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La strada che porta alla realtà

Le leggi fondamentali dell'universo

Di

Editore: Rizzoli (BUR Scienza)

4.1
(218)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1113 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8817012335 | Isbn-13: 9788817012331 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emilio Diana

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Non-fiction , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
Dalla preistoria della scienza a oggi attraversando quasi tre millenni di scoperte matematiche e fisiche. "La strada che porta alla realtà" è un viaggio nella scienza che è destinato a giungere al cuore della natura dello spazio e del tempo, dove il motivo dominante è la "bellezza" dell'armonica relazione tra l'universo fisico e le idee matematiche che lo interpretano. A partire dalla geometria apparentemente più semplice dei pitagorici, Penrose guida i lettori attraverso i principi essenziali, i "mattoni" che sorreggono le strutture matematiche, dedicando ampie sezioni alla fisica quantistica, alle teorie cosmologiche (comprese le idee guida dell'autore sulla teoria delle stringhe e sull'inflazione dell'universo) e a tutto ciò che regola il delicatissimo equilibrio della nostra esistenza. Un libro che rappresenta non solo un'imprescindibile guida all'universo per addetti ai lavori ma anche un'introduzione essenziale alle leggi della fisica per coloro che amano affrontare una sfida intellettuale che ha per ricompensa la conoscenza del tutto.
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  • 5

    Conoscevo già le nozioni esposte da studi universitari. Dal mio punto di vista la sintesi di Penrose è eccellente. Si tratta certamente di un lavoro notevole che però sembra rivolto a studenti in fisica o matematica piuttosto che al grande pubblico. Proprio per questo l'ho apprezzato ancora di pi ...continua

    Conoscevo già le nozioni esposte da studi universitari. Dal mio punto di vista la sintesi di Penrose è eccellente. Si tratta certamente di un lavoro notevole che però sembra rivolto a studenti in fisica o matematica piuttosto che al grande pubblico. Proprio per questo l'ho apprezzato ancora di più. Penrose non ha ceduto alla tentazione di semplificare uteriormente l'esposizione al fine di aumentare i lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/12/la-strada-che-porta-alla-realta-roger-penrose/


    “Nel ventesimo secolo ci sono state due rivoluzioni fondamentali nel pensiero scientifico e, a mio parere, la relatività generale è stata una rivoluzione impressionante quanto la meccanica quantist ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/12/la-strada-che-porta-alla-realta-roger-penrose/

    “Nel ventesimo secolo ci sono state due rivoluzioni fondamentali nel pensiero scientifico e, a mio parere, la relatività generale è stata una rivoluzione impressionante quanto la meccanica quantistica (o la teoria quantistica dei campi). Tuttavia, questi due grandi schemi del mondo sono basati su principi che contrastano tra loro. La prospettiva usuale, riguardo al proposto matrimonio tra queste teorie, è che una di esse, e precisamente la relatività generale, debba sottomettersi al volere dell’altra. Sembra opinione comune che le regole della teoria quantistica dei campi siano immutabili e che sia la teoria di Einstein quella che deve piegarsi per adattarsi allo stampo quantistico standard. Pochi suggerirebbero di modificare le stesse regole quantistiche per assicurare un matrimonio armonioso. In verità, lo stesso nome “gravità quantistica”, normalmente assegnato a questa unione proposta, è un’implicita indicazione del fatto che si tratta di una teoria quantistica standard (di campo) quella che viene cercata. Io affermo però che esistono prove osservative in base alle quali il punto di vista della Natura su tale questione è molto diverso!” (Roger Penrose, “La strada che porta alla realtà”, ed. Bur Rizzoli)

    Alcuni mesi fa, alla ricerca di testi divulgativi che mi potessero introdurre ai concetti fondamentali della fisica, e in speciale modo della meccanica quantistica, m’imbattei in “La strada che porta alla realtà” di Roger Penrose. Ricordo che lo vidi su uno scaffale in libreria, lo presi in mano, lessi la presentazione, sfogliai un po’ il poderoso volume e decisi che potevo spendere quelle € 14,90 nella fondata speranza di ricavarne qualcosa di utile. Guardando l’indice e la mole (oltre 1200 pagine) mi ero reso conto di trovarmi di fronte a un progetto ambizioso, cioè, citando dal libro stesso, “rendere accessibili e intriganti i segreti dell’universo, permettendoci di contemplare in un quadro unitario gli elementi che regolano il delicatissimo equilibrio della nostra esistenza”. In altre parole, Penrose, in quest’opera monumentale, ci presenta tutte le principali tappe evolutive della fisica e della matematica. Fin qui le sensazioni iniziali. Passato dalla contemplazione attiva dell’acquirente alla successiva fase di lettura, mi resi conto, dopo i primi sette - otto capitoli, che l’impresa, per me, era ardua. Riassumendo, posso dire che, giunto a pagina 700 su circa 1200, ne avevo intese al massimo un terzo, saltando spesso interi paragrafi o addirittura capitoli, quando mi accorgevo che non stavo comprendendo nulla. A un certo punto, mollai la lettura, riposi il libro sulla mia libreria, con la duplice sensazione di essere inadeguato a certe pagine ma anche di volerci riprovare qualche tempo dopo, cosa che poi è accaduta, a distanza di quattro - cinque mesi, dopo aver affrontato altre letture che, al confronto, hanno realmente un carattere divulgativo, almeno a mio sindacabile giudizio. Nel momento in cui sto scrivendo quest’articolo, sono giunto, nel corso della seconda rilettura, all’incirca a 200 pagine dalla fine del gigantesco tomo. Se scrivessi che tutto è filato liscio entrerei in lizza per il Nobel Pinocchio 2013. Anche stavolta, le difficoltà sono state tante, di molte pagine (a volte, di nuovo, interi capitoli) non ho capito granché, ma è anche da dire che tanti altri argomenti, che adesso mastico da più tempo, li ho almeno intuiti e che comunque la sensazione di aver gettato i soldi è svanita del tutto, lasciando spazio a un appagamento sempre crescente. Mi si potrà chiedere cosa c’è di così difficile nel testo di Penrose, considerato l’intento di cui sopra. La mia personale sensazione è che, al netto di alcuni capitoli alla portata di chiunque abbia un minimo di curiosità, gli altri richiedano una preparazione di base, soprattutto relativa a concetti matematici e geometrici molto “spinti” (sto mutuando l’espressione che un mio amico fisico, che attualmente lavora al CERN di Ginevra, ha usato quando gli ho descritto, in maniera molto sommaria, alcuni argomenti trattati). L’ostacolo principale, almeno per me, è stato il formalismo matematico. Il libro gronda formule, notazioni e simboli dei quali ignoravo l’esistenza, essendomi fermato, ai tempi, alle derivate, agli integrali e ai limiti. È doveroso avvertire chi volesse leggerlo che, se è vero che si possono saltare i passaggi più intrisi di formalismo matematico, è anche vero che gli stessi costituiscono una parte fondamentale dell’opera di Penrose. Leggendo il testo, infatti, ho pensato a più riprese che un testo del genere potrebbe essere apprezzato in maniera incredibile da uno studente di matematica o di fisica, o magari da qualcuno che ancora non sta studiando quelle materie, ma che ha intenzione di farlo a breve. Penrose, infatti, è minuzioso nel ricostruire i progressi scientifici, accompagnandoci dagli “Elementi” di Euclide alle più recenti teorie della cosmologia e della fisica particellare. In chiusura di articolo riporterò i titoli di ciascuno dei trentaquattro capitoli, di modo che chi fosse tentato dall’acquisto possa avere un’idea di base di ciò che lo aspetta. Qui sottolineo la grande accuratezza dell’autore, la sterminata bibliografia, le note a fine di ogni capitolo, che, se possibile, scavano ancora di più a fondo nei dettagli, i disegni esplicativi e infine l’ambizioso progetto che rende affascinante questo libro. Ho scritto che suggerirei questo libro soprattutto a studenti di fisica o matematica e questo potrebbe sembrare in contraddizione con il fatto che ne stia scrivendo qui, in un blog che certamente (almeno credo) non è frequentato, in prevalenza, da specialisti di suddette materie. La contraddizione, in realtà, non c’è (mi sto facendo domande e risposte in solitaria, credo che a ciò la psichiatria potrebbe fornire risposte più adeguate che non la quantistica, n.d.r.), perché chi non avesse dimestichezza con numeri ipercompelssi, fibrati e connessioni di gauge, lagrangiane e hamiltoniane, spin quantistici e altre “diavolerie” del genere, avrà comunque modo, male che vada, di scoprire qualcosa in più su nozioni scolastiche come il teorema di Pitagora o semplicemente meravigliarsi della spiegazione di alcuni fenomeni della nostra esistenza quotidiana. Di seguito, i titoli dei trentaquattro capitoli: 1. Le radici della scienza 2. Un antico teorema e una questione moderna 3. Tipi di numeri nel mondo fisico 4. I magici numeri complessi 5. La geometria di logaritmi, potenze e radici 6. Il calcolo infinitesimale nel campo reale 7. Calcolo infinitesimale con numeri complessi 8. Superfici di Rienmann e applicazioni complesse 9. Sviluppo in serie di Fourier e iperfunzioni 10. Superfici 11. Numeri ipercomplessi 12. Varietà di n dimensioni 13. Gruppi di simmetria 14. Calcolo infinitesimale sulle varietà 15. Fibrati e connessioni di gauge 16. La scala dell’infinito 17. Lo spaziotempo 18. La geometria di Minkowski 19. I campi classici di Maxwell ed Einstein 20. Lagrangiane e hamiltoniane 21. La particella quantistica 22.Algebra, geometria e spin quantistici 23. Il mondo quantistico entangled 24. L’elettrone di Dirac e le antiparticelle 25. Il modello standard della fisica delle particelle 26. La teoria quantistica dei campi 27. Il Big Bang e il suo retaggio termodinamico 28. Teorie speculative sull’universo primordiale 29. Il paradosso della misura 30. Il ruolo della gravità nella riduzione dello stato quantico 31. Supersimmetria, sopradimensionalità e stringhe 32. Il cammino più rigoroso di Einstein; le variabili di loop 33. Prospettive più radicali; teoria dei twistor 34.Dove si trova la strada per la realtà?

    ha scritto il 

  • 5

    La strada lastricata di Matematica!

    Se siete alla ricerca di un testo di divulgazione scientifica alla greene che fa apparire la M teoria complessa al pari del monopoli, avete sbagliato libro. Siamo di fronte ad una grande opera scientifica, con la S maiuscola e in quanto tale va trattata.
    Ben lungi dal poterne dare un giudizio co ...continua

    Se siete alla ricerca di un testo di divulgazione scientifica alla greene che fa apparire la M teoria complessa al pari del monopoli, avete sbagliato libro. Siamo di fronte ad una grande opera scientifica, con la S maiuscola e in quanto tale va trattata. Ben lungi dal poterne dare un giudizio competente, con una "rapida lettura" di 4 mesi di questo colosso,(al quale seguirà in futuro una seconda lettura) posso solo dire che al pari di un'opera d'arte, se vista con occhio fecondo, si fa apprezzare nel suo complesso, e al contempo induce reverenza e timore, date le oltre 1000 pagine. Se non amate la matematica, lasciate perdere questa lettura, senza matematica non v'è fisica, però potete darvi alla filosofia (e solamente ai "filosofemi d'osteria" cit." ) Ovviamente molte parti sono discusse in maniera insufficiente, come è spesso sosotenuto dall'autore, ma il lettore volenteroso può trovare referenze bibliografiche numerosissime, e persino esercizi per impratichirsi, anche se estremamente impegnativi. Per concludere, consigliatissimo a chi cerca una lettura seria ed impegnata, perchè se la strada per il male è lastricata da buone intenzioni, La STRADA CHE PORTA ALLA REALTà è lastricata di pazienza, impegno e tanta buona Matematica!

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo, anche se davvero molto impegnativo

    Si leggono alcune critiche piuttosto acide a questo libro, ma permettetemi un po' di schiettezza: se si compra un libro da più di mille pagine, pieno zeppo di formule e concetti matematici, e si pretende di leggerlo stile "sotto l'ombrellone" come fosse un romanzo, il problema non sta nel libro X ...continua

    Si leggono alcune critiche piuttosto acide a questo libro, ma permettetemi un po' di schiettezza: se si compra un libro da più di mille pagine, pieno zeppo di formule e concetti matematici, e si pretende di leggerlo stile "sotto l'ombrellone" come fosse un romanzo, il problema non sta nel libro XD

    Ho individuato due grossi (immensi, direi) pregi in questo trattato: (1) è davvero "a tutto tondo", enciclopedico (2) ad un approccio superficiale sembra assurdo, eppure è possibile seguirlo senza necessariamente addentrarsi in tutto lo specifico che viene espanso, analizzato e (a volte) "sminuzzato"; certo in questo caso si paga lo scotto di una minore acquisizione concettuale ed intellettuale, ma perlomeno, senza avere una laurea in matematica o in fisica, se ne fruiscono i contenuti ad "alto livello" e non si son buttati via nè tempo nè soldi.

    Già che sono entrato in ambito schematico, i difetti: (1) molto cavilloso in alcuni punti (2) un po' fumoso in altri - del tipo che, arrivati a fine paragrafo, ci si chiede "e allora?"; ma a discolpa di Penrose va detto che spesso la risposta avviene anche molte pagine dopo e che, probabilmente, la mia sommaria comprensione dei concetti matematici è forse stato il maggior ostacolo in questo senso.

    Come accennato all'inizio, ovviamente non si tratta di un testo proprio per tutti. Ma, in opposizione ad alcune altre opinioni, la mia è che questo trattato, come dicevo quasi enciclopedico, è adatto non solo a laureati e/o esperti, ma anche a persone comuni, ma che siano molto appassionate agli argomenti. Non nego che lo sforzo della sua completa lettura sia notevole, ma i benefici compensano; e sarà forse utile rileggerlo (almeno in alcune parti) passato un po' di tempo...

    ha scritto il 

  • 1

    Ho affrontato questo libro con la migliore disponibilità possibile: ho ripreso le mie conoscenze matematiche, ho affrontato con pazienza i passaggi oscuri e tirati un pò via della prima parte, sono tornato sui miei passi per consolidare un percorso che , secondo le intenzioni e le premesse di P ...continua

    Ho affrontato questo libro con la migliore disponibilità possibile: ho ripreso le mie conoscenze matematiche, ho affrontato con pazienza i passaggi oscuri e tirati un pò via della prima parte, sono tornato sui miei passi per consolidare un percorso che , secondo le intenzioni e le premesse di P., avrebbe dovuto portarmi "alla realtà". Delusione! Arrivato a circa metà mi sono reso conto che l'affastellamento di matematica superiore è talmente pesante ed è affrontato in modo così sintetico,che la fatica fatta non viene remunerata da risultati soddisfacenti. In sintesi: è un concentrato di matematica comprensibile solo da chi sa già. Quindi è inutile!

    ha scritto il 

  • 1

    Patetico

    Penrose vuole imitare Feynman semplicemente riciclando quanto ha già scritto in "la mente nuova dell'imperatore". La differenza è che quando Feynman scriveva un libro rivolto al grande pubblico cercava sempre di evitare o quanto meno di limitare il più possibile l'esposizione di inutili dettagli ...continua

    Penrose vuole imitare Feynman semplicemente riciclando quanto ha già scritto in "la mente nuova dell'imperatore". La differenza è che quando Feynman scriveva un libro rivolto al grande pubblico cercava sempre di evitare o quanto meno di limitare il più possibile l'esposizione di inutili dettagli matematici "riservati" agli addetti ai lavori.

    Tra l'altro mi riesce davvero difficile credere che Penrose sia un matematico puro, come lui stesso asserisce. Se davvero Penrose fosse stato un vero matematico avrebbe sicuramente scritto un libro più rigoroso e più preciso.

    Sostanzialmente è un libro inutile per due motivi.

    Il primo più ovvio è perché non divulga nulla e spesso si limita ad esporre le personalissime vedute personali dell'autore, o per meglio dire, sue reinterpretazioni personali dopo una vita di studi e di ricerche.

    Il secondo, meno intuitivo è che, un vero libro non è perché sembra un BIGNAMI dedicato a studenti che vogliono accedere a corsi di dottorato e/o postdottorato in fisica. Come è noto in ogni capilo di un qualsiasi bignami di qualsiasi materia, vengono riassunti molto striminzitamente "tutti" i concetti chiave da sapere... ma come sempre sono esposti molto, ma davvero molto malamente [d'altronde un bignami serve per ripassare quanto già studiato e non per studiare partendo da zero].

    In particolar modo, in questo "bignami" di quasi 1100 pagine, partendo "da zero" vengono ultrabrevissimamente accennati, secondo la pretesa dell'autore, "tutti" i concetti chiave di "tutti" gli strumenti matematici necessari per operare in "tutti" gli attuali campi di ricerca della fisica teorica nonché "tutti" i relativi concetti teorici fisici: Relatività, Meccanica Quantistica, Fisica delle Particelle, Teoria Quantistica dei Campi, Teoria delle Stringhe, M-Teoria, Teoria dei Twistor, Cosmologia ecc ecc.

    In realtà, poi non viene spiegato chiaramente ne il dettaglio matematico ne quello fisico perché per entrambi vengono omessi concetti fondamentali.

    Come ho già detto prima, questo libro è di fatto un bignami e tale è il suo valore.

    ha scritto il 

  • 0

    Ancora non finito. Da leggere in un momento adatto, bello. Ma solo se la fisica ci appassiona. Porta dalla fisica classica a quella moderna alla teoria delle superstringhe, è un bel tomo ma credo varrà la pena un giorno o l'altro di finirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Peccato!

    Il libro è diviso in due parti: la prima solo di matematica (di livello avanzato) contiene le basi per poter comprendere la seconda parte, che entra nel merito della fisica.
    L'idea di entrare così nel dettaglio matematico delle varie teorie fisiche è il motivo per cui ho voluto provare a leggere ...continua

    Il libro è diviso in due parti: la prima solo di matematica (di livello avanzato) contiene le basi per poter comprendere la seconda parte, che entra nel merito della fisica. L'idea di entrare così nel dettaglio matematico delle varie teorie fisiche è il motivo per cui ho voluto provare a leggere questo libro, ma è anche il motivo per cui l'ho abbandonato prematuramente. Pur avendo studiato ingegneria ed essendo da sempre portato per la matematica, è davvero troppo complesso: non è neanche possibile leggere superficialmente la prima parte del libro, in quanto non si avrebbero le basi per il resto del libro. Davvero un peccato che sia così, perchè il libro è davvero scritto bene e gli argomenti sono interessantissimi: semplicemente è troppo difficile. Forse un giorno ci riproverò, ma per adesso è abbandonato.

    ha scritto il