La storia seguente

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Una mattina il professor Mussert si risveglia in una camera d’albergo a Lisbona anziché nel suo letto ad Amsterdam “con la ridicola sensazione di essere morto”. E’ sogno o realtà? Nonostante il suo sconcerto, prende a vagabondare per le vie della cit ...Continua
Daisy (in...
Ha scritto il 30/11/18
“Il peggio di tutta questa storia, trovo, è che sia così banale” – Io sono una che rimane sul molo… Sola. – Lo vedo. Ma chi sei "tu"? – Un fascio di circostanze e funzioni, composite e in continuo cambiamento, a cui penso come ”io”. – Lo pensi verame...Continua
Francesco Giudici
Ha scritto il 16/03/18

Prima cinquantina di pagine letta con sufficiente concentrazione, poi però l'interesse è calato e ho concluso il libro con una lettura piuttosto affrettata.

Tambay
Ha scritto il 24/09/17
Scrivi Nooteboom e leggi "dimensione onirica": un autore bravissimo a portarti con sé......in un qualche luogo che è al contempo ignoto e noto: sei a Lisbona, in quel locale che conosci così bene a bere del porto, ma non sai se ci sei tu o molteplici...Continua
ilsegretodelbosco
Ha scritto il 03/08/17
Un libro davvero particolare, al punto che, devo ammetterlo, ho avuto difficoltà ad afferrare il filo del discorso, ad inseguirlo fino in fondo, perché questo racconto è a tratti una storia disordinata, priva di qualsivoglia certezza, a cominciare da...Continua
Domari
Ha scritto il 23/06/17

Interessanti riflessioni ma scrittura troppo ondivaga- onirica - mi disorienta pertanto abbandono


Novalis
Ha scritto il Oct 05, 2013, 23:31
Quel che rende grandi le tragedie greche è che non vi si trovano idiozie psicologiche di questo genere. Avrei voluto dirle anche questo, ma una conversazione, in fondo, consiste soprattutto delle cose non dette. Noi siamo epigoni, le nostre vite non...Continua
Pag. 52
Novalis
Ha scritto il Oct 05, 2013, 17:02
Gli orologi avevano secondo me due funzioni. La prima era quella di dire alla gente che ora era, la seconda di far penetrare in me l'idea che il tempo è un enigma, un fenomeno stravagante e privo di misura che si sottrae alla comprensione, e a cui no...Continua
Pag. 36

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