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La strada di Swann

Alla ricerca del tempo perduto

Di

Editore: Oscar Mondadori

4.2
(1830)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 424 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Portoghese , Galego

Isbn-10: A000167944 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Natalia Ginzburg ; Curatore: Luciano Erba ; Contributi: Giacomo Debenedetti

Disponibile anche come: Cofanetto , Altri , Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Fare cattleya

    Sulla Recherche si è scritto e studiato molto, perché la cultura di Proust è vastissima e intesse ogni pagina. Tuttavia, preferisco pensare a questo aspetto dell’opera come a un suo divertimento priva ...continua

    Sulla Recherche si è scritto e studiato molto, perché la cultura di Proust è vastissima e intesse ogni pagina. Tuttavia, preferisco pensare a questo aspetto dell’opera come a un suo divertimento privato e abbandonarmi alla lettura innocente di chi ha le note in fondo all’ebook e preferisce godere della narrazione in se stessa.
    E’ un’opera certamente affascinante, che apre il mondo del giovane Marcel agli occhi del lettore come un cancello aperto svela un giardino. E’ bello seguire Marcel per i sentieri intorno a Combray, godere della sua giovinezza e dei suoi pensieri acerbi, quando farebbe qualunque cosa per incontrare Gilberte, una ragazzina che lo affascina e che non può frequentare, perché la famiglia non approva.
    Seguendo il giovane protagonista, si entra non visti nella casa di famiglia e si colgono con un po’ di imbarazzo conversazioni borghesi e bacchettone, che raccontano un mondo di provincia in cui si è sotto gli occhi di tutti e la frequentabilità sociale è una cosa seria e degna di studio. L’atmosfera domestica è un po’ soffocante e forse non giova al ragazzo, che è sensibile e ansioso. Il libro include una grande digressione, che è Un amore di Swann, un romanzo nel romanzo che svela ambienti di una borghesia ben più mondana, affine alle frequentazioni di Marcel adulto.
    Swann è un amico di famiglia da generazioni, loro vicino a Combray: sarebbe una persona piacevolissima, se avesse la fortuna di innamorarsi di una donna che approva. Ma purtroppo la passione e la ragione spesso non procedono insieme e questo produce degli effetti singolari: amare una persona e considerarla sciocca, ignorante, non dotata di buon gusto, bella ma priva di freschezza, e tuttavia non poterne fare a meno. Il personaggio di Swann viene rappresentato con la massima cura, visto dai familiari del protagonista che ne hanno una conoscenza sia intima che parziale, calato nel suo ambiente mondano e in relazione a Odette.
    Un altro aspetto affascinante del libro è la dimensione estetica che intesse tutte le pagine del libro con naturalezza, perché è parte integrante della vita di Swann e Marcel. Ho cercato su Internet la Sefora di Botticelli che Swann vede in Odette, Peter de Hoogh ed è una vera meraviglia dei tempi moderni poterlo fare in un momento.
    Ho temuto a lungo che si trattasse di uno splendido monumento della letteratura europea col peso specifico del marmo, ma è stata una lettura di ampio respiro, piacevole, gratificante.

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè l'ho riletto

    Lo stile, anche se ricco e a volte ridondante, è un piacere per la mente.
    Mi piace perchè:
    1. Ho ritrovato tanti miei vecchi sentimenti. Quando leggo i pensieri e gli stati d'animo di Marcel che sente ...continua

    Lo stile, anche se ricco e a volte ridondante, è un piacere per la mente.
    Mi piace perchè:
    1. Ho ritrovato tanti miei vecchi sentimenti. Quando leggo i pensieri e gli stati d'animo di Marcel che sente la mancanza della mamma, che ritrova un ricordo assaggiando la Madelaine tocciata nel tè o di Swann geloso di Odette mi sono ritrovata.

    2. Un umorismo inaspettato
    3. Dipinge dei quadri con le parole che restano impressi per sempre nella mia mente.

    ha scritto il 

  • 5

    L'immenso edificio del ricordo

    In nessun modo posso immaginare di parlare io qui della Recherche. Neanche ci provo.
    Ripreso ora il primo volume dopo tanti anni, mi si apre, mi si squaderna dentro, si rivela come nuovissimo eppure c ...continua

    In nessun modo posso immaginare di parlare io qui della Recherche. Neanche ci provo.
    Ripreso ora il primo volume dopo tanti anni, mi si apre, mi si squaderna dentro, si rivela come nuovissimo eppure come già visitato e rimasto indelebile nella memoria e nelle sensazioni.

    Un’esperienza che non può che essere totale, una villa, un palazzo di mille stanze in cui mettersi comodi e di cui ammirare, assaporare e osservare ogni minimo dettaglio, ogni più piccola sfumatura, senza perdere l’attenzione neanche un momento, piuttosto tornando indietro a rileggere, perché mancare anche una sola delle più piccolissime gemme sarebbe un inaudito peccato. Ridendo (perché sì, con Proust si ride!), sentendo (sentendo insieme, sentendo se stessi, sentendo le cose) e riflettendo molto.

    Quello che mi sento di dire è che si dovrebbe tornare a Proust ogni volta che si desidera capire - no, non capire, ma avvertire, percepire con chiarezza - una cosa, un concetto che non si afferra pienamente o uno che si conosce benissimo ma di cui si ha bisogno di parole definitive - sadismo, amore, vergogna, memoria, gelosia, libri, tutto. Vieni da Proust, e lui te lo farà sentire con cristallina vivezza in poche righe.

    Una profonda conoscenza degli uomini, dei loro animi, delle loro reazioni. Lui, osservatore, coglie, capisce, fissa.

    Non parlo di realismo o di verosimiglianza, due categorie che rifiuto di considerare leggendo Proust. Come dice lui stesso dei romanzi, l'immateriale, il non reale, che è in essi, è ciò che è più vero, più assimilato dalla nostra anima: "Che importa allora se le azioni, le emozioni di questi individui d’un genere nuovo ci appaiono come vere, dal momento che le abbiamo fatte nostre, dal momento che è in noi che esse si producono e che è da loro che dipendono, mentre voltiamo febbrilmente le pagine del libro, la rapidità del nostro respiro e l’intensità del nostro sguardo?".
    Intendo invece una profonda grazia nel parlare ai nostri sensi e al nostro intelletto, testa e pancia, quell'assoluta empatia, quella capacità di dialogo oltre ogni epoca e mondo che solo i grandissimi hanno.

    E così, riguardo a lui, faccio mie le sue stesse parole a proposito di quell'autore che tanto amava da giovane:
    " Così, intuendo quante parti dell’universo sarebbero rimaste ignote alla mia debole percezione se lui non me le avesse avvicinate, avrei voluto possedere una sua opinione, una sua metafora su ogni cosa, soprattutto su quelle che avessi anch’io l’occasione di vedere."

    ha scritto il 

  • 2

    Finito con enorme fatica. Forse non era un momento nella vita da Proust. Va bene la focalizzazione interna e il flusso di coscienza, ma a me è sembrato un lungo ripetersi degli stessi concetti. E sì c ...continua

    Finito con enorme fatica. Forse non era un momento nella vita da Proust. Va bene la focalizzazione interna e il flusso di coscienza, ma a me è sembrato un lungo ripetersi degli stessi concetti. E sì che sono abituata a leggere mattoni di ogni tipo!

    ha scritto il 

  • 5

    ....

    ...mi riservo di esprimere un commento esaustivo su quest'opera quando avrò finito di leggere tutti gli altri volumi e avrò una visione di insieme.
    su questo primo volume mi limito a riportare quanto ...continua

    ...mi riservo di esprimere un commento esaustivo su quest'opera quando avrò finito di leggere tutti gli altri volumi e avrò una visione di insieme.
    su questo primo volume mi limito a riportare quanto disse A. Gide "Da qualche giorno non lascio più il libro, me ne ingozzo e con delizia; mi ci rotolo dentro".
    ...ecco io non saprei esprimere meglio il concetto

    ha scritto il 

  • 5

    Meglio sarebbe tacere

    Cosa si può dire di questo libro che non suoni ridicolmente inferiore e inadeguato? Come rendere giustizia ad un' opera- La Ricerca del Tempo Perduto- dalla quale, più che leggerla, si viene letti? Ba ...continua

    Cosa si può dire di questo libro che non suoni ridicolmente inferiore e inadeguato? Come rendere giustizia ad un' opera- La Ricerca del Tempo Perduto- dalla quale, più che leggerla, si viene letti? Basterebbe riportare il perentorio giudizio di Nabokov, secondo il quale chi non apprezza Proust non è un buon lettore e non lo sarà mai, e chiudere il discorso. Ma no, voglio provare a dirne qualcosa...
    Ci sono dei fenomeni a cui viene dato il nome di società, amore, arte, nobiltà, aristocrazia, bellezza, , il cui accadere è situato nel tempo, come ovvio; come nel tempo è situato l'io che li esperisce, li cerca, li fugge o li patisce. Tali fenomeni con la loro granitica evidenza, l'io compreso, sono in certo modo, ci dice Proust, Irreali, elementi presi senza scampo nel flusso tremendo e infinito del tempo, e neanche il tempo, creatore e distruttore sovrano, si sottrae del tutto alla suddetta irrealtà. Da essi promana la nostra esperienza di vita ma anche la nostra alienazione. Sottostante o sovrastante a tutto ciò esiste qualcosa che non è più l' io convenzionale che registra in maniera misteriosa un'altra storia. Quella della nostra solitudine essenziale e ultima che può e deve dialogare solo con l' arte: questo libro ad esempio. Il resto non è che storia di scrittura sovrumana, di visioni di stupefacente e impronunciabile bellezza, al di là del tempo.

    ha scritto il 

  • 2

    forse sono troppo zotica o stanca, ma non sono riuscita ad apprezzarlo. Certo, scrittura sublime,ma non basta. Come un collier di diamanti troppo brillanti da dare fastidio, o dal disegno troppo banal ...continua

    forse sono troppo zotica o stanca, ma non sono riuscita ad apprezzarlo. Certo, scrittura sublime,ma non basta. Come un collier di diamanti troppo brillanti da dare fastidio, o dal disegno troppo banale. Come dei pasticcini raffinati ma troppo dolci...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Prendetevi tempo

    Quando si inizia la Recherche è necessario prendersi tempo. Dico davvero, e non solo un lungo periodo continuato (minimo due ore ogni giorno) per leggere Proust tutto d'un fiato; prendersi tempo per r ...continua

    Quando si inizia la Recherche è necessario prendersi tempo. Dico davvero, e non solo un lungo periodo continuato (minimo due ore ogni giorno) per leggere Proust tutto d'un fiato; prendersi tempo per riflettere e gustarsi ogni parola, ogni frase e ogni accenno. Proust è così. Assorbe.
    Il primo libro è legato all'infanzia del protagonista, e come questa in realtà già contenga il delinearsi della sua vita futura. Non solo Proust qui è in grado di trasmettere l'angoscia che da bambini tutti abbiamo provato per le piccole cose: le ansie per i baci non ricevuti, la frustrazione delle speranze deluse e l'incomprensione di ciò che ci circonda, che speravamo in futuro comprendere meglio; ma va oltre ogni singola apparenza, per spiegare come ciò ci abbia condizionato, e come ogni singolo evento in realtà racchiuda il significato di tutta la nostra esistenza. Proust non è da amare solo per cosa scrive, ma anche per come lo fa. Spesso mi sono trovata in difficoltà a confrontarmi con capitoli di più di 300 pagine, ma la verità è che i capitoli devono essere così, è vita quella di Proust, è punto di vista, è un flusso continuo che piano piano entra dentro, e si scopre di possedere immagini di chiese medievali e di arazzi, di carillon, di un campanile che è l'incisione di una punta nella vastità del cielo. E mi raccomando, se in futuro vi chiedessero di assaggiare una madeline con il tè, ricordate di preparare i bagagli;potreste imbarcarvi in un'avventura che vi impregnerà almeno qualche giorno.
    Veronica

    ha scritto il 

  • 2

    Che fatica!

    E' stata dura, molto dura riuscire a terminarlo: praticamente una noia senza fine. E pensare che le recensioni sono ottime nella quasi totalità! Insomma, non ho trovato niente di positivo: né il conte ...continua

    E' stata dura, molto dura riuscire a terminarlo: praticamente una noia senza fine. E pensare che le recensioni sono ottime nella quasi totalità! Insomma, non ho trovato niente di positivo: né il contenuto (estenuante), né la forma (farraginosa e disagevole). Mi rammarica il fatto che difficilmente affronterò la lettura degli altri volumi che compongono la "Recherche".

    ha scritto il 

  • 4

    da leggere

    è diviso in tre parti questo primo volume della alla ricerca del tempo perduto;senza fare e pormi come critico visto che è considerata tutta l'opera una pietra miliare della letteratura mondiale....la ...continua

    è diviso in tre parti questo primo volume della alla ricerca del tempo perduto;senza fare e pormi come critico visto che è considerata tutta l'opera una pietra miliare della letteratura mondiale....la mia esperienza è stata con la traduzione di Natalia Ginzburg...metafore e descrizioni che fanno sognare e smaterializzano le parole in emozioni ma le pagine non scorrono via veloci soprattutto nella prima ed ultima parte...la parte sull'amore di Swann per Odette è piu' veloce...l'io narrante ci regala riflessioni e perle che rimangono e che portano a rileggere ed assaporarle...insomma è una lettura da affrontare senza fretta da sorbire come un te' con le maddalenine o fagottini

    ha scritto il 

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