La svastica sul sole

Di

Editore: Fanucci

3.8
(5070)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Giapponese , Tedesco , Finlandese , Polacco , Ceco , Chi semplificata

Isbn-10: 8834712552 | Isbn-13: 9788834712559 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Stati Uniti d'America, 1962. La schiavitù è di nuovo legale, i pochi ebreisopravvissuti si nascondono dietro falsi nomi, la California è asservita alGiappone. Vent'anni prima l'asse ha vinto la seconda guerra mondiale, e si èspartito l'America. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credodella superiorità razziale ariana ha soffocato ogni volontà o possibilità diriscatto. L'Africa è ridotta a deserto, vittima di una soluzione radicale disterminio, mentre l'Italia ha ottenuto solo le briciole dell'immenso poteredell'Europa. Il libro è una riedizione del romanzo pubblicato in origine conil titolo "L'uomo nell'alto castello".
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  • 4

      閱讀菲利浦‧迪克(以下簡稱PKD)的小說,從來不會是愉快的體驗。他擅長模糊真實與虛假的邊界,強迫讀者去意識那些寧可不去意識的事物,例如他在《銀翼殺手》(Do Androids Dream of Electric Sheep)裡弭平人與機器人的差異,探問生命的本質;於《攔截記憶碼》(We Can Remember It for You Wholesale)中切斷記憶與過去的連結,思索甚麼是真實。 ...continua

      閱讀菲利浦‧迪克(以下簡稱PKD)的小說,從來不會是愉快的體驗。他擅長模糊真實與虛假的邊界,強迫讀者去意識那些寧可不去意識的事物,例如他在《銀翼殺手》(Do Androids Dream of Electric Sheep)裡弭平人與機器人的差異,探問生命的本質;於《攔截記憶碼》(We Can Remember It for You Wholesale)中切斷記憶與過去的連結,思索甚麼是真實。而在《高堡奇人》(The Man in the High Castle)的故事,PKD將平行世界的書寫手法,引入科幻小說的創作領域(這影響許多後繼的作品,但本書的價值絕不只如此),在歷史符號的虛實交錯中,挖掘藏在歷史「事實」背後的社會運行與人類本性。

      《高堡奇人》故事背景為軸心國戰勝二戰,之後日德瓜分世界,美國東西岸分屬兩家,形成彼此對峙的局面。戰後15年,德國總理鮑曼(Martin Bormann)過世,納粹黨人互相爭奪權力,全面性戰爭一觸即發。在這動盪時刻的前後,一群典型PKD式的小人物努力生活著:骨董商Childan積極擴展業務,期望做筆大生意;因故失業的Frank與友人McCarthy開始創業,想藉由手工首飾開創新商機;間諜Baynes以瑞典貿易商的身分來訪,試圖傳達重要情報;貿易代表Tagomi奉命接待Baynes;Frank的前妻Juliana與新結交的Joe旅行,準備建立一段新關係。這些腳色在各層面撐起這虛構的歷史,讓種種描述顯得真實,但PKD的小說不會只有如此,藉由書中書《沉重蚱蜢》(The Grasshopper Lies Heavy)描述同盟國戰勝版本的虛假史實,讓看似確實的故事,又變成不安定的文本。

      有史家認為歷史是集體記憶,而記憶之於過去本來就真假參雜。高堡一書架空歷史的手法,乾脆地避免文字與真實間的曖昧,能更深入大屠殺造成的傷痕。PKD僅僅寫下納粹的非洲實驗、提到Frank因猶太人身分將被送返德國的恐懼、以及Joe祕密身分的揭露,讀者的共享記憶就能接手,補上殘酷的種族清洗,或是集中營的虐待行為,這些留白比詳盡描述更為恐怖,令人背景發寒血液凍結。而德國是勝利者的設定,對知名納粹人物的描寫,讓他們與戰爭的惡行脫離,免於「勝利者永遠是法官,敗者永遠是被告」的指控。然後種族優越所產生的集體罪惡,更強烈的凸顯出來。在歐洲困於難民問題、美國沙文主義政客川普崛起的現在,這樣的批判更顯得珍貴。

      作為德國的對照,日本秉持人道主義,不追殺部迫害佔領區內的其他民族,看是理性和平的一方,但其統治本質仍是歧視,只是更隱晦含蓄。販售仿製歷史物件的商店,日本人對當地手工藝的讚賞,是基於異國情調的想像;美國人對日本文化的憧憬、使用易經進行占卜,可見文化霸權之影響。若將種種文化符號代換成美國,這些情節不就是現實世界中,各國面對美國文明的喜愛、自卑和憤怒等情感。PKD雖然喜好東方思想(尤其是易經),但在此書中的日本帝國,或許更接近抽換文化元素的現實美國,而非現實的日本。Betty與Paul接待Childan那種不自覺的自信,也可以視為美國白人對少數族群的態度。儘管沒有納粹,民族優越感和社會壓迫仍然無所不在。

      PKD長年苦於生活,經濟困頓,甚至曾買貓罐頭果腹。作家部分的現實性格滲入筆下的腳色中,形成一種PKD式的平凡人物:他們總是無足輕重,不能改變甚麼,也不會試圖對抗制度,只是緊緊的攀附在社會中,避免自己被這變動不定的世界甩下,而他們也有往往有種敏銳度或偏執,所以能在混亂的故事中,察覺世界的不對勁。

      高堡的背景中,日德的統治都不友善,處處可見生活的壓力,不論是Childan對日本人的逢迎討好,或是Frank猶太人身分帶來的擔憂,還是Juliana面對納粹保安處特工(SD man)的恐懼,以及Tagomi對政局變動的不安,他們總是能在困境中展現出韌性,努力求存,並藉由《沉重蚱蜢》和《易經》看見世界的荒謬,得到一點真實。而故事最後登場的蚱蜢一書作者,雖然寫出這本帶有反抗意味的書,實際上卻毫無想法,居住的也是平凡住家,而非傳聞中戒備森嚴的堡壘,和上述人物形成強烈對比。

      《沉重蚱蜢》和《易經》是貫穿全書的兩個重要機關,也構成高堡故事要探討的母題之一:我們可以知道關於真實的甚麼(這也是所有PKD作品的母題)。蚱蜢書中描述看似真實的歷史,但隨著情節推展,讀者漸漸地發覺那也是謊言。雖然同盟國獲勝了,但是英國取代德國(或現實中的蘇聯),與美國進行冷戰,執行嚴苛的種族政策。書中腳色對此有相信、有存疑、也有強烈反對同盟國勝利的描述。儘管他們是以虛構反駁虛構,但是處於真實歷史中的我,又如何能分辨哪些文本是誠實的,那些只是蚱蜢書在這世界的投射。PKD在此拋給讀者一連串的難題,人們想要的都是真實嗎?還是追求如Childan販售的假文物,只要夠多人認同,就能產生價值;或是像是Frank製作的首飾,只要有權威人士建構出它為何珍貴的理論,就能珍重地對待他。人們有辦法承受真實嗎?還是會像Tagomi無意走進的那個真實酒吧後,只想逃回虛構的世界,或是乾脆的自殺。

      高堡奇人是我看過的PKD小說最喜歡的,裡面有PKD風格的虛實交錯,堅韌的平凡人物,又包羅值得思索挖掘的議題,不過這種大份量的沉重作品,還是久久看一本就好。

    ha scritto il 

  • 4

    La svastica sul sole è un romanzo di fantascienza di Philip K. Dick del 1962, ristampato ultimamente da Fanucci, e racconta un presente alternativo in cui i giapponesi imperiali e i nazisti tedeschi h ...continua

    La svastica sul sole è un romanzo di fantascienza di Philip K. Dick del 1962, ristampato ultimamente da Fanucci, e racconta un presente alternativo in cui i giapponesi imperiali e i nazisti tedeschi hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale e si sono spartiti il mondo e gli Stati Uniti d’America.

    http://www.armadillofurioso.it/la-svastica-sul-sole-di-philip-k-dick-una-spiegazione-possibile/

    ha scritto il 

  • 3

    La Recensione di Terre di Confine

    “…erano riusciti (NdR: i tedeschi) a malapena a vincere la guerra (NdR: la Seconda Guerra Mondiale), e a un tratto si erano lanciati alla conquista del sistema solare […] In definitiva avevano avuto s ...continua

    “…erano riusciti (NdR: i tedeschi) a malapena a vincere la guerra (NdR: la Seconda Guerra Mondiale), e a un tratto si erano lanciati alla conquista del sistema solare […] In definitiva avevano avuto successo con gli ebrei, con gli zingari e con gli studiosi della Bibbia. E gli slavi erano stati ricacciati indietro di duemila anni […] Ma l’Africa […] laggiù i nazisti avevano mostrato dell’autentico genio […] Il Mediterraneo chiuso, prosciugato, trasformato in terreno coltivabile per mezzo dell’energia atomica […] Il ben noto, vigoroso saggio di Rosenberg era stato pubblicato nel 1958: in quell’occasione era stata pronunciata per la prima volta la parola. Per quanto riguarda la Soluzione Finale del problema africano, abbiamo quasi raggiunto i nostri obiettivi […] c’erano voluti duecento anni per liberarsi degli aborigeni americani, e la Germania, in Africa, ce l’aveva fatta in quindici anni”.
    Questa breve citazione già ben chiarisce dove sta precipitando il mondo immaginato nel 1962 da Philip K. Dick ne La Svastica sul Sole (in italiano ora lo si trova anche come L’Uomo nell’Alto Castello, traduzione fedele del titolo originale The Man in the High Castle).

    La Triplice – cioè Germania e Giappone con l’Italia in secondo piano – ha vinto. Chiarisco subito che non siamo dentro quel filone di ‘fanta-revisionismo storico’ dove si immagina come sarebbe bello un mondo in mano ai nazisti. Di certo Dick non ha alcuna simpatia per loro. Semmai nel romanzo ne emerge un po’ per i Giapponesi, spiegata dal fascino che la cultura orientale esercitava sull’autore, e forse da altri due motivi: una certa disinformazione sui crimini di guerra nipponici e un senso di colpa (inconscio?) per ciò che gli Americani avevano fatto ai concittadini di origine giapponese dopo Pearl Harbor: deportati in massa nei campi di concentramento.

    Il romanzo è ambientato negli ex Stati Uniti, ora divisi in due zone distinte sotto i Tedeschi e sotto i Giapponesi. Qui circola clandestinamente un libro, ‘La cavalletta non si alzerà più’, dove Hawthorne Abendsen immagina che Germania e Giappone abbiano perso la guerra; questa contro-storia alimenta una ribellione ora sotterranea e ora esplicita. Ma l’ucronia nell’ucronia – ovvero il romanzo di Abendsen – non è banalmente il ‘nostro’ piano temporale (insomma il mondo nel quale Dick viveva), ci sono differenze importanti… E questi ‘patrioti’ non sono certo gente magnifica: Dick li descrive come spesso affascinati dalle idee naziste e razzisti nel profondo.

    Questo libro, complesso per i molti sottintesi (e sottotesti) eppure di facile e piacevole lettura, non è l’unico del genere:

    Per la Recensione Completa: http://www.terrediconfine.eu/la-svastica-sul-sole/

    ha scritto il 

  • 4

    Bello!

    La costruzione della realtà ucronica è perfetta: ogni aspetto rappresentato è allo stesso tempo conturbante e molto credibile.
    Invece l'incastro della storia mi è piaciuto meno: le vite dei personaggi ...continua

    La costruzione della realtà ucronica è perfetta: ogni aspetto rappresentato è allo stesso tempo conturbante e molto credibile.
    Invece l'incastro della storia mi è piaciuto meno: le vite dei personaggi si intrecciano bene, ma ci sono dei passaggi un po' noiosi e forse inutili.
    Il finale è grandioso.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo di più

    Sinceramente credevo in un lavoro diverso, forse con più azione e più dettagli sul mondo poco descritto. Peccato, perché gli spunti ci sono, l'idea è intelligente, ma poco approfondita, non mi sembra ...continua

    Sinceramente credevo in un lavoro diverso, forse con più azione e più dettagli sul mondo poco descritto. Peccato, perché gli spunti ci sono, l'idea è intelligente, ma poco approfondita, non mi sembra nemmeno molto scorrevole, con questo continuo salto da un personaggio all'altro. Alla fine l'ho trovato abbastanza noioso.

    ha scritto il 

  • 2

    non come mi aspettavo

    Forse è colpa mia che mi aspettavo una storia diversa ma sono rimasta un po delusa. Mi aspettavo una maggior descrizione e approfondimento di come sarebbe stato il mondo se avessero vinto i nazisti e ...continua

    Forse è colpa mia che mi aspettavo una storia diversa ma sono rimasta un po delusa. Mi aspettavo una maggior descrizione e approfondimento di come sarebbe stato il mondo se avessero vinto i nazisti e i giapponesi invece si tratta più che altro di storie individuali in cui la società si intuisce poco e rimane nello sfondo. Non ho capito il riferimento continuo agli i-cin e il finale mi ha deluso.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente. Mi aspettavo più azione, almeno una prospettiva che esternasse un minimo di malessere rispetto ad uno status-quo da sovvertire a qualsiasi costo. Invece si parla di personaggi quasi tutti d ...continua

    Deludente. Mi aspettavo più azione, almeno una prospettiva che esternasse un minimo di malessere rispetto ad uno status-quo da sovvertire a qualsiasi costo. Invece si parla di personaggi quasi tutti depressi e deprimenti nella loro rassegnazione alla dittatura nazista. Meno male che é andata diversamente. O no?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Premesso che non posso essere obiettiva con Dick, perché mi suscita sempre troppe reazioni e pensieri, ho letto “La svastica” per la serata distopica di aNobii-Librarsi, se no forse avrei continuato a ...continua

    Premesso che non posso essere obiettiva con Dick, perché mi suscita sempre troppe reazioni e pensieri, ho letto “La svastica” per la serata distopica di aNobii-Librarsi, se no forse avrei continuato a rimandare, poco attratta dal contesto nazista. All’inizio mi sembrava mancasse qualcosa di suo, perché sono stata colpita più dal tentativo di descrivere un quadro storico coerente e ben delineato, per cui personalmente credo ad un Dick impegnato in un lungo studio, ma a scapito forse dei suoi colpi di genio e delle sue intuizioni…. Cioè, non che non ci siano, mi sono sembrati diversi e mi hanno spiazzato… così ero confusa e ho dovuto pensarci su….
    Dunque (compatibilmente con la mia ignoranza aggravata da apocalittici vuoti di memoria) io concordo con l’ipotesi di un quadro storico ben ricostruito e di un futuro alternativo narrato credibile e coerente in cui l’Asse ha vinto la seconda guerra mondiale. Questo viene in realtà spiegato tra le righe della narrazione vera e propria, che non tocca la grande Storia, ma svariate micro storie personali: non c’è un protagonista, ma una serie di personaggi che ci rendono alquanto bene l’atmosfera della quotidianità della vita sotto regime di un paese occupato (l’America). Una quotidianità quasi normale per certi versi, di cui solo i pensieri dei personaggi, le loro emozioni sono densi e claustrofobici. L’orrore nazista è più volte dichiarato, ma è più o meno lontano, svolgendosi la vicenda nella parte dominata dai Giapponesi. A questo proposito concordo con quanto esposto nella prefazione di Pagetti: il nazismo vincitore e dominatore non è considerato negli aspetti socio-economico-politici, ma con una visione mitica da “Crepuscolo degli idoli”, essi non percepiscono l'orrore che perpetrano nell'hic et nunc perché per i tedeschi nazisti “la realtà è invisibile”, percepiscono solo “un’astrazione”: l’ideale ariano si è così imposto in massimo grado, i non ariani si modificano fisicamente per sembrare tali, non solo i pochi ebrei viventi cambiano nome e tratti per sopravvivere. Inoltre la superiorità dei tedeschi è anche tecnologica, quindi anche nei confronti degli alleati, i raffinati e ambigui giapponesi, dominatori più ideologici che militari e gli italiani, relegati al controllo di un Mediterraneo bonificato per essere coltivato: i razzi tedeschi permettono spostamenti ultraveloci sulla terra nonché la pianificazione della conquista dello spazio e inoltre sono gli unici a possedere l’atomica.
    DI SEGUITO SPOILER:
    L'opposizione al nazismo è tutto sommato debole e poco convinta (per paura, ma anche rassegnazione o adattamento) anche se Juliana ammazzerà il suo amante/spia e deciderà di andare fino in fondo nel tentativo di scoprire la verità, e il sig Tagomi sventerà l'irruzione di inviati nazisti a uccidere il sig. Baynes e si rifiuterà di firmare il mandato di estradizione di Frink e il sig. Baynes sceglierà di “tradire” la sua patria per favorire le istanze meno folli e, nonostante i rischi, di tornare in patria a vedere che accadrà;
    gli alleati non sono tecnologicamente all’altezza, se i tedeschi riusciranno ad attuarla, l’operazione “Dente di leone” sembra destinata inevitabilmente al successo. Il finale dunque è aperto, sospeso, potrebbe verificarsi “la terza follia mondiale”, come la chiama il sig. Baynes, arrivare a una sorta di olocausto definitivo e una susseguente espansione di tale follia nello spazio.
    Fin qui più o meno la parte lineare della storia.
    A confondere la realtà delle cose, ad aggiungere diversi piani di lettura, Dick si inventa un libro dentro il libro, vietatissimo dal Reich e tollerato nella parte giapponese, “The grasshooper lies heavy”(La cavalletta), in cui si descrive una realtà storica diversa, presupponendo un mondo in cui gli Alleati hanno vinto il conflitto. Per confondere ulteriormente i diversi piani, questa realtà narrata ne “La cavalletta” (letta e commentata da alcuni personaggi) è sensibilmente differente dalla nostra, per cui il Comunismo è stato comunque sconfitto sia dai nazisti della storia de “La svastica”, sia dagli Americani/Inglesi vincitori e dominatori del mondo narrato ne “La cavalletta" e in guerra fredda tra di loro.
    Questo libro nel libro muove alcune vicende importanti, Juliana, Cinnadella, ci porta al suo scrittore, “l’uomo nell’alto castello” e alla conclusione che svela una verità sconvolgente e che apre una possibile seconda via per il finale aperto (pare che Dick prevedesse un seguito, e che ne abbia scritto in realtà alcuni capitoli, dove il diaframma delle due realtà presentate viene valicato da alcuni personaggi).
    A confondere ulteriormente le cose c’è un secondo libro nel romanzo che muove questioni importanti: l’”I-ching” che è stato importato dai dominatori giapponesi nelle Americhe e sia i giapponesi che moltissimi americani lo consultano per decidere le proprie azioni. Come se non bastasse proprio questo libro è protagonista della rivelazione finale, per cui “La cavalletta” è stato praticamente dettato allo scrittore dall’I-ching, così, come pare, Dick lo abbia consultato per scrivere “La svastica”.
    Quindi esistono:
    3 differenti piani di realtà (quella del romanzo, quella del romanzo nel romanzo e quella che viviamo noi lettori);
    e 3 libri a cascata: l’I-ching che genera il libro scritto da Dick (La svastica), in cui a sua volta genera “La cavalletta”.
    Queste continue confusioni di piani di lettura suggeriscono lo straniamento moderno dove non si sa più quale sia la realtà, controllata e forse variata dai dominatori: il male è trasversale, si può ipotizzare che anche nella nostra realtà la sconfitta dell’asse ha fatto sì che però questo male sia successivamente perpetuato dai vincitori (nella realtà del romanzo anche la Germania nazista userà l’atomica sul Giappone come gli Stati Uniti?)
    Si può altresì ipotizzare che il soggiogamento degli americani ai giapponesi (se non addirittura ai nazisti) evidente nel romanzo corrisponda al soggiogamento culturale del nostro mondo reale agli americani e di ritorno, come gli americani amano l’arte antica europea e cercano di accaparrarsela, i giapponesi vincitori del conflitto ammirano e bramano possedere i cimeli della storia americana nel romanzo (dall’accendino di Roosevelt all’orologio con Topolino..).
    L’ultima considerazione è proprio sull’arte: oltre alla spiritualità dell’I-Ching è proprio l’arte l’altro elemento salvifico del romanzo. Così contro la propagazione di falsi cimeli americani, Frink e il socio, dopo essersi ribellati al datore di lavoro, decidono di intraprendere una strada nuova con la creazione di oggetti in cui investire tutta la loro abilità artigiana. La politica e l’economia non possono essere salvifici in nessuno dei mondi possibili (né il nostro, né quelli nel romanzo), mentre possono diventarlo invece gli oggetti d’arte con un crescendo dall’antiquariato-che si rivela falso- all’artigianato/arte originale e creativa infusa di “wu (saggezza) cosicché Frink salva Tagomi (e forse anche Childan) che a sua volta salva Frink e Abendsen scrive il libro che disvela la verità a Juliana che salva Abendsen, nell’ennesimo gioco di specchi, di piani, di meandri, di sillogismi, di andirivieni tra tesi e antitesi che Dick non riesce a portare mai a sintesi.
    Ma è sempre bello naufragare nel suo mare

    ha scritto il 

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