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La strega e il Capitano

Di

Editore: Bompiani (Letteraria Bompiani)

3.5
(209)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 88 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000103563 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Questa è una storia agghiacciante,veramente accaduta nel 1616 a Milano:non solo i documenti dell'epoca lo attestano,ma la strega Caterina Medici è citata anche dal Manzoni nella sua "Storia della colonna infame". Si sa che era alta,bruna,con gli occhi grandi e le labbra rosse". Una cameriera di facili costumi,tanto seducente quanta ingenua e sprovveduta.Perchè fu processata,torturata pubblicamente,condannata al rogo? Ufficialmente perché intratteneva rapporti intimi e carnali con il diavolo. In realtà il diavolo che di notte profanava il suo letto aveva le sembianze del suo padrone,l'illustre conte e senatore Luigi Melzi. Ma per paura di denunciarlo,Caterina preferì autoaccusarsi di stregoneria. Vediamo una macchina allestita per accertare la verità produrre invece la menzogna: non solo Sciascia ci narra una vicenda ricca di pathos,ma ci pone davanti al problema della giustizia,dei suoi metodi,dei suoi errori. E' qui che il racconto si tinge di attualità,saltando tre secoli ed avvicinandosi al nostro presente.
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  • 3

    Un ottimo saggio romanzato che narra la vicenda di Caterina Medici, un personaggio citato anche da Manzoni nei suoi Promessi Sposi, che finirà sul rogo accusata di stregoneria (una delle tante). Una c ...continua

    Un ottimo saggio romanzato che narra la vicenda di Caterina Medici, un personaggio citato anche da Manzoni nei suoi Promessi Sposi, che finirà sul rogo accusata di stregoneria (una delle tante). Una critica del sistema giudiziario del ‘600 che diventa critica del sistema giudiziario odierno: È potuto accadere. E crediamo che accada. Terrificante è sempre stata l’amministrazione della giustizia, e dovunque. Specialmente quando fedi, credenze, superstizioni, ragion di Stato o ragion di fazione la dominano o vi si insinuano.
    Sciascia dà voce a una delle tante vittime “delle suggestioni collettive”, ridandole un nome, una storia, una dignità.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando, alcuni mesi fa, venni a conoscenza dell’esistenza di questo libro, non immaginavo che avrei avuto occasione di reperirlo e leggerlo tanto presto. Ne trovai un accenno tra le note de “I promess ...continua

    Quando, alcuni mesi fa, venni a conoscenza dell’esistenza di questo libro, non immaginavo che avrei avuto occasione di reperirlo e leggerlo tanto presto. Ne trovai un accenno tra le note de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, all’interno del capitolo XXXI per la precisione, mentre nella narrazione dilagava la peste.
    Ed è proprio da questo capitolo che prende le mosse il libro di Sciascia, un ottimo saggio-racconto che riconsegna alla Storia una piccola e anonima storia destinata altrimenti, al pari di chissà quante altre, a restare sepolta nell’oblio. La piccola storia in questione è quella di Caterina Medici, “strega professa” dalle demoniache frequentazioni secondo chi la giudicò e condannò, ma più che avvezza a pratiche magiche e ad amplessi con Belzebù la donna era rassegnata a fare il bucato, strigliare i pavimenti e tenere aperta la porta della propria camera da letto per chiunque avesse voluto godere della sua intima compagnia, dal momento che la sua condizione di domestica sembrava autorizzare padroni e servi ad approfittare di lei.
    Mentre al Manzoni bastò chiamarla semplicemente “povera infelice sventurata”, senza per nulla dilungarsi sul suo caso, a costei Sciascia ridà nome e dignità, ricostruendone, sulla base degli atti del processo istruito a suo carico, la triste e sfortunata vicenda umana terminata anzitempo su un patibolo in quel di Milano. Il 4 marzo del 1617, esattamente a distanza di un mese dalla fine del processo, Caterina venne strangolata e messa al rogo, dopo essere stata esposta al pubblico ludibrio e generosamente dilaniata con una tenaglia rovente a bordo di un carro che percorreva le vie e i quartieri principali della città. Inutile dubitare della partecipazione della folla milanese (e forse anche di quella della provincia) al terribile e diabolico (quello sì!) spettacolo; del resto, è presumibile che fosse intenzione delle autorità politiche dare un forte monito in materia di stregoneria professionistica e, nel contempo, non distaccarsi dal saggio dettato di romana memoria del “panem et circenses” (oggi si continua a non farci mancare almeno i secondi…).
    Sono rimasta colpita dall’accento posto sulla questione della tortura, argomento che mi porta ad accostare questo libro a un’altra nota pubblicazione del Manzoni ovvero “Storia della colonna infame”, da me letto di recente: streghe da una parte e untori dall’altra, tutti presunti e creati ad arte più che reali, creature forgiate dal pregiudizio, dall’oscurantismo e dall’ignoranza dei tempi; ma anche dagli stessi trattamenti coercitivi (e la mente umana sì che ne ha partoriti fin dalla notte dei tempi) che inducevano persino i più resistenti ai dolori del corpo a confessare crimini inverosimili mai commessi e chiamare in causa complici mai avuti. Possibile che di questo difetto della tortura nessuno fra coloro che la prescrivevano con tanto zelo, manco si fosse trattato di una medicina, fosse consapevole? Essa veniva davvero considerata un mezzo infallibile per scoprire la verità nient’altro che la verità?
    Senza dimenticare che la tortura non è un vecchio e sbiadito ricordo del passato ed esiste purtroppo ancora oggi, per rispondere a tale quesito niente di meglio delle stesse parole dell’autore…
    Ma “la tortura non è un mezzo per iscoprire la verità, ma è un invito ad accusarsi reo ugualmente il reo che l’innocente; onde è un mezzo per confondere la verità, non mai per iscoprirla”: e questo i giudici lo sapevano anche allora, si sapeva anche da prima che Pietro Verri scrivesse le sue Osservazioni sulla tortura, si è saputo da sempre. Nella mente e nel cuore, in ogni tempo e in ogni luogo, ogni uomo che avesse mente e cuore l’ha saputo: e non pochi tentarono di comunicarlo, di avvertirne coloro che scarsa mente e poco cuore avevano.

    ha scritto il 

  • 4

    Fenomenologia della vittima

    Una storia che nasce dalle carte d’archivio e racconta la vicenda di una povera donna che cade nella ragnatela dell’inquisizione, accusata di stregoneria. L’illuminista Sciascia ci ricorda gli orrori ...continua

    Una storia che nasce dalle carte d’archivio e racconta la vicenda di una povera donna che cade nella ragnatela dell’inquisizione, accusata di stregoneria. L’illuminista Sciascia ci ricorda gli orrori dell’integralismo religioso e dell’oppressione sociale. Infinita pena per la vittima, che tenta di divincolarsi dalle spire dell’idra sposando vanamente le folli fantasie dei crudeli inquisitori, ignara di consegnarsi al loro gioco. Sciascia fa l’entomologo, scrivendo da par suo, e brucia nel lettore il fuoco dell’indignazione...

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre documentatissimi i libri di Sciascia, tanto che per un'appassionata di storia come me (è anche il mio lavoro...)è un vero piacere leggerli. Questo manca però di un filo di pathos o forse di uma ...continua

    Sempre documentatissimi i libri di Sciascia, tanto che per un'appassionata di storia come me (è anche il mio lavoro...)è un vero piacere leggerli. Questo manca però di un filo di pathos o forse di umanità, come se l'autore, nello sforzo di rimanere obiettivo e neutrale avesse privato anche i suoi personaggi di sangue e carne, tanto che non riescono ad emergere completamente dalla storia e a rivivere nelle pagine le loro drammatiche vicende.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo saggio, scritto in maniera eccepibile. Una storia vera, studiata e documentata, citata da Manzoni nei Promessi Sposi e ripresa da Sciascia. Una lettura non semplicissima ma molto interessan ...continua

    Un piccolo saggio, scritto in maniera eccepibile. Una storia vera, studiata e documentata, citata da Manzoni nei Promessi Sposi e ripresa da Sciascia. Una lettura non semplicissima ma molto interessante e anche terribile.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia vicina è una strega

    Il libro è un' indagine approfondita su un caso di "presunta stregoneria" letteralmente smontato da Sciascia. Tramite una geniale ricostruzione dei fatti, la vicenda colpisce, fa pensare a quanto freq ...continua

    Il libro è un' indagine approfondita su un caso di "presunta stregoneria" letteralmente smontato da Sciascia. Tramite una geniale ricostruzione dei fatti, la vicenda colpisce, fa pensare a quanto frequente fosse la messa a morte per crimini irreali. Sciascia, con sottile ironia, ragiona sulla stupidità delle persone e sulla crudeltà della chiesa che ha sempre predicato bene ed ha SEMPRE razzolato male. Una lettura davvero soddisfacente.

    ha scritto il 

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