La storia dell'arte

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi, 45)

4.5
(740)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 638 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000010143 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Rilegato in pelle

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Storia , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 5

    Non si dirà mai abbastanza bene degli ebrei viennesi, da Sigmund Freud a Billy Wilder. Se ne dirà ulteriormente bene se poi si naturalizzano inglesi come Ernst Gombrich (1909-2001) e degli inglesi acq ...continua

    Non si dirà mai abbastanza bene degli ebrei viennesi, da Sigmund Freud a Billy Wilder. Se ne dirà ulteriormente bene se poi si naturalizzano inglesi come Ernst Gombrich (1909-2001) e degli inglesi acquisiscono l'impareggiabile chiarezza espositiva. Per dire che questa “Storia dell'arte”, credo nel tempo la più venduta del mondo, è la gioia, il compagno perfetto di chi come me ogni tanto ripassa il molto che ha dimenticato degli insegnamenti scolastici (o, per meglio dire, il molto che non ha mai saputo molto bene). Dagli egizi a quasi oggi (ci si arresta sulla soglia del nuovo millennio con le “osservazioni finali”, e non è poco, ma Gombrich si ferma di fatto alla metà del Novecento), una disamina puntuale che “insegna a guardare”, e quindi a vedere. Merito anche dell'accorgimento che mette le riproduzioni delle opere nelle stesse pagine in cui vengono esaminate, e della fitta rete di rimandi tra le varie opere. Gombrich ha in uggia le estetiche romantiche: non crede nell'Arte con la maiuscola ma nelle concrete pratiche artistiche, gli fa venire l'orticaria il concetto di “genio creatore” (per dirla in maniera più formale: l'autonomia espressiva dell'artista) e ritiene invece importanti, per gli sviluppi armonici come per le rotture, i concetti di tradizione e imitazione. Da Gombrich ho imparato molto: proseguirò con un libro che adoravo da ragazzo, la “Storia sociale dell'arte” di Arnold Hauser, e che non ho mai più ripreso. Ne riparliamo fra qualche mese.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro cult per scorrere tutta l'arte dalle origini ai giorni nostri. Quasi un romanzo per la capacità di Gombrich di affascinare nonostante usi un linguaggio semplice e chiaro per chiunque.

    ha scritto il 

  • 4

    Talmente scorrevole e chiaro da potersi leggere in audiobook!

    Si tratta probabilmente del compendio di storia dell’arte più famoso al mondo. Gombrich è stato un grande conoscitore della storia in generale (infatti consiglio caldamente di leggere questa storia de ...continua

    Si tratta probabilmente del compendio di storia dell’arte più famoso al mondo. Gombrich è stato un grande conoscitore della storia in generale (infatti consiglio caldamente di leggere questa storia dell’arte in abbinamento al suo delizioso “Breve storia del mondo”). E, soprattutto, ne è stato un grande divulgatore. Questo testo aiuta, in modo assolutamente chiaro e scorrevole, a comprendere la funzione, il significato e l’evoluzione delle arti visive, in particolare della pittura, ma anche della scultura e dell’architettura. L’autore non si attarda eccessivamente a descrivere singole opere nei loro dettagli, ma ne spiega una variegata schiera allo scopo di consentire la comprensione dello sviluppo artistico e tecnico. Per questo si legge come se fosse un avvincente romanzo e, come tale, lo si comprende bene persino senza osservare le figure: io infatti l’ho letto (ascoltato) in formato audiolibro e non ho avuto difficoltà alcuna, sia perché molte opere mi erano comunque familiari e ben presenti alla mente, sia perché la loro descrizione essenziale le rendeva immediatamente comprensibili e immaginabili.

    ha scritto il 

  • 5

    E' avvincente come un bella favola.
    A pensarci bene, la storia dell'arte umana forse si deve raccontare proprio così: come la favola della bellezza.
    Avere una persona che ti fa un regalo così lo è di ...continua

    E' avvincente come un bella favola.
    A pensarci bene, la storia dell'arte umana forse si deve raccontare proprio così: come la favola della bellezza.
    Avere una persona che ti fa un regalo così lo è di sicuro, una favola (e anche una bellezza).

    ha scritto il 

  • 5

    Autodidatti di tutto il mondo, uniamoci

    Antefatto: al Liceo, in un impeto autonomista, la mia professoressa di disegno decise di saltare il programma triennale di storia dell'arte, consentendomi di beneficiare di cinque anni di proiezioni o ...continua

    Antefatto: al Liceo, in un impeto autonomista, la mia professoressa di disegno decise di saltare il programma triennale di storia dell'arte, consentendomi di beneficiare di cinque anni di proiezioni ortogonali (ricalcate alla finestra dalle tavole altrui).

    Questo era l'alibi.

    Fino ai 30 anni circa non mi sono mai molto interessato d'arte, fino a un ponte del Primo Maggio trascorso tra Siena e Arezzo. Da lì, resomi conto di quel che mi ero perso, ho cominciato a girare per chiese, mostre e musei, rincorrendo la mia ignoranza, la quale ha il passo spedito di una siepista etiope.

    La Storia di Gombrich è il libro che avrei dovuto leggere appena tornato da Siena, perchè è il sogno realizzato di qualsiasi autodidatta.
    E' scritto benissimo: avvicente come Dumas, vi farà fare il tifo per il vostro artista preferito.
    Si legge facilmente: Gombrich da vero maestro non solo sa, ma sa spiegare (con tanti saluti a quel detto cretino per cui "chi sa fare fa, chi non sa fare insegna").
    Infine, è disseminato di spunti su cui costruire altre letture e, soprattutto, visite a luoghi e opere.

    Le idee di base del libro mi paiono in estrema sintesi queste.
    La storia dell'arte è in realtà storia degli artisti. Fino alla fine dell'800, è la storia del rapporto tra l'osservazione della natura e la sua riproduzione, più o meno fedele. Gombrich esamina il complicato andirivieni tra i diversi scopi che l'arte si è prefissa nei secoli, con pagine per me illuminanti sull'arte antica (breaking news: gli egizi dipingevano le persone "di sbieco" per uno scopo preciso, non perchè non erano capaci di farle meglio).

    Dall'Impressionismo in poi, inizia la sfida degli artisti con i problemi formali dell'arte, che a poco a poco prevalgono sul soggetto. A questo proposito, ho trovato affascinante il discorso che l'autore fa sulla differenza tra "riprodurre ciò che si vede" e "riprodurre ciò che si sa di vedere". In breve, ai pittori accademici che dipingevano in studio, un impressionista avrebbe fatto notare che, così facendo, ritraevano ciò che la loro mente, la loro cultura sapevano, ma non ciò che realmente vede l'occhio umano (ossia, i colori, il movimento, la luce). Da questa prospettiva, avevano qualche buona ragione Monet e soci quando dicevano di essere loro i veri naturalisti e non i paesaggisti come Poussin.

    Nella parte finale, inevitabilmente influenzata dall'essere quasi cronaca, Gombrich sviluppa alcune riflessioni sull'arte contemporanea.

    In conclusione, Autodidatti di tutto il mondo, uniamoci, non abbiamo da perdere altro che le catene della nostra ignoranza!

    (Noterella editoriale, per la quale giuro che la Phaidon non mi passa una mancia: data la qualità e soprattutto l'importanza delle foto per la piena fruibilità del testo, consiglierei di investire la sommetta di € 40 circa nell'edizione rilegata e patinata, ne vale la pena)

    Bonus Track: interessante sito che raccoglie molto materiale su Gombrich
    http://gombrich.co.uk/

    ha scritto il 

  • 5

    La dimensione del volume può spaventare, ma grazie ad uno stile colloquiale e riducendo al minimo l'uso di parole tecniche, conduce il lettore - mano nella mano - nel mondo dell'arte, spiegando gradua ...continua

    La dimensione del volume può spaventare, ma grazie ad uno stile colloquiale e riducendo al minimo l'uso di parole tecniche, conduce il lettore - mano nella mano - nel mondo dell'arte, spiegando gradualmente come si possono apprezzare le opere d'arte e cosa le rende belle.
    Inoltre, fotografie delle opere principali e brevi accenni alla biografia di vari artisti lo rendono un corso accelerato di arte per neofiti.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro che avrei dovuto leggere 40 anni fa

    La storia dell'arte raccontata a tutti: una prosa piana e diretta, senza fronzoli, per raccontare l'evoluzione dell'arte dai primitivi ad oggi. Quest'opera aiuta veramente ad aprire la mente alla bell ...continua

    La storia dell'arte raccontata a tutti: una prosa piana e diretta, senza fronzoli, per raccontare l'evoluzione dell'arte dai primitivi ad oggi. Quest'opera aiuta veramente ad aprire la mente alla bellezza.

    ha scritto il 

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