La strada

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(9933)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: A000075795 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...
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  • 5

    : Molti dicono che la vita sia un viaggio…e ogni tanto capita qualcosa di brutto che questo viaggio viene stravolto. In questo libro l’autore ci racconta appunto di un viaggio, un padre e un figlio al ...continua

    : Molti dicono che la vita sia un viaggio…e ogni tanto capita qualcosa di brutto che questo viaggio viene stravolto. In questo libro l’autore ci racconta appunto di un viaggio, un padre e un figlio alla ricerca della salvezza. Un mondo distrutto, le vite spezzate. Un mondo triste, grigio, desolato, in cui la vita non ha valore e sono le piccole cose di tutti i giorni che ci rendono umani e vivi. Un bambino che vive in un mondo a lui sconosciuto che gli viene raccontato dal padre che il bello del mondo lo aveva visto. Il rapporto padre e figlio è qualcosa descritto in maniera meravigliosa. I luoghi e i personaggi sono cosi reali così veri… un libro che ho amato dall’inizio alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Excelente novela. Invierno post-nuclear (o cualquier otra catástrofe). Paisaje gris cubierto de ceniza, frío.. El viaje hacia al sur con las pocas pertenencias que caben en un carrito de un padre y su ...continua

    Excelente novela. Invierno post-nuclear (o cualquier otra catástrofe). Paisaje gris cubierto de ceniza, frío.. El viaje hacia al sur con las pocas pertenencias que caben en un carrito de un padre y su hijo pequeño para sobrevivir y encontrar un futuro mejor. Enfrentados a la desesperanza y la degeneración de la especie humana.
    La verdad es que hay pasajes del libro que dan mucho miedo.

    ha scritto il 

  • 5

    l'amore vero!

    Struggente!
    Un libro crudo e una scrittura diretta come d'abitudine del buon Cormac.
    L'autore porta all'esasperazione ogni concetto per dare risalto alla vera essenza della storia.
    L'amore vero ed inc ...continua

    Struggente!
    Un libro crudo e una scrittura diretta come d'abitudine del buon Cormac.
    L'autore porta all'esasperazione ogni concetto per dare risalto alla vera essenza della storia.
    L'amore vero ed incodizionato è il protagonista;
    il resto, seppur attuale anche se difficile da immaginare, diventa semplicemente il giusto sfondo ad una storia che potrebbe sembrare unica ma che credo sia vissuta e perpretrata da molti di coloro che vivono situazioni difficili al giorno d'oggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Novela agobiante donde dos personajes, de los que no llegamos a saber sus nombres, solo son el “hombre” y el “chico”, protagonizan una huida hacia ninguna parte en un mundo apocalíptico y helado, don ...continua

    Novela agobiante donde dos personajes, de los que no llegamos a saber sus nombres, solo son el “hombre” y el “chico”, protagonizan una huida hacia ninguna parte en un mundo apocalíptico y helado, donde toda traza de vida ha desaparecido salvo los pocos seres humanos supervivientes.
    El apocalipsis en si no es importante, no sabemos que pasó ni cuando, aunque suponemos que ya han pasado algunos años. El libro va realmente de la relación entre padre e hijo, del afán por sobrevivir más allá de toda esperanza y de los últimos y desesperados intentos del padre para que el chico mantenga su humanidad.
    El libro consigue transmitir lo que pretende: la sensación de agobio y el sentimiento de que lo mejor que podrían hacer los personajes es suicidarse pero a pesar de ello siguen adelante.
    No es un libro divertido, desde luego, y está escrito con el particular estilo de Cormac McCarthy, diálogos secos, personajes parcos en palabras, sin florituras literarias, y que logra transmitir algo muy difícil en una narración escrita: el silencio, las comunicaciones implícitas entre las personas con un solo gesto o mirada.
    El único “pero” que le puedo añadir es el final (que no voy a desvelar, claro) , habrá a quien le guste, desde luego, pro yo creo que no encaja con el conjunto de libro, parece un pegote destinado a intentar dejar contento a todo el mundo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro obbligatorio!

    L'ho iniziato con poco entusiasmo, aspettandomi il classico libro apocalittico, anzi post apocalittico.
    Poi, leggendo, mi sono trovata a: patire il freddo e la fame, avere paura, "pregare" per la sort ...continua

    L'ho iniziato con poco entusiasmo, aspettandomi il classico libro apocalittico, anzi post apocalittico.
    Poi, leggendo, mi sono trovata a: patire il freddo e la fame, avere paura, "pregare" per la sorte dei personaggi. Star male, fisicamente. Non volevo sapere come andasse a finire, perché è una storia tra le più amare. Credo, però, che leggerla sia un obbligo: non tanto perché si immagina la nostra fine se "continuiamo ad andare avanti così", quanto per la dis-umanità che ci trovi dentro.
    Ognuno può interpretarla come preferisce: McCarthy immagina un disastro ecologico? Una guerra mondiale? Un epilogo a tutti i nostri peccati? Non lo so. Difficile anche dirlo, perché non viene chiarito esattamente cosa sia successo, perché tutto sia andato in cenere e gli uomini si siano divisi in buoni e cattivi.
    Mi è piaciuta comunque molto l'analisi degli incontri che fa McCarthy: gli incontri tra le persone. I protagonisti vivono quasi in completa solitudine e temono qualsiasi possibilità di incrociare un simile. Quando succede, cosa succede? Rischio, pericolo, tensione alle stelle. A padre e figlio non resta che sopravvivere di quel rapporto delicato che hanno costruito. Eppure non eviteranno in eterno di confrontarsi con gli "altri", e qui sta il nocciolo: credo che McCarthy ci dica che la parte più dura di tutta la "faccenda" siano i rapporti e il confronto. Se ne può uscire vivi o morti (per fortuna nostra, adesso, metaforicamente parlando). Ma la domanda è: come vogliamo metterla? Cosa vogliamo fare al riguardo? Scappare o restare e (provare a) capirsi?
    Anche il finale è simbolico, da questo punto di vista.
    Non importa quali disastri ci attendano: se saremo umani, vivremo da umani.

    ha scritto il 

  • 4

    La scrittura di McCarthy riesce a estraniarti dal mondo. Così asciutta, così secca, così reale. Non c'è spazio per i sentimenti, nè per l'immaginazione, le cose sono così e basta.
    Il rapporto tra padr ...continua

    La scrittura di McCarthy riesce a estraniarti dal mondo. Così asciutta, così secca, così reale. Non c'è spazio per i sentimenti, nè per l'immaginazione, le cose sono così e basta.
    Il rapporto tra padre e figlio è rinsaldato di giorno in giorno dalla necessità di sopravvivere. L'affetto è nei gesti, non nelle parole.
    E' tutto così bello, a suo modo.

    ha scritto il 

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