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La storia del topo cattivo

Di

Editore: Comma 22

4.4
(67)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Paperback

Isbn-10: 888896021X | Isbn-13: 9788888960210 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Ispirato dai racconti di Beatrix Potter (autrice delle storie per l'infanzia, creatrice di "Peter coniglio"), nel fumetto si parla di un tema delicato come gli abusi sui minori. Talbot racconta la storia di Helen Potter, un'adolescente in fuga da casa, vittima di abusi da parte del padre. Helen dialoga con un topo (immaginario) molto piccolo, che inizia a crescere dopo la sua fuga da casa, cresce fino a diventare un topo gigante. Helen in realtà parla con la sua anima, e il topo è il simbolo della fiducia che ha in se stessa e che cresce da quando è in fuga.
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  • 5

    L' amore ti da calore. Piacere. Sicurezza.
    L' amore non ti stritola, non ti porta a odiarti o provare disgusto di te stesso. Non ti annebbia la mente. Non ti riempie di paura. Non ti fa venire il voltastomaco.

    ha scritto il 

  • 2

    1 - Lo stile dei disegni non mi piace, non dico che non sia bravo, assolutamente, disegna benissimo, ma il suo stile non mi piace. Forse forzatamente troppo realistico, dal fumetto mi aspetto la magia non la realtà, o meglio, quella magia capace di descrivere nel profondo la realtà.
    2 - A p ...continua

    1 - Lo stile dei disegni non mi piace, non dico che non sia bravo, assolutamente, disegna benissimo, ma il suo stile non mi piace. Forse forzatamente troppo realistico, dal fumetto mi aspetto la magia non la realtà, o meglio, quella magia capace di descrivere nel profondo la realtà.
    2 - A parte Oscar Wilde, tutti i riferimenti ad altri personaggi presenti nel fumetto li ignoro completamente e forse questo impedisce di gustarselo fino in fondo.
    3 - Molto coraggioso e lodevole il tema trattato, soprattutto per il periodo in cui è stato scritto. Ma ai giorni nostri il papà sarebbe dovuto finire in prigione o come minimo denunciato. Poi ho qualche dubbio sul fatto che una ragazza possa auto-curarsi (solo leggendo libri per conto suo) da tali e ripetuti abusi sessuali subiti da piccola dal padre.
    4 - Bello il concetto dei topi, ma il tema dell’inadeguatezza adolescenziale trovo sia stato trattato meglio in altre opere o comunque non mi entusiasma più di tanto (per la serie... ho già dato, mò basta!)

    ha scritto il 

  • 4

    Una graphic novel interessante e coraggiosa, anche se un centinaio di pagine in più non mi sarebbero dispiaciute...e anche ben colorata, cosa più unica che rara. Non conosco Beatrix Potter né come autrice né come donna, ma devo ammettere che adesso un po' di curiosità ce l'ho.

    ha scritto il 

  • 4

    Diverso

    I disegni non mi hanno entusiasmato però è una graphic novel interessante. Non si parla abbastanza spesso (e quando lo si fa non si approfondiscono le dinamiche) degli abusi sessuali sui minori. A volte un po' retoriche le scelte narrative. Nel complesso però mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    una graphic novel su un tema difficile e pesante come gli abusi sull'infanzia, ma trattato con un garbo ed un tatto non indifferenti.

    alla fine ci si ritrova con gli occhi lucidi.

    ha scritto il 

  • 5

    Talbot al suo meglio

    Il tema dell'abuso sui minori e della rinascita piscologica in un racconto sospeso fra tensione e poesia. Bryan Talbot scrive e disegna con un talento leonardesco. Senza falle, neanche una. Doloroso e semplicemente perfetto.

    ha scritto il 

  • 0

    Una graphic novel, vincitrice del premio Eisner nel 1996, che ha segnato una svolta nel fumetto degli anni Novanta. Per la prima volta in un fumetto si parla di abusi sui minori, in una storia mai ovvia e di grande impatto morale. Talbot ci racconta le peripezie di Helen Potter, un’adolescente vi ...continua

    Una graphic novel, vincitrice del premio Eisner nel 1996, che ha segnato una svolta nel fumetto degli anni Novanta. Per la prima volta in un fumetto si parla di abusi sui minori, in una storia mai ovvia e di grande impatto morale. Talbot ci racconta le peripezie di Helen Potter, un’adolescente vittima di un abuso paterno e in fuga da casa, con uno stile immediatamente leggibile, capace di essere letto anche da quei lettori che non hanno confidenza con il fumetto. Talbot affianca la storia di Helen a quella di Beatrix Potter, la nota autrice delle storie per l’infanzia che ha creato “Peter coniglio”. Le vicende si mescolano e si specchiano, quando Helen fugge da casa con l’unica compagnia del suo topo (vero o immaginario che sia) attraverso una Londra piena di insidie… Helen fugge verso il Lake District, in Scozia, dove Beatrix aveva tratto ispirazione per i suoi libri durante le vacanze estive, raccogliendo e accudendo piccoli animali. Lì Helen troverà la sua pace e nuove ragioni di vita, in un processo di rinnovamento in cui il mondo smetterà di esserle nemico. Una storia memorabile con cui qualsiasi lettore dovrebbe essersi confrontato.

    ha scritto il 

  • 5

    Dire che questo fumetto è splendido è riduttivo e infatti ha preso il premio Eisner nel 1996. È disegnato in modo magistrale, la storia è toccante, intelligente, raccontata benissimo e non era facile, visto la delicatezza del tema.
    Ne ha scritto in breve Paolo Garrone su LoSpazioBianco:
    ...continua

    Dire che questo fumetto è splendido è riduttivo e infatti ha preso il premio Eisner nel 1996. È disegnato in modo magistrale, la storia è toccante, intelligente, raccontata benissimo e non era facile, visto la delicatezza del tema.
    Ne ha scritto in breve Paolo Garrone su LoSpazioBianco:
    http://www.lospaziobianco.it/5095

    e io ve lo stra-consiglio.

    ha scritto il