Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La strada di Smirne

Di

Editore: Rizzoli

3.7
(334)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817027995 | Isbn-13: 9788817027991 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace La strada di Smirne?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
È finita. La fuga è giunta alla sua conclusione. Al sicuro a bordo di una nave che li condurrà in Italia, Shushanig e i suoi quattro figli si lasciano alle spalle le atrocità che hanno sconvolto la loro vita e sterminato i loro cari e tante altre famiglie armene. Quello è il passato, racchiuso e conservato per sempre tra le pagine della "Masseria delle allodole". Ora una nuova storia incalza. Mentre in Italia i figli di Shushanig si adattano dolorosamente a una nuova realtà, Ismene, la lamentatrice greca che tanto ha fatto per strapparli alla morte, cerca di dare corpo all'illusione di salvare altre vite, prendendosi cura degli orfani armeni che vagano nelle strade di Aleppo, ostaggi innocenti di una brutalità che non si può dimenticare. Ma proprio quando nella Piccola Città dove tutto ha avuto inizio qualcuno torna per riprendere quel che gli appartiene, ogni speranza di ricostruire un futuro compromesso cade in frantumi. La narrazione di Antonia Arslan stupisce per il coraggio di testimoniare fino in fondo le vicende di un popolo condannato all'esilio e per la capacità di dipingere un mondo vivo e pulsante di donne e uomini straordinari. Donne e uomini normali che hanno sofferto senza spezzarsi, attraversando le alte fiamme che, nell'incendio di Smirne, sembravano voler bruciare la speranza di una vita nuova.
Ordina per
  • 4

    tre stella e 1/2

    Seconda puntata del personale percorso di ricostruzione della memoria di Antonia Arslan.
    La grande deportazione degli armeni si è conclusa ed i pochi superstiti della famiglia sono oramai in salvo in Italia. La situazione in Anatolia, però, non si è ancora stabilizzata e ci sono ancora diverse si ...continua

    Seconda puntata del personale percorso di ricostruzione della memoria di Antonia Arslan. La grande deportazione degli armeni si è conclusa ed i pochi superstiti della famiglia sono oramai in salvo in Italia. La situazione in Anatolia, però, non si è ancora stabilizzata e ci sono ancora diverse situazioni in sospeso. In questo secondo episodio i contrasti latenti tra cristiani e turchi esploderanno e, dopo un'effimera vittoria dei greci, si arriverà alla resa dei conti finali con la definitiva cacciata di greci ed armeni e la nascita della nuova Turchia di Ataturk.

    I veri protagonisti della storia sono umili personaggi, greci, armeni e turchi, che nella follia collettiva riescono a preservare la propria umanità e, andando oltre le divisioni religiose e culturali, combattono con furbizia e coraggio per salvare delle vite umane. Ben diverso è l'atteggiamento delle grandi potenze europee che assistono impassibili alle stragi ed ai massacri in ragione di loro complicati calcoli politici.

    Anche se la Arslan conferma le sue grandi doti narrative riuscendo a trasmettere al lettore la passione ed il dolore di cui sono intrisi i suoi ricordi familiari, questo secondo romanzo rimane un gradino più in basso rispetto alla "Masseria delle Allodole".

    ha scritto il 

  • 4

    Anche in questo libro ho apprezzato il modo di scrivere di Antonia Arslan; le prime 200 pagine, però, scorrono un po' lente; l'espediente dei flash forward affidati ai pensieri premonitori di alcuni dei personaggi, mi è stato d'aiuto nel proseguire la lettura.
    Se ho letto con profonda emozione l ...continua

    Anche in questo libro ho apprezzato il modo di scrivere di Antonia Arslan; le prime 200 pagine, però, scorrono un po' lente; l'espediente dei flash forward affidati ai pensieri premonitori di alcuni dei personaggi, mi è stato d'aiuto nel proseguire la lettura. Se ho letto con profonda emozione la struggente storia di Sempad e della sua famiglia in "La Masseria delle Allodole", che ho vissuto come cronaca storica di una famiglia armena, splendidamente narrata in un romanzo, in "La strada di Smirne" ho avuto spesso l'impressione che il romanzo prevalesse sulla cronaca, le gesta dei singoli sul sentimento di un popolo, lasciando una traccia meno profonda nel mio ricordo.

    ha scritto il 

  • 4

    Del 2009. Se già la Masseria delle allodole era triste, questo non scherza. Rimangono le storie (forse un po' romanzate) di una pagina nera della nostra umanità. Da leggere, con dolore. I maschi fanno ben magra figura.

    ha scritto il 

  • 4

    Seguito altrettanto bello dello stupendo "La masseria delle allodole". Questo mi è piaciuto ancora di più, è più complesso, con maggiore attenzione agli avvenimenti storici. Non vedo l'ora di leggere "Il libro di Mush", terza e ultima parte della storia.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo 60 pagine e un tentativo di leggiucchiare la fine per motivarmi, anche tramite lettura di vari commenti online, ritengo che non sia il momento buono. Ho capito che è un libro significativo ma proprio non ci entro... non mi piglia la narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    e 1/2

    La storia del genocio continua, poco meno cruento ma sempre duro.
    Il racconto si sviluppa su due storie parallele che riguardano i protagonisti della "Masseria" e purtroppo i colpi di scena non mancano. Mentre nel primo romanzo immaginavi cosa poteva accadere e il colpo di scena era solo dato dal ...continua

    La storia del genocio continua, poco meno cruento ma sempre duro. Il racconto si sviluppa su due storie parallele che riguardano i protagonisti della "Masseria" e purtroppo i colpi di scena non mancano. Mentre nel primo romanzo immaginavi cosa poteva accadere e il colpo di scena era solo dato dalla brutalità degli eventi, in questo secondo romanzo, si verificano situazioni inaspettate ed altrettanto inumane. Continuo a trovare non troppo scorrevole la narrazione, ma resta un bel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' più debole del precedente ma la scrittura è sempre magistrale: emoziona senza scadere nel sentimentalismo e sorprende per abilità espressiva e stile scorrevole.

    ha scritto il 

  • 0

    Non assegno il voto perchè ho lasciato dopo la prima cinquantina di pagine. Ho amato molto La masseria delle allodole (ho visto anche il film), ma a distanza di tempo non ricordo la trama nè i personaggi (li ricordo a grandi, grandi linee) e riprendere in mano i loro destini senza un picco ...continua

    Non assegno il voto perchè ho lasciato dopo la prima cinquantina di pagine. Ho amato molto La masseria delle allodole (ho visto anche il film), ma a distanza di tempo non ricordo la trama nè i personaggi (li ricordo a grandi, grandi linee) e riprendere in mano i loro destini senza un piccolo aiuto da parte dell'autrice mi è impossibile. Inoltre, lo stile mi pare molto, ma molto frammentario. Che dire, è un periodo che non sono paziente per nulla, e certamente mi lascerò alle spalle una scia di libri abbandonati...

    ha scritto il 

Ordina per