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La svastica sul sole

Di

Editore: Fanucci (Economica Tascabile, 59)

3.9
(4792)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Giapponese , Tedesco , Finlandese , Polacco , Ceco , Chi semplificata

Isbn-10: 8834705629 | Isbn-13: 9788834705629 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizio Nati ; Contributi: Piergiorgio Nicolazzini , Norman Spinrad

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Le forze dell'Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale e l'America è divisa in due parti, l'una asservita al Reich, l'altra ai Giapponesi. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana è dilagato a tal punto da togliere ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a un deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre in Europa l'Italia ha preso le briciole e i Nazisti dalle loro rampe di lancio si preparano a inviare razzi su Marte e bombe atomiche sul Giappone. Mentre sulla costa occidentale degli Stati Uniti i Giapponesi sono ossessionati dagli oggetti del folklore e della cultura americana, gli sconfitti sono protagonisti di piccoli e grandi eventi: l'antiquario collaborazionista con i suoi altolocati clienti, l'artigiano ebreo che gli fornisce falsi oggetti antichi, la maestra di judo che va in cerca di un'impossibile verità, sono tutti legati fra loro dagli eventi che minacciano di far scoppiare il conflitto finale tra Germania e Giappone. E l'intera situazione è orchestrata da due libri: il millenario I Ching, l'oracolo della saggezza cinese, e il best-seller del momento, vietato in tutti i paesi dei Reich, uno strano libro secondo il quale l'Asse sarebbe stato sconfitto dagli Alleati... ma chi è il suo autore e quale storia vivono realmente i protagonisti?
Il capolavoro di Philip K. Dick che interroga il valore della realtà, attraverso l'incubo di una storia alternativa e possibile.
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  • 2

    una mezza delusione...

    Dick si concentra sull’insoddisfazione dei suoi personaggi per analizzare le pieghe di questo nuovo mondo, lanciandosi in lunghi monologhi introspettivi che personalmente ho trovato parecchio pesanti, ...continua

    Dick si concentra sull’insoddisfazione dei suoi personaggi per analizzare le pieghe di questo nuovo mondo, lanciandosi in lunghi monologhi introspettivi che personalmente ho trovato parecchio pesanti, spesso “artefattamente deliranti”.
    Recensione completa su evasioneletteraria com

    ha scritto il 

  • 1

    Forse le aspettative alte visto l'autore? Forse la traduzione fuorviante del titolo, che mi faceva già pregustare una succulenta ucronia? Come che sia, qualcosa non ha funzionato, la scintilla non è s ...continua

    Forse le aspettative alte visto l'autore? Forse la traduzione fuorviante del titolo, che mi faceva già pregustare una succulenta ucronia? Come che sia, qualcosa non ha funzionato, la scintilla non è scattata e lo ricordo come un libro noioso e costruito male, sigh

    ha scritto il 

  • 4

    Sono arrivato alla fine con difficoltà, la scrittura è confusionaria e spesso non rifinita alla perfezione ma non chiedo mica questo ad un romanzo di Dick, proprio lui che era un romanziere di Idee e ...continua

    Sono arrivato alla fine con difficoltà, la scrittura è confusionaria e spesso non rifinita alla perfezione ma non chiedo mica questo ad un romanzo di Dick, proprio lui che era un romanziere di Idee e ne aveva di geniali. In questo romanzo lo spunto ucronico permette di sviluppare la riflessione di Dick sulla Storia e sull'impossibilità di definirne i contorni : esiste una Storia oppure ne esistono molte che si intersecano senza escludersi a vicenda?
    Molto efficaci le frecciatine che sparge, di quà e di là, nel romanzo per criticare aspramente la stupidità della sua epoca e della società americana in cui viveva.
    Non un libro perfetto ma una fonte di interminabili riflessioni; sicuramente un libro che non termina con la chiusura del tomo ma continua nella nostra testa agitando spettri e domande senza risposta.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo romanzo che leggo di questo autore e non mi è affatto dispiaciuto, ma alcuni aspetti mi hanno lasciato perplessa. La premessa forse non è delle più originali (Tedeschi e Giapponesi che hanno ...continua

    Il primo romanzo che leggo di questo autore e non mi è affatto dispiaciuto, ma alcuni aspetti mi hanno lasciato perplessa. La premessa forse non è delle più originali (Tedeschi e Giapponesi che hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale e si sono divisi il resto dei territori conquistati), ma l'idea che in questo mondo ucronico esista anche un libro che descrive come sarebbe stato se avessero vinto invece gli Alleati mi ha incuriosito, e soprattutto mi è piaciuto come è stata portata avanti da Dick, assieme al libro de I Ching che si rivelerà di notevole influenza fino alla fine del romanzo. Mi è dispiaciuto che l'autore non abbia approfondito l'aspetto riguardante la superstrada dell'Imbarcadero per esempio… Nel complesso comunque il libro mi è piaciuto, e non escludo che in futuro io possa leggere altro di questo autore.

    ha scritto il 

  • 3

    La svastica sul sole, ripubblicato anche come L'uomo nell'alto castello, è un romanzo ucronico di Philip K. Dick pubblicato nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo.
    L'autore immagina ...continua

    La svastica sul sole, ripubblicato anche come L'uomo nell'alto castello, è un romanzo ucronico di Philip K. Dick pubblicato nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo.
    L'autore immagina un'ucronia in cui Hitler e l'impero giapponese hanno sconfitto gli alleati nella seconda guerra mondiale, diffondendo il nazismo nel mondo intero, Stati Uniti compresi. In quest'universo alternativo, il destino dell'America ricalca quello della Germania post-1945: è infatti divisa in tre stati, corrispondenti alla costa orientale (sotto controllo tedesco), quella occidentale (controllata dai giapponesi) e gli Stati delle Montagne Rocciose, che fungono da cuscinetto tra gli altri due.
    In primo piano le vicende di un gruppo di personaggi: l'orafo ebreo Frank Frink (il cui vero nome sarebbe Fink, alterato per sfuggire alla caccia dei nazisti), la sua ex-moglie Juliana, insegnante di arti marziali, l'antiquario Childan (che vive servendo i giapponesi, ma ammira segretamente i nazisti), il funzionario nipponico Nobosuke Tagomi e l'uomo d'affari svedese Baynes. Le vite di queste cinque persone entreranno in contatto in modo drammatico, quando verranno coinvolti in una serie di complotti orditi dalle potenze che si sono spartite il mondo (nazismo tedesco e imperialismo giapponese); a tutti verrà però concessa una rivelazione sul mondo in cui vivono e che sembra loro normale, per quanto mostruoso.
    Alcuni critici hanno suggerito che il romanzo di Dick potrebbe essere stato ispirato da It Can't Happen Here, un libro di fantapolitica scritto negli anni '30 da Sinclair Lewis, dove s'ipotizzava che nelle elezioni presidenziali del 1936 avrebbe vinto un demagogo che avrebbe imposto negli Stati Uniti d'America un regime nazifascista. È stato anche ipotizzato che il romanzo di Dick, assieme a quello di Lewis, sia stato fonte d'ispirazione per l'ultimo romanzo di Philip Roth, Il complotto contro l'America, dove si racconta cosa sarebbe successo se le presidenziali del 1940 fossero state vinte dall'aviatore Charles Lindbergh, che simpatizzava per il nazismo. Nel romanzo la storia devia da quella reale il 15 febbraio 1933 con la morte del presidente americano Franklin D. Roosevelt quando il tentato omicidio va a buon fine.
    Conosco poco questo autore, seppur la sua fama, mi è piaciuto il libro, anche se il genere non è proprio quello che mi fa impazzire; questo libro avrebbe dovuto avere dei seguiti poi mai scritti dall’autore, peccato. Sicuramente rileggerò l’autore, magari scegliendo un libro più nelle mie corde per temi, anche se l’argomento affrontato è abbastanza interessante. Promosso, ma con riserva condizionata dai miei gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un secondo tentativo

    Avevo provato a leggere TMITHC in italiano (col famoso e ultra-sensazionalistico titolo "La svastica sul sole") nel 1981, in prima superiore, durante una fase di passione per le ucronie, ma me ne ero ...continua

    Avevo provato a leggere TMITHC in italiano (col famoso e ultra-sensazionalistico titolo "La svastica sul sole") nel 1981, in prima superiore, durante una fase di passione per le ucronie, ma me ne ero stancato presto. Col senno di poi e vista la professione che ho intrapreso nel frattempo, immagino che fosse stata anche colpa di una traduzione non proprio esaltante. Riprovo ora (o meglio, riproverò non appena potrò iniziare a leggerlo), sperando che l'originale mi prenda di più e mi spinga a riscoprire sul serio PKD.
    Aggiornamento del 2 marzo 2015, a libro finalmente letto: sì, mi ha preso, anche e soprattutto se confrontato al /pilot/ (tecnicamente anche ben fatto, ma narrativamente grossolano) dell'adattamento TV che Amazon Film ha ordinato. Lì nazisti dell'Illinois e immagini a effetto, qui giapponesi zen e la sottile follia di PKD.

    ha scritto il 

  • 2

    il nazismo alla radio

    A dispetto della fama e dell'aspettativa che mi ero creata, questo libro mi ha delusa.
    La tematica mi sembrava assolutamente interessante: il nazismo che esce vincitore dalla seconda guerra mondiale e ...continua

    A dispetto della fama e dell'aspettativa che mi ero creata, questo libro mi ha delusa.
    La tematica mi sembrava assolutamente interessante: il nazismo che esce vincitore dalla seconda guerra mondiale e Germania e Giappone che si dividono il mondo. Speravo che la storia sarebbe entrata nel sistema e nel nuovo modo di vivere della gente dei paesi assoggettati, invece Dick si mantiene molto all'esterno, dandoci protagonisti non all'altezza e una visione troppo aerea.
    A parte per un paio di momenti e riflessioni, mi ha abbastanza annoiata.

    ha scritto il 

  • 3

    Provaci ancora, Philip.

    Probabilmente le attese e la curiosità erano decisamente alte, per cui nel corso della lettura ed in particolare al termine della stessa, quella sensazione di legger a delusione resta giustificata da ...continua

    Probabilmente le attese e la curiosità erano decisamente alte, per cui nel corso della lettura ed in particolare al termine della stessa, quella sensazione di legger a delusione resta giustificata da questo.
    Eppure, al di là di ciò, riflettendoci, son sempre più convinto che questa percezione al ribasso sia stata molto più oggettiva di quanto pensi. L'escamotage dei diversi protagonisti intrecciati tra loro in maniera talvolta debole, con il loro vissuto parallelo di un mondo distopico, non è stato per nulla convincente. Che Dick non sia stato un drago nell'estetica narrativa era fatto abbastanza noto. Ciò che invece mi ha colpito è la mancanza sostanziale di un tessuto romanzato consistente. Tutto sembra piuttosto forzato, i nazisti sempre lo specchio di quanto la storia ci ha insegnato, mentre i giapponesi risultano un popolo giano bifronte, con da un lato la razionalità e la forza che gli ha fatto vincere la guerra, dall'altro l'esoticità tutta orientale di una spiritualità quasi incomprensibile per un occidentale e che sfocia nell'imposizione più o meno esplicita di un'interpretazione della realtà attraverso il Libro dei Mutamenti. Così leggi di tutti questi personaggi che si affidano al testo orientale per interpretare, attraverso domande piuttosto cretine, la loro realtà, il loro futuro, le scelte di vita con il loro orientamento. Sono ad un incrocio, che faccio, vado a destra o sinistra? Mo' lancio una monetina col buco in mezzo, quattro bastoncini che male non fanno mai e vedo che viene fuori in termini di esagramma (senza offesa per chi crede nell'I Ching). Il risultato è una fesseria di frase confrontabile con i baci perugina (ecco da dove vengono fuori quelle cazzate, vorrei che pagassero anche me per scriverle) che altro non comporta se non la ridicolizzazione di un libro che per la cultura di origine, per inciso cinese e non giapponese, forse assume una dimensione non molto chiara ad un occidentale che mangia la pasta con il sugo di carne cotto almeno 2 ore.
    Detto questo, il libro è decisamente godibile, un bel tentativo da parte di Dick di immaginare una realtà alternativa. Certo, l'idea del taxi a pedale mentre al suo fianco sfrecciano automobili non regge molto, visto che i giapponesi tutto mi sembrano fuorché gente che non evolve alla svelta. Diamogli della macchine tedesche che forse è più credibile. Il meglio del libro è nell'idea finale, ovvero una sostanziale confusione tra quella che sembra la realtà vissuta (l'asse che ha vinto la seconda guerra mondiale) con una realtà parallela che pare descritta solo nel libro di un visionario (gli Alleati che INVECE hanno vinto la guerra).

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi capita mai di non avere un giudizio secco, preciso, su qualcosa che ho letto.
    Questo libro, invece, mi lascia così, appeso, nell'impossibilità di definirlo.
    Un buon libro, ma non un grande libr ...continua

    Non mi capita mai di non avere un giudizio secco, preciso, su qualcosa che ho letto.
    Questo libro, invece, mi lascia così, appeso, nell'impossibilità di definirlo.
    Un buon libro, ma non un grande libro.
    Una trama intrigante, ma , sostanzialmente, noiosa.
    Il voto è degno di un democristiano, 3 stelline per non dover scegliere tra 2 o 4.

    ha scritto il 

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