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La svastica sul sole

Di

Editore: Fanucci

3.9
(4746)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Giapponese , Tedesco , Finlandese , Polacco , Ceco , Chi semplificata

Isbn-10: 8834712552 | Isbn-13: 9788834712559 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Stati Uniti d'America, 1962. La schiavitù è di nuovo legale, i pochi ebreisopravvissuti si nascondono dietro falsi nomi, la California è asservita alGiappone. Vent'anni prima l'asse ha vinto la seconda guerra mondiale, e si èspartito l'America. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credodella superiorità razziale ariana ha soffocato ogni volontà o possibilità diriscatto. L'Africa è ridotta a deserto, vittima di una soluzione radicale disterminio, mentre l'Italia ha ottenuto solo le briciole dell'immenso poteredell'Europa. Il libro è una riedizione del romanzo pubblicato in origine conil titolo "L'uomo nell'alto castello".
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  • 3

    La svastica sul sole, ripubblicato anche come L'uomo nell'alto castello, è un romanzo ucronico di Philip K. Dick pubblicato nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo.
    L'autore immagina ...continua

    La svastica sul sole, ripubblicato anche come L'uomo nell'alto castello, è un romanzo ucronico di Philip K. Dick pubblicato nel 1962 e vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo.
    L'autore immagina un'ucronia in cui Hitler e l'impero giapponese hanno sconfitto gli alleati nella seconda guerra mondiale, diffondendo il nazismo nel mondo intero, Stati Uniti compresi. In quest'universo alternativo, il destino dell'America ricalca quello della Germania post-1945: è infatti divisa in tre stati, corrispondenti alla costa orientale (sotto controllo tedesco), quella occidentale (controllata dai giapponesi) e gli Stati delle Montagne Rocciose, che fungono da cuscinetto tra gli altri due.
    In primo piano le vicende di un gruppo di personaggi: l'orafo ebreo Frank Frink (il cui vero nome sarebbe Fink, alterato per sfuggire alla caccia dei nazisti), la sua ex-moglie Juliana, insegnante di arti marziali, l'antiquario Childan (che vive servendo i giapponesi, ma ammira segretamente i nazisti), il funzionario nipponico Nobosuke Tagomi e l'uomo d'affari svedese Baynes. Le vite di queste cinque persone entreranno in contatto in modo drammatico, quando verranno coinvolti in una serie di complotti orditi dalle potenze che si sono spartite il mondo (nazismo tedesco e imperialismo giapponese); a tutti verrà però concessa una rivelazione sul mondo in cui vivono e che sembra loro normale, per quanto mostruoso.
    Alcuni critici hanno suggerito che il romanzo di Dick potrebbe essere stato ispirato da It Can't Happen Here, un libro di fantapolitica scritto negli anni '30 da Sinclair Lewis, dove s'ipotizzava che nelle elezioni presidenziali del 1936 avrebbe vinto un demagogo che avrebbe imposto negli Stati Uniti d'America un regime nazifascista. È stato anche ipotizzato che il romanzo di Dick, assieme a quello di Lewis, sia stato fonte d'ispirazione per l'ultimo romanzo di Philip Roth, Il complotto contro l'America, dove si racconta cosa sarebbe successo se le presidenziali del 1940 fossero state vinte dall'aviatore Charles Lindbergh, che simpatizzava per il nazismo. Nel romanzo la storia devia da quella reale il 15 febbraio 1933 con la morte del presidente americano Franklin D. Roosevelt quando il tentato omicidio va a buon fine.
    Conosco poco questo autore, seppur la sua fama, mi è piaciuto il libro, anche se il genere non è proprio quello che mi fa impazzire; questo libro avrebbe dovuto avere dei seguiti poi mai scritti dall’autore, peccato. Sicuramente rileggerò l’autore, magari scegliendo un libro più nelle mie corde per temi, anche se l’argomento affrontato è abbastanza interessante. Promosso, ma con riserva condizionata dai miei gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un secondo tentativo

    Avevo provato a leggere TMITHC in italiano (col famoso e ultra-sensazionalistico titolo "La svastica sul sole") nel 1981, in prima superiore, durante una fase di passione per le ucronie, ma me ne ero ...continua

    Avevo provato a leggere TMITHC in italiano (col famoso e ultra-sensazionalistico titolo "La svastica sul sole") nel 1981, in prima superiore, durante una fase di passione per le ucronie, ma me ne ero stancato presto. Col senno di poi e vista la professione che ho intrapreso nel frattempo, immagino che fosse stata anche colpa di una traduzione non proprio esaltante. Riprovo ora (o meglio, riproverò non appena potrò iniziare a leggerlo), sperando che l'originale mi prenda di più e mi spinga a riscoprire sul serio PKD.
    Aggiornamento del 2 marzo 2015, a libro finalmente letto: sì, mi ha preso, anche e soprattutto se confrontato al /pilot/ (tecnicamente anche ben fatto, ma narrativamente grossolano) dell'adattamento TV che Amazon Film ha ordinato. Lì nazisti dell'Illinois e immagini a effetto, qui giapponesi zen e la sottile follia di PKD.

    ha scritto il 

  • 2

    il nazismo alla radio

    A dispetto della fama e dell'aspettativa che mi ero creata, questo libro mi ha delusa.
    La tematica mi sembrava assolutamente interessante: il nazismo che esce vincitore dalla seconda guerra mondiale e ...continua

    A dispetto della fama e dell'aspettativa che mi ero creata, questo libro mi ha delusa.
    La tematica mi sembrava assolutamente interessante: il nazismo che esce vincitore dalla seconda guerra mondiale e Germania e Giappone che si dividono il mondo. Speravo che la storia sarebbe entrata nel sistema e nel nuovo modo di vivere della gente dei paesi assoggettati, invece Dick si mantiene molto all'esterno, dandoci protagonisti non all'altezza e una visione troppo aerea.
    A parte per un paio di momenti e riflessioni, mi ha abbastanza annoiata.

    ha scritto il 

  • 3

    Provaci ancora, Philip.

    Probabilmente le attese e la curiosità erano decisamente alte, per cui nel corso della lettura ed in particolare al termine della stessa, quella sensazione di legger a delusione resta giustificata da ...continua

    Probabilmente le attese e la curiosità erano decisamente alte, per cui nel corso della lettura ed in particolare al termine della stessa, quella sensazione di legger a delusione resta giustificata da questo.
    Eppure, al di là di ciò, riflettendoci, son sempre più convinto che questa percezione al ribasso sia stata molto più oggettiva di quanto pensi. L'escamotage dei diversi protagonisti intrecciati tra loro in maniera talvolta debole, con il loro vissuto parallelo di un mondo distopico, non è stato per nulla convincente. Che Dick non sia stato un drago nell'estetica narrativa era fatto abbastanza noto. Ciò che invece mi ha colpito è la mancanza sostanziale di un tessuto romanzato consistente. Tutto sembra piuttosto forzato, i nazisti sempre lo specchio di quanto la storia ci ha insegnato, mentre i giapponesi risultano un popolo giano bifronte, con da un lato la razionalità e la forza che gli ha fatto vincere la guerra, dall'altro l'esoticità tutta orientale di una spiritualità quasi incomprensibile per un occidentale e che sfocia nell'imposizione più o meno esplicita di un'interpretazione della realtà attraverso il Libro dei Mutamenti. Così leggi di tutti questi personaggi che si affidano al testo orientale per interpretare, attraverso domande piuttosto cretine, la loro realtà, il loro futuro, le scelte di vita con il loro orientamento. Sono ad un incrocio, che faccio, vado a destra o sinistra? Mo' lancio una monetina col buco in mezzo, quattro bastoncini che male non fanno mai e vedo che viene fuori in termini di esagramma (senza offesa per chi crede nell'I Ching). Il risultato è una fesseria di frase confrontabile con i baci perugina (ecco da dove vengono fuori quelle cazzate, vorrei che pagassero anche me per scriverle) che altro non comporta se non la ridicolizzazione di un libro che per la cultura di origine, per inciso cinese e non giapponese, forse assume una dimensione non molto chiara ad un occidentale che mangia la pasta con il sugo di carne cotto almeno 2 ore.
    Detto questo, il libro è decisamente godibile, un bel tentativo da parte di Dick di immaginare una realtà alternativa. Certo, l'idea del taxi a pedale mentre al suo fianco sfrecciano automobili non regge molto, visto che i giapponesi tutto mi sembrano fuorché gente che non evolve alla svelta. Diamogli della macchine tedesche che forse è più credibile. Il meglio del libro è nell'idea finale, ovvero una sostanziale confusione tra quella che sembra la realtà vissuta (l'asse che ha vinto la seconda guerra mondiale) con una realtà parallela che pare descritta solo nel libro di un visionario (gli Alleati che INVECE hanno vinto la guerra).

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi capita mai di non avere un giudizio secco, preciso, su qualcosa che ho letto.
    Questo libro, invece, mi lascia così, appeso, nell'impossibilità di definirlo.
    Un buon libro, ma non un grande libr ...continua

    Non mi capita mai di non avere un giudizio secco, preciso, su qualcosa che ho letto.
    Questo libro, invece, mi lascia così, appeso, nell'impossibilità di definirlo.
    Un buon libro, ma non un grande libro.
    Una trama intrigante, ma , sostanzialmente, noiosa.
    Il voto è degno di un democristiano, 3 stelline per non dover scegliere tra 2 o 4.

    ha scritto il 

  • 5

    un capolavoro

    questo libro sa coinvolgerti a tal punto da cominciare a pensare che sia la tua realtà quella finta. L' autore fa un racconto talmente lucido e impreziosito da realistici particolari, da dare la vera ...continua

    questo libro sa coinvolgerti a tal punto da cominciare a pensare che sia la tua realtà quella finta. L' autore fa un racconto talmente lucido e impreziosito da realistici particolari, da dare la vera impressione di cosa sarebbe stato se...
    La politica, la vita, i modi e la cultura dei protagonisti sono giustificati in maniera così giusta, che è quasi come guardare un vero universo parallelo.
    Quest' opera ha molti livelli di lettura. Va letta con attenzione.
    Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 2

    Per qualche grammo di noia

    Criticare un libro così imponente - e parlo di reputazione - non è affare semplice da gestire. E a dirla tutta, neanche io mi aspettavo di ritrovarmi a scardinarlo così... in cinque minuti.
    La verità ...continua

    Criticare un libro così imponente - e parlo di reputazione - non è affare semplice da gestire. E a dirla tutta, neanche io mi aspettavo di ritrovarmi a scardinarlo così... in cinque minuti.
    La verità è che questo libro mi ha delusa.
    Magari l'avessi letto non aspettandomi nulla. Magari...
    Forse avrebbe incontrato i miei gusti. Mi avrebbe rapita. Si sarebbe imposto come credevo che avrebbe fatto a prescindere. Un po' come le cattive notizie che ti piombano addosso quando scelgono loro, che tu lo voglia o no.
    E invece mi son ritrovata a non mandarlo giù come credevo questo librino.
    Già siam partiti un po' a rilento, con i personaggi che non riuscivano ad imporsi. La catarsi che arriva sempre dopo pagina 60, ma stavolta zoppicava un po'.
    E poi... se devo spargere anche l'ultima manciata di cenere sul capo (perché lo ammetto, per i seguaci di Filippo, che la colpa magari è solo mia che non so apprezzare questo capolavoro) l'ho trovato noioso. Guizzi ce ne sono, intendiamoci. Ma non mi aspettavo di annoiarmi.
    Quindi, a posteriori, forse avrei davvero dovuto lanciarmi su "A senso inverso". Ma la vita è fatta di scelte.

    ha scritto il 

  • 4

    L'unico difetto di questo romanzo è...la fine troppo affrettata! (e la scelta del titolo italiano, che nulla ha a che vedere con l'originale). Ma probabilmente sarebbe stato difficile andare oltre. ...continua

    L'unico difetto di questo romanzo è...la fine troppo affrettata! (e la scelta del titolo italiano, che nulla ha a che vedere con l'originale). Ma probabilmente sarebbe stato difficile andare oltre.

    ha scritto il 

  • 3

    Capolavoro incompiuto

    Il romanzo presenta un mondo alternativo dominato dai tedeschi e dai giapponesi vincitori della seconda Guerra Mondiale. Il contesto geopolitico è tratteggiato molto bene, ma molto è lasciato all'imma ...continua

    Il romanzo presenta un mondo alternativo dominato dai tedeschi e dai giapponesi vincitori della seconda Guerra Mondiale. Il contesto geopolitico è tratteggiato molto bene, ma molto è lasciato all'immaginazione del lettore, che quindi è costretto a pensare e a non subire passivamente le descrizioni dell'autore. Gli spunti di riflessione che queste pagine offrono sono in effetti infiniti e spaziano dalla storia alla psicologia. A mio avviso, però, a questo libro manca un vero e proprio finale: la trama si infiamma improvvisamente nella seconda metà del testo, salvo poi interrompersi bruscamente lasciando molte cose in sospeso. Un peccato, perché i personaggi sono ben caratterizzati e non mancano colpi di scena. Piccola nota a margine: in un mondo in cui i tedeschi hanno la tecnologia per arrivare su Marte, ho trovato bizzarro e poco realistico il fatto che i personaggi del libro si affidino ciecamente all'I Ching, un antico oracolo cinese che agli occhi di un lettore occidentale appare poco più serio di un oroscopo.

    ha scritto il 

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