La strada

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.2
(10363)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Francese , Catalano , Giapponese , Chi tradizionale , Svedese , Sloveno , Chi semplificata , Croato , Galego , Ceco , Polacco , Ungherese , Coreano

Isbn-10: 8806185829 | Isbn-13: 9788806185824 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita.
Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo.
E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.

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  • 4

    Angosciante che fa rima con affascinante

    Sì, lo ammetto, me la sono fatta sotto letteralmente pagina dopo pagina, e per quanto muoia dalla voglia di darvi info in più, raccontarvi quali precisi elementi mi hanno portato ad uno stato di paura ...continua

    Sì, lo ammetto, me la sono fatta sotto letteralmente pagina dopo pagina, e per quanto muoia dalla voglia di darvi info in più, raccontarvi quali precisi elementi mi hanno portato ad uno stato di paura paralizzante, no, non vi dirò nulla, se non che è un libro davvero ben scritto ed emozionante al punto da incollarvi letteralmente per sapere come andrà a finire. Ho provato uno stato di angoscia tale solo su alcune pagine di Cecità (Jose Saramago), ed ho detto tutto!
    Consiglio!

    ha scritto il 

  • 3

    Quelli che portano il fuoco

    Il libro è angosciante quanto basta. Immaginare la terra affogata dalla cenere, dal grigio, dalla morte è davvero inquietante. Poi con un figlio al seguito tutto diventa impossibile da vivere. Ed inve ...continua

    Il libro è angosciante quanto basta. Immaginare la terra affogata dalla cenere, dal grigio, dalla morte è davvero inquietante. Poi con un figlio al seguito tutto diventa impossibile da vivere. Ed invece...
    Il protagonista non si arrende, va avanti, combatte, scalpita...non vuole morire. O forse...
    Probabilmente lo fa solo ed esclusivamente per mantenere in vita il bambino che, anche se cresciuto totalmente in questo mondo assurdo e violento, conserva una bontà ed una giustizia che pochi avrebbero. Mi è piaciuto ma lo stile di scrittura molto spesso è pesante. Non è particolarmente scorrevole e, qualche volta, bisogna rileggere alcuni passaggi perchè è pieno di allegorie.

    ha scritto il 

  • 0

    Imperdibile

    Apocalisse. Ovunque. Se si desidera scrivere, leggere, sopravvivere o, più ambiziosamente, diventare genitori, questo libro può tradurre in parole tutti questi aneliti. Geniale, magistrale. "Il più be ...continua

    Apocalisse. Ovunque. Se si desidera scrivere, leggere, sopravvivere o, più ambiziosamente, diventare genitori, questo libro può tradurre in parole tutti questi aneliti. Geniale, magistrale. "Il più bel libro nella letteratura americana degli ultimi 50 anni" (cit.).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Empatia post-apocalittica

    In un mondo post-Apocalisse la terra è sterile, gli animali sono estinti e gli alberi solo scheletri senza vita. Gruppi sparuti di sopravvissuti combattono una lotta quotidiana fatta di stenti, furti ...continua

    In un mondo post-Apocalisse la terra è sterile, gli animali sono estinti e gli alberi solo scheletri senza vita. Gruppi sparuti di sopravvissuti combattono una lotta quotidiana fatta di stenti, furti e aggressioni. Tra questi un uomo, il padre, colui che conserva la memoria del prima, e un bambino, il figlio, cresciuto nella desolazione, la fame, la paura. A tenerli in vita una pistola e un legame fortissimo, nel susseguirsi di giornate riempite di gesti reiterati, veglie non sempre lucide e sonno discontinuo, dentro la fuga dall’inverno, in un esodo verso sud come unica ipotesi di futuro.

    Del mondo di prima rimangono i sogni del padre e una scarna archeologia della società dei consumi, materializzata in un carrello di supermercato e occasionali ritrovamenti di cibo in scatola, benzina e qualche attrezzo. Negli insegnamenti dell’uomo la separazione tra buoni e cattivi (quindi tra giusto e sbagliato), la diffidenza e la rabbia, la stanca evocazione di un Dio inghiottito dall’incendio del mondo.

    Nel figlio non solo la paura, del resto dettata da un naturale istinto di conservazione, ma un desiderio d’incontro, la necessità di un ponte, un dialogo con la sola realtà che gli è stato concesso di conoscere. La morte del padre gli consentirà il definitivo passaggio al tempo nuovo, oltre la più oscura delle linee d’ombra, incontro a uno spiraglio che si apre a una pur flebile speranza. Sarà proprio lui, infatti - che di quel che è stato non può aver rimpianto - a fidarsi e farsi accogliere finalmente in un gruppo più ampio.

    La scrittura asciutta, apparentemente distaccata e fredda di McCarthy si rivela fonte potente di empatia, offrendo una vicinanza, anche angosciosa e spiacevole, con i protagonisti. La ripetizione ossessiva degli stessi gesti, come una meccanica ostinazione a non mollare mai, insieme allo sguardo del narratore onnisciente, che con rari movimenti si solleva sul destino che lega e insieme annienta gli uomini, compongono un buon libro tra il post-apocalittico e la fantascienza. La riduzione ai bisogni fondamentali di una società minima, come quella tra un padre e un figlio, avrebbe però potuto sprigionare una simbologia ben più ampia e aprirsi a una riflessione sulla condizione umana tale da rendere questo libro un classico senza tempo. Pur tra suggestioni pregnanti, questo obiettivo, forse nemmeno ricercato dal suo autore, è di certo mancato, restituendo un romanzo di forte impatto cinematografico (come dimostra la riduzione in pellicola, nonché l’ambientazione e alcune scene riviste in The walking dead), dalla lettura coinvolgente ma dal respiro letterario purtroppo limitato.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro che di mia spontanea volontà credo che non avrei mai acquistato, ma sotto consiglio di una famosa booktuber non ho voluto farmelo scappare. E di certo non me ne sono pentita!!
    Diciamo che ciò ch ...continua

    Libro che di mia spontanea volontà credo che non avrei mai acquistato, ma sotto consiglio di una famosa booktuber non ho voluto farmelo scappare. E di certo non me ne sono pentita!!
    Diciamo che ciò che mi lasciava perplessa inizialmente era il fatto che i dialoghi non fossero virgolettati, ma scritti normalmente senza punteggiatura, il che mi aveva lasciata molto amareggiata già quando avevo letto "Cecità" di José Saramago (un libro splendido che chiunque dovrebbe leggere).
    Superato questo "scoglio", mi sono accorta di avere fra le mani un libro fantastico! Come ho già sentito dire da altre ragazze che lo hanno letto, sicuramente sarà uno di quei libri che diventeranno classici e di cui in futuro tutti ne avranno almeno letto qualcosa (anche soltanto in classe).
    Assolutamente approvato! una delle migliori letture che abbia mai fatto!

    ha scritto il 

  • 5

    E in tutto questo delirio mi sono riletto La Strada. Questo romanzo è come una casa, una specie di modo per ritrovarsi dentro un posto sicuro, intimo. La vicinanza che sento per i due protagonisti è q ...continua

    E in tutto questo delirio mi sono riletto La Strada. Questo romanzo è come una casa, una specie di modo per ritrovarsi dentro un posto sicuro, intimo. La vicinanza che sento per i due protagonisti è quasi viscerale, in questo la scrittura esemplare di McCarthy che elimina la distanza tra il lettore e i suoi personaggi è più potente di uno spazzaneve che pulisce le strade innevate dopo una tormenta. L'angoscia che si prova leggendo di un mondo, il nostro, ridotto a cenere e sterpaglia con queste due lanterne chiare che vi camminano è un'esperienza che ti assorbe totalmente. Quello che rimane è un segnale di speranza forte tanto quanto le brutture che avvengo sulla strada, un monito universale a cui aggrapparsi, un grido disperato contro il buio che sembra piano piano stringesi intorno a noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Parlando di La strada di Cormac McCarthy esibisco e confesso una difficoltà: non posso far finta che questo non sia il suo primo romanzo che leggo, mi manca quindi la dimensione comparata, il confront ...continua

    Parlando di La strada di Cormac McCarthy esibisco e confesso una difficoltà: non posso far finta che questo non sia il suo primo romanzo che leggo, mi manca quindi la dimensione comparata, il confronto, e questo su un libro che mi risulta atipico nella sua produzione, per il resto di taglio gotico/noir/western, volendo metterla sui generi e premettendo che mi è chiaro che un grande scrittore li supera e nei casi migliori li trasforma.

    La trama, le atmosfere sono celeberrime: un mondo devastato post-apocalisse, un padre e un figlio che cercano faticosamente di sopravvivere tra paesaggi esacerbati e orde di disperati (nel migliore dei casi) da cui guardarsi. In questo il libro - a sua volta influenzato credo da certa fantascienza prima di lui (Dick? Matheson?) - è stato seminale e con la sua indubbia suggestione ha sicuramente ispirato e creato epigoni negli anni successivi alla sua uscita, fino ai nostri tempi.

    Fin qui un tentativo di contestualizzazione. Ovviamente leggendo ci si trova davanti a una mano da grande scrittore, ipnotica e immaginifica, in grado di alternare lo scandito secco dei dialoghi (senza virgolette) tra padre e figlio e le aperture visionario-liriche nella descrizione di questo mondo desertificato, letteralmente incenerito, al suo stadio finale (si immagina). Al passivo una certa ripetitività della struttura (forse voluta) e degli stessi dialoghi sopra citati, chiaramente va sottolineato come il contesto stesso non permetta particolari variazioni.

    Visto il cuore della faccenda - il rapporto di amore tra padre e figlio e la loro lotta contro la morte - a volte la tensione emotiva si fa quasi insostenibile tanto che mi sono chiesto qua e là se si arrivasse addirittura al ricatto. Ma direi che l´insieme rimane potente e allo stesso tempo composto, l´emozione non nasce mi pare dal patetismo ma dalla constatazione della fragilità dell´uomo - diciamo una possible fragilità - di fronte alle conseguenze delle sue stesse azioni scellerate (non viene naturalmente svelato, ma si immagina che il declino della terra sia dovuto a una combinazione letale di spregio per l´ambiente e incombente avidità).

    Detto questo, avrei identificato altri due livelli, uno direi messianico/religioso - mi paiono evidente i riferimenti biblici e la stessa natura del "figlio" che può essere interpretata come salvifica - ma anche una certa insistenza sui gerghi tecnici: è evidente l´attenzione, la cura con cui McCarthy descrive le azioni del padre nel tentativo di procurarsi qualcosa di utile montando e smontando, riciclando, pulendo, tornendo con strumenti improvvisati, affilando e sterilizzando e ancora il particolare rapporto col cibo, in particolare con frutta e verdura miracolosamente scampate alla distruzione e al decadimento. Questo mi sembra alludere (e direi che è l´altro cuore del libro) a una possibile via di salvezza che si affianca all´amore, ovvero il gusto per le vecchie cose artigianali, in termini più generali per il lavoro manuale e le cose fatte bene, o addirittura a un messaggio ecologista. Che per fortuna non assume mai le dimensioni del grettamente ideologico.

    Come vedete, ho provato a riscattare la mia relativa ignoranza Mc-Carthiana con un tentativo di andare in profondità. In estrema sintesi si potrebbe comunque semplicemente dire che è un libro breve, potente, incisivo, forse non perfetto ma che certamente si fa riconoscere come opera di un grande scrittore, di cui (ovvio) leggerò altro.

    http://www.recensireilmondo.com/

    ha scritto il 

  • 4

    Ho voluto leggere questo libro incuriosito da un paragone trovato tra le recensioni di "L'uomo verticale" di Longo.
    Facile intuire (a posteriori) il motivo di questo confronto, entrambi i libri sono a ...continua

    Ho voluto leggere questo libro incuriosito da un paragone trovato tra le recensioni di "L'uomo verticale" di Longo.
    Facile intuire (a posteriori) il motivo di questo confronto, entrambi i libri sono ambientati in un tempo non meglio precisato ma sicuramente successivo ad una qualche apocalisse (politica/sociale/nucleare). Non so dire quale dei due mi sia piaciuto di più, ma sicuramente ne consiglio la lettura di entrambi.

    ha scritto il 

  • 5

    Scenari possibili ed inquietanti come una cappa o una mannaia pronti ad abbattersi sull'umanità... ritorno ad una sorta di età preistorica dove sopravvive il più forte eppure mccarthy lascia una flebi ...continua

    Scenari possibili ed inquietanti come una cappa o una mannaia pronti ad abbattersi sull'umanità... ritorno ad una sorta di età preistorica dove sopravvive il più forte eppure mccarthy lascia una flebile speranza come un lumicino nel vento. Romanzo grandioso, letterario!!

    ha scritto il 

  • 3

    Da Pulitzer

    Ambientato in un'America post-apocalittica nella quale non vi è che un residuo dell'umanità. Un padre e un figlio lottano per la sopravvivenza http://tim.social/pap

    ha scritto il 

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