60, ma non poteva essere più attuale!!sarà che sto comprando casa, ma tutto quello che è descritto sula speculazione edilizia è vero e attuale..allora mi chiedo era Calvino che aveva visto lungo oppure è l'italia che nn è cambiata???
    "tutti questi nuovi fabbricati che tiravano su, casamenti cittadini di sei otto piani, a biancheggiare massicci come barriere di rincalzo al franante digradare della costa, affacciando più finestre e balconi che potevano verso mare. La febbre del cemento si era impadronita della Riviera"

    i personaggi sono tutti molto ben definiti e ironici...Quinto rappresenta il ragazzo ideologico, stile collettivo delle università, che spera di migliorare la sua posizione facendo fruttare un appezzamento di terra della madre, perchè gli sembra inutile non far fruttare quello che si ha..il fratello è il classico topo da biblioteca, introverso, calmo, tradizionale in continua opposizione con Quinti ma indissolubilmente legati dal sentimento di fratellanza e la mamma.. la classica mamma di due figli maschi, che si affida alle loro decisione e cure, anche se forse è quella che ci vede più lontano di tutti!!alla fine però tutto sembra finire in una bolla di sapone...

    il libro è scorrevole e i dialoghi incalzanti fanno affezionare al povero Quinto...più leggi e più verrebbe voglia di averlo davanti e dire "dai ma guardati intorno!!"

    ha scritto il 

  • 4

    Nihil sub sole novi

    Leggendo questo romanzo breve non ho potuto fare a meno di immaginarmi Caisotti con le sembianze di un impresario viscido e praticone con cui ho avuto la sfortuna di discutere qualche tempo fa. Ne è p ...continua

    Leggendo questo romanzo breve non ho potuto fare a meno di immaginarmi Caisotti con le sembianze di un impresario viscido e praticone con cui ho avuto la sfortuna di discutere qualche tempo fa. Ne è passata di acqua sotto i ponti, dagli anni Sessanta, ma a quanto pare è sempre la stessa.
    Si tratta di un Calvino a prima vista lontanissimo da quello fantastico e favolistico dei Nostri antenati, ma che in realtà rivela lo stesso modo di osservare e descrivere la realtà. Calvino non è un fotografo né un surrealista; coglie il bello e il brutto del mondo che lo circonda, sempre insieme allo strano e al meraviglioso. Altro che fanciullino di pascoliana memoria!
    Colloco La speculazione edilizia tra i libri che andrebbero letti, anche nell'improbabile caso di completo disinteresse per il tema trattato, semplicemente per come sono scritti; e Calvino, nella mia esperienza, è sempre una garanzia.

    ha scritto il 

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