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La storia

Di

Editore: Einaudi Scuola

4.4
(4339)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 752 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Olandese , Spagnolo , Finlandese

Isbn-10: 8828601078 | Isbn-13: 9788828601074 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da"L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.
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  • 5

    Narra della vita di Useppe dalla sua concepimento. Il periodo è quello della seconda guerra mondiale, ma la premessa e l’epilogo ripercorrono tutta la prima metà del 900.
    Ci sono molti personaggi nel ...continua

    Narra della vita di Useppe dalla sua concepimento. Il periodo è quello della seconda guerra mondiale, ma la premessa e l’epilogo ripercorrono tutta la prima metà del 900.
    Ci sono molti personaggi nel romanzo, e tutti sono raccontati molto bene. Quelli principali, però, sono:
    Ida madre di Useppe (che vagamente ricorda la stessa autrice), Nino, il ribelle fratello maggiore e Davide Segre, amico introverso dei due fratelli
    Dal romanzo emerge chiaramente una dura condanna alla società occidentale (e non) e l’ideale anarchico della Morante. In definitiva, anche se alcuni capitoli (soprattutto nell’ultima parte) mi sono parsi un po’ troppo lunghi e patetici, il romanzo nel suo complesso è uno dei più importanti e coinvolgenti del letteratura contemporanea italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia nella Storia.

    Non amo recensire i libri che leggo perché ritengo che sia come cercare di far vedere le cose alla gente attraverso i propri occhi; quindi sarebbe cercare di donare alla soggettività il carattere di o ...continua

    Non amo recensire i libri che leggo perché ritengo che sia come cercare di far vedere le cose alla gente attraverso i propri occhi; quindi sarebbe cercare di donare alla soggettività il carattere di oggettività.
    In questo caso un'eccezione va fatta perché questo romanzo è veramente qualcosa di fantastico, oltre ad avere una certa utilità a livello storico, dato che ricostruisce tutti i passaggi che hanno portato alla seconda guerra mondiale e ne descrive anche il perdurarsi e quello che sarà dopo.
    Ma oltre a ciò, la storia che si intreccia alla Storia è veramente affascinante, anche se bisogna ammettere che all'inizio fatica a coinvolgere il lettore (ecco il perché delle quattro stelle anziché 5); il mio consiglio è di resistere alla voglia di lasciarlo stare alla volta di un nuovo libro, perchè la mole potrebbe scoraggiare, e tuffatevi a capofitto in questo stupendo lavoro della Morante e vedrete che alla fine sarete ripagati dello sforzo fatto.

    Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia. Elsa Morante

    Al termine di un romanzo come questo si resta un po' con il libro tra le mani, quasi ad allontanarne il distacco.
    Leggere "La Storia" della Morante è leggere di noi stessi, di un passato così vicino c ...continua

    Al termine di un romanzo come questo si resta un po' con il libro tra le mani, quasi ad allontanarne il distacco.
    Leggere "La Storia" della Morante è leggere di noi stessi, di un passato così vicino che ci appartiene profondamente e che vediamo ancora negli occhi di chi ne è stato testimone diretto.
    Il pregio maggiore, però, è quello di trasmettere le emozioni e il dolore in maniera tangibile, con la stessa drammaticità di "Se questo è un uomo" di Primo Levi,.
    L'unica perplessità l'ho avuta sull'ultima parte, quella, per chi ha letto il romanzo, su Useppe e le sue scorribande con Bella, che mi è sembrata scollegata, quasi un'appendice, per poi riallinearsi al romanzo con il drammatico epilogo.
    Pesante invece, benché forse inevitabile, la parete dedicata a Davide Segre, con il suo monologo filosofico-politico che evidenzia il conflitto interiore di chi come lui, impegnato nella resistenza e ossessionato dal ricordo delle violenze subite e perpetrate, non trova più collocazione nella situazione politica e sociale post bellica.
    Da mettere tra gli "Immancabili"! :)

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di piú

    Sinceramente mi aspettavo di piú. Ho letto libri sulla seconda guerra che mi hanno emozionato molto di piú. Bella la parte che racconta delle atrocitá della guerra e di tutto quelol che ha dovuto subi ...continua

    Sinceramente mi aspettavo di piú. Ho letto libri sulla seconda guerra che mi hanno emozionato molto di piú. Bella la parte che racconta delle atrocitá della guerra e di tutto quelol che ha dovuto subire la popolazione civile, ma poi verso la fine quando racconta del vaniloquio di Davide diventa cosí prolisso e pesante tanto da volerlo quasi abbandonare.
    Invece ho amato molto il piccolo Useppe...forse é stato l'unico motivo che mi ha dato la forza di finirlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Finirlo a ridosso del giorno della memoria mi ha caricato di altro interesse, velato da brividi, ho assistito alla Storia raccontata da dio da Elsa Morante. Stupore e commozione si sono mischiati in q ...continua

    Finirlo a ridosso del giorno della memoria mi ha caricato di altro interesse, velato da brividi, ho assistito alla Storia raccontata da dio da Elsa Morante. Stupore e commozione si sono mischiati in questi giorni.
    Bello, da divulgare e leggere ovunque.

    ha scritto il 

  • 4

    Doppia lettura, da una parte la crnologia della guerra, dall'altra Ida Useppe e Ninuzzo che ci vivono dentro.
    Si allenta quando la guerra è finita, ma a quel punto arriva la canona Bella che mi è piac ...continua

    Doppia lettura, da una parte la crnologia della guerra, dall'altra Ida Useppe e Ninuzzo che ci vivono dentro.
    Si allenta quando la guerra è finita, ma a quel punto arriva la canona Bella che mi è piaciuta da pazzi

    ha scritto il 

  • 5

    Il (non) senso della Storia

    Mi sono fatto catturare completamente dalle vicende di Ida, del figlioletto Useppe e di tutti gli altri personaggi che si avvicendano nello svolgersi degli anni del secondo conflitto mondiale e immedi ...continua

    Mi sono fatto catturare completamente dalle vicende di Ida, del figlioletto Useppe e di tutti gli altri personaggi che si avvicendano nello svolgersi degli anni del secondo conflitto mondiale e immediatamente successivi. Il modo di narrare della Morante è magistrale, sia quando assume i toni didattici con la voce di Davide, alias Carlo, alias Piotr, sia, e ancor meglio, quando lascia che la vicenda stessa spieghi quello che deve essere il senso della Storia, proprio con la "Esse" maiuscola. Questo senso capovolge il giudizio positivista e marxista, per cui la Storia non è fatta dai grandi personaggi ma dalle masse, dalla gente comune, che non sa ma fa. In realtà la "Storia" della Morante ci spiega che quello che noi studiamo come storia è la continua lotta tra chi ha il potere e fa di tutto per difenderlo e chi tenta di subentrare ai primi, dopo essersi però impadronito dei mezzi per farlo. Ma, e lo scrive testualmente la Morante, in questi due gruppi "non aveva posto Iduzza Ramundo, la quale apparteneva invero a una terza specie, che esiste e passa, ne se ne da notizia se non a volte nella cronaca nera". Il popolo, la massa ha solo la necessità di sopravvivere e i grandi movimenti della Storia non lo toccano, anzi normalmente lo danneggiano. Chi tenta di ribellarsi a questo destino sull'onda degli ideali, come Eppetondo o Quattropunte o Davide, finisce male, e che vi si oppone con cinismo e tenta di salire abusivamente sul carro dei vincitori, ne viene sbalzato via con facilità, come è successo a Ninuzzo. Un libro amaro e spietato. Anche la ricostruzione storica degli anni difficilissimi della guerra, con l'occupazione nazista, la fame e la precarietà offrono un ritratto elevatissimo dell'Italia di quegli anni.

    ha scritto il 

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