La strada

Di

Editore: Mondolibri

4.2
(10248)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: A000075795 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
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  • 4

    DOPO L'APOCALISSE

    Il mondo è finito. Un padre ed il figlioletto vagano come anime alla deriva portando con loro un carrello del supermercato (simbolo dell'era iperconsumistica ormai divenuta ricordo) con dentro i loro ...continua

    Il mondo è finito. Un padre ed il figlioletto vagano come anime alla deriva portando con loro un carrello del supermercato (simbolo dell'era iperconsumistica ormai divenuta ricordo) con dentro i loro miseri averi. Cercano di raggiungere il mare, attraverso un panorama spettrale grigio fumo, fra alberi inceneriti che improvvisamente crollano e bande di uomini che di umano non hanno più niente. Mc Carthy non racconta cosa ha portato il mondo alla sua fine. Qui siamo già "dopo". In qualche flashback compare la madre, non abbastanza forte per reggere la catastrofe.
    Romanzo terribile, davvero impietoso, duro e spaventoso che ipotizza un futuro senza speranze apparenti, anche se il finale lascia intravvedere una fievole luce. "The road" fu anche un film, qualche anno dopo, con il grande Viggo Mortensen ed un giovanissimo attore che interpreta il di lui figlio. Entrambi bravissimi e commoventi. Le indimenticabili immagini del dopo catastrofe sanno essere anche più opprimenti dello scritto. Il film ritardò pesantemente l'uscita poichè non si trovava un produttore disposto a finanziare un progetto così deprimente e traumatico.
    Un romanzo da leggere ma adatto agli stomaci forti, come da tradizione di questo scrittore

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina dopo pagina,la forza delle descrizioni dell'autore precipitano il lettore in un mondo angosciante che solo nel finale lascia spazio alla speranza.Apocalittico e commovente.Da non perdere ...continua

    Pagina dopo pagina,la forza delle descrizioni dell'autore precipitano il lettore in un mondo angosciante che solo nel finale lascia spazio alla speranza.Apocalittico e commovente.Da non perdere

    ha scritto il 

  • 4

    Perché noi portiamo il fuoco? Si. Perché noi Portiamo il Fuoco.

    Prima di lasciarmi momentaneamente alle spalle il genere post-apocalittico, ho deciso di prendere in mano La Strada di Cormac McCarthy, che nel 2007 ha vinto il tanto ambito premio Pulitzer. I motivi ...continua

    Prima di lasciarmi momentaneamente alle spalle il genere post-apocalittico, ho deciso di prendere in mano La Strada di Cormac McCarthy, che nel 2007 ha vinto il tanto ambito premio Pulitzer. I motivi non so spiegarli di preciso, ma una cosa, per certo, la so: è il più bel romanzo di fantascienza catastrofica che esista pur non rivelandosi tale.

    Un’affermazione azzardata? Può darsi, ma l’autore, con il suo riconoscibile stile, sintetico, freddo, cinico, talmente duro da apparire a volte più come se volessi darti uno schiaffo, con la sua prosa e le sue parole, sempre dosate e misurate, invece di una carezza, riesce a collezionare un dramma esistenziale profondo ed (in)umano dove al centro verte la triste vicenda di un Uomo ed il suo Bambino, due figure senza nome, due fiamme sperdute in lande desolate, in un mondo che “è andato avanti” come direbbe King, ma che, tanto per scherzarci su, stavolta sembra essere andato oltre davvero senza alcun rimasuglio o traccia di quello che era un tempo. La civiltà è perduta. E’ una breve epopea tormentata, al cui centro c’è l’amore e il senso di sopravvivenza, l’angoscia e la solitudine, la rabbia e l’umiltà accompagnata dalla carità, l’ingenuità che segue la speranza perché, stando all’autore, non è poi così importante che i palazzi crollino, i ponti vengano distrutti, le persone muoiano o le macchine si fermino, ciò che conta è che l’uomo non cessi di essere tale, che non perda quella fiamma, quel fuoco che dentro gli bolle e lo tormenta che lo definisce tale, che scandisce la sua umanità e segna la sua anima.

    Un capolavoro, un concentrato perfetto di parole unite l’una all’altra in modo abile, figlia del genio e di un maestro, che in alcuni momenti rasenta la perfezione stilistica grazie alla sua contenuta prosa, mai verbosa o eccessiva. Forse dovrei ringraziare King e la sua L’Ombra dello Scorpione, da cui ne sono rimasto talmente deluso a causa della estenuante prolissità e dal suo incontenibile flusso di frasi e parole (oltre che ripetizioni) che, se non l’avessi mollato, qualche giorno fa, di certo, non avrei preso in mano questo romanzo ed ora non mi ritroverei a scrivere così bene di un’opera che, pur non godendo di alcuna trama ricca di colpi di scena, mi ha lasciato e segnato, nel suo nulla apparire o voler mostrare, un coagulo di pagine intense molto più di altre centinaia.

    ha scritto il 

  • 4

    An extremely depressing novel depicting a hopelessly desolate world in which everything is dead, except for a few humans struggling to survive by any means necessary. Very well written, but definitely ...continua

    An extremely depressing novel depicting a hopelessly desolate world in which everything is dead, except for a few humans struggling to survive by any means necessary. Very well written, but definitely not everyone's cup of tea because of its unrelenting heaviness.

    ha scritto il 

  • 3

    La strada

    Un romanzo struggente ed allo stesso tempo potente.
    È difficile – se non impossibile - incasellarlo in un preciso genere letterario: l'ambientazione "fantascientifica" e post-apocalittica costituisce ...continua

    Un romanzo struggente ed allo stesso tempo potente.
    È difficile – se non impossibile - incasellarlo in un preciso genere letterario: l'ambientazione "fantascientifica" e post-apocalittica costituisce solo il palcoscenico su cui va in scena questo dramma angosciante, ansiogeno, tetro.
    Un padre ed il figlioletto intraprendono un viaggio difficile e solitario, in un mondo coperto di cenere dopo una catastrofe (di cui non viene specificato alcunché). Circondati da personaggi che hanno perso qualsiasi traccia di umanità e si dedicano sistematicamente alla violenza ed al saccheggio, l’uomo e il bambino procedono lungo la loro “strada”: un percorso difficile e irto di pericoli, ma che rappresenta ormai l’unica vera speranza di vita.
    Il mondo che attraversano, giorno dopo giorno, non è altro che un grigio labirinto privo di vie di uscita: una sorta di voragine angosciosa che ha risucchiato e polverizzato esseri umani, animali, intere città; un luogo da cui è impossibile tornare indietro.
    Romanzo duro, lucido, affascinante, che può contare su una scrittura asciutta, essenziale, a tratti quasi scarna. Il rapporto padre-figlio, tenero ed intenso, viene descritto in maniera esemplare, diventando la trave portante dell’intera narrazione.
    Alessandro Baricco, a proposito di Corman McCarthy, disse: “riesce ad essere freddo e passionale allo stesso tempo”. Non mi sento di dargli torto…

    ha scritto il 

  • 3

    Andare avanti

    Perché continuare ad andare avanti in un mondo post apocalittico, terminale, disumanizzato e regredito di migliaia di anni, in cui le uniche forme di sopravvivenza rimaste sono la paura e il cannibali ...continua

    Perché continuare ad andare avanti in un mondo post apocalittico, terminale, disumanizzato e regredito di migliaia di anni, in cui le uniche forme di sopravvivenza rimaste sono la paura e il cannibalismo?
    Verso cosa? Verso chi?
    Perché dare la vita ad un figlio, crescerlo e spingerlo verso un improbabile futuro, quando i bambini, agli occhi del mondo, sono oramai solo fonte di cibo?

    L'uomo di queste pagine, così cariche di desolazione, ha il coraggio della Speranza e della Fede nell'Essere Umano. Perché porta il fuoco. E vuole passare il testimone al bambino che ha cresciuto, un bambino che conosce solo il mondo davanti ai suoi occhi, ciechi di fronte a come prima era il mondo e privi di malvagità nonostante le brutture cui assistono.
    L'uomo è deciso ad andare avanti. Prima di tutto la sopravvivenza, mai ai danni di altra gente a meno di esserne costretto perché braccato. E così, con la paura come compagna, procede il suo inesorabile cammino — il film dà degnamente corpo alla tetraggine e devastazione presenti nell'ambientazione del romanzo, riuscendo a rendere ancora più palpabile la desolazione.

    Per quanto mi riguarda, ne La Strada la tematica (che a dir la verità ho avuto modo di apprezzare più a 'freddo' che a 'caldo') supera l'intrattenimento, che spesso cambia la strada del titolo prendendo quella della noia.
    McCarthy l'ho preferito altrove.

    ha scritto il 

  • 4

    Siete portatori del fuoco o siete quelli che vogliono spegnerlo?

    McCarthy si cimenta nel racconto distopico, mostrando al lettore più ombre che luci: non solo il futuro in cui veniamo catapultati è cupo e quasi privo di speranza, ma è anche pervaso da un ubriacante ...continua

    McCarthy si cimenta nel racconto distopico, mostrando al lettore più ombre che luci: non solo il futuro in cui veniamo catapultati è cupo e quasi privo di speranza, ma è anche pervaso da un ubriacante alone di mistero, che tiene costantemente in apprensione il lettore. Non sappiamo infatti perchè gli uomini a camminare sulla terra siano diventati così pochi, perchè il clima invernale sia diventato permanente o perchè gli animali siano tutti scomparsi dall'ecosistema. Come i due protagonisti del romanzo, un padre e il suo figlio, entrambi senza nome, siamo continuamente spaesati per tutta la durata di questo viaggio, fisico e spirituale allo stesso tempo.
    Alla bella storia pervasa dalla morale di "cosa è giusto e cosa è sbagliato", del mantenersi ancora esseri umani dotati di spirito etico, si lega benissimo lo stile dell'autore: dialoghi brevi e molto diretti, descrizioni essenziali ma comunque efficaci per narrare ogni azione dei protagonisti.
    Nessuna divisione in capitoli. McCarthy sceglie di raccontare tutta la vicenda d'un fiato, come a voler far pesare ogni momento in cui scegliamo di staccarci dalla lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Scene di ordinaria apocalisse

    Scene di ordinaria apocalisse e lotta per la sopravvivenza. Fisica e morale ( "il fuoco" ). Qualche scena particolarmente potente, ma anche tanta noia, che rende bene il senso di decadimento del mondo ...continua

    Scene di ordinaria apocalisse e lotta per la sopravvivenza. Fisica e morale ( "il fuoco" ). Qualche scena particolarmente potente, ma anche tanta noia, che rende bene il senso di decadimento del mondo. Ma in questo genere ci sono esempi di ben altra caratura. Occasione mancata.

    ha scritto il 

  • 4

    Solid dystopian story

    The road is a solid story set in a future dystopia. As science fiction goes this one sort of gets you in the heart a bit, but that is what makes it unique from similar stories.

    ha scritto il 

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