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La terra dei draghi

L'antica stirpe

By Nicola Cantalupi

(26)

| Others | 9788863961317

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Book Description

L'era di pace della ridente Amhonùn sembra giunta alla fine. Dall'oscuro nord giungono freddi venti di guerra e i tamburi dei ripugnanti troll rimbombano nella sconfinata pianura del Nhèt-Nimaron. Riusciranno i giovani Johan ed Elberon a compiere la Continue

L'era di pace della ridente Amhonùn sembra giunta alla fine. Dall'oscuro nord giungono freddi venti di guerra e i tamburi dei ripugnanti troll rimbombano nella sconfinata pianura del Nhèt-Nimaron. Riusciranno i giovani Johan ed Elberon a compiere la loro ardua missione? Il saggio Carmas e il suo speciale addestramento forgeranno due guerrieri elfici pronti a tutto, ma il passato è sempre in agguato e l'amore annebbia la mente e incendia; gli occhi della bella Samaire sono dardi infuocati dolci e temibili, una certezza più vera delle mille frecce scoccate a difesa dell'Amhon-dor, la Grande Porta ormai sotto assedio. L'unica speranza è riposta nell'antica stirpe, mitica progenie dimenticata oltre le bianche spiagge, oltre i potenti fiumi e le gole impervie, un tempo forza vitale, oggi dimenticata per ataviche colpe e orgogli fratricidi. L'ambasciata per rinnovare l'alleanza sarà un'avventura indimenticabile per due ragazzi alle soglie della vita, quella vera. Draghi, stregoni, orripilanti troll e antiche genie umane: un fantastico mondo sulla soglia del declino ma pronto a risorgere. Ogni singolo elfo dovrà vendere cara la pelle per salvare la Terra dei draghi: è il momento del coraggio, il ritorno degli eroi.

9 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    un classico fantasy, Tolkien è stato un ottimo maestro: il libro fa parte di una trilogia ancora in fase di scrittura, una buona base di partenza ma vediamo poi come si svilupperà la storia, nel complesso un libro scritto bene e piacevole

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    Elisabetta.T said on Dec 25, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Primo volume di una classica trilogia fantasy,"La Terra dei Draghi" ricalca fedelmente tutti i principali cliché tolkieniani dell'high fantasy e si ritrova di conseguenza a doverne affrontare tutti i numerosi problemi che ne derivano.Il rischio di po ...(continue)

    Primo volume di una classica trilogia fantasy,"La Terra dei Draghi" ricalca fedelmente tutti i principali cliché tolkieniani dell'high fantasy e si ritrova di conseguenza a doverne affrontare tutti i numerosi problemi che ne derivano.Il rischio di poter sembrare stantio e di dare la sensazione di già letto è altissimo e purtroppo l'autore si ritrova a pagarne il prezzo lungo tutto il corso del romanzo.La trama,in questo primo volume,è piuttosto scarna e ciò evidenzia l'altro grande problema del fantasy moderno:la ripartizione della storia in tre libri.I personaggi sono appena abbozzati nel loro profilo psicologico e non riescono mai a scrollarsi di dosso gli abiti imposti loro dai modelli preconfezionati del fantasy classico:c'è il giovane eroe proveniente dal villaggio sperduto,c'è il mentore saggio e anziano,c'è l'amico scanzonato;ma a mancare è quel tocco di freschezza che inserisce un po di originalità nella canonicità dell'opera.La sensazione principe del romanzo diventa quella dell'introduzione,dell'abbozzo,dell'appena accennato.Tutte le 300 pagine del libro sembrano così solo una lunghissima introduzione al mondo ideato da Cantalupi,una presentazione del background e del mondo dietro la storia,in pieno stile tolkieniano.Le descrizioni sono senz'altro ben fatte(anche se a volte si rischia di scivolare nel didascalico)e la storia della terra dei draghi è ben congegnata e descritta.Il lavoro di background è completo ma, senza i suoi due seguiti,il romanzo risulta essere zoppo,incompleto,senza mordente.La speranza è quella che l'azione sia il motore principale dei prossimi due romanzi,perchè sprecare una storia senz'altro buona e il talento,magari ancora molto acerbo,ma sicuramente presente dell'autore sarebbe un vero peccato.

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    Armando said on Aug 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Oggi desidero parlarvi di un romanzo fantasy di quelli classici, ispirati sotto numerosi aspetti dal celebre "Signore degli Anelli": si tratta di un libro in cui, a voler dire la verità, ho trovato alcune cose che mi sono piaciute poco o persino per ...(continue)

    Oggi desidero parlarvi di un romanzo fantasy di quelli classici, ispirati sotto numerosi aspetti dal celebre "Signore degli Anelli": si tratta di un libro in cui, a voler dire la verità, ho trovato alcune cose che mi sono piaciute poco o persino per niente. Ciononostante, anche se di solito non vado d’accordo con le storie che prendono spunto da quelle di Tolkien, quella che state per leggere non è una delle mie “recensioni disastrose”, bensì… insomma, giudicate voi.

    Il fatto che il mio giudizio si trovi a metà strada dipende essenzialmente da una caratteristica del libro: ne "La terra dei draghi" sono presenti, infatti, due livelli di lettura.
    "Sai che novità?", direte voi. "Sarà il solito “fantasy che non è un semplice fantasy ma che raccoglie uno spaccato di virtù e difetti degli adolescenti moderni e offre una visione innovativa della società contemporanea…”
    Be’, la risposta è sì e no. Sì, perché effettivamente l’intero romanzo è una metafora critica delle generazioni odierne (come ha confermato anche la chiave di lettura fornitami dall’autore… che una volta tanto l’editore avrebbe fatto bene a inserire nel libro, secondo me); però no, perché nel caso della Terra dei draghi non si tratta di una “scusa”.

    Cercherò di spiegarmi meglio: così su due piedi mi vengono in mente almeno una decina di titoli fantasy la cui quarta di copertina tesseva le lodi dei profondi argomenti che facevano da sfondo alla trama vera e propria… argomenti che poi si sono rivelati inesistenti o, nel migliore dei casi, trattati in modo assai superficiale e scontato. Una sorta di pallida imitazione dei grandi libri che hanno fatto la storia della letteratura fantastica, insomma, ma con un risultato molto più scadente di quello voluto.
    Con "La terra dei draghi", l’approccio è stato assai diverso, e non solo perché nel riassunto questa cosa dei “profondi argomenti” è soltanto appena accennata («un romanzo che possa far riflettere il lettore»). La critica alla società, infatti, è presente in ogni angolo della storia, ma a mio giudizio è trattata in modo tutt’altro che scontato.

    Un esempio di questo si trova già nel titolo. Come mai “La terra dei draghi”, se nel romanzo dei draghi c’è solo un lontano ricordo? Conoscendo le varie scopiazzature mal riuscite del Signore degli Anelli, un lettore poco attento potrebbe pensare a una leggerezza dell’autore, che magari ha scelto un titolo del genere per farlo sembrare più “figo”, o che so io… Qui però è chiaro che non è così.
    Può darsi, infatti, che questi draghi non siano solo i grossi lucertoloni alati che ben conosciamo, ma anche degli esseri spietati che combattono eroi e distruggono speranze… E se rappresentassero certi personaggi politici che ben conosciamo? Sta a voi scoprirlo, e in ogni caso io non vi ho detto assolutamente niente! ^^

    Tutto questo, insieme a molto altro – come la potente forza dell’amore che muove l’intera storia – è contenuto nel secondo livello di lettura, quello più profondo e, di conseguenza, meno evidente. Ma allora perché non ho messo nemmeno tre goccioline come valutazione?
    Il grosso dei problemi, signori miei, sta nello strato superiore, quello della storia vera e propria, ed è dovuto almeno in parte, secondo me, al volersi ispirare troppo al buon Tolkien.
    L’aspetto più evidente, infatti, è che questo romanzo segua abbastanza fedelmente il sentiero già tracciato dal "Signore degli Anelli", senza tuttavia esagerare: troverete tutte le classiche creature come elfi, nani, umani e mostri vari, i nomi dei luoghi e dei personaggi che danno un vago senso di déjà vu, così come per la cartina (che rimane comunque notevole, nonostante certi nomi dannatamente in piccolo e alcune trovatacce come le “Montagne cavernose” e le “Paludi tenebrose”)… ma le somiglianze, in fondo, sono quasi tutte qui, perciò il difetto più importante de La terra dei draghi non è certo il possedere elementi già visti.

    I personaggi, inoltre, mi sono piaciuti molto, anche perché è proprio da qui che l’autore comincia a staccarsi veramente da Tolkien: specialmente a Johan, l’elfo protagonista, mi sono affezionata quasi quanto al mio Frodo, pur essendo questi due personaggi del tutto diversi sul piano psicologico e soprattutto per quanto riguarda la loro storia. Anche la trama, anche se non brilla per originalità, si è rivelata a suo modo appassionante.

    Il problema vero, invece, trovo che sia nello stile.
    È evidente anche senza leggere la biografia che Nicola Cantalupi è un gran ammiratore di Tolkien. Di certo non posso biasimarlo per questo, però trovo che avrebbe potuto omaggiare il suo mito pur senza commettere certi errori.
    Un esempio è la narrazione estremamente descrittiva e minuziosa, che a tratti regala scene assai gustose come quelle che mostrano le abbondanti tavolate degli elfi:

    Ogni tavolo era apparecchiato con impeccabile cura e precisione. Un’interminabile susseguirsi di vassoi colmi di ogni genere di cibo e brocche contenenti tre tipi differenti di bevande, diede a Johan l’impressione che, una volta seduti, nessuno avrebbe mai avuto bisogno di alzarsi per procurarsi altro cibo […] Il primo enorme piatto era più simile a una collinetta ancora fumante di carni miste magistralmente arrostite: brani di pollame vario, con e senza osso, ricoperti da una traslucida pelle dorata e croccante e ancora allettanti bistecche bovine e suine adornate qua e là con foglie di rosmarino; a completare il tutto, un vivace susseguirsi di luccicanti arance e sgargianti limoni facevano da cornice al succulento vassoio.

    E questo è solo un frammento della ricca descrizione presente sul libro, che mi è piaciuta molto – oltre a farmi venire l’acquolina.
    Come potete vedere, però, gli aggettivi e gli avverbi spuntano a tradimento e in gran quantità (spesso in numero ancora maggiore che in questo breve estratto), e molte volte nel corso del libro queste descrizioni finiscono per diventare da particolareggiate a noiose.
    Le frasi spesso piuttosto lunghe, inoltre, non aiutano a rendere scorrevole la narrazione, che perde sapore a causa dei punti morti. Questo che vi propongo è un esempio ancor più palese:

    Improvvisamente un piacevole aroma di miele e vaniglia si spanse tutto intorno a loro; Johan ne fu rapito e, dopo aver chiuso gli occhi, inspirò profondamente. Nel momento in cui riconobbe il profumo dei fiori di Roselia, improvvisamente tutte le vicende e le avventure di quel giorno gli ripiombarono vorticosamente nella mente come rapidi flash e, costretto a riaprire gli occhi da una sensazione di vertigine provocata da quella rapida successione d’immagini, rimase confuso nel vedere lo stesso cielo osservato fino a pochi istanti prima ormai completamente mutato.

    Rimango del parere che il 99% degli “improvvisamente” che si trovano nei libri possa essere eliminato senza rimpianti (in fondo “tutto” accade improvvisamente); a parte questo, però, un simile accostamento di avverbi (per non parlare delle ripetizioni e anche delle rime involontarie, problema che si ripete per tutto il romanzo) rende la frase davvero pesante e poco scorrevole.
    E poi non dimentichiamoci dei periodi così lunghi da far mancare il respiro disseminati un po’ ovunque, a partire dall’incipit:

    Amhonùn giunse infine al trentatreesimo giorno di primavera, portando al culmine la morbosa curiosità che da parecchio giorni ormai affliggeva ogni abitante delle Terre Centrali. Quell’insolita situazione era tutt’altro che ingiustificabile, infatti, le furtive escursioni notturne compiute negli ultimi giorni dal vecchio Tuberon, avevano rivolto verso di lui più di una singola attenzione. Si trattava certamente dell’evento più insolito accaduto ad Amhonùn in circa cinquant’anni, ma la cosa che più di ogni altra suscitò scalpore tra la popolazione, fu che proprio per quella sera Tuberon in persona convocò ogni abitante a un’importante riunione.

    Insomma, trovo che si sarebbe potuto fare di meglio (per esempio, eliminando ripetizioni e rime ed evitando quelle due virgole tra soggetto e verbo – non gravi ma fastidiose) per invogliare un potenziale lettore a proseguire con la lettura.

    Un altro problema che ho notato è il quasi onnipresente “PoV salterino“: qui in particolare lo vediamo spesso balzare dalla testa di un personaggio all’altra. Anche quando ciò non accade, il punto di vista non è mai ben definito: risulta poco stabile, continuamente in bilico, e purtroppo anche questo aspetto si è rivelato fastidioso.

    Per concludere, trovo che ne "La terra dei draghi" siano senz’altro presenti degli elementi degni di nota, ma non ho trovato, ahimè, nemmeno un aspetto che spiccasse per innovazione o per altre qualità e che emergesse sulle altre in modo da far chiudere un occhio su qualche caratteristica meno riuscita. Invece, pur non mancando i pregi, i problemi si fanno sentire – anche se sarebbe bastato un buon editing per mandarne via almeno qualcuno tra i più evidenti.
    E poi questa mania della trilogia (ia ia oooh!) francamente fa fatica ad andarmi giù: un altro “omaggio” a Tolkien o l’ennesima trovata per allungare il brodo? Vi dirò che io opto per la seconda, perché comunque il libro è denso di eventi e la conclusione, pur lasciando domande aperte, è ben riuscita. Però è comunque una scelta assai antipatica, perché la voglia di conoscere le risposte è altrettanto forte.
    Sperando, dunque, che l’autore non ci metta troppo a concludere la saga, gli consiglio di continuare a scrivere e di non arrendersi, perché nel suo libro c’è del buono e sono sicura che nei prossimi libri questo buono emergerà ancora di più.

    Recensione completa qui: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/07/10/rec…

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    тσρσℓιηαмαятα said on Jul 11, 2012 | Add your feedback

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    Qui la recensione completa : http://bookland89.blogspot.it/2012/04/recensione-con-re…

    Questo romanzo intitolato la Terra dei draghi ,l'antica stirpe, è il primo libro, di genere fantasy, di una trilogia in corso di scrittura del ...(continue)

    Qui la recensione completa : http://bookland89.blogspot.it/2012/04/recensione-con-re…

    Questo romanzo intitolato la Terra dei draghi ,l'antica stirpe, è il primo libro, di genere fantasy, di una trilogia in corso di scrittura dell'italianissimo Nicola Cantalupi.
    Questo suo scritto, pubblicato dalla giovane Holden edizioni, è una espressione della sua grande passione per il fantasy ed in particolar modo per uno dei più grandi autori fantasy: il mitico Tolkien. Infatti ispirandosi a questo big della scrittura fantasy, ha creato il mondo delle Terre Centrali e i suoi personaggi.

    Il libro narra la storia di Johan ed Elberon, due giovani elfi che volontariamente hanno rinunciato alla loro tranquilla vita di ragazzi, per andare incontro ad una serie infinita di pericoli, tutto per il bene delle Terre Centrali. Infatti la pace che dura armai da secoli, ottenuta con il sangue di numerosi eroi durante le guerre contro le forze del Signore Oscuro, sta per finire e i ridenti giorni che hanno reso indolenti gli abitanti delle diverse città stanno per trasformarsi in un nuovo periodo di guerra e di difficoltà.......

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    Lya06- Lettrice notturna said on Apr 7, 2012 | Add your feedback

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    Recensione L' Antica Stirpe

    Da http://leggerefantastico.blogspot.com
    Nella vasta pianura che contraddistingue le Terre Centrali, circondata da fiumi rigogliosi e ampi boschi verdeggianti, si erge in tutto il suo splendore la ridente cittadina elfica di Amhonùn. In questo piccol ...(continue)

    Da http://leggerefantastico.blogspot.com
    Nella vasta pianura che contraddistingue le Terre Centrali, circondata da fiumi rigogliosi e ampi boschi verdeggianti, si erge in tutto il suo splendore la ridente cittadina elfica di Amhonùn. In questo piccolo paradiso contadino, la vita di tutti i giorni scorre allegramente e gli elfi che vi abitano vivono ignari del pericolo che sta per abbattersi su di loro. La pace che per anni è perdurata grazie all' antica magia dell' Athorhen generata dai potenti Signori dei Draghi sta lentamente e inesorabilmente svanendo. Le forze dell Signore Oscuro, capeggiate da orde di troll, orchi e creature delle tenebre, stanno preparandosi per tornare e intaccare la tranquilla serenità degli elfi. Due giovani ragazzi, sono stati scelti per portare a termine una missione e riaccendere un barlume di speranza per la gente elfica di Amhonun. Johan, insieme al suo inseparabile furetto dorato, ed Elberon viaggeranno insieme al vecchio ma inesauribile condottiero stregone Carmas verso terre lontane ed inesplorate, pericolose ed inagibili, alla ricerca di un antica stirpe che potrebbe portar loro e il proprio popolo alla vittoria nell' inesorabile e imminente guerra contro il Signore Oscuro e le forze del male.
    La speranza di tutti è riposta in questi due allegri e coraggiosi ragazzi e nell' antica saggezza di due personaggi quali Carmas e Tuberon. Riusciranno i nostri protagonisti a portare a termine la loro missione e a salvare la loro beneamata Amhonun? E quale sarà il prezzo che dovranno pagare per la pace e la liberazione dall' Oscuro Signore?

    In parole più semplici, ragazzo mio, gli uomini sarebbero più felici se smettessero di cercare costantemente quello che non possono avere; e se solo riuscissero a trovare gioia e serenità per ciò che hanno e in quello che fanno, vedrebbero il mondo allo stesso modo dei Signori dei draghi, assomigliandogli più di ogni altro popolo su questa terra.

    La Terra dei Draghi. L' Antica Stirpe è un fantasy ricco di elementi descrittivi e messaggi nascosti. In un mondo popolato da elfi, nani, uomini e creature malavagie come orchi e troll, il romanzo ci racconta l' avventura di due giovani elfi, Johan ed Elberon nel loro rocambolesco viaggio attraverso terre sconosciute e pericolose, alla ricerca di un' antica stirpe in grado di difendere e proteggere la propria terra e la propria gente da un temibile nemico e dai suoi oscuri seguaci in agguato. Narra, inoltre, della resistenza attuata dagli abitanti di Amhonun, capeggiati dal saggio Tuberon, dall' attacco di eserciti di troll armati di catapulte, pronti a invadere e annientare con la loro stazza e furia le terre elfiche. Armati di indomito coraggio e fiero spirito combattivo, gli elfi saranno chiamati ad un' impresa eroica che richiama alla mente gesta leggendarie custodite per anni dagli anziani elfi.
    Primo di una trilogia, L' Antica Stirpe ci porta a conoscere terre magiche e spettacolari, custodi di un passato glorioso e dimenticato. Tra passato e presente rivivremo l' antica storia di questa rigogliosa terra ripercorrendo faide e guerre antiche di secoli, imprese epiche e imperdonabili tradimenti. I personaggi che ci apprestiamo a conoscere, sono ben definiti e con particolarità specifiche e temperamenti ben distinti. Johan ed Elberon, sono due ragazzi curiosi e simpatici, determinati e vivaci che coraggiosamente decidono di imbarcarsi in un' avventura che temprerà il loro animo e maturerà il loro carattere irrequieto. Johan è il personaggio che emerge di più rispetto agli altri, complice la sinergia strana e curiosa che lo lega agli animali e al suo inseparabile "furetto" Luxi, e le sue origini misteriose che risveglieranno parecchi interrogativi nel corso della storia. Il romanzo è scritto da un autore italianissimo, Nicola Cantalupi, che ha saputo creare, a mio modesto parere, uno scenario fantasy di chiara comprensione e dei personaggi che, nonostante alcuni siano rimasti in disparte e approfonditi parzialmente, sapranno dare ai successivi due capitoli della trilogia, emozioni e sensazioni positive. Il tutto arricchito da illustrazioni molto apprezzate e messaggi celati tra le righe. Un piccolo appunto, lo farei nei confronti dello stile eccessivamente descrittivo in alcuni momenti, ma questi sono esclusivamente gusti personali.
    In conclusione, L' Antica Stirpe è stata una lettura piacevole che mi ha tenuto compagnia in questo fine settimana uggioso. Un fantasy ben scritto, arricchito da una storia d' amore ai suoi teneri albori, e da immancabili figure leggendarie e caratteristiche del genere, quali elfi, troll, orchi e gloriosi draghi. Un' avventura in un passato dimenticato e in un presente nel quale si consolidano vecchie leggende e si forgiano nuovi ed intrepidi eroi.

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    Francesca Francy said on Mar 21, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Others 308 Pages
  • ISBN-10: 886396131X
  • ISBN-13: 9788863961317
  • Publisher: Giovane Holden
  • Publish date: 2010-01-01
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