La strada

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.3
(9937)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: 8806185829 | Isbn-13: 9788806185824 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

Ti piace La strada?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita.
Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo.
E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.

Ordina per
  • 5

    : Molti dicono che la vita sia un viaggio…e ogni tanto capita qualcosa di brutto che questo viaggio viene stravolto. In questo libro l’autore ci racconta appunto di un viaggio, un padre e un figlio al ...continua

    : Molti dicono che la vita sia un viaggio…e ogni tanto capita qualcosa di brutto che questo viaggio viene stravolto. In questo libro l’autore ci racconta appunto di un viaggio, un padre e un figlio alla ricerca della salvezza. Un mondo distrutto, le vite spezzate. Un mondo triste, grigio, desolato, in cui la vita non ha valore e sono le piccole cose di tutti i giorni che ci rendono umani e vivi. Un bambino che vive in un mondo a lui sconosciuto che gli viene raccontato dal padre che il bello del mondo lo aveva visto. Il rapporto padre e figlio è qualcosa descritto in maniera meravigliosa. I luoghi e i personaggi sono cosi reali così veri… un libro che ho amato dall’inizio alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Excelente novela. Invierno post-nuclear (o cualquier otra catástrofe). Paisaje gris cubierto de ceniza, frío.. El viaje hacia al sur con las pocas pertenencias que caben en un carrito de un padre y su ...continua

    Excelente novela. Invierno post-nuclear (o cualquier otra catástrofe). Paisaje gris cubierto de ceniza, frío.. El viaje hacia al sur con las pocas pertenencias que caben en un carrito de un padre y su hijo pequeño para sobrevivir y encontrar un futuro mejor. Enfrentados a la desesperanza y la degeneración de la especie humana.
    La verdad es que hay pasajes del libro que dan mucho miedo.

    ha scritto il 

  • 5

    l'amore vero!

    Struggente!
    Un libro crudo e una scrittura diretta come d'abitudine del buon Cormac.
    L'autore porta all'esasperazione ogni concetto per dare risalto alla vera essenza della storia.
    L'amore vero ed inc ...continua

    Struggente!
    Un libro crudo e una scrittura diretta come d'abitudine del buon Cormac.
    L'autore porta all'esasperazione ogni concetto per dare risalto alla vera essenza della storia.
    L'amore vero ed incodizionato è il protagonista;
    il resto, seppur attuale anche se difficile da immaginare, diventa semplicemente il giusto sfondo ad una storia che potrebbe sembrare unica ma che credo sia vissuta e perpretrata da molti di coloro che vivono situazioni difficili al giorno d'oggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Novela agobiante donde dos personajes, de los que no llegamos a saber sus nombres, solo son el “hombre” y el “chico”, protagonizan una huida hacia ninguna parte en un mundo apocalíptico y helado, don ...continua

    Novela agobiante donde dos personajes, de los que no llegamos a saber sus nombres, solo son el “hombre” y el “chico”, protagonizan una huida hacia ninguna parte en un mundo apocalíptico y helado, donde toda traza de vida ha desaparecido salvo los pocos seres humanos supervivientes.
    El apocalipsis en si no es importante, no sabemos que pasó ni cuando, aunque suponemos que ya han pasado algunos años. El libro va realmente de la relación entre padre e hijo, del afán por sobrevivir más allá de toda esperanza y de los últimos y desesperados intentos del padre para que el chico mantenga su humanidad.
    El libro consigue transmitir lo que pretende: la sensación de agobio y el sentimiento de que lo mejor que podrían hacer los personajes es suicidarse pero a pesar de ello siguen adelante.
    No es un libro divertido, desde luego, y está escrito con el particular estilo de Cormac McCarthy, diálogos secos, personajes parcos en palabras, sin florituras literarias, y que logra transmitir algo muy difícil en una narración escrita: el silencio, las comunicaciones implícitas entre las personas con un solo gesto o mirada.
    El único “pero” que le puedo añadir es el final (que no voy a desvelar, claro) , habrá a quien le guste, desde luego, pro yo creo que no encaja con el conjunto de libro, parece un pegote destinado a intentar dejar contento a todo el mundo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro obbligatorio!

    L'ho iniziato con poco entusiasmo, aspettandomi il classico libro apocalittico, anzi post apocalittico.
    Poi, leggendo, mi sono trovata a: patire il freddo e la fame, avere paura, "pregare" per la sort ...continua

    L'ho iniziato con poco entusiasmo, aspettandomi il classico libro apocalittico, anzi post apocalittico.
    Poi, leggendo, mi sono trovata a: patire il freddo e la fame, avere paura, "pregare" per la sorte dei personaggi. Star male, fisicamente. Non volevo sapere come andasse a finire, perché è una storia tra le più amare. Credo, però, che leggerla sia un obbligo: non tanto perché si immagina la nostra fine se "continuiamo ad andare avanti così", quanto per la dis-umanità che ci trovi dentro.
    Ognuno può interpretarla come preferisce: McCarthy immagina un disastro ecologico? Una guerra mondiale? Un epilogo a tutti i nostri peccati? Non lo so. Difficile anche dirlo, perché non viene chiarito esattamente cosa sia successo, perché tutto sia andato in cenere e gli uomini si siano divisi in buoni e cattivi.
    Mi è piaciuta comunque molto l'analisi degli incontri che fa McCarthy: gli incontri tra le persone. I protagonisti vivono quasi in completa solitudine e temono qualsiasi possibilità di incrociare un simile. Quando succede, cosa succede? Rischio, pericolo, tensione alle stelle. A padre e figlio non resta che sopravvivere di quel rapporto delicato che hanno costruito. Eppure non eviteranno in eterno di confrontarsi con gli "altri", e qui sta il nocciolo: credo che McCarthy ci dica che la parte più dura di tutta la "faccenda" siano i rapporti e il confronto. Se ne può uscire vivi o morti (per fortuna nostra, adesso, metaforicamente parlando). Ma la domanda è: come vogliamo metterla? Cosa vogliamo fare al riguardo? Scappare o restare e (provare a) capirsi?
    Anche il finale è simbolico, da questo punto di vista.
    Non importa quali disastri ci attendano: se saremo umani, vivremo da umani.

    ha scritto il 

  • 4

    La scrittura di McCarthy riesce a estraniarti dal mondo. Così asciutta, così secca, così reale. Non c'è spazio per i sentimenti, nè per l'immaginazione, le cose sono così e basta.
    Il rapporto tra padr ...continua

    La scrittura di McCarthy riesce a estraniarti dal mondo. Così asciutta, così secca, così reale. Non c'è spazio per i sentimenti, nè per l'immaginazione, le cose sono così e basta.
    Il rapporto tra padre e figlio è rinsaldato di giorno in giorno dalla necessità di sopravvivere. L'affetto è nei gesti, non nelle parole.
    E' tutto così bello, a suo modo.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per