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La spiaggia

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili; 864)

3.7
(539)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806158937 | Isbn-13: 9788806158934 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Il terzo romanzo di Pavese a vedere la luce nel 1943 è strettamente legato,nei temi e nello stile, agli esordi di "Il carcere" e "Paesi tuoi". Chiracconta la storia è un professore sulla trentina che rincontra a Torinol'amico Doro da tempo trasferitosi a Genova e ora desideroso di tornare alpaese dove l'io narrante lo accompagnerà. La scorza taciturna di un drammaprivato, le amare baldorie paesane, le donne tratteggiate come vibrazioni sonoquelle del miglior Pavese.
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  • 3

    Pavese scrive benissimo, un libro intero su una vacanza al mare in cui, essenzialmente, non succede nulla. Sa raccontare molto bene il nulla che succede, ma a me piacciono i libri pieni di fatti, aned ...continua

    Pavese scrive benissimo, un libro intero su una vacanza al mare in cui, essenzialmente, non succede nulla. Sa raccontare molto bene il nulla che succede, ma a me piacciono i libri pieni di fatti, aneddoti, colpi di scena, quindi non fa per me ufficialmente, a costo di peccare di superficialità verso un grande autore

    ha scritto il 

  • 2

    Si parla di una gita al mare con gli amici; e infatti trasmette la stessa noia e la stessa monotonia delle gite al mare con gli amici.
    Lo stesso Pavese non è che proprio elogiasse questo romanzetto: a ...continua

    Si parla di una gita al mare con gli amici; e infatti trasmette la stessa noia e la stessa monotonia delle gite al mare con gli amici.
    Lo stesso Pavese non è che proprio elogiasse questo romanzetto: ai tempi disse che per fortuna erano in pochi ad averlo letto.

    ha scritto il 

  • 2

    Letto dopo La bella estate e Prima che il gallo canti, non mi disse molto. E' come una foto dopo tanti anni. Scritto benissimo, per carità, nulla da dire sul linguaggio pavesiano che amavo ed amo tut ...continua

    Letto dopo La bella estate e Prima che il gallo canti, non mi disse molto. E' come una foto dopo tanti anni. Scritto benissimo, per carità, nulla da dire sul linguaggio pavesiano che amavo ed amo tuttora. Però le storie non mi presero come fu per La bella estate e Tra donne sole, per me i suoi autentici capolavori.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso racconto di una vacanza al mare di un uomo e di un suo vecchio amico sposato e di tutta la cerchia di amici e conoscenze, liti, gelosie, futilità, divertimenti che contraddistinguono il soggior ...continua

    Noioso racconto di una vacanza al mare di un uomo e di un suo vecchio amico sposato e di tutta la cerchia di amici e conoscenze, liti, gelosie, futilità, divertimenti che contraddistinguono il soggiorno balneare.

    ha scritto il 

  • 5

    Potrei parlare di questo romanzo — uno dei primi di Cesare Pavese, scritto agli inizi della guerra, tra il '40 e il '41 (e pubblicato nel '42), quindi di poco successivo a "La bella estate" (che però ...continua

    Potrei parlare di questo romanzo — uno dei primi di Cesare Pavese, scritto agli inizi della guerra, tra il '40 e il '41 (e pubblicato nel '42), quindi di poco successivo a "La bella estate" (che però verrà pubblicato quasi dieci anni dopo) — dicendo che è una storia sull'amicizia, in cui il protagonista (un professore di cui non viene mai detto il nome, ma facilmente identificabile con lo stesso autore) dopo anni di lontananza riallaccia i rapporti col suo vecchio e più caro amico Doro, un ingegnere trasferitosi a Genova.
    Potrei rispondere alla domanda "ma si riesce a riprendere un'amicizia dal punto esatto in cui la si era lasciata? Si può far tornare tutto come prima, se lo si vuole davvero?" e la risposta sarebbe evidentemente "no". Gli esseri umani cambiano, accumulano esperienze e rivedono le loro priorità. Si sposano, fanno nuove conoscenze e adottano precisi stili di vita. Certo, in genere conservano un dolce ricordo degli amici di un tempo e dei luoghi in cui sono cresciuti, e possono anche decidere di concedersi un tuffo nel passato, ma in breve diventa chiara l'irripetibilità delle antiche sensazioni, e questa scoperta fa male.
    Potrei continuare a cercare di spiegare, banalmente e con argomenti già usati da tanti prima di me, la bellezza di questo libro e la forza ma anche la delicatezza della prosa di Pavese.
    Oppure potrei lasciare che sia lei, quella prosa, a parlare.

    Cominciavo a capire che nulla è più inabitabile di un luogo dove si è stati felici.

    ha scritto il 

  • 4

    Il buon Cesare la pensa come mio padre: tu speri di andare al mare per svagarti, e ritrovi invece sotto gli ombrelloni gli stessi ritmi e le stesse ipocrisie che speravi di lasciare in città...

    Un Pavese che si allontana dalle colline piemontesi ed approda al mare... Insolito ma sempre piacevolissimo. E questa Clelia... bella e pestifera...

    ha scritto il 

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