La storia

Di

Editore: Einaudi Scuola

4.4
(4601)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 752 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Olandese , Spagnolo , Finlandese

Isbn-10: 8828601078 | Isbn-13: 9788828601074 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace La storia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da"L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.
Ordina per
  • 4

    Un libro che deve essere letto

    Mi sono ritrovata a leggere quest’opera in preparazione di un esame all’Università. Non penso di avere le capacità necessarie per fare una critica approfondita dell’opera, che richiederebbe anche la l ...continua

    Mi sono ritrovata a leggere quest’opera in preparazione di un esame all’Università. Non penso di avere le capacità necessarie per fare una critica approfondita dell’opera, che richiederebbe anche la lettura di saggi ad essa dedicati: questo libro, infatti, rappresenta una testimonianza storica e come tale deve essere letto. Non è possibile, a mio avviso, criticare un libro come questo senza prendere minimamente in considerazione il contesto in cui è stato scritto. Per questo motivo, io posso unicamente parlarvi della mia esperienza di lettura ed è proprio quello che ho intenzione di fare.

    ***

    Non conoscendo il libro, pensavo che parlasse della Seconda Guerra Mondiale in maniera più generale; che mostrasse i conflitti politici, che mostrasse le grandi battaglie, che, insomma, entrasse nel vivo della Storia Mondiale. Niente di più sbagliato. La Storia, quella con la “S” maiuscola è confinata all’inizio di ogni capitolo, in cui vengono elencati gli avvenimenti più importanti in una successione cronologica quasi martellante. Questa catena di eventi rappresenta unicamente la cornice per la storia vera e propria, e questa storia è la storia di una famiglia; di Ida e dei suoi due figli, Ninuzzo e il suo figlio bastardo Useppe.
    Durante il periodo di tempo che va dal 1941 al 1947 noi lettori siamo spettatori delle vicende di queste persone; abbiamo la possibilità di vedere la loro vita e di leggere di come sono stati in grado di sopravvivere a questi eventi, che sono più grandi di ognuno di noi. Viene raccontato il dolore, la malattia, la povertà, la lotta continua e, soprattutto, la fame. Viene raccontata la paura per essere di una razza diversa, quella paura che ti si attacca alle ossa e ti impedisce ogni movimento. Viene raccontato dei treni in partenza per i campi di concentramento e viene raccontato del ghetto di Roma, trasformato in un luogo fantasma. Vengono raccontati i tormenti interiori e non per fornire magiche soluzioni, ma per descrivere le ferite, le cicatrici non rimarginate che questi eventi hanno lasciato in tutti i personaggi.
    Sebbene, infatti, la storia segua in maniera privilegiata le vicende di Ida e di Useppe e abbia un occhio privilegiato sulla vita di Nino, questo è un romanzo corale: la Morante non lascia che i personaggi incontrati dai protagonisti siano solo ombre di un mondo lontano, ma dà ad ognuno la propria storia, un passato e una speranza di futuro.
    La Storia, non si può negare, rappresenta una lettura impegnativa: ho impiegato più di un mese per terminare la lettura di questo libro, e, verso le ultime pagine, non volevo altro che finisse, perché è uno di quei libri che ti piegano. Le descrizioni sono crude, la storia di Ida e della sua famiglia non è affatto una storia a lieto fine, anzi. La Morante non fa sconti. Ma questo è uno di quei libri che devono essere letti: devono essere letti per capire gli eventi, per morire con i personaggi e rinascere nuovi, per non dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia siamo noi?

    E' il primo libro che leggo della Morante. Mi è piaciuto molto, trovo che i tre personaggi principali (la maestra Ida e i figli Ninnuzzo e Useppe) siano dipinti in maniera vivida e commovente. La stor ...continua

    E' il primo libro che leggo della Morante. Mi è piaciuto molto, trovo che i tre personaggi principali (la maestra Ida e i figli Ninnuzzo e Useppe) siano dipinti in maniera vivida e commovente. La storia siamo noi? Mah, non ne sono troppo sicuro.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha lasciato dentro un grande malessere, non credo di essermi mai sentita così al termine di un libro. Storia dura e tragica ma commovente, con delle pennellate di tenerezza infinita. Non lo consigl ...continua

    Mi ha lasciato dentro un grande malessere, non credo di essermi mai sentita così al termine di un libro. Storia dura e tragica ma commovente, con delle pennellate di tenerezza infinita. Non lo consiglierei ad un amico. Sicuramente scuote, non lascia indifferenti. Ma fa male.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto alla fine degli anni 70, prestato e perciò perso. Ricomprato e riletto ora. 650 pagine di miserie: la storia di Iduzza, Useppe, Ninuzzo e di un'umanità la più varia e straziante - per non diment ...continua

    Letto alla fine degli anni 70, prestato e perciò perso. Ricomprato e riletto ora. 650 pagine di miserie: la storia di Iduzza, Useppe, Ninuzzo e di un'umanità la più varia e straziante - per non dimenticare cani e altri animali - travolti tutti ma proprio tutti dalla guerra; la storia mondiale dal 1900 al 1967 come neppure in un bigino Bignami avrebbe potuto essere riassunta; la storia di un ebreo anarchico per non farci mancare dissertazioni saggistiche a volte un po' sfinenti; e poi anche un po' della storia di Elsa Morante donna geniale ma tragica e tremenda come mi dice sempre un'amica che su di lei ha scritto parecchio. In tutto ciò mai un filo di speranza e solo qualche debole e deforme sorriso. Insomma bello però mi sono infelicitata una settimana. PS: a Pasqua dell'anno in cui lo lessi la prima volta mi fu regalato un pulcino, come da tradizione napoletana. Così piccolo, tenero e indifeso lo chiamai Useppe e lo tenni sul terrazzo finché non divenne un pollastrello e fu portato in campagna nel pollaio degli zii. Per non infierire tralascio la fine che fece nonostante le mie raccomandazioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Commento in punta di piedi

    Mi sentirei un po’ sciocca a commentare i pregi di questo romanzo capolavoro, o piu’ che sciocca, del tutto inadeguata, minuscola di fronte a quella S maiuscola. Percio’ voglio solo regalare un pensie ...continua

    Mi sentirei un po’ sciocca a commentare i pregi di questo romanzo capolavoro, o piu’ che sciocca, del tutto inadeguata, minuscola di fronte a quella S maiuscola. Percio’ voglio solo regalare un pensiero, mentre ancora mi si asciuga una lacrima, al piccolo Useppe, uno dei ritratti piu’ struggenti e riusciti che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un incontro indimenticabile

    La Storia narrata dal punto di vista degli umili, l'unico che veramente conti. Un romanzo che brilla di umanità e accusa con decisione ogni forma di potere. Leggere "La Storia", a 18 anni, è stato uno ...continua

    La Storia narrata dal punto di vista degli umili, l'unico che veramente conti. Un romanzo che brilla di umanità e accusa con decisione ogni forma di potere. Leggere "La Storia", a 18 anni, è stato uno di quegli incontri inaspettati e indimenticabili, dopo i quali ci troviamo cresciuti quasi senza essercene accorti.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per