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La terra desolata

Testo inglese a fronte

By T.S. Eliot

(864)

| Others | 9788817123679

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Book Description

Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.

L’inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve smemorata, nutrendo Continue

Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.

L’inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve smemorata, nutrendo
Una piccola vita con tuberi secchi.

“Eliot dice in dieci parole ciò che un poeta romantico avrebbe detto in cento.”
Eugenio Montale

Apparsa nel 1922, La terra desolata è la pietra di paragone della poesia moderna. Smembrati e sottratti alla storia culturale, eroi e luoghi del passato letterario si ricompongono in un montaggio poetico di immagini, incroci intertestuali, registri dissonanti; ormai simboli di un presente desolato, allegorie di una terra “guasta”, protagonisti del tempo drammatico della morte degli dèi. E partecipi della vocazione del mondo contemporaneo a tradurre il tragico in farsa: l’inferno dantesco riemerge nell’irrealtà della città contemporanea; il grido garrulo di Filomela si dissolve nel chiacchiericcio di un pub; sulle sponde del Tamigi gli slanci dell’eros si riducono a una pantomima da dopo pranzo. Il poemetto è l’esito di una lunga gestazione, costellata di ripensamenti.
Ne danno testimonianza i manoscritti della prima redazione dell’opera, che il curatore cita e commenta dettagliatamente nel saggio inedito che arricchisce questa nuova edizione.

T. S. Eliot (St. Louis 1888 – Londra 1965), Premio Nobel per la letteratura nel 1948, è uno dei massimi poeti moderni.

Alessandro Serpieri insegna Letteratura inglese all’Università di Firenze. Per BUR ha curato i Sonetti di Shakespeare

71 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il mio professore di inglese, durante la prima lezione su Eliot (quella introduttiva, per intenderci) ci disse: "Eliot non va capito, Eliot va sentito". Non mi sono fidata: per un po' di tempo ho preteso di cogliere tutti i riferimenti testuali, i si ...(continue)

    Il mio professore di inglese, durante la prima lezione su Eliot (quella introduttiva, per intenderci) ci disse: "Eliot non va capito, Eliot va sentito". Non mi sono fidata: per un po' di tempo ho preteso di cogliere tutti i riferimenti testuali, i significati nascosti, le connessioni tra i versi. Ecco, in quel momento avrei dato due stelline "anobiane" a The Waste Land. Troppo pretenzioso per i miei gusti (sebbene geniale). Poi però l'ho comprato, convinta che una rilettura non mi avrebbe fatto male: lo spirito questa volta era diverso. La crudezza e la desolazione degli scenari mi hanno come investita (quello tra la giovane dattilografa e il giovane baldanzoso, tanto per citarne uno) e alcuni versi mi hanno persino commossa.

    "Dayadhvam: I have heard the key
    turn in the door once and turn once only
    We think of the key, each in his prison
    Thinking of the key, each confirms a prison"

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    Agnese said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una lettura non immediata, piena di riferimenti intertestuali e forse per questo più ricca e piena.

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    Metis said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sassoon è nato l'8 settembre, intanto.
    Masters pubblica il suo libriccino nel 1915.

    Nel suo testo "The Kiss" [e faccio solo per dire]
    a un certo punto dice

    lei scintilla nuda, fredda e bella

    Io, non ne sono certo, ma adesso questo Sassoon
    me lo ...(continue)

    Sassoon è nato l'8 settembre, intanto.
    Masters pubblica il suo libriccino nel 1915.

    Nel suo testo "The Kiss" [e faccio solo per dire]
    a un certo punto dice

    lei scintilla nuda, fredda e bella

    Io, non ne sono certo, ma adesso questo Sassoon
    me lo porto in camera con me e vediamo

    bene bene se possiamo venirne a capo
    [Conan di Hayao è del 1978: le date sono importanti]

    Eliot ha fatto l'impiegato.

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    [radek] said on Jun 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Confesso a bassissima voce che l'ho letto perchè vi si erano ispirati i Pooh per una loro vecchia canzone...ma ne sono rimasta un po' delusa, è troppo ermetico oppure io non sono abbastanza profonda.

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    Serena said on Jun 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non è arrivata a fondo

    Capisco l'importanza, capisco il fatto che sia una pietra miliare della letteratura e capisco anche quanto rappresenti un'epoca (risultando allo stesso tempo tremendamente particolare). Penso di aver capito non tutte, ma molte cose, eppure rimane lì, ...(continue)

    Capisco l'importanza, capisco il fatto che sia una pietra miliare della letteratura e capisco anche quanto rappresenti un'epoca (risultando allo stesso tempo tremendamente particolare). Penso di aver capito non tutte, ma molte cose, eppure rimane lì, a metà.
    Pochi versi mi hanno emozionata, cosa che secondo me in un testo, e soprattutto in una poesia, dovrebbe essere fondamentale. Versi a cui tra l'altro ho dato una mia interpretazione che probabilmente col poemetto poco c'entra...
    E' troppo pesante, talmente tanto da risultare non facilmente godibile; cambi di punti di vista, di epoca e di luogo, e alla fine? Zero risposte, tanto rumore per nulla, ci presenta un panorama desolato e non è proposta nessun tipo di conclusione/soluzione(che sia questa l'intenzione di Eliot? Probabile, ma a me non va giù).
    In più gli infiniti riferimenti a letterature e culture europee ed extraeuropee per quanto possano essere interessanti mi sono sembrati poco... accattivanti! L'impressione che ho avuto, e scusate la blasfemia che sto per scrivere, è che ci sia tanta forma, tanta voglia di mostrare la propria infinita cultura, ma poca sostanza, sempre su quei concetti si torna.
    Troppo caotica, troppo confusionaria e soprattutto troppo PIENA per far scattare subito la scintilla (in me).
    Amo testi più diretti, con meno fronzoli, ma riconosco che molte parti sono davvero particolari e belle. Solo, nell'insieme, non la considero una delle migliori opere che io abbia letto. Per particolarità sì, non ha rivali, per ribaltamenti di stomaco e amore pure scatentato nel cuore del lettore no, rientra a malapena nella mia classifica.

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    Hesperia said on Jun 13, 2013 | Add your feedback

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