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La strada di Swann

Alla ricerca del tempo perduto

By Marcel Proust

(17)

| Mass Market Paperback

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Book Description

255 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Questa seconda rilettura mi ha confermato quanto ho sempre pensato e che cioè non è possibile leggere Proust da giovani, almeno per quel che mi riguarda. Mancano, a mio parere, quella sensibilità linguistica, quel gusto del bello, delle proporzioni ...(continue)

    Questa seconda rilettura mi ha confermato quanto ho sempre pensato e che cioè non è possibile leggere Proust da giovani, almeno per quel che mi riguarda. Mancano, a mio parere, quella sensibilità linguistica, quel gusto del bello, delle proporzioni e dell’armonia, quel bagaglio culturale, assolutamente indispensabili per poter soltanto comprendere una parte del suo mondo!! E’ poi assolutamente deleterio estrapolare “Un amore di Swann” dal contesto del volume intero.. il libro va letto tutto; solo così si può apprezzare e gustare la sapiente partitura, l’amore per la parola, l’accattivante disposizione delle stesse, il diletto per l’accostamento, che come i colori di un dipinto ti scolpiscono nell’anima un’immagine, ti trascinano completamente in sensazioni e in sentimenti mai provati. Come puoi dimenticare i biancospini della parte di Swann a Combray oppure la descrizione dei campanili di Martinville, o le vetrate della chiesa di Combray, il bacio mancato della madre o il famoso profumo della madeleine!!! Quella memoria involontaria , che ti fa rivivere non tanto una situazione del passato ma l’emozione, quel sussulto del cuore che avevi provato e che ora ti danno un momento di felicità! Mi attendo ora dagli altri volumi le stesse emozioni provate dalla lettura di questo.

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    elettra said on Aug 29, 2014 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Raccontare gli abissi dell'animo umano senza mai giudicare.

    Proust sarebbe un maestro nell'analisi psicologica, capace di caratterizzare i personaggi con straordinaria vividezza? A me è parso un macchiettista incapace di andare oltre lo stereotipo. Odette è la cocotte ignorante e vanesia, Françoise la serva p ...(continue)

    Proust sarebbe un maestro nell'analisi psicologica, capace di caratterizzare i personaggi con straordinaria vividezza? A me è parso un macchiettista incapace di andare oltre lo stereotipo. Odette è la cocotte ignorante e vanesia, Françoise la serva pratica e fedele, madame Verdurin la borghese ambiziosa e arrampicatrice; poi ci sono lo scienziato con la testa fra le nuvole, il nobile amorale e altre amenità. Dei personaggi si conosce solo la loro apparenza esteriore.
    In tutto Dalla parte di Swann gli unici personaggi delineati in modo più complesso sono il narratore e Swann (praticamente l'alterego adulto del narratore). L'amore di Swann per Odette e quello del narratore per Gilberte sono parimenti impossibili, perché entrambi non riescono a conoscere la persona che hanno davanti. L'impossibilità di conoscere persone REALI è perfino teorizzata da Proust,* che sostiene sia più facile empatizzare con i personaggi della finzione letteraria.
    Il ragazzo ha passato l'infanzia chiuso in casa, cercate di capirlo.

    Ora, il problema è che il disturbo non riguarda solo il narratore e Swann, ma lo stesso Proust. Ad esempio, Odette resta la stupida prostituta e Proust non prova mai a entrare nei panni di una donna priva di risorse.

    Non solo Proust crea personaggi privi di profondità, ma li giudica severamente, con un atteggiamento da bacchettone nerd che io non riesco proprio a sopportare (dov'è l'umanità di un Conrad, capace di raccontare gli abissi dell'animo umano senza mai giudicare?).
    Pagine su pagine per condannare la figlia di Venteuil, per Proust un orribile mostro di depravazione ed empietà. La ragazza è colpevole di amare una donna e di mancare di rispetto al padre morto (che l'aveva tenuta in gabbia per la vergogna). Pagine su pagine per condannare Odette, l'immorale, vanesia, stupida, ignorante Odette (e neanche una pagina per condannare quel coglione di Swann che quella Odette vuole possedere. Ah, già, ma il poverino è stato traviato dalla seduttrice. Eh, già).

    Infine: ero stato avvertito, ma non immaginavo che un acclamato capolavoro potesse essere tanto contorto: una frase di tre parole (soggetto, verbo, predicato) si trascina per pagine e pagine, inframezzata com'è da proposizioni incidentali incastonate le une nelle altre. A qualcuno piace perfino.

    *: «Un individuo reale, per quanto profondamente possiamo simpatizzare con lui [...] resta opaco per noi»

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    ferrigno said on Aug 25, 2014 | 17 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La legna di Proust è buona,ma caspita se fa fumo!Non so se sia colpa dell'edizione dalla scrittura così stretta e fitta da far perdere la voglia di leggere,del mio cervello atrofizzato dopo 10 mesi di studio intenso,della innegabile vena logorroica d ...(continue)

    La legna di Proust è buona,ma caspita se fa fumo!Non so se sia colpa dell'edizione dalla scrittura così stretta e fitta da far perdere la voglia di leggere,del mio cervello atrofizzato dopo 10 mesi di studio intenso,della innegabile vena logorroica dell'autore;ma non facevo così fatica a finire un libro da anni.Va detto che al di là della fatica e del tedio emerge un'analisi della società francese del tempo veramente ben delineata,un mondo dominato dalla futilità e da rigidi schemi verso cui l'autore cela un velato disprezzo ma dal quale è continuamente e innegabilmente influenzato.Un libro al tempo stesso frivolo e potente,leggero e ostico dunque,un mondo del quale forse non ho colto altro in questo primo tentativo che un'ombra ingannevole.

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    Armando said on Aug 8, 2014 | 1 feedback

  • 8 people find this helpful

    Due riflessioni piccine su un immenso.

    La situazione è pesa e tetra (per me, s’intende) trovandomi “Dalla parte di Swann”, a cominciare dalla scoperta che non si trattasse d’altro che della direzione da prendere, uscendo dalla casa di Combray, per la passeggiata pomeridiana di N.(narrator ...(continue)

    La situazione è pesa e tetra (per me, s’intende) trovandomi “Dalla parte di Swann”, a cominciare dalla scoperta che non si trattasse d’altro che della direzione da prendere, uscendo dalla casa di Combray, per la passeggiata pomeridiana di N.(narratore) e famigliola.
    Complice dell’equivoco la lettura separata, ma mai completata, di “Un amore di Swann”: un’ esortazione a compatire questo poveretto, vittima di una donna spregiudicata!
    Mi s’impone, pertanto, cambiare il singolare “parte ” nel suo plurale (altrimenti ci impazzisco come sulla scacchiera di Anderson, anche perché motivi di compatimento Swann ne offre parecchi), in modo da trovare una strada, - che dico strada -, un sentiero, una trazzera che mi porti alla meta, in questo momento a me ignota, di un discorso un minimo coerente su questo monumento scoperto tardi ma di cui, come la piramide di Cheope, ho sentito parlare fin dalla più tenera età.

    “Alla ricerca del tempo perduto” … locuzione divenuta mitica, svuotata di significato, sulle bocche di tutti alla stregua di narcisismo e titanismo affibbiati a chicchessia senza sapere di che dolori grondassero il Narciso o il Prometeo prima di diventare miti.
    Ma dalle parti di Swann, onestamente, il dolore è taciuto eccetto quello del cresciutello Marcel, quando viene mandato a letto senza il bacio della mamma. Inutile attribuire la grandezza dell’autore alla rimozione traumatica dell’evento, chè lo ricorda benissimo e non sembra aver avuto parte in causa, come ho detto, agli ulteriori sviluppi del nostro. Altrimenti verrebbe da dire che quelli trascurati, più o meno volontariamente dalle madri, diventino degli omosessuali disturbati che affollano gli ambulatori psichiatrici o dei Marcel Proust.
    Già…il dolore è il grande assente della monumentale opera. Non gli ha dato importanza forse perché scontato nella vicenda umana e abusato nella letteratura. Non a caso mi sembra Proust essersi ispirato a Flaubert. Non so. All’inizio mi ha infastidito.

    Tanta, invece, accondiscendente ironia per colui che va e viene nella sua memoria, dormiente risvegliato, come le figure dei quadri di Monet, dai sensi. Siano il tatto, l’olfatto, la vista o l’udito e su tutti il gusto. Sì, proprio lei, la madeleine…
    E da questo cappello a cilindro magico che è la sua infinita memoria estrae un mondo che non ci appartiene più, se mai sia appartenuto agli antenati di molti di noi anobini italioti, tenendo conto che non ce la vedo proprio la mia nonna materna, quasi sua coetanea, ad andare in sollucchero per una frasetta musicale di Vinteuill, musicista inventato da Proust. Magari per la Carmen, una robetta popolare…

    A proposito di popolare sembra che l’autore del monumento fosse convinto che la Recherche era un proprio un “romanzo popolare ” tanto da farlo pubblicare a puntate come un folletton.
    Beati quei popoli che non hanno bisogno di imprese letterarie “eroiche”, criptiche in realtà, ad uso e consumo di quattro massoni che segretamente se le passano di mano previa iscrizione col sangue alla loggia.
    La convinzione, presumibilmente, gli veniva dal fatto che gli argomenti erano reali e lui li affrontava con slancio e verità per mettere nero sul bianco tutte le procedure mentali di un pensiero, di un’opinione, di un’emozione dimenticata, che ci hanno permesso di vivere con gli altri e tra gli altri, a volte come osservatori altre come parte in causa.
    Meccanismi lunghi e complessi che occupano la maggior parte del nostro tempo rispetto ai “fatti”, cosa che ci fa dire come scorra inutilmente la vita e come sia vuota. Vuota di che? Proust ci mette di fronte a ciò che è la vera attività principale dell’uomo: il pensiero. E meno male che anche lui fa dei salti temporali, altrimenti non gli sarebbe bastata tutta una vita per scrivere tutti i ricordi di un’ora.
    I suoi ricordi hanno un dritto e un rovescio che occupa anche più di una pagina e la cui assenza di punto e a capo ci tiene col fiato in sospeso. E il dritto e il rovescio non si susseguono linearmente ma in una composizione “punto pavone”, una cosa complicatissima per esperti raffinati. Il risultato è la semplice bellezza di un inseguirsi di figure dalla splendida forma di cui porta il nome in natura.
    Queste figure sono le riflessioni del N. ma anche della zia, della nonna, di Odette, la escort di cui si invaghisce Swann, e soprattutto di questi, il protagonista del romanzo nel romanzo.
    Ciò che rende la Recherche – ora che la sto leggendo veramente – un romanzo appassionante è proprio la precisa rappresentazione della condizione mentale umana, così dipendente dai sensi unico approccio alla realtà sensibile da cui non può sfuggire, e che accomuna tutti: nobili, borghesi e proletari.
    Se fossimo in grado di sostituire i termini con cui ce la rapprenta, come in una espressione letterale, con le nostre esperienze, forse anche noi ritroveremo il tempo che ci sembra perduto, alla faccia di una società che da qualche millennio misura le nostre vite solo in base alla somma delle nostre performance.
    In definitiva, è solo attraverso l’espressione artistica che il tempo acquista la sua reale misura e se, disgraziatamente come la maggior parte di noi, si è sprovvisti di talento che almeno si gusti il ‘nostro tempo’ specchiandoci in chi ha saputo cogliere la nostra essenza.

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    Maria Francesca e basta said on Jul 28, 2014 | 10 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    L'alba di un nuovo mondo.

    Sai un sacco di cose di Proust, sai i nomi dei personaggi e gli espedienti, e come non citare la madeleine. Proust però non è riassumibile, non è raccontabile: è solo possibile renderlo in metafora.

    Allora siedi, siedi su ...(continue)

    L'alba di un nuovo mondo.

    Sai un sacco di cose di Proust, sai i nomi dei personaggi e gli espedienti, e come non citare la madeleine. Proust però non è riassumibile, non è raccontabile: è solo possibile renderlo in metafora.

    Allora siedi, siedi sulla china della collina con me, al buio della notte senza stelle. Ascolta il silenzio del vento assente. Senti la rugiada sotto il palmo della tua mano. Osserva, lì in infondo, colorarsi un pallore: è il crepuscolo che avanza: sta per sorgere l'alba di un nuovo mondo, in cui un ragazzino per molto tempo è andato a letto presto.
    Non hai mai visto una luce come quella; non hai mai udito un vento così musicale. Scoprirai nuovi colori, nuove sensazioni, nuove ombre di contrappunto alle nuove luci che brilleranno in te.
    È una immensa, lunghissima, « overture ».

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    Malleveria said on Jul 23, 2014 | 1 feedback

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