La strada

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(9824)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: A000075795 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
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  • 4

    Non riesco a trovare le parole per definire questo libro.
    Innanzi tutto, pur essendo di sole 200 pagine, è un romanzo molto "pieno".
    Secondo me il vero protagonista della storia è il rapporto padre/fi ...continua

    Non riesco a trovare le parole per definire questo libro.
    Innanzi tutto, pur essendo di sole 200 pagine, è un romanzo molto "pieno".
    Secondo me il vero protagonista della storia è il rapporto padre/figlio. Un padre che ha perso tutto dalla vita, ma che mantiene la speranza solo grazie al figlio che gli sta accanto.
    E poi c'è il bambino, che sta imparando troppo presto sulla sua pelle l'amara lezione della vita, in un mondo in decadenza.
    Senza dubbio siamo in presenza di un romanzo che fa riflettere. E' un piccolo capolavoro moderno, che merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra orrore e speranza

    Non sappiamo cosa sia successo, né perché. Ci troviamo catapultati all'improvviso in un mondo privo di colori, se si eccettuano le gradazioni di nero e grigio, freddo e inospitale. Potrebbe essere qua ...continua

    Non sappiamo cosa sia successo, né perché. Ci troviamo catapultati all'improvviso in un mondo privo di colori, se si eccettuano le gradazioni di nero e grigio, freddo e inospitale. Potrebbe essere quasi alieno, se non celasse segni evidenti di un passato ancora recente e ben riconoscibile.
    L'unica speranza, in un mondo simile, è seguire la strada, o quel che ne rimane: una pista verso il mare, nella speranza che là si possa sopravvivere. A muoversi sulla strada - ossessivamente ripetuta, quasi a non volerla perdere nemmeno nel linguaggio - un padre e suo figlio, privi di nome e per questo volti indistinti dell'umanità che sopravvive. A loro tocca il compito di portare il fuoco ed essere i buoni, in un mondo dove valori la solidarietà e l'aiuto reciproco sembrano estinti come gli uccelli.
    La domanda in fondo è tutta qui: c'è speranza per un rapporto buono tra gli uomini?
    In sintesi: apocalittico, sublime, indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 5

    La strada

    Non c'è un nome pronunciato, non c'è un luogo specifico, non c'è speranza.
    Non ci sono lunghe spiegazioni ma con poche parole sentirete la paura dei protagonisti in un mondo in cenere.
    Vi ritroverete ...continua

    Non c'è un nome pronunciato, non c'è un luogo specifico, non c'è speranza.
    Non ci sono lunghe spiegazioni ma con poche parole sentirete la paura dei protagonisti in un mondo in cenere.
    Vi ritroverete catapultati in un mondo di desolazione e cenere (e non saprete immaginarvi i colori), e non ne saprete il perché a camminare insieme ad un uomo e ad un bambino che cercano di raggiungere il mare del sud, poiché quella è la loro ultima speranza.
    L’uomo e il bambino vagano per questo panorama desolato in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti, spingendo un carrello della spesa che contiene pochi oggetti: una coperta bucata, un pentolino...
    Ogni tanto vedrete un cadavere, altre individui poco raccomandabili.
    In questo mondo non esistono più regole e sembra che anche il sentimento umano si sia estinto: uomini che tengono prigionieri altri uomini che diventeranno pasto, altri uomini seduti in torno al fuoco mentre cucinano un neonato.

    Molto toccante il rapporto padre-figlio, il primo vuole salvare il bambino, l'innocenza, l'infanzia. il secondo guarda il padre a volte con sospetto nella continua volontà di volersi sempre trovare dalla parte dei buoni.
    Più volte viene ripreso il discorso sulla morte, le battute fra i due si riducono a poche e semplici frasi, quasi a non voler rompere il silenzio che sta loro attorno.
    l'autore riesce a toccare in qualche modo anche l'animo del lettore, con poche e semplici parole, trasmettendogli un senso di inquietudine e smarrimento.
    La fine è un legame fra tristezza e la speranza di riuscire a rincominciare tutto da capo.

    ha scritto il 

  • 4

    L'aridita` della terra, la devastazione, il buio e la cenere, non riescono a cancellare la profonda umanita` dei due protagonisti, che non necessitano di un nome, e a spegnere il loro fuoco.
    Prevalgon ...continua

    L'aridita` della terra, la devastazione, il buio e la cenere, non riescono a cancellare la profonda umanita` dei due protagonisti, che non necessitano di un nome, e a spegnere il loro fuoco.
    Prevalgono su tutto, non l'ostinazione, ma l'amore e la speranza a dispetto di tutto.
    Un libro bello, che ti cattura dalla prima pagina.

    ha scritto il 

  • 3

    Per scrivere una recensione a questo romanzo ho dovuto aspettare un pochino e lasciare sedimentare perchè è un libro che va metabolizzato. I personaggi sono soltanto due e vagano giorno dopo giorno in ...continua

    Per scrivere una recensione a questo romanzo ho dovuto aspettare un pochino e lasciare sedimentare perchè è un libro che va metabolizzato. I personaggi sono soltanto due e vagano giorno dopo giorno in una terra desolata, deserta, inospitale, tentando di sopravvivere per arrivare a Sud dove pensano di trovare finalmente un approdo. I dialoghi sono brevi, le due voci si alternano, le azioni si ripetono e si ha una sensazione di immobilità nonostante i due protagonisti, un padre e il suo bambino, camminino fino allo stremo da un tempo imprecisato. Ho trovato la lettura piuttosto ripetitiva e un po' noiosetta ma è solo dopo aver letto l'ultima pagina che ho potuto inquadrare bene la situazione e capire che sono quelle giornate scandite dalle medesime azioni a dare un senso al tutto. Non è un libro facile da valutare, personalmente lo colloco tra le 3 e le 4 stelle, 3 per quello che mi ha dato durante la lettura (pochino) e 4 per le riflessioni che mi ha suscitato soltanto alla fine. Riflessioni confuse comunque che faccio fatica a trasporre in parole perchè non si tratta di un romanzo verosimile, siamo in un mondo postapocalittico in cui non è precisato bene ciò che è accaduto, ma il genere umano è quasi completamente sterminato, le case e gli edifici sono stati saccheggiati e i cadaveri trucidati fanno capolino dalle ceneri nere che coprono qualsiasi superficie. Non era difficile commuovere il lettore con la storia di un padre e un bambino in uno scenario del genere e potete immaginare come i due siano tutto l'uno per l'altro. Giudizio un po' incerto, ecco, ma sono felice di averlo letto perchè era da anni che volevo farlo per togliermi la curiosità.

    ha scritto il 

  • 4

    Grigio, freddo, senza sorriso. Senza divisione in capitoli, come un'unica storia sempre uguale a se stessa, eppure frammentata in piccoli paragrafi, piccoli episodi di faticosa lotta per restare vivi. ...continua

    Grigio, freddo, senza sorriso. Senza divisione in capitoli, come un'unica storia sempre uguale a se stessa, eppure frammentata in piccoli paragrafi, piccoli episodi di faticosa lotta per restare vivi. Un'escursione in una parte dell'esistenza umana desolata come il mondo esterno freddo e morto. Di fondo, la piccolezza dell'uomo, nei suoi inutili attimi di eroismo, a combattere una Natura indifferente sulla quale non potrà vincere. Un libro da leggere e poi tacere.

    ha scritto il 

  • 5

    Una poesia di buckowski!

    Struggente, malinconico e demotivante, insomma perfetto!
    Crea emozioni forti, e fa pensare davvero, a quanta forza di volontà si possa estrarre da se stessi, all'importanza delle motivazioni per cui d ...continua

    Struggente, malinconico e demotivante, insomma perfetto!
    Crea emozioni forti, e fa pensare davvero, a quanta forza di volontà si possa estrarre da se stessi, all'importanza delle motivazioni per cui davvero noi ogni giorno decidiamo di vivere..ha davvero più senso per noi che per i protagonisti?
    E questo è solo il contorno, al centro un rapporto padre-figlio fenomenale, dove in queste pagine osserviamo un figlio crescere mentre un padre invecchia restando giovane..
    Non è per tutti, ma io non sono tutti, 5/5

    ha scritto il 

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