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La storia di Don Giovanni

raccontata da Alessandro Baricco

Di

Editore: Scuola Holden / L'Espresso (Save the Story, 1)

3.8
(108)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 99 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8883713109 | Isbn-13: 9788883713101 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustratore o Matitista: Alessandro Maria Nacar ; Narratore: Alessandro Baricco

Genere: Children , Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Vita pazza e morte coraggiosa di un uomo che amava troppo le donne per volerne una sola.
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  • 0

    La Storia di Don Giovanni – The story of Don Juan, di Baricco e Nacar

    http://www.meloleggo.it/recensione-la-storia-di-don-giovanni-the-story-of-don-juan-di-baricco-e-nacar_802/


    Una collaborazione fra Scuola Holden e L’Espresso fa omaggio dei grandi classici della letteratura reinterpretati da alcuni autori dei nostri tempi con “Save the story”: una collana p ...continua

    http://www.meloleggo.it/recensione-la-storia-di-don-giovanni-the-story-of-don-juan-di-baricco-e-nacar_802/

    Una collaborazione fra Scuola Holden e L’Espresso fa omaggio dei grandi classici della letteratura reinterpretati da alcuni autori dei nostri tempi con “Save the story”: una collana per far conoscere I classici e avvicinare alla lettura i giovani.

    Alessandro Baricco in questa collana si mette a confronto con uno dei più conosciuti e rielaborati personaggi della letteratura e del teatro europei: il Don Giovanni, le cui gesta sono state narrate ed analizzate attraverso i secoli da autori quali Molière, Byron e José Saramago, non ultima la famosissima opera lirica di Mozart, ogni volta adducendone significati e stile interpretativo differenti.

    Baricco ci racconta il Don Giovanni in maniera semplice, scorrevole e con un linguaggio moderno che riesce ad introdurre il lettore in un epoca passata con estrema facilità, connettendo ogni cosa con esempi contemporanei e rendendo quindi facile la lettura anche ai più giovani.

    Il testo resta riverente alla narrazione classica senza troppi approfondimenti psicologici o gli intrecci e le rivoluzioni lessicali che denotano le opere di Baricco, ma si possono cogliere comunque diversi livelli di lettura e una freschezza propria del suo stile.

    Le illustrazioni scelte per questo volume sono di Alessandro Maria Nacar, un artista proveniente dal mondo della moda alle prese con il suo primo album illustrato. Le influenze “fashion” in queste immagini sono evidenti e direi molto coerenti con il pubblico a cui si rivolge la collana e con l’impronta narrativa di Baricco. Uno stile, secondo me, adatto ai g... [continua a leggere su www.MeLoLeggo.it]

    ha scritto il 

  • 4

    La domanda è: siamo colpevoli quando desideriamo qualcosa che fa male agli altri? O i nostri desideri sono sempre innocenti, ed è un nostro diritto cercare di realizzarli.

    ha scritto il 

  • 4

    Delizioso :) se letto con l'impostazione di voce di Baricco, e lasciandosi andare alla narrazione, è da spanciarsi dal ridere. La chiusa, poi, quella domanda finale, è davvero una chicca..... la risposta io la so, ma tanto non conviene a nessuno saperla, altrimenti il mondo andrebbe meglio!

    ha scritto il 

  • 4

    1 giorno da leoni o 100 da pecora? bello e impossibile? mascalzone latino? dannato e coraggioso?questi libri della Holden sono beramente molto belli e ben scritti...e se poi, come me, del Don Giovanni conosceva giusto qualche aria mozartiana...mi è piciuto davvero...

    ha scritto il 

  • 3

    «Quanto a noi, non abbiamo mai smesso di raccontarci quella storia. Probabilmente lo facciamo perchè nelle avventure di Don Giovanni è custodita una domanda che ci sta a cuore, e che non vogliamo dimenticare. La domanda è: siamo colpevoli quando desideriamo qualcosa che fa male agli altri? O i no ...continua

    «Quanto a noi, non abbiamo mai smesso di raccontarci quella storia. Probabilmente lo facciamo perchè nelle avventure di Don Giovanni è custodita una domanda che ci sta a cuore, e che non vogliamo dimenticare. La domanda è: siamo colpevoli quando desideriamo qualcosa che fa male agli altri? O i nostri desideri sono sempre innocenti, ed è un nostro diritto cercare di realizzarli?»

    Carino, ma comunque troppo corto per dare un qualsiasi spessore ai personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Bricolage letterario - 01 nov 11

    Come dice il lancio pubblicitario “Grandi scrittori, piccoli lettori, storie immortali”. Sì, la storia immortale di Don Giovanni raccontata perché sia fruibile da piccoli lettori. Ma raccontata con l’abituale cipiglio del “vecchio Holden”, e con un epilogo ben congeniato. Innanzi tutto, l’operazi ...continua

    Come dice il lancio pubblicitario “Grandi scrittori, piccoli lettori, storie immortali”. Sì, la storia immortale di Don Giovanni raccontata perché sia fruibile da piccoli lettori. Ma raccontata con l’abituale cipiglio del “vecchio Holden”, e con un epilogo ben congeniato. Innanzi tutto, l’operazione la trovo ben riuscita, in quanto ricostruisce una possibile storia di Don Giovanni, che, tra teatro e letteratura, ha avuto non poche trasposizioni e riproposizioni. Dalle storie orali che circolavano da sempre tra Spagna e Italia, alla prima sistemazione da parte di Tirso da Molina (“L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra”), alla visione allegorica di Molière (“Don Giovanni o il convitato di pietra”), alla stupenda tessitura di Lorenzo Da Ponte per Mozart (“Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni”) sino alla visione solitaria di Kierkegaard (“Diario del seduttore”), tante sono le visioni dell’eponimo personaggio. Baricco ha il merito, nel momento che narra la storia per “piccoli lettori”, di eliminarne i fronzoli, ed andare all’essenza, così come è uso nella sua scrittura. Don Giovanni tenta di sedurre Donna Anna, ma, scoperto, fugge uccidendone il padre, il Commendatore. Nella fuga incontra Donna Elvira da lui sedotta e abbandonata poco tempo prima. Mentre il suo servo intrattiene la Donna sulle conquiste del padrone (“Il catalogo è questo”), Don Giovanni fugge di nuovo. Seduce altre donne, poi inseguito dai fratelli di Donna Elvira, dai poliziotti di Donna Anna, passando per un cimitero incontra la statua mortuaria del Commendatore. La statua gli chiede il pentimento, e, al suo rifiuto, lo porta con sé… Dove lo porta, ognuno è libero di decidere il finale. Questa appunto è l’ossatura della storia, e così possiamo ricordarla e tramandarla (“Save the Story” ci chiede Baricco), prenderne i personaggi e farli diventare simboli. Le Donne bistrattate, ridotte ad oggetti (e qualcuno farà utili collegamenti con l’oggi). Il Don Giovanni, che da nome spagnolo, diventa aggettivo da appiccicare a chi non ferma mai il suo sguardo, ma continua ad andare ed andare (nel catalogo, le donne sono 2.065). Il servo furbo, ma anche accondiscendente, e a volte, ingannato dal padrone stesso. E via discorrendo. Alla fine, nel breve epilogo che ci dà conto di dove andranno i vari personaggi della storia, dopo la scomparsa di Don Giovanni, Baricco ci trafigge con una domanda, che forse sarà complicata per i piccoli lettori, ma che assurge ad elemento di riflessione per noi, diciamo, adulti. “Siamo colpevoli quando desideriamo qualcosa che fa male ad altri? O i nostri desideri sono sempre innocenti, ed è un nostro diritto cercare di realizzarli?” Una domanda la cui risposta presuppone di costruirsi un’etica della vita, e non è semplice rispondervi in modo poco banale. Fin dove può andare il mio “io” senza collidere con l’io degli altri? Quale può essere un confine etico tra ricerca del piacere e rinuncia al suo soddisfacimento? E se non fare niente può far male a due persone su tre, mentre far qualcosa fa piacere (o forse meno male) sempre a due persone su tre, ma non le stesse? Si potrebbe andare avanti, ma qui mi fermo, ringraziando lo scrittore, il disegnatore (poche e ben caratterizzati i disegni del testo), gli autori di tutte le storie dongiovannesche e chi me lo ha regalato.
    “Vita pazza … di un uomo che amava troppo le donne per volerne una sola” (quarta di copertina)

    ha scritto il 

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