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La strada di Swann

By Marcel Proust

(1185)

| Others | 9788806149116

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Book Description

Le prime pagine di "Du coté de chez Swann" ci mostrano il narratore che sisforza, durante una notte d'insonnia, di rievocare alcune immagini dellapropria infanzia, ma la memoria sollecitata dalla volontà non offre cheimmagini mutilate e insignificanti. Solo il caso, facendociContinue

Le prime pagine di "Du coté de chez Swann" ci mostrano il narratore che sisforza, durante una notte d'insonnia, di rievocare alcune immagini dellapropria infanzia, ma la memoria sollecitata dalla volontà non offre cheimmagini mutilate e insignificanti. Solo il caso, facendoci provare unasensazione identica a un'altra provata molti anni addietro, può restituirci ilpassato in tutta la sua concretezza. E' quanto appunto avviene al narratore:il sapore di una madeleine inzuppata nel tè gli restituisce, miracolosamenteintatta, l'atmosfera di Combray, la cittadina di provincia dove ha passatomolte estati della sua infanzia.

5 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    La prima volta mi ha destato grande ammirazione per una scrittura, che sapeva così analiticamente descrivere un mondo interiore, fatto di paesaggi, di raffinate sensazioni, di ansie profonde e ragionate. Non avevo ancora avuto esperienze amorose, anche se le relazioni con gli altri mi ponevano conti ... (continue)

    La prima volta mi ha destato grande ammirazione per una scrittura, che sapeva così analiticamente descrivere un mondo interiore, fatto di paesaggi, di raffinate sensazioni, di ansie profonde e ragionate. Non avevo ancora avuto esperienze amorose, anche se le relazioni con gli altri mi ponevano continue domande sul gradimento che la mia persona poteva procurare alle altre. Provavo la stessa sensazione di Marcel quando attendevo il richiamo al gioco delle amiche, la stessa delusione quando vedevo che gli altri potevano fare benissimo a meno di me. Nella rilettura, dopo un numero di anni che mi vergogno a confessare, ho provato un'immensa gioia nel capire molto di più le sofferenze amorose e le gelosie di Swann, nel ritrovare memorie e ricordi bergsoniani, nel seguire le descrizioni accurate e talvolta sensuali dei fiori. Ho provato rammarico per non essermi appuntata quei passaggi, che esprimevano considerazioni folgoranti sulla molteplicità dei nostri vari io, nei momenti diversi della nostra vita, sui nostri inesplicabili cambiamenti e sul potere delle parole e dei nomi dei luoghi sulla nostra persona e sulla nostra mente.

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    Marialuisa Serena said on Jan 17, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    ho provato ad iniziare questo libro non so più quante volte, ho smesso di contare le volte in cui mi sono trovata ad aprirlo, leggere la metà della prima pagina e richiuderlo...stavolta evidentemente era il momento giusto, l'ho iniziato, mi ci sono tuffata e non l'ho mollato fino alla fine, tutto d' ... (continue)

    ho provato ad iniziare questo libro non so più quante volte, ho smesso di contare le volte in cui mi sono trovata ad aprirlo, leggere la metà della prima pagina e richiuderlo...stavolta evidentemente era il momento giusto, l'ho iniziato, mi ci sono tuffata e non l'ho mollato fino alla fine, tutto d'un fiato, meravigliata e incantata dalla prosa di Proust e dai suoi personaggi...pronta per il secondo volume...

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    Quiete nella fretta said on Jan 18, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    La magica madeleine

    La deferenza e il timore reverenziale col quale mi sono avvicinato (dopo aver corteggiato per mesi, in vetrina, la raccolta dei sette volumi ed essermela fatta regalare per la laurea) alla Recherche erano molto grandi. Non escludo, sono anzi certo che i miei pre-giudizi sull'opera abbiano influito - ... (continue)

    La deferenza e il timore reverenziale col quale mi sono avvicinato (dopo aver corteggiato per mesi, in vetrina, la raccolta dei sette volumi ed essermela fatta regalare per la laurea) alla Recherche erano molto grandi. Non escludo, sono anzi certo che i miei pre-giudizi sull'opera abbiano influito - in maniera del tutto positiva - sul mio giudizio: ma è una suggestione che valuto in un'accezione solamente benefica e che la stessa lettura di "Dalla parte di Swann" ha contribuito a ritenere come tale. Perché quello che Proust c'insegna, nelle sue pagine - oltre ad una lezione di stile e di scrittura brillante, che viene a porsi come base per un intero secolo - è proprio il non rifuggire dalle proprie impressioni, dai propri pre-giudizi; il considerarli invece come tratto distintivo dell'individuo e come tali, preziosi. Fatta questa premessa ho completamente adorato questo libro, nonostante la difficoltà e l'asprezza di certi periodi che, seppure lontanissimi dal meraviglioso ed estenuante barocco di Gadda, pretendono di essere riletti anche tre volte. Nella prima parte Proust ci racconta e ci spiega, anche attraverso i capricci del piccolo Marcel, il suo piacere smodato nella lettura e nelle passeggiate, alcune delle sue idee, anche filosofiche, più forti: il relativismo schiacciante di certi ragionamenti, che arrivano a mettere in dubbio l'immobilità delle cose; la porzione ormai prevalente che l'atto intellettuale assume nella conoscenza delle cose; il fascino maggiore che l'indefinito e quindi la lettura e il ricordo esercitano su di noi rispetto alla realtà. La magistrale sequenza della madeleine immersa nel tè rappresenta in maniera deliziosa la forza e il modo di svilupparsi di un ricordo, che portano il narratore a ripercorrere un intero periodo della propria infanzia. Ed è proprio attraverso la trasposizione dentro la propria esperienza della vita e della tristezza del piccolo Marcel che il lettore sperimenta, che la lettura viene a farsi esperienza davvero *reale* e che diventa il cardine su cui si basa tutta la seconda parte. Il vero e proprio capolavoro del romanzo, edito spesso e volentieri anche da solo, come libro a sé è Un amore di Swann. Impossibile restare indifferenti di fronte allo sconvolgimento che avviene nella vita di Swann, del quale Proust non ci risparmia nulla: dalle impressioni sulla società, alla lenta evoluzione che egli subisce prima a causa della nascita di un amore, poi della gelosia (la cui fenomenologia è descritta in maniera cruda, realistica e perfetta da Proust) e poi della fine di quell'amore, che a sorpresa, nella terza parte, scopriremo trasformarsi in un matrimonio - evidentemente nella sua accezione più sociale, di contratto.
    Sul finale, nella terza parte troviamo un'interessantissima riflessione sui luoghi e i loro nomi (che mi ha ricordato moltissimo il finale de Il nome della rosa) e sull'influenza che il suono di questi, unito alle immagini preconfezionate che dei luoghi tutti facciamo esperienza, esercita sulle idee e sui pre-giudizi che di un determinato posto ci facciamo prima di andarci.
    Io, per me, difficilmente dimenticherò i diversi luoghi, stavolta reali ma che, nella dolcezza del ricordo, hanno assunto caratteri più smussati, nei quali mi sono ritrovato a leggere questo libro e a renderlo protagonista dell'ultimo mese: la mia nuova stanza padovana con sua luce fioca; la scalinata di Palazzo Reale a Milano in una notte fonda e solitaria in attesa dell'alba e del primo treno che mi riportasse a casa; il Prato della Valle in cui leggevo prima di applicarmi nel nuovo hobby di saltare la corda; le larghe scalinate di Palestrina ornate di stendini, che mi hanno tenuto compagnia in un'altra attesa; infine la stazione di Marina di Cerveteri in una triste domenica pomeriggio d'inizio dicembre.

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    Kid A said on Dec 15, 2011 | Add your feedback

  • Mais, quand d’un passé ancien rien ne subsiste[…]l’odeur et la saveur restent encore longtemps, comme des âmes[...] sur la ruine de tout le rest à porter sans fléchir, sur leur gouttelette presque impalpable, l’édifice du souvenir.

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    Joy74 said on Jul 10, 2011 | Add your feedback

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