La storia del Vajont raccontata dal geologo che ha scoperto la frana

Di

Editore: K-Flash

3.7
(23)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Altri

Isbn-10: 8889288019 | Isbn-13: 9788889288016 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Storia , Professionismo & Tecnica , Scienza & Natura

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Descrizione del libro
Edoardo Semenza è il geologo che ha scoperto la frana del Vajont nell'agosto 1959, più di quattro anni prima che scivolasse provocando l'immane tragedia, ipotizzando che potesse muoversi nuovamente col riempimento del lago, ed è figlio del progettista della diga. In questo libro ha voluto esporre, con un linguaggio adatto a tutti e con numerosissime immagini, tutti i suoi ricordi, gli studi scientifici e le riflessioni che ha maturato da allora. Il volume contiene anche un ampio commento ai libri di Tina Merlin e Marco Paolini e al film di Renzo Martinelli. È quindi un'opera indispensabile per fondare un giudizio obiettivo sulla catastrofe, e importante per contribuire a far sì che simili tragedie non si ripetano.
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  • 0

    Ho letto questo libro con molta fatica ma con pari interesse.
    Non prendo le parti di nessuno, le tragedie sono tragedie e non ci sono parole sufficienti per connotarne appieno i significati, ma il ...continua

    Ho letto questo libro con molta fatica ma con pari interesse.
    Non prendo le parti di nessuno, le tragedie sono tragedie e non ci sono parole sufficienti per connotarne appieno i significati, ma il libro ha il merito di esporre un punto di vista geologico. Edoardo Semenza riconosce nel suo scritto che la valutazione dell'impatto di una diga,come attualmente avviene, deve essere svolta anche tenendo conto dell'ambiente circostante. Cosa che è mancata nel Vajont. Qui ci sono i fatti, la demogogia non serve.

    ha scritto il 

  • 2

    PENOSO, mi$erabile, ma per questo *MOLTO* interessante.

    L'autore cerca nel 2001 di riverginare la posizione del padre criminale, e quindi la propria per "riflesso" ...screditando Merlin e Paolini. Dimenticando solo di aver fatto parte integrante della mafi ...continua

    L'autore cerca nel 2001 di riverginare la posizione del padre criminale, e quindi la propria per "riflesso" ...screditando Merlin e Paolini. Dimenticando solo di aver fatto parte integrante della mafia che dal 1957 progettò, costruì la macchina infernale e la strage.
    LUI (Edoardo) sapeva da 4 anni del pericolo, ma se ne stette assolutamente zitto, così come tutti gli altri. Vaffanculo.
    Per poi venirsene fuori oggi colle "inesattezze" della Merlin prima, e di Paolini e Martinelli POI, e lagnarsene.
    Penoso, e umanamente potrei anche capirlo, quando cerca di far passare oggi il padre Carlo (ingegnere civile) come "una vittima dei geologi". Cioè di lui, Edoardo. Che invece il padre decise di sacrificare senza alcuno scrupolo sul piano umano e professionale sottoponendo a "correzione" - da parte della vecchia mummia di Dal Piaz (geologo e maestro di Edoardo geologo!) - la 'relazione' del figlio.
    E passando sopra a piè pari (sempre l'Edoardo di questo libro ridicolo) alla parte assolutamente CRIMINALE e MAFIOSA avuta dall'Ing. Carlo $emenza nello stendere di suo pugno la relazione GEOLOGICA che Dal Piaz succubo e finito FIRMERA'. Sono Storia, e documenti, e PROCESSO.
    Chi è, allora si chiede Dal Farra lo scrivente e/o lettore, il criminale??
    Semenza (Carlo) dev'essere definito vittima "dei geologi" o è vero l'esatto contrario?? E il figlio come dobbiamo definirlo? Due volte pirl
    a??
    Ed è un vero peccato, che Edoardo sia deceduto e io (lo scrivente) non abbia avuto modo di parlargli e intervistarlo. Gli avrei potuto dire diverse cose, tra cui cosa penso di lui e di quelli come lui. Un VAFFANCULO alla memoria, però, non glie lo toglie nessuno.
    E NON sto insultando un morto che non può difendersi, no.
    Sto MANDANDO AFFANCULO il vivo quando era vivo, poteva scegliere benissimo, e avrebbe potuto in mille maniere far trapelare - ad esempio con una lettera o telefonata anonima - quanto aveva scoperto, per salvare almeno qualche vita plebea. E invece, niente.
    Quello che consumò suo padre e lo fece morire anzitempo - la consapevolezza di aver compromesso una vita indubbiamente straordinaria e universalmente onorata con la cazzata della vita, da parte del FIGLIO - non fu sufficiente, nemmeno dopo la morte di Carlo (2 altri anni di CONNIVENZA MAFIOSA prima della STRAGE annunciata) a far rinsavire Edoardo.
    Che però non si fa scrupoli a fare soldi nel 'dopoPaolini' (1997) con questo libro, "sputtanando" - pensa lui - le versioni della Merlin, Paolini e financo il fumettone di Martinelli, perché - scrive - "hanno sbagliato qui, e qua, e là". E rincara "non sapevano nulla, le cose non stanno così: e colà, e quacquaracquà".
    Domanda: e finora, ma soprattutto dal '61 al '63 (ottobre), e ancora per 27 anni di "processo Vajont"... dov'eri, Edoardo?? avevi perso la lingua??

    Sì, sì: questa recensione (da ricercatore, e bellunese, e CITTADINO ITALIANO semplice) termina con un anatema: VA' a FFANCULO.

    MANICA DI MAFIOSI e BASTARDI OMICIDI.

    ha scritto il