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La storia

By Elsa Morante

(272)

| Others | 9788828601074

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Book Description

480 Reviews

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    Che storia!

    Un libro stupendo, da leggere e far leggere, magari anche ai ragazzi che frequenteranno la quinta superiore … la storia, la nostra storia, del nostro Paese ma anche la piccola grande storia di una donna ed i suoi figli …

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    Lilli Gio said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Elsa Morante - La storia

    Un titolo semplice per un romanzo che invece ha complesse sfaccettature e gode di una profondità (non solo dal punto di vista umano) molto marcata. Una storia (a tutto tondo direi) che non può lasciare indifferenti, considerando anche che, purtroppo, ...(continue)

    Un titolo semplice per un romanzo che invece ha complesse sfaccettature e gode di una profondità (non solo dal punto di vista umano) molto marcata. Una storia (a tutto tondo direi) che non può lasciare indifferenti, considerando anche che, purtroppo, i fatti e gli avvenimenti narrati sono accaduti realmente.

    Questo romanzo di Elsa Morante offre uno spaccato della Roma a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, uno spaccato di una donna, incentrato sulla povertà, sulla fame, sull'amore per i figli, sul coraggio e lo stoicismo nei confronti di quello che la vita le ha riservato. La guerra che ci racconta la Morante non è quella chiassosa delle armi o delle battaglie, quanto piuttosto quella silenziosa e "discreta" delle persone rimaste senza cibo, senza casa, senza figli. E' la guerra della disperazione, la guerra soprattutto dei bambini privati di un'infanzia e di un futuro. Sono anni terribili e tremendi e la Morante ce li fa vivere dalla parte dei più poveri, dei più bisognosi, portandoci dentro le loro case, i loro rifugi, mettendoci faccia a faccia con la loro stessa povertà.

    La guerra vissuta attraverso gli occhi di un bambino forse è ancora più paurosa e triste di quella vista dagli occhi di un adulto, perché certi atti, certe azioni, se paragonate con l'innocenza di una piccola creatura fanno ancora più senso ed orrore. Sicuramente La storia è un libro molto doloroso, simbolo di tempi bui, di tempi duri e difficili. Un'opera importante. Non mi hanno convinto solo le pagine finali in cui il deliro di Davide unito ai proclami sull'anarchia hanno forse un po' "sporcato" (anche a livello di prosa) la storia narrata dalla Morante con una discrezione rara per gli avvenimenti trattati. Un'opera impegnativa sicuramente, a cui dedicare il giusto tempo per comprenderla e per apprezzarla e per non farci mai dimenticare (purtroppo) quello che è successo.

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    david said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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    Questo è un libro che ho amato molto. Una storia commovente, ambientata in un Roma, che mi fa rivivere i racconti dei miei genitori.Grande scrittrice, la mia preferita.

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    Mariluca05 said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tante storie che fanno la Storia. Ma principalmente la storia di Ida, la protagonista, e dei suoi drammi. Quello che più mi ha colpito è quello della questione razziale, dovuto alle vergognose leggi del 1938, vissuto con un angoscia tutta particolare ...(continue)

    Tante storie che fanno la Storia. Ma principalmente la storia di Ida, la protagonista, e dei suoi drammi. Quello che più mi ha colpito è quello della questione razziale, dovuto alle vergognose leggi del 1938, vissuto con un angoscia tutta particolare. L'ho trovata la migliore descrizione di quello che hanno dovuto sopportare i cittadini italiani di religione ebraica ancor prima delle sofferenze fisiche, il tutto condito dalla solita macchina burocratica italiana.
    "A casa, da sola, Ida si internò in un calcolo complicato. Per se stessa, invero, la soluzione era semplice: di padre ariano, e di madre ebrea pure da lontane generazioni, lei non possedeva che sei quote su dodici, e dunque risultato negativo. Ma il caso per lei principale, cioè Nino, le riusciva più astruso, e qua il conto, nel farlo e rifarlo, le si imbrogliava il cervello. [...] E il conto qui le risultò propizio. Nino, sia pure di minimo, rientrava nel punteggio dovuto: nove quote su dodici capi. Ariano! Questo risultato, però, non poteva bastare a darle pace, neanche sul conto del figlio. Troppo variabili e oscuri le rimanevano, nel futuro e nello stesso presente, i termini reali della legge. Essa ricordò, per esempio, di avere udito in Calabria da un emigrante che il sangue scuro vince sempre sul sangue pallido. Basta una goccia di sangue nero in un cristiano per riconoscergli che non è bianco, ma è un negro incrociato".
    Commovente e struggente anche la storia di Davide Segre per l'immensa solitudine del protagonista.
    "Di colpo ha deciso che, più tardi, uscirà e andrà a mangiare; ma solo a questo pensiero avverte immediatamente una sensazione di nausea, che dallo stomaco gli assale alla gola".

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    Cirano said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

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