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La strada che va in città

By Natalia Ginzburg

(68)

| Paperback | 9788806184230

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54 Reviews

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    Primo romanzo della Ginzburg pubblicato sotto pseudonimo nel 1942, racconta con disillusione a tratti sconfortante e senza la minima ombra di introspezione, la vita di Delia o meglio, quella parte della vita che dovrebbe porre le basi per costruire i ...(continue)

    Primo romanzo della Ginzburg pubblicato sotto pseudonimo nel 1942, racconta con disillusione a tratti sconfortante e senza la minima ombra di introspezione, la vita di Delia o meglio, quella parte della vita che dovrebbe porre le basi per costruire il proprio destino, desiderato o immaginato, e che invece rimane intrappolata nella impossibile realizzazione di sè. Delia è attratta dalla città, ogni mattina si incammina verso quel mondo che promette riscatto e possibilità di una vita migliore, e che poi si rivelerà gabbia del futuro, fatto di noia e solitudine. La cornice di questo breve romanzo è fatta per lo più di donne, e mi sembra che con lo stesso disincanto della protagonista, che è voce narrante, si faccia luce anche sulle esistenze disgraziate della altre figure femminili, dalla sorella Azalea alla cugina Santa, dalla madre alla suocera, in un labirinto iperrealistico di infelicità, privo di qualsiasi tentativo di uscita.

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    laLiz said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una storia del Novecento italiano che mi ha ricordato le atmosfere di Cassola e Pavese, la campagna e le piccole storie dei suoi abitanti. Delia non ispira tutta questa simpatia, ma lo stile della Ginzburg che volevo provare da molto mi ha invogliato ...(continue)

    Una storia del Novecento italiano che mi ha ricordato le atmosfere di Cassola e Pavese, la campagna e le piccole storie dei suoi abitanti. Delia non ispira tutta questa simpatia, ma lo stile della Ginzburg che volevo provare da molto mi ha invogliato a conoscere altre sue opere.

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    Sognodime said on Dec 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Contrasti

    Una scrittura sapiente e realistica ci racconta di un tempo ormai lontano, di contrasti tra ricchi e poveri, tra campagna e città, tra signore e svergognate.
    Un piccolo gioiello.

    "Il grammofono era tutto il giorno in moto e siccome non avevamo ch ...(continue)

    Una scrittura sapiente e realistica ci racconta di un tempo ormai lontano, di contrasti tra ricchi e poveri, tra campagna e città, tra signore e svergognate.
    Un piccolo gioiello.

    "Il grammofono era tutto il giorno in moto e siccome non avevamo che un disco, la canzone era sempre la stessa e diceva:
    Mani di vellutòo
    Mani profumatée
    Un'ebbrezza datée
    Che dire non sòo."

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    _Honey_ (!) said on Feb 20, 2013 | Add your feedback

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    «Senza il Nini eravamo cinque fratelli. Prima di me c'era mia sorella Azalea, che era sposata e abitava e abitava in città. Dopo di me veniva mio fratello Giovanni, poi c'erano Gabriele e Vittorio. Si dice che una casa dove ci sono molti figli è allegra,

    ma io non trovavo niente di allegro nella nostra casa. Speravo di sposarmi presto e di andarmene come aveva fatto Azalea. Azalea s'era sposata a diciassette anni. Io avevo sedici anni ma ancora non m'avevano chiesta. Anche Giovanni e anche il Nini ...(continue)

    ma io non trovavo niente di allegro nella nostra casa. Speravo di sposarmi presto e di andarmene come aveva fatto Azalea. Azalea s'era sposata a diciassette anni. Io avevo sedici anni ma ancora non m'avevano chiesta. Anche Giovanni e anche il Nini volevano andarsene. Solo i piccoli erano ancora contenti.»

    Un racconto che mi ricorda nello stile quello di Pavese.
    Storie di povera gente di campagna, abbagliata dalle luci della vicina città. Gente semplice e poco propensa agli affetti, avvezza al lavoro duro e ai pochi soldi.

    Pag. 45
    Pensavo alla mia vita d'una volta, alla città dove andavo ogni giorno, alla strada che portava in città e che avevo attraversato in tutte le stagioni, per tanti anni. Ricordavo bene quella strada, i mucchi di pietre, le siepi, il fiume che si trovava ad un tratto e il ponte affollato che portava alla piazza della città. In città si compravano le mandorle salate, i gelati, si guardavano le vetrine, c'era il Nini che usciva dalla fabbrica, c'era Antonietta che sgridava il commesso, c'era Azalea che aspettava il suo amante e andava forse alle Lune con lui.

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    Thalita said on Feb 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dinamiche di un'anima persa

    Delia al bivio, davanti alla scelta di ciò che potrebbe diventare. Davanti ad un possibile amore che si scioglie velocemente nell'amarezza.
    La strada che va in città è quella che si consuma ogni giorno ricolmi di aspettative, e che a lungo andare div ...(continue)

    Delia al bivio, davanti alla scelta di ciò che potrebbe diventare. Davanti ad un possibile amore che si scioglie velocemente nell'amarezza.
    La strada che va in città è quella che si consuma ogni giorno ricolmi di aspettative, e che a lungo andare diventa il semplice percorso della monotonia di una vita diversa da come l'avevamo sognata.

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    zaziesulmetro said on Jan 5, 2013 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Un libro fatto di soli personaggi moralmente squallidi o riprovevoli, o quasi, a partire dalla narratrice protagonista. L'unico che, da questo punto di vista, almeno in parte si salva, muore, com'è giusto; ma anche lui aveva le sue meschinità.
    Dopo l ...(continue)

    Un libro fatto di soli personaggi moralmente squallidi o riprovevoli, o quasi, a partire dalla narratrice protagonista. L'unico che, da questo punto di vista, almeno in parte si salva, muore, com'è giusto; ma anche lui aveva le sue meschinità.
    Dopo lettura forse troppo veloce, viene da chiedersi: a che pro? Visto che non sembra emergerne una condanna precisa verso una società, o un mondo, o un sistema; sembrano essere cattivi o miseri proprio perché sono così. E infatti, l'unico che avrebbe ragioni valide per essere cattivo (infanzia funestata da morte dei genitori e nonno, rimasto solo tutore, che lo picchia), è quello meno cattivo degli altri.

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    Chelidon said on Nov 26, 2012 | Add your feedback

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