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La storia dell'arte

By Ernst Hans Gombrich

(191)

| Paperback

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Book Description

100 Reviews

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  • 10 people find this helpful

    E' avvincente come un bella favola.
    A pensarci bene, la storia dell'arte umana forse si deve raccontare proprio così: come la favola della bellezza.
    Avere una persona che ti fa un regalo così lo è di sicuro, una favola (e anche una bellezza).

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    #Gil D. said on Aug 18, 2014 | 10 feedbacks

  • 27 people find this helpful

    Autodidatti di tutto il mondo, uniamoci

    Antefatto: al Liceo, in un impeto autonomista, la mia professoressa di disegno decise di saltare il programma triennale di storia dell'arte, consentendomi di beneficiare di cinque anni di proiezioni ortogonali (ricalcate alla finestra dalle tavole al ...(continue)

    Antefatto: al Liceo, in un impeto autonomista, la mia professoressa di disegno decise di saltare il programma triennale di storia dell'arte, consentendomi di beneficiare di cinque anni di proiezioni ortogonali (ricalcate alla finestra dalle tavole altrui).

    Questo era l'alibi.

    Fino ai 30 anni circa non mi sono mai molto interessato d'arte, fino a un ponte del Primo Maggio trascorso tra Siena e Arezzo. Da lì, resomi conto di quel che mi ero perso, ho cominciato a girare per chiese, mostre e musei, rincorrendo la mia ignoranza, la quale ha il passo spedito di una siepista etiope.

    La Storia di Gombrich è il libro che avrei dovuto leggere appena tornato da Siena, perchè è il sogno realizzato di qualsiasi autodidatta.
    E' scritto benissimo: avvicente come Dumas, vi farà fare il tifo per il vostro artista preferito.
    Si legge facilmente: Gombrich da vero maestro non solo sa, ma sa spiegare (con tanti saluti a quel detto cretino per cui "chi sa fare fa, chi non sa fare insegna").
    Infine, è disseminato di spunti su cui costruire altre letture e, soprattutto, visite a luoghi e opere.

    Le idee di base del libro mi paiono in estrema sintesi queste.
    La storia dell'arte è in realtà storia degli artisti. Fino alla fine dell'800, è la storia del rapporto tra l'osservazione della natura e la sua riproduzione, più o meno fedele. Gombrich esamina il complicato andirivieni tra i diversi scopi che l'arte si è prefissa nei secoli, con pagine per me illuminanti sull'arte antica (breaking news: gli egizi dipingevano le persone "di sbieco" per uno scopo preciso, non perchè non erano capaci di farle meglio).

    Dall'Impressionismo in poi, inizia la sfida degli artisti con i problemi formali dell'arte, che a poco a poco prevalgono sul soggetto. A questo proposito, ho trovato affascinante il discorso che l'autore fa sulla differenza tra "riprodurre ciò che si vede" e "riprodurre ciò che si sa di vedere". In breve, ai pittori accademici che dipingevano in studio, un impressionista avrebbe fatto notare che, così facendo, ritraevano ciò che la loro mente, la loro cultura sapevano, ma non ciò che realmente vede l'occhio umano (ossia, i colori, il movimento, la luce). Da questa prospettiva, avevano qualche buona ragione Monet e soci quando dicevano di essere loro i veri naturalisti e non i paesaggisti come Poussin.

    Nella parte finale, inevitabilmente influenzata dall'essere quasi cronaca, Gombrich sviluppa alcune riflessioni sull'arte contemporanea.

    In conclusione, Autodidatti di tutto il mondo, uniamoci, non abbiamo da perdere altro che le catene della nostra ignoranza!

    (Noterella editoriale, per la quale giuro che la Phaidon non mi passa una mancia: data la qualità e soprattutto l'importanza delle foto per la piena fruibilità del testo, consiglierei di investire la sommetta di € 40 circa nell'edizione rilegata e patinata, ne vale la pena)

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    Rosenkavalier70 (Goodreading) said on Mar 26, 2014 | 20 feedbacks

  • 1 person finds this helpful


    Ma questo delle volte si firma Gombritch e delle
    volte Gombrovitz?

    Prima delle chat ma dopo Pessoa.

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    [radek] said on Mar 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La dimensione del volume può spaventare, ma grazie ad uno stile colloquiale e riducendo al minimo l'uso di parole tecniche, conduce il lettore - mano nella mano - nel mondo dell'arte, spiegando gradualmente come si possono apprezzare le opere d'arte ...(continue)

    La dimensione del volume può spaventare, ma grazie ad uno stile colloquiale e riducendo al minimo l'uso di parole tecniche, conduce il lettore - mano nella mano - nel mondo dell'arte, spiegando gradualmente come si possono apprezzare le opere d'arte e cosa le rende belle.
    Inoltre, fotografie delle opere principali e brevi accenni alla biografia di vari artisti lo rendono un corso accelerato di arte per neofiti.

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    Andrea Turati said on Mar 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno dei capisaldi della storia dell'arte

    Il più completo libro "pocket" sulla storia dell'arte dalle origini al Novecento. Perfetto per una preliminare "infarinatura".

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    Anna Tulliach said on Mar 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro che avrei dovuto leggere 40 anni fa

    La storia dell'arte raccontata a tutti: una prosa piana e diretta, senza fronzoli, per raccontare l'evoluzione dell'arte dai primitivi ad oggi. Quest'opera aiuta veramente ad aprire la mente alla bellezza.

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    Rachbee said on Mar 6, 2014 | Add your feedback

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