La storia seguente

Voto medio di 127
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Un professore costretto ad abbandonare la scuola in seguito a un increscioso episodio e a sopravvivere, in attesa della pensione, scrivendo guide turistiche, si sveglia una mattina in una camera d'albergo di Lisbona dove anni prima aveva trascorso al ...Continua
Tambay
Ha scritto il 24/09/17
Scrivi Nooteboom e leggi "dimensione onirica": un autore bravissimo a portarti con sé......in un qualche luogo che è al contempo ignoto e noto: sei a Lisbona, in quel locale che conosci così bene a bere del porto, ma non sai se ci sei tu o molteplici...Continua
ilsegretodelbosco
Ha scritto il 03/08/17
Un libro davvero particolare, al punto che, devo ammetterlo, ho avuto difficoltà ad afferrare il filo del discorso, ad inseguirlo fino in fondo, perché questo racconto è a tratti una storia disordinata, priva di qualsivoglia certezza, a cominciare da...Continua
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Domari
Ha scritto il 23/06/17

Interessanti riflessioni ma scrittura troppo ondivaga- onirica - mi disorienta pertanto abbandono

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Heinz75
Ha scritto il 30/05/16
Mi interessava leggerlo per l'ambientazione in due città che amo: Amsterdam e Lisbona. Ho trovato un libro pieno di straniamento nei personaggi e nei luoghi che attraversa in modo sulfureo, mai definito. É un romanzo per chi ama il classicismo e i su...Continua
sigurd
Ha scritto il 10/04/16
Un meraviglioso libro che inizia con il risveglio di un uomo in una città in cui non si è addormentato: la città che ha raccolto per lui un ricordo indelebile. Sulle rive antiche di quest'antico fiume che è il tempo, viene snocciolata una geografia d...Continua
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Novalis
Ha scritto il Oct 05, 2013, 23:31
Quel che rende grandi le tragedie greche è che non vi si trovano idiozie psicologiche di questo genere. Avrei voluto dirle anche questo, ma una conversazione, in fondo, consiste soprattutto delle cose non dette. Noi siamo epigoni, le nostre vite non...Continua
Pag. 52
Novalis
Ha scritto il Oct 05, 2013, 17:02
Gli orologi avevano secondo me due funzioni. La prima era quella di dire alla gente che ora era, la seconda di far penetrare in me l'idea che il tempo è un enigma, un fenomeno stravagante e privo di misura che si sottrae alla comprensione, e a cui no...Continua
Pag. 36

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