La tempesta

Di

Editore: E/O

3.5
(187)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8876414746 | Isbn-13: 9788876414749 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Cherchi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Alejandro Ballesteros, giovane docente d'arte, giunge in pieno inverno aVenezia, allagata e coperta di neve, per completare le sue ricerche sulmisterioso quadro del Giorgione, pittore rinascimentale. In soli quattrogiorni Ballesteros assiste all'assassinio di un famoso falsario d'arte, siinnamora di una donna eccezionale e conosce personaggi tenebrosi vincolatidalla clandestinità e dal delitto. Tutto ciò nella cornice di una città dovearte e vita si confondono e dove nulla è come sembra.
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    Venezia, Giorgione e sesso. Tre ingredienti da cui pure il primo eliminato da quell'oscenità che è Masterpiece riuscirebbe a cavare fuori qualcosa di più convincente di questa immensa boiata. Sotto og ...continua

    Venezia, Giorgione e sesso. Tre ingredienti da cui pure il primo eliminato da quell'oscenità che è Masterpiece riuscirebbe a cavare fuori qualcosa di più convincente di questa immensa boiata. Sotto ogni punto di vista questo romanzo non funziona. Dal punto di vista del thriller, manca completamente la suspense, dal punto di vista del poliziesco, manca ogni tipo di indagine, dal punto di vista della storia dell'arte non c'è nessuna lettura interessante de La Tempesta. E via proseguendo passando per: una Venezia che è ridotta a meno di una scenografia, personaggi dipinti sciattamente e senza alcuno spessore psicologico plausibile (il movente dell'assassinio mi è ancora incomprensibile), una storia inconsistente, un mistero francamente non avvincente, ritmi lenti e ulteriormente rallentati da dialoghi , pensieri e considerazioni di nessun pregio, particolari sessuali o erotici morbosamente ridicoli ("la notte concentrata sul pube"?!!?! ma che diavolo significa?!?!? D'altra parte è l'autore di "Fiche " e di "Seni") Anche il dilemma - che si vuole presentare come centrale - dell'arte intesa come religione del sentimento o come espressione intellettuale è solo apparente e certamente mai risolto in un senso o nel'altro. In considerazione di tutto ciò è davvero comica la serietà con cui si prende l'autore nelle due pagine riservate ai ringraziamenti e alle avvertenze a fine libro non comprendendosi a quale delle due debbano ascriversi le indicazione del medesimo sul proprio romanzo (anche se suonano più come un ringraziamento...verso sé stesso). Che comunque è da evitare come la peste.

    ha scritto il 

  • 4

    "È difficile e osceno eludere lo sguardo di un uomo che si dissangua a morte; ma è ancor più arduo sostenere quello sguardo, tuffarsi nel gorgo di passioni confuse e di segreti postumi che si addensan ...continua

    "È difficile e osceno eludere lo sguardo di un uomo che si dissangua a morte; ma è ancor più arduo sostenere quello sguardo, tuffarsi nel gorgo di passioni confuse e di segreti postumi che si addensano sulle sue retine". comincia così questo romanzo, inizio che mi ha ricordato un vecchio film di Dario Argento, "Quattro mosche di velluto grigio", ben presto però mi ha portato per le calli di Venezia, assorbendo le riflessioni e il gusto amaro dei pensieri del protagonista. Venezia d'inverno è un altra cosa, anche se la vedi da sempre è sempre un altra cosa, a me piace molto ma forse bisogna esserci abituati, o comunque saper reggere quel silenzio e quella solitudine di nebbie. L'autore, che è riuscito nell'intento di descriverla tra neve e pioggia battente, mi ha anche incalzato piacevolmente col succedersi degli avvenimenti. Come in un buon noir che si rispetti, in una città magica e isolata dai mesi freddi, una storia appassionante che gira attorno a più storie, proprio come il quadro del Giorgione appunto...uno dei dipinti più studiati discussi e controversi per le sue mille allegorie, le sue infinite interpretazioni critiche in cui ogni volta l'una demolisce l'altra...l'ho letto che fuori pioveva e, a 40 km dalla città lagunare, respiravo le stesse sensazioni di un luogo che, come il suo famoso quadro, niente è proprio come sembra. Infatti, credo che la prima questione positiva dell' opera sia un desiderio di saperne di più su questo quadro e la sua bibliografia, avvincente e infinita. A parte questo, De Prada scrive un libro ben strutturato, dove il tema principale non è l'avvicendarsi dei fatti ma anche un fermarsi su talune riflessioni sull'arte: intesa come religione del sentimento, o come rappresentazione tra l bene e il male, opposto al mondo dei sensi in cui il protagonista si ritroverà suo malgrado, conoscendo una restauratrice, Chiara, donna bella e fin troppo eccezionale e la vita confusa all'arte in una città carnevalesca dove tutto è un richiamo al mistero come al bello, poiché ovunque ti giri Venezia offre dettagli e atmosfere uniche, tanto da perdere il riferimento con la realtà. Di quest'opera infatti, la vera tematica è Venezia, soprattutto quella quasi ostile del freddo inverno del nord-est, dove la città rispecchia la sua parte più decadente e intrisa di scenari misterici e carnali, tanto vicino a quello stile gotico a cui l'autore è così affezionato. Un giallo tinto di nero, nel caratterizzare lo stesso ispettore Manguzzi, pessimista e poco propenso al divertimento effimero. Ha un ruolo importante infatti anche il carnevale, in cui il protagonista lo giudica malamente, e lo colloca nel suo significato contemporaneo, un evento per attirare turisti e far soldi facili, mentre la gente in festa e mascherata, si lascia andare agli istinti più nascosti. La maschera, il travestimento è in fine un altro fattore importante di questo romanzo, soprattutto la Bauta, una mantellina nera con cappuccio, che si accompagnava ad una mascherina in seta o in un viso deformato bianco in cartapesta, che lasciava scoperta solo la bocca. Era Indossata nella Venezia del '700, non solamente durante il carnevale, ma anche nella vita quotidiana soprattutto dei nobili, quando scendevano per i vicoli a cercare emozioni mantenendo l'anonimato. Un romanzo della durata di quattro giorni, ben strutturato, come del resto si sono confermati tutti gli altri di juan M. De Prada, autore ispanico, eclettico e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 2

    MIstero nel mistero

    Da sempre "La Tempesta" di Giorgione scatena ipotesi e solletica il mistero. Ho visto e rivisto il quadretto - perché tale è o forse sono io che lo immaginavo grande grande - ma si vede che non ho l'o ...continua

    Da sempre "La Tempesta" di Giorgione scatena ipotesi e solletica il mistero. Ho visto e rivisto il quadretto - perché tale è o forse sono io che lo immaginavo grande grande - ma si vede che non ho l'occhio del critico d'arte: non ci vedo nulla di misterioso, guardo una donna che mi guarda, vedo un uomo che guarda - vigila ? - la donna che tiene tra le braccia un bimbo, mi immergo nel paesaggio immobile e silente e mi sento sulla pelle il temporale che si scatena alle loro spalle. Per me l'arcano sta tutto qui, in come riesca un quadro dipinto secoli fa a farmi provare una sensazione tanto viva da essere vera.
    Il libro l'ho letto e dimenticato. Il che è tutto dire.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel complesso è un libro interessante. Barocco, misterioso, un po' opprimente, proprio come Venezia in pieno inverno. O come il quadro di Giorgione che il protagonista del giallo dovrebbe studiare. ...continua

    Nel complesso è un libro interessante. Barocco, misterioso, un po' opprimente, proprio come Venezia in pieno inverno. O come il quadro di Giorgione che il protagonista del giallo dovrebbe studiare.

    ha scritto il 

  • 4

    El autor usa de excusa una trama policiaca, para, a través del personaje principal, descubrirnos una visión realista de la actual Venecia: Con una cara brillante y romántica para los turistas y otra ...continua

    El autor usa de excusa una trama policiaca, para, a través del personaje principal, descubrirnos una visión realista de la actual Venecia: Con una cara brillante y romántica para los turistas y otra cara, desmaquillada, sucia, de lenta e inevitablemente decrepitud. Pero, contrariamente a lo que puede parecer, es esta cara la que realmente atrae al protagonista. Es ese estado, que parece coincidir con su estado emocional, con sus sentimientos hacía su vida actual y futura, el que le muestra una mínima esperanza haber encontrado su felicidad con otra persona. Pero todo es un engaño en este libro, todo, menos Venecia.
    Una prosa maravillosamente adornada por el autor, que se me ha hecho muy agradable de leer. Quizás se hace un poco pesado en su insistencia, a lo largo de todo el libro, en describir a la Venecia clásica y sus canales, como un pozo de decadencia y podredumbre.

    ha scritto il 

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    EL LIBRO DE VENECIA

    Un libro no apto para mentes obtusas, de lectura elaborada gracias al magistral alarde de dominio del castellano de su autor y de su maestría al relacionar las palabras para crear momentos verdaderame ...continua

    Un libro no apto para mentes obtusas, de lectura elaborada gracias al magistral alarde de dominio del castellano de su autor y de su maestría al relacionar las palabras para crear momentos verdaderamente impresionantes. La novela contiene una trama de misterio, como muchas otras, pero con la... grandeza de su narración y descripción deslumbrante, así como la mente singular de sus protagonistas que consiguen facturar diálogos para el recuerdo. El mensaje de la obra, aspecto fundamental, será gratamente recibido por los apasionados del arte, y por los entusiastas de una ciudad tan impredecible como Venecia. Desde mi punto de vista, destaco las intervenciones del protagonista poniéndonos al corriente de sus pensamientos, tanto sus impresiones sobre los personajes con los que interactúa (mujeres con más detenimiento) como la visión sencilla y débil que tiene de si mismo. Un regalo para el lector sin duda.

    ha scritto il