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La straniera

By Younis Tawfik

(86)

| Others | 9788845247712

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Book Description

Straniero, diverso, estraneo. Così è l'Architetto, un giovane uomo che da unpaese del Medio Oriente si è trasferito in Italia per gli studi universitari evi è rimasto a lavorare senza incontrare eccessive difficoltà Continue

Straniero, diverso, estraneo. Così è l'Architetto, un giovane uomo che da unpaese del Medio Oriente si è trasferito in Italia per gli studi universitari evi è rimasto a lavorare senza incontrare eccessive difficoltà. E così è Amina,una ragazza che l'uomo incontra per caso e dalla quale si senteirresistibilmente attratto, contro la sua setssa volontà. Perché Amina viveuna vita ai margini, estremamente diversa dalla sua, la vita di chi non si èmai integrato, e, per resistere, è costretta a vendere il suo corpo. Unastoria d'amore multietnica e inquieta, insieme toccante e amara.

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'amore fa male.
    Fa male ad Amina, sedotta in Marocco da un uomo che la sposa e l'abbandona derubandola appena giunti in Italia dopo un viaggio estenuante, per poi tornare a riempirla di botte non appena gli ritorna voglia di una donna a disposizione ...(continue)

    L'amore fa male.
    Fa male ad Amina, sedotta in Marocco da un uomo che la sposa e l'abbandona derubandola appena giunti in Italia dopo un viaggio estenuante, per poi tornare a riempirla di botte non appena gli ritorna voglia di una donna a disposizione. Amina che finisce per strada, perché non ha il permesso di soggiorno, non parla italiano, non conosce nessuno, cos'altro potrebbe fare senza una minima rete di sostegno?

    Amina è la voce dell'immigrazione disperata, quella senza un appoggio, senza un cosiddetto "progetto migratorio". L'architetto invece, arabo anche lui, fa parte dei primi arrivi, quelli per motivi di studio nelle grandi università del Nord; si è laureato, si è anche sposato ma poi è stato lasciato, ha trovato un lavoro, si è, diremmo con questo termine che tanto piace, integrato.
    L'architetto non può accettare di innamorarsi di una prostituta, araba per di più, o dovrebbe mettere in discussione le fondamenta stesse della sua cultura. Non è pronto. E quando è pronto, è troppo tardi.

    Ecco, il dramma finale -come riportato già da altri giudizi che ho letto- è un po' eccessivo. In linea con qualche poesia araba strappalacrime disseminata per il testo. La malattia incurabile, la sparizione di lei, la follia che colpisce l'architetto... Poteva forse concludere la vicenda un attimo prima. Però tutto il resto merita.

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    Sognodime said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Meriterrebbe 5 stelle ma...

    ma fosse solo per le ultime trenta pagine gliene darei al massimo 2! Fino a pagina 170 l'ho divorato, ti racconta due vite facendoti sentire il sapore della loro terra, della solitudine, i punto di vista su una realtà straniera coinvolgendoti davvero ...(continue)

    ma fosse solo per le ultime trenta pagine gliene darei al massimo 2! Fino a pagina 170 l'ho divorato, ti racconta due vite facendoti sentire il sapore della loro terra, della solitudine, i punto di vista su una realtà straniera coinvolgendoti davvero tanto. E' una scrittura lenta, ma ricca di dettagli, che non annoia e ti trascina nel racconto.
    Poi tutto si conclude in 30 paginette, dove i personaggi sembrano addirittura trasfigurati, l'espediente della malattia sembra un modo per metter a tacere anche la parte di racconto femminile in fretta e furia. Il protagonista maschile è irriconoscibile e sembra tutto davvero troppo costruito e "inventato" per concludere in fretta. Peccato.

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    Angela said on Jan 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una bella storia con il profumo e le contraddizioni dei paesi arabi con una scrittura piena di fascino.

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    AdrianaA said on Mar 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    bello e interessante fino al 10 pagine dalla fine

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    lisolachenoncè said on Jul 29, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Una love story in salsa di curcuma e cumino

    Questo romanzo ci racconta le difficoltà, le lacerazioni dell'emigrante di prima generazione, diviso ex-aequo tra la nostalgia della Patria e l’attrazione della nuova Terra. Il risultato è quasi sempre deludente: non ci si sente bene in nessuno dei ...(continue)

    Questo romanzo ci racconta le difficoltà, le lacerazioni dell'emigrante di prima generazione, diviso ex-aequo tra la nostalgia della Patria e l’attrazione della nuova Terra. Il risultato è quasi sempre deludente: non ci si sente bene in nessuno dei due Paesi; si è troppo emancipati per sentirsi in sintonia con i connazionali rimasti a casa e troppo arretrati per star bene con i nuovi concittadini. La vera integrazione, ci dicevano a sociologia, avviene solo con la terza generazione.

    In modo indiretto il libro ci parla delle barriere che vengono erette da molte persone (+ maschi che femmine, direi), a prescindere dalla cultura di appartenenza. Tali barriere hanno l’inconscio scopo di bloccare l’altro, impedirgli di entrare in intimità. In questo modo l’Amore non ci coglierà mai, è sempre “altrove” e lo si riconoscerà solo “dopo”, quando è andato, ci ha superato; esattamente come quando in autostrada si viene sbatacchiati dal boato di una Ferrari Testarossa, mentre noi guidiamo una Panda, la riconosciamo solo quando è ormai all’orizzonte, 30 km più avanti.

    Ma torniamo alla nostra storia. Ho trovato particolarmente commovente la nostalgia che provano entrambi i protagonisti per la propria terra e la sua natura: il profumo del gelsomino, le spighe di grano, le trame ricamate delle rondini nel cielo azzurro, le stelle viste dalla terrazza, il fresco e l’ombra del gelso immenso nel cortile di casa. Bella anche la ricostruzione della guerra dei sei giorni vista con gli occhi di un bambino che ascolta i racconti di quando, arabi ed ebrei (non ancora israeliani) vivevano insieme in armonia. Ci sembra medioevo, ma non è poi così lontano nel tempo.

    Tralascio di commentare gli spunti relativi alla donna: prostituzione, autodeterminazione, libertà, violenza, ecc., importantissimi ma proprio per questo impossibili da affrontare in due righe.

    Se potessi, chiederei all’autore di cambiare il finale perché induce al suicidio e di rivedere certi passaggi troppo smielati come sono i dolci arabi.

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    millericcioli said on Dec 9, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Qualche volta ti senti felice?"
    "Uno straniero non è mai felice fino in fondo"
    "Ti sei mai sentito a casa?"
    "Si quando mi sono innamorato"
    Sullo scenario di una Torino multietnica, l'incontro di due anime accomunate da una sola realtà: essere strani ...(continue)

    "Qualche volta ti senti felice?"
    "Uno straniero non è mai felice fino in fondo"
    "Ti sei mai sentito a casa?"
    "Si quando mi sono innamorato"
    Sullo scenario di una Torino multietnica, l'incontro di due anime accomunate da una sola realtà: essere stranieri.
    Amina, arrivata in Italia come clandestina in fuga da una realtà di povertà, sofferenza e abusi, per ritrovarsi in un mondo completamente diverso dove essere sfruttata è l'unico mezzo che riesce a trovare per tentare di trovare la libertà.
    Lui, l'Architetto, scappato dalla sua terra e dalla sua famiglia per studiare all'estero e conquistare la libertà.
    Un romanzo duro e nello stesso tempo toccante e poetico che suggerisce un punto di vista diverso mettendo il lettore a contatto con il fascino e il sentire più profondo della cultura islamica.

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    DanielaUni3 said on Jun 5, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (86)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Others 206 Pages
  • ISBN-10: 8845247716
  • ISBN-13: 9788845247712
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2001-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback
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