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La strada

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(9594)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: A000075795 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
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  • 5

    Nella desolazione di un mondo spettrale, quasi interamente annientato da una imprecisata apocalisse certamente causata dall’uomo, un adulto e suo figlio provano a ricostruire un’esistenza, tra la rice ...continua

    Nella desolazione di un mondo spettrale, quasi interamente annientato da una imprecisata apocalisse certamente causata dall’uomo, un adulto e suo figlio provano a ricostruire un’esistenza, tra la ricerca disperata del cibo e la fugace difesa del poco che è rimasto loro.
    Viene da domandarsi perché: il futuro è più che incerto, appena venato da una flebile speranza. La madre del bimbo è fuggita, incapace di accettare quello che era accaduto e di immaginare una vita che si prospettava assurda e improponibile.

    Eppure, i due resistono, si muovono sulla Strada, luogo mitologico di tanta letteratura. E il romanzo di Cormac McCarthy diventa essenzialmente la storia di un rapporto.

    “Tutto bene?, chiese l’uomo. Il bambino annuì. Poi si incamminarono sull’asfalto in una luce di piombo, strusciando i piedi nella cenere, l’uno il mondo intero dell’altro.”

    Anche qui, viene da domandarsi perché: se è naturale che per un bambino l’unico genitore rimasto costituisca l’unica linea di orizzonte, non è del tutto automatico anche il reciproco sentimento del padre. Lo si comprende forse meglio seguendo lo sguardo del narratore, che poco a poco comincia a mettere a fuoco principalmente il figlio. Nonostante tutte le loro drammatiche peripezie, gli incontri drammatici, le difficoltà insuperabili, nel bimbo vediamo crescere una speranza quasi immotivata, proprio mentre il padre sta cedendo alla stanchezza e alla malattia: suo unico obiettivo è la salvezza del figlio, a costo della sua stessa vita, in una sorta di paradosso che paradosso non è. Se volessimo ragionare con pura logicità, il padre dovrebbe cercare di mantenersi il più possibile in forma, in modo da poter difendere il sangue del suo sangue. Ma la fredda logica cede – come è giusto – il passo al Sacrificio. E gli ultimi passi del bimbo con il padre diventeranno i primi passi del bimbo in cammino con una comunità. Da sempre, quando tutto crolla, salvezza.

    "Ce la caveremo, vero, papà?
    Sí. Ce la caveremo.
    E non ci succederà niente di male.
    Esatto.
    Perché noi portiamo il fuoco.
    Sí. Perché noi portiamo il fuoco"

    link: da http://www.masedomani.com/2015/08/26/la-strada-di-cormac-mccarthy/

    ha scritto il 

  • 4

    Causa vacanze arriva, con un po' di ritardo, la recensione di questo splendido libro. Purtroppo conoscevo già la storia, avendo visto il film con Viggo Mortensen, ma questo non mi ha impedito di goder ...continua

    Causa vacanze arriva, con un po' di ritardo, la recensione di questo splendido libro. Purtroppo conoscevo già la storia, avendo visto il film con Viggo Mortensen, ma questo non mi ha impedito di godermelo dalla prima all'ultima pagina. La storia di un padre e di un figlio senza nome, che spingono il carrello con i loro pochi averi verso una meta invisibile, in un'America distrutta da un apocalisse nucleare che ha lasciato dietro di sé solo cenere e morte.
    Il romanzo parla quindi della lotta per la sopravvivenza e delle atrocità che gli uomini, spinti dalla fame, possono arrivare a commmettere, ma anche di amore e di speranza. In sintesi? Lettura consigliatissima. Voto: 8/10

    Passate sulla mia pagina Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita :)

    ha scritto il 

  • 5

    Stomaco chiuso

    Meraviglioso libro, scritto divinamente; la storia surreale a far da sfondo al pilastro del libro: il rapporto tra padre e figlio.
    Romanzo di una angoscia infinita; mi si è chiuso lo stomaco alla prim ...continua

    Meraviglioso libro, scritto divinamente; la storia surreale a far da sfondo al pilastro del libro: il rapporto tra padre e figlio.
    Romanzo di una angoscia infinita; mi si è chiuso lo stomaco alla prima pagina ed è durato per tutta la lettura.
    Sconsigliatissimo nei momenti di tristezza !
    Passaggio meraviglioso quando, dopo aver ucciso un predone, il bambino chiede al padre "Papà, siamo ancora noi i buoni?"

    ha scritto il 

  • 3

    Una deriva relazionale

    Un incubo descritto con dovizia di particolari, senza alcuna presunzione esplicativa.
    Un mondo lacerato dal fuoco, allo scrittore non interessa particolarmente. Tutto si concentra su una relazione tra ...continua

    Un incubo descritto con dovizia di particolari, senza alcuna presunzione esplicativa.
    Un mondo lacerato dal fuoco, allo scrittore non interessa particolarmente. Tutto si concentra su una relazione tra un padre e un figlio che barcollano alla deriva.
    Un libro senza capitoli, un'unica storia fatta di azioni, azioni ripetitive in paesaggi sempre molto simili tra loro.
    Libro sconsigliato a chi cerca un'avventura fanta-apocalittica, libro invece meritevole di attenzioni per chi volesse seguire le gesta di un padre a cui non resta altro che il proprio figlio e il "fuoco che portano dentro".

    ha scritto il 

  • 3

    Un McCarthy sottotono

    Ci questo fantastico scrittore, di cui voglio recuperare tutto, ho già letto un paio di titoli. Cavalli selvaggi e Non è un paese per vecchi mi hanno fatto innamorare di questo autore. McCarthy ha il ...continua

    Ci questo fantastico scrittore, di cui voglio recuperare tutto, ho già letto un paio di titoli. Cavalli selvaggi e Non è un paese per vecchi mi hanno fatto innamorare di questo autore. McCarthy ha il dono di trascinarti nelle sue ambientazioni e di d farti percepire il calore del sole sulla pelle, l'odore della terra e del sangue, l'odio degli uomini assume nuovi significati. E proprio per questo mi dispiace dover parlare con poca convinzione di un'altra sua opera.
    La strada. Di questo libro si ha come l'impressione di essere sempre allo stesso punto. Il viaggio dei protagonisti non porta a novità, rivoluzioni e incontri significativi. A pagina 20, l'uomo e il bambino sono nelle stesse identiche condizioni che ritroviamo a pagina 150. La routine che segna le loro giornate viene riportata ad ogni pagina sempre con le stesse parole, le stesse identiche azioni, e se da una parte è comprensibile, dall'altra finisce per risultare esasperante. Così come sono esasperanti i dialoghi fra il padre e il figlio. L'uomo mi ha ricordato un po' il maschio eterosessuale di King, poco avvezzo a lasciarsi andare ai sentimenti -sia mai che il figlio possa vederlo come poco virile- e costantemente nel suo ruolo di eroe. Come faceva notare un altro utente, il padre sembra rispondere alle domande del figlio con un' indolenza e uno scazzo totale. Ok, non mi aspettavo dei dialoghi pomposi grondanti di sentimento, ma qualcosa di vagamente credibile e meno "Ciao Figliolo, la vita è dura ma io lo sono di più".
    Anche del mondo apocalittico in cui è ambientata la vicenda non sappiamo nulla. Come si è giunti a ciò che leggiamo? L'autore decide di non approfondire minimamente questo aspetto. Non pretendevo una spiegazione manualistica, ma piccoli accenni che aiutassero il lettore nella comprensione.
    Il libro, che sembrano amare alla follia tutti, non mi ha convinto molto. Per me McCarthy è altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che post-apocalittico, post-umano. Prendete tutto il pessimismo possibile e condensatelo in un viaggio in una terra morta, desolata e ostile. Ecco, a confronto con La strada avrete pensato a una p ...continua

    Più che post-apocalittico, post-umano. Prendete tutto il pessimismo possibile e condensatelo in un viaggio in una terra morta, desolata e ostile. Ecco, a confronto con La strada avrete pensato a una piacevole scampagnata. Non c'è salvezza, non c'è redenzione, c'è solo la voglia di non arrendersi per ritardare l'inevitabile conclusione. Ancora più bello e spietato del solito McCarthy.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La fredda e grigia narrazione dell'epilogo di un mondo e di un uomo che nell'incertezza e nella paura dovrà abbandonare il suo giovane figlio ad un futuro tanto incerto quanto inevitabile.
    Splendidame ...continua

    La fredda e grigia narrazione dell'epilogo di un mondo e di un uomo che nell'incertezza e nella paura dovrà abbandonare il suo giovane figlio ad un futuro tanto incerto quanto inevitabile.
    Splendidamente toccante.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri più commoventi che abbia mai letto. Meravigliose le numerose metafore utilizzate dall'autore, che ti permettono di visualizzare con chiarezza il mondo post-apocalittico attraverso cui si ...continua

    Uno dei libri più commoventi che abbia mai letto. Meravigliose le numerose metafore utilizzate dall'autore, che ti permettono di visualizzare con chiarezza il mondo post-apocalittico attraverso cui si trascinano un padre e suo figlio. Il rapporto che lega i due non è stereotipato, anzi, è credibile e senza sconti, in alcuni punti i dialoghi arrivano a far male. Straordinario.

    ha scritto il 

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