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La terra dei draghi

L'antica stirpe

Di

Editore: Giovane Holden

3.1
(11)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Altri

Isbn-10: 886396131X | Isbn-13: 9788863961317 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
L'era di pace della ridente Amhonùn sembra giunta alla fine. Dall'oscuro nord giungono freddi venti di guerra e i tamburi dei ripugnanti troll rimbombano nella sconfinata pianura del Nhèt-Nimaron. Riusciranno i giovani Johan ed Elberon a compiere la loro ardua missione? Il saggio Carmas e il suo speciale addestramento forgeranno due guerrieri elfici pronti a tutto, ma il passato è sempre in agguato e l'amore annebbia la mente e incendia; gli occhi della bella Samaire sono dardi infuocati dolci e temibili, una certezza più vera delle mille frecce scoccate a difesa dell'Amhon-dor, la Grande Porta ormai sotto assedio. L'unica speranza è riposta nell'antica stirpe, mitica progenie dimenticata oltre le bianche spiagge, oltre i potenti fiumi e le gole impervie, un tempo forza vitale, oggi dimenticata per ataviche colpe e orgogli fratricidi. L'ambasciata per rinnovare l'alleanza sarà un'avventura indimenticabile per due ragazzi alle soglie della vita, quella vera. Draghi, stregoni, orripilanti troll e antiche genie umane: un fantastico mondo sulla soglia del declino ma pronto a risorgere. Ogni singolo elfo dovrà vendere cara la pelle per salvare la Terra dei draghi: è il momento del coraggio, il ritorno degli eroi.
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  • 3

    un classico fantasy, Tolkien è stato un ottimo maestro: il libro fa parte di una trilogia ancora in fase di scrittura, una buona base di partenza ma vediamo poi come si svilupperà la storia, nel complesso un libro scritto bene e piacevole

    ha scritto il 

  • 2

    Primo volume di una classica trilogia fantasy,"La Terra dei Draghi" ricalca fedelmente tutti i principali cliché tolkieniani dell'high fantasy e si ritrova di conseguenza a doverne affrontare tutti i numerosi problemi che ne derivano.Il rischio di poter sembrare stantio e di dare la sensazione di ...continua

    Primo volume di una classica trilogia fantasy,"La Terra dei Draghi" ricalca fedelmente tutti i principali cliché tolkieniani dell'high fantasy e si ritrova di conseguenza a doverne affrontare tutti i numerosi problemi che ne derivano.Il rischio di poter sembrare stantio e di dare la sensazione di già letto è altissimo e purtroppo l'autore si ritrova a pagarne il prezzo lungo tutto il corso del romanzo.La trama,in questo primo volume,è piuttosto scarna e ciò evidenzia l'altro grande problema del fantasy moderno:la ripartizione della storia in tre libri.I personaggi sono appena abbozzati nel loro profilo psicologico e non riescono mai a scrollarsi di dosso gli abiti imposti loro dai modelli preconfezionati del fantasy classico:c'è il giovane eroe proveniente dal villaggio sperduto,c'è il mentore saggio e anziano,c'è l'amico scanzonato;ma a mancare è quel tocco di freschezza che inserisce un po di originalità nella canonicità dell'opera.La sensazione principe del romanzo diventa quella dell'introduzione,dell'abbozzo,dell'appena accennato.Tutte le 300 pagine del libro sembrano così solo una lunghissima introduzione al mondo ideato da Cantalupi,una presentazione del background e del mondo dietro la storia,in pieno stile tolkieniano.Le descrizioni sono senz'altro ben fatte(anche se a volte si rischia di scivolare nel didascalico)e la storia della terra dei draghi è ben congegnata e descritta.Il lavoro di background è completo ma, senza i suoi due seguiti,il romanzo risulta essere zoppo,incompleto,senza mordente.La speranza è quella che l'azione sia il motore principale dei prossimi due romanzi,perchè sprecare una storia senz'altro buona e il talento,magari ancora molto acerbo,ma sicuramente presente dell'autore sarebbe un vero peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Oggi desidero parlarvi di un romanzo fantasy di quelli classici, ispirati sotto numerosi aspetti dal celebre "Signore degli Anelli": si tratta di un libro in cui, a voler dire la verità, ho trovato alcune cose che mi sono piaciute poco o persino per niente. Ciononostante, anche se di solito non v ...continua

    Oggi desidero parlarvi di un romanzo fantasy di quelli classici, ispirati sotto numerosi aspetti dal celebre "Signore degli Anelli": si tratta di un libro in cui, a voler dire la verità, ho trovato alcune cose che mi sono piaciute poco o persino per niente. Ciononostante, anche se di solito non vado d’accordo con le storie che prendono spunto da quelle di Tolkien, quella che state per leggere non è una delle mie “recensioni disastrose”, bensì… insomma, giudicate voi.

    Il fatto che il mio giudizio si trovi a metà strada dipende essenzialmente da una caratteristica del libro: ne "La terra dei draghi" sono presenti, infatti, due livelli di lettura. "Sai che novità?", direte voi. "Sarà il solito “fantasy che non è un semplice fantasy ma che raccoglie uno spaccato di virtù e difetti degli adolescenti moderni e offre una visione innovativa della società contemporanea…” Be’, la risposta è sì e no. Sì, perché effettivamente l’intero romanzo è una metafora critica delle generazioni odierne (come ha confermato anche la chiave di lettura fornitami dall’autore… che una volta tanto l’editore avrebbe fatto bene a inserire nel libro, secondo me); però no, perché nel caso della Terra dei draghi non si tratta di una “scusa”.

    Cercherò di spiegarmi meglio: così su due piedi mi vengono in mente almeno una decina di titoli fantasy la cui quarta di copertina tesseva le lodi dei profondi argomenti che facevano da sfondo alla trama vera e propria… argomenti che poi si sono rivelati inesistenti o, nel migliore dei casi, trattati in modo assai superficiale e scontato. Una sorta di pallida imitazione dei grandi libri che hanno fatto la storia della letteratura fantastica, insomma, ma con un risultato molto più scadente di quello voluto. Con "La terra dei draghi", l’approccio è stato assai diverso, e non solo perché nel riassunto questa cosa dei “profondi argomenti” è soltanto appena accennata («un romanzo che possa far riflettere il lettore»). La critica alla società, infatti, è presente in ogni angolo della storia, ma a mio giudizio è trattata in modo tutt’altro che scontato.

    Un esempio di questo si trova già nel titolo. Come mai “La terra dei draghi”, se nel romanzo dei draghi c’è solo un lontano ricordo? Conoscendo le varie scopiazzature mal riuscite del Signore degli Anelli, un lettore poco attento potrebbe pensare a una leggerezza dell’autore, che magari ha scelto un titolo del genere per farlo sembrare più “figo”, o che so io… Qui però è chiaro che non è così. Può darsi, infatti, che questi draghi non siano solo i grossi lucertoloni alati che ben conosciamo, ma anche degli esseri spietati che combattono eroi e distruggono speranze… E se rappresentassero certi personaggi politici che ben conosciamo? Sta a voi scoprirlo, e in ogni caso io non vi ho detto assolutamente niente! ^^

    Tutto questo, insieme a molto altro – come la potente forza dell’amore che muove l’intera storia – è contenuto nel secondo livello di lettura, quello più profondo e, di conseguenza, meno evidente. Ma allora perché non ho messo nemmeno tre goccioline come valutazione? Il grosso dei problemi, signori miei, sta nello strato superiore, quello della storia vera e propria, ed è dovuto almeno in parte, secondo me, al volersi ispirare troppo al buon Tolkien. L’aspetto più evidente, infatti, è che questo romanzo segua abbastanza fedelmente il sentiero già tracciato dal "Signore degli Anelli", senza tuttavia esagerare: troverete tutte le classiche creature come elfi, nani, umani e mostri vari, i nomi dei luoghi e dei personaggi che danno un vago senso di déjà vu, così come per la cartina (che rimane comunque notevole, nonostante certi nomi dannatamente in piccolo e alcune trovatacce come le “Montagne cavernose” e le “Paludi tenebrose”)… ma le somiglianze, in fondo, sono quasi tutte qui, perciò il difetto più importante de La terra dei draghi non è certo il possedere elementi già visti.

    I personaggi, inoltre, mi sono piaciuti molto, anche perché è proprio da qui che l’autore comincia a staccarsi veramente da Tolkien: specialmente a Johan, l’elfo protagonista, mi sono affezionata quasi quanto al mio Frodo, pur essendo questi due personaggi del tutto diversi sul piano psicologico e soprattutto per quanto riguarda la loro storia. Anche la trama, anche se non brilla per originalità, si è rivelata a suo modo appassionante.

    Il problema vero, invece, trovo che sia nello stile. È evidente anche senza leggere la biografia che Nicola Cantalupi è un gran ammiratore di Tolkien. Di certo non posso biasimarlo per questo, però trovo che avrebbe potuto omaggiare il suo mito pur senza commettere certi errori. Un esempio è la narrazione estremamente descrittiva e minuziosa, che a tratti regala scene assai gustose come quelle che mostrano le abbondanti tavolate degli elfi:

    Ogni tavolo era apparecchiato con impeccabile cura e precisione. Un’interminabile susseguirsi di vassoi colmi di ogni genere di cibo e brocche contenenti tre tipi differenti di bevande, diede a Johan l’impressione che, una volta seduti, nessuno avrebbe mai avuto bisogno di alzarsi per procurarsi altro cibo […] Il primo enorme piatto era più simile a una collinetta ancora fumante di carni miste magistralmente arrostite: brani di pollame vario, con e senza osso, ricoperti da una traslucida pelle dorata e croccante e ancora allettanti bistecche bovine e suine adornate qua e là con foglie di rosmarino; a completare il tutto, un vivace susseguirsi di luccicanti arance e sgargianti limoni facevano da cornice al succulento vassoio.

    E questo è solo un frammento della ricca descrizione presente sul libro, che mi è piaciuta molto – oltre a farmi venire l’acquolina. Come potete vedere, però, gli aggettivi e gli avverbi spuntano a tradimento e in gran quantità (spesso in numero ancora maggiore che in questo breve estratto), e molte volte nel corso del libro queste descrizioni finiscono per diventare da particolareggiate a noiose. Le frasi spesso piuttosto lunghe, inoltre, non aiutano a rendere scorrevole la narrazione, che perde sapore a causa dei punti morti. Questo che vi propongo è un esempio ancor più palese:

    Improvvisamente un piacevole aroma di miele e vaniglia si spanse tutto intorno a loro; Johan ne fu rapito e, dopo aver chiuso gli occhi, inspirò profondamente. Nel momento in cui riconobbe il profumo dei fiori di Roselia, improvvisamente tutte le vicende e le avventure di quel giorno gli ripiombarono vorticosamente nella mente come rapidi flash e, costretto a riaprire gli occhi da una sensazione di vertigine provocata da quella rapida successione d’immagini, rimase confuso nel vedere lo stesso cielo osservato fino a pochi istanti prima ormai completamente mutato.

    Rimango del parere che il 99% degli “improvvisamente” che si trovano nei libri possa essere eliminato senza rimpianti (in fondo “tutto” accade improvvisamente); a parte questo, però, un simile accostamento di avverbi (per non parlare delle ripetizioni e anche delle rime involontarie, problema che si ripete per tutto il romanzo) rende la frase davvero pesante e poco scorrevole. E poi non dimentichiamoci dei periodi così lunghi da far mancare il respiro disseminati un po’ ovunque, a partire dall’incipit:

    Amhonùn giunse infine al trentatreesimo giorno di primavera, portando al culmine la morbosa curiosità che da parecchio giorni ormai affliggeva ogni abitante delle Terre Centrali. Quell’insolita situazione era tutt’altro che ingiustificabile, infatti, le furtive escursioni notturne compiute negli ultimi giorni dal vecchio Tuberon, avevano rivolto verso di lui più di una singola attenzione. Si trattava certamente dell’evento più insolito accaduto ad Amhonùn in circa cinquant’anni, ma la cosa che più di ogni altra suscitò scalpore tra la popolazione, fu che proprio per quella sera Tuberon in persona convocò ogni abitante a un’importante riunione.

    Insomma, trovo che si sarebbe potuto fare di meglio (per esempio, eliminando ripetizioni e rime ed evitando quelle due virgole tra soggetto e verbo – non gravi ma fastidiose) per invogliare un potenziale lettore a proseguire con la lettura.

    Un altro problema che ho notato è il quasi onnipresente “PoV salterino“: qui in particolare lo vediamo spesso balzare dalla testa di un personaggio all’altra. Anche quando ciò non accade, il punto di vista non è mai ben definito: risulta poco stabile, continuamente in bilico, e purtroppo anche questo aspetto si è rivelato fastidioso.

    Per concludere, trovo che ne "La terra dei draghi" siano senz’altro presenti degli elementi degni di nota, ma non ho trovato, ahimè, nemmeno un aspetto che spiccasse per innovazione o per altre qualità e che emergesse sulle altre in modo da far chiudere un occhio su qualche caratteristica meno riuscita. Invece, pur non mancando i pregi, i problemi si fanno sentire – anche se sarebbe bastato un buon editing per mandarne via almeno qualcuno tra i più evidenti. E poi questa mania della trilogia (ia ia oooh!) francamente fa fatica ad andarmi giù: un altro “omaggio” a Tolkien o l’ennesima trovata per allungare il brodo? Vi dirò che io opto per la seconda, perché comunque il libro è denso di eventi e la conclusione, pur lasciando domande aperte, è ben riuscita. Però è comunque una scelta assai antipatica, perché la voglia di conoscere le risposte è altrettanto forte. Sperando, dunque, che l’autore non ci metta troppo a concludere la saga, gli consiglio di continuare a scrivere e di non arrendersi, perché nel suo libro c’è del buono e sono sicura che nei prossimi libri questo buono emergerà ancora di più.

    Recensione completa qui: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/07/10/recensione-la-terra-dei-draghi/

    ha scritto il 

  • 3

    Qui la recensione completa : http://bookland89.blogspot.it/2012/04/recensione-con-re…

    Questo romanzo intitolato la Terra dei draghi ,l'antica stirpe, è il primo libro, di genere fantasy, di una trilogia in corso di scrittura dell'italianissimo Nicola Cantalupi.
    Questo ...continua

    Qui la recensione completa : http://bookland89.blogspot.it/2012/04/recensione-con-regalo-la-terra-dei.html

    Questo romanzo intitolato la Terra dei draghi ,l'antica stirpe, è il primo libro, di genere fantasy, di una trilogia in corso di scrittura dell'italianissimo Nicola Cantalupi. Questo suo scritto, pubblicato dalla giovane Holden edizioni, è una espressione della sua grande passione per il fantasy ed in particolar modo per uno dei più grandi autori fantasy: il mitico Tolkien. Infatti ispirandosi a questo big della scrittura fantasy, ha creato il mondo delle Terre Centrali e i suoi personaggi.

    Il libro narra la storia di Johan ed Elberon, due giovani elfi che volontariamente hanno rinunciato alla loro tranquilla vita di ragazzi, per andare incontro ad una serie infinita di pericoli, tutto per il bene delle Terre Centrali. Infatti la pace che dura armai da secoli, ottenuta con il sangue di numerosi eroi durante le guerre contro le forze del Signore Oscuro, sta per finire e i ridenti giorni che hanno reso indolenti gli abitanti delle diverse città stanno per trasformarsi in un nuovo periodo di guerra e di difficoltà.......

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione L' Antica Stirpe

    Da http://leggerefantastico.blogspot.com
    Nella vasta pianura che contraddistingue le Terre Centrali, circondata da fiumi rigogliosi e ampi boschi verdeggianti, si erge in tutto il suo splendore la ridente cittadina elfica di Amhonùn. In questo piccolo paradiso contadino, la vita di tutti i giorni ...continua

    Da http://leggerefantastico.blogspot.com Nella vasta pianura che contraddistingue le Terre Centrali, circondata da fiumi rigogliosi e ampi boschi verdeggianti, si erge in tutto il suo splendore la ridente cittadina elfica di Amhonùn. In questo piccolo paradiso contadino, la vita di tutti i giorni scorre allegramente e gli elfi che vi abitano vivono ignari del pericolo che sta per abbattersi su di loro. La pace che per anni è perdurata grazie all' antica magia dell' Athorhen generata dai potenti Signori dei Draghi sta lentamente e inesorabilmente svanendo. Le forze dell Signore Oscuro, capeggiate da orde di troll, orchi e creature delle tenebre, stanno preparandosi per tornare e intaccare la tranquilla serenità degli elfi. Due giovani ragazzi, sono stati scelti per portare a termine una missione e riaccendere un barlume di speranza per la gente elfica di Amhonun. Johan, insieme al suo inseparabile furetto dorato, ed Elberon viaggeranno insieme al vecchio ma inesauribile condottiero stregone Carmas verso terre lontane ed inesplorate, pericolose ed inagibili, alla ricerca di un antica stirpe che potrebbe portar loro e il proprio popolo alla vittoria nell' inesorabile e imminente guerra contro il Signore Oscuro e le forze del male. La speranza di tutti è riposta in questi due allegri e coraggiosi ragazzi e nell' antica saggezza di due personaggi quali Carmas e Tuberon. Riusciranno i nostri protagonisti a portare a termine la loro missione e a salvare la loro beneamata Amhonun? E quale sarà il prezzo che dovranno pagare per la pace e la liberazione dall' Oscuro Signore?

    In parole più semplici, ragazzo mio, gli uomini sarebbero più felici se smettessero di cercare costantemente quello che non possono avere; e se solo riuscissero a trovare gioia e serenità per ciò che hanno e in quello che fanno, vedrebbero il mondo allo stesso modo dei Signori dei draghi, assomigliandogli più di ogni altro popolo su questa terra.

    La Terra dei Draghi. L' Antica Stirpe è un fantasy ricco di elementi descrittivi e messaggi nascosti. In un mondo popolato da elfi, nani, uomini e creature malavagie come orchi e troll, il romanzo ci racconta l' avventura di due giovani elfi, Johan ed Elberon nel loro rocambolesco viaggio attraverso terre sconosciute e pericolose, alla ricerca di un' antica stirpe in grado di difendere e proteggere la propria terra e la propria gente da un temibile nemico e dai suoi oscuri seguaci in agguato. Narra, inoltre, della resistenza attuata dagli abitanti di Amhonun, capeggiati dal saggio Tuberon, dall' attacco di eserciti di troll armati di catapulte, pronti a invadere e annientare con la loro stazza e furia le terre elfiche. Armati di indomito coraggio e fiero spirito combattivo, gli elfi saranno chiamati ad un' impresa eroica che richiama alla mente gesta leggendarie custodite per anni dagli anziani elfi. Primo di una trilogia, L' Antica Stirpe ci porta a conoscere terre magiche e spettacolari, custodi di un passato glorioso e dimenticato. Tra passato e presente rivivremo l' antica storia di questa rigogliosa terra ripercorrendo faide e guerre antiche di secoli, imprese epiche e imperdonabili tradimenti. I personaggi che ci apprestiamo a conoscere, sono ben definiti e con particolarità specifiche e temperamenti ben distinti. Johan ed Elberon, sono due ragazzi curiosi e simpatici, determinati e vivaci che coraggiosamente decidono di imbarcarsi in un' avventura che temprerà il loro animo e maturerà il loro carattere irrequieto. Johan è il personaggio che emerge di più rispetto agli altri, complice la sinergia strana e curiosa che lo lega agli animali e al suo inseparabile "furetto" Luxi, e le sue origini misteriose che risveglieranno parecchi interrogativi nel corso della storia. Il romanzo è scritto da un autore italianissimo, Nicola Cantalupi, che ha saputo creare, a mio modesto parere, uno scenario fantasy di chiara comprensione e dei personaggi che, nonostante alcuni siano rimasti in disparte e approfonditi parzialmente, sapranno dare ai successivi due capitoli della trilogia, emozioni e sensazioni positive. Il tutto arricchito da illustrazioni molto apprezzate e messaggi celati tra le righe. Un piccolo appunto, lo farei nei confronti dello stile eccessivamente descrittivo in alcuni momenti, ma questi sono esclusivamente gusti personali. In conclusione, L' Antica Stirpe è stata una lettura piacevole che mi ha tenuto compagnia in questo fine settimana uggioso. Un fantasy ben scritto, arricchito da una storia d' amore ai suoi teneri albori, e da immancabili figure leggendarie e caratteristiche del genere, quali elfi, troll, orchi e gloriosi draghi. Un' avventura in un passato dimenticato e in un presente nel quale si consolidano vecchie leggende e si forgiano nuovi ed intrepidi eroi.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci sono due motivi per cui odiare (ingiustamente) Tolkien, e tutti sono legati all’influenza che ha avuto sulle generazioni di scrittori di fantasy che a lui sono seguite. Il primo è che Tolkien ha fissato dei paletti precisi al genere: dopo la famosa trilogia degli anelli, è arrivata una fiumana ...continua

    Ci sono due motivi per cui odiare (ingiustamente) Tolkien, e tutti sono legati all’influenza che ha avuto sulle generazioni di scrittori di fantasy che a lui sono seguite. Il primo è che Tolkien ha fissato dei paletti precisi al genere: dopo la famosa trilogia degli anelli, è arrivata una fiumana di opere tutte uguali, tutte scontate, tutte pseudotolkeniane. Certo l’originalità non esiste; ma questa produzione “diluviata” non ha fatto altro che imitare pedissequamente. O, meglio, ha cercato di farlo: perché gli esiti non sono mai stati di pari grandezza e bellezza. A che leggere, quindi, questa produzione che non ha saputo e non sa ancora oggi farsi notare anche solo per un particolare? Perché leggere una imitazione insipida se possiamo gustare il modello originale?

    E poi c’è il secondo motivo: siccome la trilogia degli anelli è appunto composta da tre romanzi, chi tira a imitare il sommo lo fa anche nella struttura della propria produzione: e propone appunto una trilogia. Tutto diluito, lo scempio della natura, l’abbondanza dell’inutilità…

    Il brutto, però, subentra allorché il primo libro, fresco di scrittura e di stampa, riesce in qualche modo a incuriosire, vuoi perché le idee tolkeniane sono ben trattate, vuoi perché introduce un elemento nuovo, un’idea originale nel contesto classico. E, parlando in soldoni, letto il primo tomo, sei costretto a soffrire di curiosità, perché il secondo è ancora là dal venire.

    È il caso di questo la Terra dei draghi.

    La ridente e tranquilla Amonhun vede terminare il suo lungo periodo di pace quando alcuni lupi delle terre oscure sconfinano entro le sue mura. Subito i saggi della città capiscono che qualcosa si è spezzato, o sta per farlo; e che i tempi cupi sono lì lì per sopraggiungere. Il vecchio Carmas decide allora d’intraprendere un viaggio periglioso alla ricerca dell’antica stirpe che, se unita, darà man forte ad Amonhun e quindi darà speranza di vittoria. Ad accompagnare Carmas è il giovane Johan, ossia il protagonista principale della saga.

    Anche se Cantalupi dichiari di essere allievo di Tolkien (nel romanzo lo citerà scopertamente in una scena che ha il sapore della goliardia), le differenze tra le due opere risultano evidenti già con questo primo lavoro. Intanto non c’è nessun oggetto del potere bramato da questo o quel personaggio. Ma la cosa che sorprende di più è che l’eroe, il giovane Johan, non ha con Frodo da spartirsi nessuna similitudine. Sono due personaggi diversi per psicologia e storia. Johan ha nel suo passato più di un mistero, e sembra che il suo destino si leghi a quello del mondo dei Draghi in modo molto più intimo. È da Johan che viene la massima curiosità sulle rivelazioni future della saga, visto che il primo romanzo con sapienza posiziona intelligenti input e trappole che titillano il desiderio di saperne di più.

    Le idee tolkeniane sembrano fermarsi all’uso di determinate razze di esseri: qui ci sono gli elfi, i nani, gli uomini, per finire coi troll e compagnia brutta. Il mondo dei Draghi richiama in parte le geografie dell’Anello: vaste pianure desertiche, porti favolosi, città protette da catene di monti, fiumi e gole di fuoco, oltre che caverne per i nani e boschi fatati per gli elementali. Tutto il resto, personaggi e storia, va per i fatti suoi. Abbastanza fresca la morale che sembra pervadere la saga: quella della memoria storica che, se persa, mette le nuove generazioni in bruttissimi guai.

    Essendo un romanzo di principiante, non mancano vari difetti tecnici e stilistici. Parole fuori posto, frasi da aggiustare, piccole sviste nella trama e quant’altro. Ma sono difetti da imputare più alla scarsezza dell’editor che all’autore, perché sotto occhi più attenti la revisione avrebbe aggiustato tutto senza troppa fatica.

    Per finire, è inutile ripetere che, senza Tolkien, non dovremmo aspettare mesi, o forse anni, per sapere come andrà la storia; perché il libro avrebbe qualche centinaio di pagine in più, ma sarebbe concluso. E tuttavia, chissà… magari è vero che non c’è piacere senza attesa…

    ha scritto il 

  • 4

    Dal blog: "Un buon libro non finisce mai"

    Generalmente non recensisco, ma spulciando la rete ho trovato una recensione molto carina, che allo stesso modo della sottoscritta, ha trovato quanto mai gradevole una precisa particolarità di questo racconto fantasy. A voi...


    ...eccovi la recensione di questo avvincente primo episodio ...continua

    Generalmente non recensisco, ma spulciando la rete ho trovato una recensione molto carina, che allo stesso modo della sottoscritta, ha trovato quanto mai gradevole una precisa particolarità di questo racconto fantasy. A voi...

    ...eccovi la recensione di questo avvincente primo episodio della saga creata con grande maestria, attenzione, e fantasia.

    Un libro che ci parla prima di tutto di coraggio, di decisioni difficili da prendere, di cambiamenti che cambiano il corso della vita, che ci immerge in un mondo idillico, incontaminato, dove regna la pace assoluta, ma sulla quale un'oscura minaccia incombe pressantemente. I personaggi dovranno essere celeri nella crescita personale, dovranno accettare le nuove realtà, le verità che piano piano verranno loro rivelate causando smarrimento e tristezza ad un primo momento, ma tenacia e forza successivamente nel difendere, nel combattere per la propria terra.

    In questo mondo fantasy, popolato da esseri ancestrali, dagli strani e a volte buffi connotati fisici che li fanno entrare nelle nostre simpatie, due protagonisti, due elfi saranno chiamati a combattere una guerra più grande di loro, dovranno ricevere addestramenti e superare prove per diventare due guerrieri, due eroi in cui è completamente riposto il futuro della loro terra. L'autore è riuscito a creare un mondo fantasy senza dimenticare nessun dettaglio, essendo scrupoloso e dettagliato nelle descrizioni, attento a non dimenticare nulla; è riuscito a dare forma logica e consequenziale a una storia che la sua mente e fantasia hanno forgiato. Quello che maggiormente mi ha colpito è la presenza dell'aspetto psichico-umano di particolari personaggi, perché molto spesso gli autori dei romanzi fantasy concentrano la loro attenzione solo ed esclusivamente sulla dinamica degli eventi o sulla perfetta caratterizzazione dei paesaggi lontani dalla realtà: qui l'autore ha dimostrato grande capacità nel dare un'anima, dei sentimenti, delle fattezze anche umane ai personaggi che li avvicinano a noi.

    Una piacevolissima lettura che mi ha accompagnato in questo periodo turbolento, una nave per sfuggire anche solo per poco in mondi lontani, mondi dove anche noi possiamo immedesimarci e trovare un posto. Adesso aspettiamo il seguito. . .

    http://unbuonlibrononfinisce-mai.blogspot.com/

    ha scritto il 

  • 4

    La Terra dei Draghi l'Antica Stirpe

    Questo libro è stato davvero una lettura piacevole. Una storia Scritta bene ed in maniera scorrevole che riesce a tenere desta l’attenzione del lettore e ad appassionarlo alle vicende della nostra stirpe di Elfi.
    Mi piace il protagonista, Johan, giovane elfo il cui comportamento viene mostrato e ...continua

    Questo libro è stato davvero una lettura piacevole. Una storia Scritta bene ed in maniera scorrevole che riesce a tenere desta l’attenzione del lettore e ad appassionarlo alle vicende della nostra stirpe di Elfi. Mi piace il protagonista, Johan, giovane elfo il cui comportamento viene mostrato e quasi paragonato a quello dei vecchi e saggi Tuberon e Carmas.

    Mi attira la forza d’animo del giovane e la sua particolare capacità di parlare e farsi capire dagli animali. Mi ha incuriosito l’animale domestico del protagonista Luxi. Una specie di strano “furetto” dorato provvisto di un piccolo paio di protuberanze cornee sul capo. Che animale è in realtà ? da dove viene? Quali sono le vere origini di Johan?

    Mi sono subito affezionata al piccolo Luxi che per molti versi assomiglia nei suoi comportamenti ad un gatto. Almeno questa è l’impressione che ha dato a me leggendo il libro.

    Mi è piaciuto l’ampio respiro della storia ed il modo in cui piano piano le questioni salienti sono state rese note al protagonista – non tutto d’un colpo ma quasi una alla volta durante il loro pericoloso viaggio. Come un racconto di un lontano passato di cui nessuno è più a conoscenza. Una fra le cose che ho preferito di questo libro è stata la maniera di cui l’autore descrive dettagliatamente le situazioni e soprattutto i luoghi. Ho sempre amato le descrizioni ben riuscite: Eccone una che mi è piaciuta molto: “L’altro personaggio che Johan trovava divertente era donna Roselia: la maggiore esperta di fiori delle terre conosciute. Passeggiare di fronte al suo giardino era semplicemente entusiasmante e i profumi dolci e delicati delle sue piante si gustavano già a miglia di distanza. C’erano splendide rose rosse che rampicavano uniformemente sui grossi tronchi di due antichi ciliegi all’entrata del giardino; queste si ergevano come due colonne di corniola modellate dal più abile degli scultori, sino a sorreggere un’unica grande volta di petali perlati. Da lì un vialetto serpeggiante di pietre grigie, bordato come da due riverberi di fiori d’ibisco con luccicanti petali sfumati di bianco viola e rosa, conduceva sino al portico dell’abitazione. Nel resto del giardino, un arcobaleno di dalie dai mille colori giungeva sino ai margini di un piccolo stagno circondato da candide gardenie, dove allegri cappuccini gialli giocavano e danzavano sull’acqua cinguettando” In questo punto del libro come in altri mi è parso proprio di essere fisicamente presente in un certo posto e di vedere personalmente alcuni paesaggi. Il passato di questa terra mi è sembrato ben descritto e soprattutto molto ben studiato dove tutto risulta avere una sua logica ed una conseguenza. Ho apprezzato anche il cambio di atmosfera del libro che passa da un’idilliaco e tranquillo villaggio di campagna senza apparenti problemi dell’inizio della storia ad una situazione che man mano diventa sempre più triste e difficile da accettare. Dopo aver preso consapevolezza della reale situazione in cui si trovano, i personaggi del libro devono entrare in guerra per difendere le loro famiglie e la loro terra – sapendo che le loro possibilità di vittoria non sono molto elevate allo stato attuale. Nonostante siano consci di rischiare la loro stessa vita tutti gli abitanti del villaggio in particolare i giovani che non sanno nulla della loro stessa storia, e delle origini del problema devono prendere la decisione della loro vita. Accettare la brutta situazione che gli si prospetta davanti agli occhi, che qualcun altro ha creato e fare del loro meglio per combattere e modificare questo dato di fatto. Bel libro anche se sarebbe stato ancora meglio se avesse avuto più disegni che io amo molto e che sono tipici del genere fantasy.

    Consiglio il libro agli amanti del genere fantasy ed a tutti coloro che vogliono passare qualche momento in una piacevole lettura che possa trasportarli in un mondo diverso e magico per lasciare un attimo i problemi reali in un angolo – ma non troppo visto che il libro ha un suo messaggio. Link messaggio autore: http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.com/2012/01/dietro-alla-terra-dei-draghi.html

    Un piccolo appunto alla casa editrice ed ai revisori di bozze: c’è nel libro qualche errore formale di troppo. Ma i correttori di bozze non sono più capaci di fare il loro lavoro? Oppure vengono tranquillamente bypassati degli editori per risparmiare sui costi pensando che gli italiani tutti non siano più in grado di rendersi conto degli errori grammaticali o dei rifusi? Dico questo in quanto questo non è il primo libro (fra quelli nuovi che ho comprato o mi sono stati regalati in cui ho trovato questo difetto). Questo non inficia la validità dell'autore e del suo libro che mi ha appassionato e lasciato con una grande voglia di sapere come andrà avanti il seguito di questa storia elfica.

    Scrivi, Scrivi, Scrivi Nicola che sono curiosissima di vedere cosa succede nel secondo volume della tua trilogia Aspetto il seguito . . . . .

    ha scritto il