La strada che va in città

Racconti d'autore, 11

Voto medio di 388
| 66 contributi totali di cui 58 recensioni , 8 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 27/12/16
In realtà si tratta di una altra edizione priva del codice ISBN essendo un un gradito regalo dell’Editore Einaudi ai suoi affezionati clienti e non di quella messa in biblioteca.Parlo della fedele copia anastatica della prima edizione del 1942, ..." Continua...
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Ha scritto il 21/10/15
3 stelline e mezzo
In questo libriccino l'ingranaggio che fa girare le pagine è la forza femminile in tutte le sue sfumature: la rassegnazione, la caparbietà, la nostalgia. In particolare la figura di Delia, così ingenua e ostinata, travolge in maniera brutale. Lo ..." Continua...
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Ha scritto il 22/07/15
Romanzo breve che non sembra nemmeno scritto da Natalia Ginzburg, non c’è quel tono caldamente familiare e un po’ bambinesco di “Lessico famigliare”, in questo libro c’è tristezza e, se mi è permesso di scriverlo, anche un po’ di ..." Continua...
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Ha scritto il 14/02/15
Negli ultimi quindici giorni ho dovuto fare una indigestione di Natalia Ginzburg, letta per obblighi scolastici imposti dal professore di mia figlia ,che ho accompagnato nel percorso di lettura, è una raccolta di racconti lunghi o romanzi brevi, ..." Continua...
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Ha scritto il 15/07/14
Primo romanzo della Ginzburg pubblicato sotto pseudonimo nel 1942, racconta con disillusione a tratti sconfortante e senza la minima ombra di introspezione, la vita di Delia o meglio, quella parte della vita che dovrebbe porre le basi per costruire ..." Continua...
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Ha scritto il Jul 22, 2015, 14:12
“La campagna era silenziosa intorno a me e non vedevo più la città, non vedevo ancora la nostra casa ed ero sola sulla strada vuota, con in cuore quello spavento. C’erano delle ragazze che andavano a scuola, andavano al mare d’estate, ... Continua...
Pag. 32
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Ha scritto il Mar 25, 2013, 15:46
Avevo creduto che il paese dove ero venuta a vivere mi sarebbe divenuto caro, che mi sarebbe appartenuto in ogni sua parte [...]

(Natalia Ginzburg, La strada che va in città e altri racconti, cit. p. 95).
Pag. 95
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Ha scritto il Mar 25, 2013, 15:45
Ripensavo al tempo in cui mi spogliavo con mia sorella nella nostra camera, ai nostri letti di ferro, al balcone che dava sulla strada ed al quale stavamo tranquillamente affacciate nei giorni di domenica.(Natalia Ginzburg, La strada che va in ... Continua...
Pag. 92
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Ha scritto il Mar 25, 2013, 12:53
In viaggio pensavo all'amico Walter e nella mia gioia di rivederlo c'era un turbamento vago, come un po' di paura e d'angustia, che avevo sempre provato in quegli anni nel ricordarlo. Era forse timore che egli potesse in qualche modo sconvolgere e ... Continua...
Pag. 82
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Ha scritto il Mar 25, 2013, 12:48
Quello che m'ha fatto soffrire, è stato sapere che avrai un bambino, che tu con questa faccia, con questi capelli, con questa voce, avrai un bambino e forse gli vorrai bene, forse diventerai a poco a poco un'altra, e io cosa sarò per te? La mia ... Continua...
Pag. 48
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