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La storia di San Michele

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

4.1
(180)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 439 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811668263 | Isbn-13: 9788811668268 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patricia Volterra

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
In una Capri dove l'incanto luminoso della natura prende risalto dalla penombra segreta della storia e del mito, Axel Munthe, medico di fama internazionale, trova il proprio luogo di elezione, la terra dove costruire San Michele, la splendida casa in cui potrà essere pienamente se stesso.
"La storia di San Michele" fu scritta su consiglio di Henry James in un momento particolarmente doloroso per l'autore ormai anziano, malato agli occhi, tormentato da un'angosciosa insonnia. Raccontando l'impegnativa e gioiosa realizzazione di un sogno, Munthe racconta di sé e dei suoi tempi, rievoca un'Europa cancellata dal conflitto mondiale, testimonia il drammatico nascere di un nuovo mondo, ma soprattutto coglie con straordinaria semplicità il legame profondo che intreccia ogni esistenza alle altre in un fluire di vita tra uomini, animali e luoghi. Nel rifugio che si è creato egli può consapevolmente ripercorrere i propri ricordi e attingere a quella fonte della saggezza che sgorga "nel nostro proprio suolo, tra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni".
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  • 4

    La Storia di San Michele è sostanzialmente l'autobiografia di Axel Munthe. Munthe fu un medico vissuto a cavallo del 18°-19° secolo; studiò in Svezia, suo paese natale e a Parigi, dove si specializzò in Neurologia alla Salpetrière quando primario era il grande Charcot. Per le sue innatecapacità d ...continua

    La Storia di San Michele è sostanzialmente l'autobiografia di Axel Munthe. Munthe fu un medico vissuto a cavallo del 18°-19° secolo; studiò in Svezia, suo paese natale e a Parigi, dove si specializzò in Neurologia alla Salpetrière quando primario era il grande Charcot. Per le sue innatecapacità di relazionarsi con il prossimo e soprattutto con i suoi pazienti, divenne un medico di successo, soprattutto per le sue pazienti affette da nevrosi varie, in un periodo storico in cui si affermava lentamente la psicanalisi dello zio Sigmund.
    L'opera si apre con uno scorcio di Anacapri di cui Munthe si innamorò tanto da tornarci più volte nel corso delle sue peregrinazioni e dove visse mezzo secolo prima di tornare in Svezia ove morì. Munthe si rifiutò di vivere sugli allori e spese molto del tanto denaro guadagnato in cause filantropiche, soprattutto volte alla difesa della fauna: fu, infatti, un animalista e, più ampiamente, un ecologista, ante litteram.
    La Storia di San Michele non è un capolavoro, è il diario intimo di un uomo che riuscì ad essere in pace con se stesso nonostante gli ostacoli (invidia dei colleghi, incomprensioni da parte degli amici, insuccessi amorosi); gli bastava ritirarsi nella sua San Michele fra i suoi animali, i suoi libri, entro le mura della villa che aveva costruito con le sue stesse mani.
    La biografia si fa leggere facilmente, è scorrevole, piana, non noiosa, a tratti con qualche sprazzo comico-ironico. Si abbandona al lirismo e alla nostalgia nelle ultimissime pagine, quando l'autore, solo e ammalato si prepara all'ultimo passo.
    Da segnalare,campanilisticamente, le forti pagine di testimonianza sul terremoto di Messina del 1908. Munthe, altruista istintivo, fu tra i tanti stranieri che vennero a Messina a prestare aiuto tra le macerie. Stranamente a Messina non c'è nè una via nè una statua a lui dedicata. Una testimonianza vivida e precisa, anche se brevissima, della tragedia vista dall'interno.
    Villa San Michele è oggi di proprietà del governo svedese, unico erede dell'autore, sede di un museo e di incontri culturali.

    ha scritto il 

  • 5

    Già dalle prime pagine ti viene da pensare che Axel Munthe sia uno di quei grandi uomini che avresti potuto avere la fortuna di conoscere se solo fossi nato 100 anni prima ... Il suo libro, poi, è un vero capolavoro e degno di un personaggio eccezionale.

    ha scritto il 

  • 4

    “La mia casa è aperta al sole, alla luce ed agli amici”

    "Chi ama gli animali ama anche le persone”, diceva mia nonna; sì, è vero, siamo tutti creature di Dio, condividiamo il passaggio su questa terra cercando di darci reciproco piacere, affetto e compagnia. So bene che è una visione eccessivamente ottimistica, che viene smentita ogni momento dalle pe ...continua

    "Chi ama gli animali ama anche le persone”, diceva mia nonna; sì, è vero, siamo tutti creature di Dio, condividiamo il passaggio su questa terra cercando di darci reciproco piacere, affetto e compagnia. So bene che è una visione eccessivamente ottimistica, che viene smentita ogni momento dalle peggiori nefandezze e crudeltà sugli animali, tuttavia dopo aver letto Axel Munthe non si può fare a meno di pensarlo.
    Mi aspettavo di leggere un libro che parlasse di Capri, l’isola più bella del mondo il cui ricordo occupa un pezzetto del mio cuore che nulla potrà sostituire; ho trovato un libro che parla di uomini e animali, e di amore verso tutte le creature viventi. Il grande medico svedese vi narra episodi della sua esperienza di neurologo, non con finalità autobiografiche, ma raccontando di persone che ha incontrato, curato, alcune guarito, altre assistito fino alla morte, senza distinguere tra ricchi e poveri, da aristocratiche e nevrotiche signore inglesi e svedesi ai miseri malati di colera nei vicoli di Napoli, i terremotati di Messina ed i contadini e pescatori di Anacapri, tutti soccorsi grazie al suo spirito umanitario e guardati con occhi amorevoli. Accanto agli uomini, gli animali, tanto amati, sempre accanto a lui, da quando viveva a Parigi ed in Svezia, fino all’arrivo a Villa San Michele, un eremo di luce voluto e creato da Munthe con l’aiuto degli abitanti del villaggio: gli animali domestici, i tanti cani e gatti che riempivano i giardini della villa, il babbuino Billy, salvato da Munthe da un proprietario che lo faceva ubriacare, portato nell’isola ed accolto dagli abitanti con naturalezza, come un nuovo amico, ed ancora i tanti uccelli che riempivano il cielo dell’isola durante il lungo viaggio verso il nord fermandosi lì ad aspettare la primavera.
    E poi c’è Capri, isola magica, da cui la storia comincia e in cui la storia finisce. Un lembo di terra scagliato in mezzo al golfo di Napoli, dominato dalla luce del sole così forte perchè si riflette sull’azzurro del mare, dove “si sente” la voce della natura: il sussurro del vento e le cicale che cantano tra i campi ingialliti, in lontananza il mare che si frange sugli scogli, i profumi dei fiori e del mare che si uniscono in una fragranza inimitabile da tecniche umane.

    ha scritto il 

  • 5

    Il sogno di un medico utopista e geniale, un paradiso in terra dove uomini e animali convivono in un’ armonia tacita e indissolubile dove non vi è travalicazione e soperchieria. Questa è “ La storia di San Michele” che si può leggere in molti modi : come biografia di un medico coraggioso,come il ...continua

    Il sogno di un medico utopista e geniale, un paradiso in terra dove uomini e animali convivono in un’ armonia tacita e indissolubile dove non vi è travalicazione e soperchieria. Questa è “ La storia di San Michele” che si può leggere in molti modi : come biografia di un medico coraggioso,come il diario di un brillante protagonista della alta società internazionale, conteso da belle dame e riverito dai loro mariti, come l’ affabulazione di un grandissimo narratore che non disdegna di colorire anedotti e storie fantastiche, portandole quasi al surreale ( v. l’ episodio della scimmia, indimenticabile), come ricerca di un sognatore che trasformerà le sue visioni in quell’ angolo di roccia e di pietre, di mare e orizzonte che è San Michele. Ma ciò che muove San Michele e fa si che a distanza di tanti anni sia letto, riletto e amato è la pietas, il senso di benevolenza e accettazione verso tutte le creature, la consapevolezza che solo attraverso la forza della compassione possiamo salvarci, che tutto ci sarà perdonato tranne che rinnegare e offendere, attraverso la crudeltà e la sopraffazione verso gli esseri più indifesi, la nostra natura umana e i legami che ci uniscono indissolubilmente al creato.

    ha scritto il 

  • 5

    L’anima ha bisogno di più spazio del corpo


    Un po' di tempo fa ho avuto occasione di visitare la villa di san Michele ad Anacapri, mi ha molto incuriosito questo personaggio, che è riuscito a costruire una simile opera e a raccogliere tutti quei tesori. Allora mi sono procurata il ...continua

    L’anima ha bisogno di più spazio del corpo

    Un po' di tempo fa ho avuto occasione di visitare la villa di san Michele ad Anacapri, mi ha molto incuriosito questo personaggio, che è riuscito a costruire una simile opera e a raccogliere tutti quei tesori. Allora mi sono procurata il libro. La storia di San Michele parla di un personaggio eccezionale, un medico che dedica tutto se stesso alla sua professione, mettendosi anche contro il sistema di cui fa parte, rischiando la vita, pur di portare avanti le proprie convinzioni. Ho ammirato moltissimo anche il suo splendido rapporto con la natura, con gli animali, con la terra. A volte è stato difficile capire dove finiva l'autobiografia e dove iniziava il romanzo, ma il risultato secondo me è veramente molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 0

    E' la singolare storia di un medico svedese che, dopo essersi innamorato di Capri, ha passato buona parte della sua vita a costruirvi una bellissima villa. Si prodigo' anche molto per i propri pazienti, sia ricchi che poveri.

    ha scritto il 

  • 5

    Si può amare (fisicamente) un'isola?

    Che vicenda strana, quella creatasi tra me e questo libro. Per anni l'ho visto nella libreria dei miei genitori e non l'ho considerato per niente. Poi è diventato mio, ma è rimasto per lungo tempo chiuso in uno scatolone insieme ad altri suoi compagni non considerati degni di uno spazio sui m ...continua

    Che vicenda strana, quella creatasi tra me e questo libro. Per anni l'ho visto nella libreria dei miei genitori e non l'ho considerato per niente. Poi è diventato mio, ma è rimasto per lungo tempo chiuso in uno scatolone insieme ad altri suoi compagni non considerati degni di uno spazio sui miei scaffali (che, purtroppo, è sempre troppo poco rispetto a quello che vorrei).
    Finché un giorno mia moglie mi dice: «E se passassimo un fine settimana a Capri?». Ma sì, andiamo a vedere quest'isola, ne parlano tutti bene... Una ricerca su Internet per avere un po' di informazioni sui luoghi da visitare ed ecco che salta fuori, inaspettato, questo titolo. Ma come, non era la biografia di un santo? No, è la storia di un rapporto d'amore, fisico, tra un ricco e colto uomo venuto dal nord Europa e un'isola incantata immersa nel mediterraneo.
    Ho cercato il libro, l'ho ritrovato con una certa fatica e mi ci sono buttato. E me lo sono portato anche sul comodino dell'alberghetto di Anacapri: lì l'ho ultimato e non avrei potuto desiderare di meglio. Ragazzi, un signor libro scritto da un signor scrittore. Che poi, volendola dire tutta, non era nemmeno uno scrittore, non di professione almeno. La visita a Villa San Michele, stupenda, è stata la conclusione di una serie di scoperte che, poche settimane prima, neanche mi immaginavo. Per cui oggi posso dire: amo Munthe, amo il suo libro, amo la sua villa, amo Capri (soprattutto Anacapri) e... amo ancor più mia moglie!

    ha scritto il 

  • 4

    La storia che un medico ha con Anacapri e la sua casa, ma soprattutto la storia fra l'uomo e se stesso: un medico illuminato, umano, responsabile e appena appena cinico.

    ha scritto il