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La spia dei Dendarii

Di ,

Editore: Editrice Nord

3.9
(130)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 884290936X | Isbn-13: 9788842909361 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Su Athos, un pianeta popolato esclusivamente da maschi, c'è un grave problema: dopo due secoli dal primo insediamento, le colture di cellule femminili necessarie ad assicurare la continuità della riproduzione in laboratorio stanno perdendo vitalità e il pianeta rischia l'estinzione. Il dottor Ethan Urquhart viene così inviato sulla stazione spaziale di Kline alla disperata ricerca di un rimedio. Ethan è preparato a compiere la sua missione, ma non a incontrare creature aliene... come ad esempio Ellie Quinn, che lo terrorizza in primo luogo perché è la prima donna che vede, in secondo luogo perché è davvero un tipo fuori dal comune, una mercenaria Dendarii in missione segreta che mostra uno spiccato interesse per i problemi di Athos. Infatti, un complesso intrigo si è già messo in moto, pronto a inghiottire nelle sue spire l'ignaro Ethan, perché a quanto pare egli è depositario di un segreto di cui i Cetagandani vogliono impadronirsi a tutti costi. E sono pronti a tutto, anche a uccidere. Se solo Ethan sapesse di che cosa si tratta...
LoisMcMaster Bujold ci regala una nuova avventura nell'universo dei Vor.
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  • 2

    Romanzo satellite al ciclo dei Vor, si distacca ampiamente dalla trama principale, la protagonista è la neo spia Elli Queen, già comparsa in altri precedenti romanzi. Non mi ha colpito particolarmente.

    ha scritto il 

  • 3

    La spia dei Dendarii, come gli altri libri del ciclo dei Vor, ha la capacità di unire un ritmo avventuroso a numerose riflessioni di carattere etico-sociale, grazie alla descrizione originale di un pianeta, Athos, che ha una popolazione esclusivamente maschile. La trama inoltre è strettamente con ...continua

    La spia dei Dendarii, come gli altri libri del ciclo dei Vor, ha la capacità di unire un ritmo avventuroso a numerose riflessioni di carattere etico-sociale, grazie alla descrizione originale di un pianeta, Athos, che ha una popolazione esclusivamente maschile. La trama inoltre è strettamente connessa agli eventi dei libri successivi e costituisce un tassello importante della serie. Si sente tuttavia la mancanza del vero protagonista, Miles, sempre evocato e mai presente, che rende quest'avventura leggermente sottotono rispetto alle altre.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro imperfetto, troppo veloce in certi passaggi (come tutti i primi romanzi Bujold), ma nonostante questo è una storia che si legge tutta d'un fiato, dove l'autrice utilizza in maniera fantastica la sua grande ironia e che dà da pensare. Sarebbe 4.5, ma tanta intelligenza e piacevolezza v ...continua

    E' un libro imperfetto, troppo veloce in certi passaggi (come tutti i primi romanzi Bujold), ma nonostante questo è una storia che si legge tutta d'un fiato, dove l'autrice utilizza in maniera fantastica la sua grande ironia e che dà da pensare. Sarebbe 4.5, ma tanta intelligenza e piacevolezza vanno premiate

    ha scritto il 

  • 3

    El punto de inicio fantástico, nos plantea una sociedad perfectamente posible (a mi modo de ver); lo que pasa en la estación espacial es otra historia, el pobre Ethan es arrastrado de un lado a otro de la historia y uno llega a sentir verdadera pena por él

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo carico di ironia quello della Bujold, come del resto quelli che ho letto finora riguardo al ciclo dei Vor. Molto scorrevole, con eventi ben intrecciati tra loro. Forse perde di qualità per via dell'assenza di Miles Vorkosigan, personaggio che regge benissimo la scena ovunque lo si mett ...continua

    Un romanzo carico di ironia quello della Bujold, come del resto quelli che ho letto finora riguardo al ciclo dei Vor. Molto scorrevole, con eventi ben intrecciati tra loro. Forse perde di qualità per via dell'assenza di Miles Vorkosigan, personaggio che regge benissimo la scena ovunque lo si metta. Potrei fare un'altra critica affermando che, secondo me, ci sono alcuni buchi nella storia, vale a dire fatti buttati là senza una spiegazione soddisfacente che rendono imperfetto il romanzo... ma ciò potrebbe essere voluto dalla stessa autrice. Ripeto, apprezzo molto l'ironia di questa scrittrice e in tal senso La Spia Dei Dendarii non è da meno. Direi che è una piacevole lettura ma non certo un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho finito di leggere questo libro perchè il mio interesse si limitava a una caratteristica del romanzo tutto sommato ininfluente sulllo svolgimento della trama - libro comunque ben scritto e abbastanza piacevole da leggere, specialmente quando si definisce la trama "gialla".
    Rimando alla rec ...continua

    Non ho finito di leggere questo libro perchè il mio interesse si limitava a una caratteristica del romanzo tutto sommato ininfluente sulllo svolgimento della trama - libro comunque ben scritto e abbastanza piacevole da leggere, specialmente quando si definisce la trama "gialla". Rimando alla recensione di Giovanni Dall'Orto per una efficace sintesi del libro; da parte mia capisco sempre più che nei libri di fantascienza cerco quel qualcosa in più e di diverso dalla narrativa tradizionale - non un semplice passatempo con sfondo di pianeti e pistole laser. Lo spunto originale ne "La spia dei Dendarii" c'è, ma come ho detto non influisce sulla trama - e io ho libri che urgono e aspettano da mesi di essere letti...

    ha scritto il 

  • 5

    Com'è diverso e bizzarro il mondo normale attraverso gli occhi d'un diverso...

    Il pianeta Athos è stato colonizzato da una setta religiosa iper-ultra-stra-puritana e sessuofoba, che ritiene le donne causa d'ogni male e flagello, e s'è quindi organizzata in modo da garantirsi la riproduzione per mezzo di uteri artificiali che utilizzano culture in vitro d'ovuli femmin ...continua

    Il pianeta Athos è stato colonizzato da una setta religiosa iper-ultra-stra-puritana e sessuofoba, che ritiene le donne causa d'ogni male e flagello, e s'è quindi organizzata in modo da garantirsi la riproduzione per mezzo di uteri artificiali che utilizzano culture in vitro d'ovuli femminili. Il risultato di questo improvvido esperimento sociale è che, su un pianeta in cui le donne non possono neppure atterrare (come nella comunità monastica del monte Athos, a cui allude il nome del pianeta), s'è sviluppata una fiorente cultura omosessuale, con famiglie, coppie e parentele solo maschili. Il pianeta è povero, ma la sua civiltà è piacevole, sviluppata com'è su linee di rifiuto dell'aggressività e su alti standard morali (be', a modo loro...).

    È palese che l'autrice s'è divertita un mondo a creare questo mondo (che indugia a descrivere con autentica voluttà, prima di passare all'azione vera e propria) e che s'è divertita pure a creare imbarazzo nei suoi lettori per questa "utopia omosessuale" (o distopia eterosessuale, a seconda dei punti di vista). Infatti, se si leggono le recensioni dei fans in giro per la Rete si noterà come questo aspetto del romanzo sia in genere rimosso dalle discussioni come se non fosse per nulla presente. Molti si lamentano semmai del fatto che pur facendo parte d'una saga (quella di Vorkosigan) in questo volume non appaiano i soliti personaggi bensì personaggi diversi (tra cui il protagonista, lo scienziato Ethan di Athos). Un fenomeno questo che non può essere accidentale, ma che sarà evidentemente frutto d'uno scherzo dell'autrice. Che non a caso mantiene un tono semiumoristico per buona parte della vicenda.

    Dico "umoristico" non nel senso che si mette a raccontare barzellette, sia chiaro, bensì nel senso che si diverte, che so, a descrivere il primo e terrorizzante incontro dell'ingenuo Ethan con una donna (la mercenaria Elli Quinn), essere mortale contro la cui pericolosità è stato messo in guardia fin da piccolo... Oppure come laddove (pp. 62-66) caccia il suo Ethan nei guai perché ha intravisto un bar popolato da soli maschi, e ci è entrato sentendosi finalmente a casa... salvo trovarsi in mezzo ad un branco di ubriachi omofobi che si offendono a morte all'idea d'esser stati scambiati per "finocchi". Per fortuna Elli Quinn arriva al momento giusto durante il pestaggio per salvarlo.

    Ethan è sicuramente buffo, nel suo incredibile candore e nella sua ottusa cecità verso la logica d'un mondo diverso dal suo, di cui non riesce a capacitarsi. Lo "shock culturale" che prova di fronte al mondo eterosessuale è forte e sincero, e non dubito che sia questo ad avere scioccato a loro volta i lettori del libro, che non si trovano molto a loro agio nel ruolo - presentato attraverso gli occhi dello scienziato di Athos - dei selvaggi incapaci di rispettare le più elementari regole di civiltà e rispetto.

    Quanto alla vicenda vera e propria, il viaggio di Ethan non è certo un viaggio di piacere: le linee d'ovuli del pianeta, dopo due secoli, stanno perdendo le loro qualità, ed Ethan è l'inviato incaricato di acquistarne una partita nuova per sostituire quella ormai senescente. Purtroppo per lui durante la missione un sacco di cose iniziano ad andar storte, fino a rendere palese che qualcuno la sta deliberatamente sabotando. Come se non bastasse, strani personaggi iniziano a perseguitarlo per strappargli un importante segreto... peccato che lui non abbia la più pallida idea di quale sia! Ed in effetti il segreto c'è, e punta a trasformare Athos - a sua insaputa, ovviamente - in un esperimento genetico su scala planetaria.

    Lo svolgimento della vicenda, dopo le presentazioni dei personaggi, parte come un poliziesco che si snoda con ottimo mestiere e ritmo azzeccato fino alla scoperta di "cattivi" sabotatori, l'apparente e disastrosa perdita del materiale genetico, e l'inattesa quadra che salva tutto in extremis.

    Credo che questo sia uno dei più bei romanzi di fantascienza (sul livello di Guerra eterna di Haldeman, per intenderci: http://www.anobii.com/books/Guerra_eterna/0106386cc76202e3dd/ ) ad utilizzare l'omosessualità come metafora ed apologo sull'alienità -- quella del lettore "normale" che si trova spiazzato nel punto di vista del "diverso" e bizzarro e incomprensibile per il semplice fatto di essere quel che è: del tutto normale. Credo però che anche il lettore gay, di fronte al comportamento di Ethan, rimarrà perplesso. Su Athos la popolazione è educata a reprimere l'aggressività e a cercare la ragionevolezza col prossimo, ed Ethan non è quindi l'eroe macho spaccafacce a cui ci ha abituato certa "fantascienza gay" per combattere lo stereotipo dei gay "mammoletta". A tratti infatti Ethan alla mammoletta degli stereotipi ci somiglia davvero, a tratti invece è una persona decisa e sveglia, macha quanto serve, quale è logico che sia, essendo stato scelto per la missione in virtù di tali qualità. È dunque un personaggio al di fuori degli stereotipi, sia quelli omofobi sia quelli "gay-propositivi", che a me è piaciuto proprio per tale imprevedibilità.

    Raccomando la lettura del romanzo, anche se sono conscio del fatto che chi è turbato dalla questione omosessuale e la vive con imbarazzo e fastidio rischia di non gradirlo. Per quanto riguarda invece l'aspetto del ciclo di Vorkosigan, il romanzo è stato pensato come un episodio totalmente autonomo ed autoconcluso, e può essere pienamente goduto anche da chi - come me - non ha mai neppure visto uno dei volumi che la compongono. Un motivo in più per consigliarlo.

    P.S: sono andato a vedere le schede del Guerra eterna sopra citato, e nessuno degli 11 recensori osa menzionare il fatto che al ritorno della missione la Terra è diventata interamente gay ( cfr. http://www.culturagay.it/cg/recensione.php?id=11308 )... tutti girano attorno alla parolina. Ci credo che l'autrice ha voluto divertirsi alle spalle della bigotteria dei lettori, allora!

    ha scritto il