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La strada

Di

Editore: Einaudi

4.3
(9598)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: 8806185829 | Isbn-13: 9788806185824 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con un po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.
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  • 5

    Continuare ad andare avanti

    Non si capisce bene cosa sia successo, non si riesce a vedere il perché e il dove, ma si deve andare avanti, col fiato sospesa ad ogni curva, dopo ogni collina.
    Il mondo come lo conoscevamo non esiste ...continua

    Non si capisce bene cosa sia successo, non si riesce a vedere il perché e il dove, ma si deve andare avanti, col fiato sospesa ad ogni curva, dopo ogni collina.
    Il mondo come lo conoscevamo non esiste più. Solo una desolata landa di cenere e fumo e nulla.. sempre allerta per la sopravvivenza, sempre in cerca di qualcosa che per sopravvivere.
    Cambiano le cosi importanti...
    Non è un manuale di sopravvivenza, ma un viaggio allucinante in un mondo fin troppo reale.
    Con il fiato sospeso fino all'ultima riga!

    ha scritto il 

  • 5

    Nella desolazione di un mondo spettrale, quasi interamente annientato da una imprecisata apocalisse certamente causata dall’uomo, un adulto e suo figlio provano a ricostruire un’esistenza, tra la rice ...continua

    Nella desolazione di un mondo spettrale, quasi interamente annientato da una imprecisata apocalisse certamente causata dall’uomo, un adulto e suo figlio provano a ricostruire un’esistenza, tra la ricerca disperata del cibo e la fugace difesa del poco che è rimasto loro.
    Viene da domandarsi perché: il futuro è più che incerto, appena venato da una flebile speranza. La madre del bimbo è fuggita, incapace di accettare quello che era accaduto e di immaginare una vita che si prospettava assurda e improponibile.

    Eppure, i due resistono, si muovono sulla Strada, luogo mitologico di tanta letteratura. E il romanzo di Cormac McCarthy diventa essenzialmente la storia di un rapporto.

    “Tutto bene?, chiese l’uomo. Il bambino annuì. Poi si incamminarono sull’asfalto in una luce di piombo, strusciando i piedi nella cenere, l’uno il mondo intero dell’altro.”

    Anche qui, viene da domandarsi perché: se è naturale che per un bambino l’unico genitore rimasto costituisca l’unica linea di orizzonte, non è del tutto automatico anche il reciproco sentimento del padre. Lo si comprende forse meglio seguendo lo sguardo del narratore, che poco a poco comincia a mettere a fuoco principalmente il figlio. Nonostante tutte le loro drammatiche peripezie, gli incontri drammatici, le difficoltà insuperabili, nel bimbo vediamo crescere una speranza quasi immotivata, proprio mentre il padre sta cedendo alla stanchezza e alla malattia: suo unico obiettivo è la salvezza del figlio, a costo della sua stessa vita, in una sorta di paradosso che paradosso non è. Se volessimo ragionare con pura logicità, il padre dovrebbe cercare di mantenersi il più possibile in forma, in modo da poter difendere il sangue del suo sangue. Ma la fredda logica cede – come è giusto – il passo al Sacrificio. E gli ultimi passi del bimbo con il padre diventeranno i primi passi del bimbo in cammino con una comunità. Da sempre, quando tutto crolla, salvezza.

    "Ce la caveremo, vero, papà?
    Sí. Ce la caveremo.
    E non ci succederà niente di male.
    Esatto.
    Perché noi portiamo il fuoco.
    Sí. Perché noi portiamo il fuoco"

    link: da http://www.masedomani.com/2015/08/26/la-strada-di-cormac-mccarthy/

    ha scritto il 

  • 4

    Causa vacanze arriva, con un po' di ritardo, la recensione di questo splendido libro. Purtroppo conoscevo già la storia, avendo visto il film con Viggo Mortensen, ma questo non mi ha impedito di goder ...continua

    Causa vacanze arriva, con un po' di ritardo, la recensione di questo splendido libro. Purtroppo conoscevo già la storia, avendo visto il film con Viggo Mortensen, ma questo non mi ha impedito di godermelo dalla prima all'ultima pagina. La storia di un padre e di un figlio senza nome, che spingono il carrello con i loro pochi averi verso una meta invisibile, in un'America distrutta da un apocalisse nucleare che ha lasciato dietro di sé solo cenere e morte.
    Il romanzo parla quindi della lotta per la sopravvivenza e delle atrocità che gli uomini, spinti dalla fame, possono arrivare a commmettere, ma anche di amore e di speranza. In sintesi? Lettura consigliatissima. Voto: 8/10

    Passate sulla mia pagina Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita :)

    ha scritto il 

  • 5

    Stomaco chiuso

    Meraviglioso libro, scritto divinamente; la storia surreale a far da sfondo al pilastro del libro: il rapporto tra padre e figlio.
    Romanzo di una angoscia infinita; mi si è chiuso lo stomaco alla prim ...continua

    Meraviglioso libro, scritto divinamente; la storia surreale a far da sfondo al pilastro del libro: il rapporto tra padre e figlio.
    Romanzo di una angoscia infinita; mi si è chiuso lo stomaco alla prima pagina ed è durato per tutta la lettura.
    Sconsigliatissimo nei momenti di tristezza !
    Passaggio meraviglioso quando, dopo aver ucciso un predone, il bambino chiede al padre "Papà, siamo ancora noi i buoni?"

    ha scritto il 

  • 3

    Una deriva relazionale

    Un incubo descritto con dovizia di particolari, senza alcuna presunzione esplicativa.
    Un mondo lacerato dal fuoco, allo scrittore non interessa particolarmente. Tutto si concentra su una relazione tra ...continua

    Un incubo descritto con dovizia di particolari, senza alcuna presunzione esplicativa.
    Un mondo lacerato dal fuoco, allo scrittore non interessa particolarmente. Tutto si concentra su una relazione tra un padre e un figlio che barcollano alla deriva.
    Un libro senza capitoli, un'unica storia fatta di azioni, azioni ripetitive in paesaggi sempre molto simili tra loro.
    Libro sconsigliato a chi cerca un'avventura fanta-apocalittica, libro invece meritevole di attenzioni per chi volesse seguire le gesta di un padre a cui non resta altro che il proprio figlio e il "fuoco che portano dentro".

    ha scritto il 

  • 3

    Un McCarthy sottotono

    Ci questo fantastico scrittore, di cui voglio recuperare tutto, ho già letto un paio di titoli. Cavalli selvaggi e Non è un paese per vecchi mi hanno fatto innamorare di questo autore. McCarthy ha il ...continua

    Ci questo fantastico scrittore, di cui voglio recuperare tutto, ho già letto un paio di titoli. Cavalli selvaggi e Non è un paese per vecchi mi hanno fatto innamorare di questo autore. McCarthy ha il dono di trascinarti nelle sue ambientazioni e di d farti percepire il calore del sole sulla pelle, l'odore della terra e del sangue, l'odio degli uomini assume nuovi significati. E proprio per questo mi dispiace dover parlare con poca convinzione di un'altra sua opera.
    La strada. Di questo libro si ha come l'impressione di essere sempre allo stesso punto. Il viaggio dei protagonisti non porta a novità, rivoluzioni e incontri significativi. A pagina 20, l'uomo e il bambino sono nelle stesse identiche condizioni che ritroviamo a pagina 150. La routine che segna le loro giornate viene riportata ad ogni pagina sempre con le stesse parole, le stesse identiche azioni, e se da una parte è comprensibile, dall'altra finisce per risultare esasperante. Così come sono esasperanti i dialoghi fra il padre e il figlio. L'uomo mi ha ricordato un po' il maschio eterosessuale di King, poco avvezzo a lasciarsi andare ai sentimenti -sia mai che il figlio possa vederlo come poco virile- e costantemente nel suo ruolo di eroe. Come faceva notare un altro utente, il padre sembra rispondere alle domande del figlio con un' indolenza e uno scazzo totale. Ok, non mi aspettavo dei dialoghi pomposi grondanti di sentimento, ma qualcosa di vagamente credibile e meno "Ciao Figliolo, la vita è dura ma io lo sono di più".
    Anche del mondo apocalittico in cui è ambientata la vicenda non sappiamo nulla. Come si è giunti a ciò che leggiamo? L'autore decide di non approfondire minimamente questo aspetto. Non pretendevo una spiegazione manualistica, ma piccoli accenni che aiutassero il lettore nella comprensione.
    Il libro, che sembrano amare alla follia tutti, non mi ha convinto molto. Per me McCarthy è altro.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che post-apocalittico, post-umano. Prendete tutto il pessimismo possibile e condensatelo in un viaggio in una terra morta, desolata e ostile. Ecco, a confronto con La strada avrete pensato a una p ...continua

    Più che post-apocalittico, post-umano. Prendete tutto il pessimismo possibile e condensatelo in un viaggio in una terra morta, desolata e ostile. Ecco, a confronto con La strada avrete pensato a una piacevole scampagnata. Non c'è salvezza, non c'è redenzione, c'è solo la voglia di non arrendersi per ritardare l'inevitabile conclusione. Ancora più bello e spietato del solito McCarthy.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La fredda e grigia narrazione dell'epilogo di un mondo e di un uomo che nell'incertezza e nella paura dovrà abbandonare il suo giovane figlio ad un futuro tanto incerto quanto inevitabile.
    Splendidame ...continua

    La fredda e grigia narrazione dell'epilogo di un mondo e di un uomo che nell'incertezza e nella paura dovrà abbandonare il suo giovane figlio ad un futuro tanto incerto quanto inevitabile.
    Splendidamente toccante.

    ha scritto il 

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