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La terra desolata - Quattro quartetti

Di

Editore: Feltrinelli (I Classici Universale Economica, 2121)

4.4
(342)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807821214 | Isbn-13: 9788807821219 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Angelo Tonelli ; Curatore: Angelo Tonelli ; Prefazione: Czeslaw Milosz

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Tema de "La terra desolata" è la città infernale, descritta prima da William Blake, poi da Baudelaire: città diabolica dove, con il passare del tempo,l'uomo si trova sempre peggio. E' una tragedia grottesca che anticipa la poetica di Beckett e Fellini. Con la sua poesia, e in particolare con "I quattro quartetti", Eliot tenta di dimostrare che l'immaginazione (quella che per lui si incarnava nella poesia religiosa) può, nello sfacelo del mondo odierno,riconquistare i suoi privilegi. Impresa pressoché disperata: costruire qualcosa dall'impossibilità, dalla mancanza, dalle rovine.Introduzione di Czeslaw Milosz. Testo originale a fronte.
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  • 5

    No comment.
    "Ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è stato mirano a un solo fine che è sempre presente.
    Eco di passi nella memoria...Verso la porta che non aprimmo mai..."

    ha scritto il 

  • 3

    Dal liceo ricordavo che Eliot è incomprensibile. Rileggendolo ora non posso negare al 100% quella prima affermazione. Lo stesso autore disse che quando compose "La terra desolata" non gli importava neppure di essere capito. Il fatto che sia di difficile lettura è però un invito a soffermarsi con ...continua

    Dal liceo ricordavo che Eliot è incomprensibile. Rileggendolo ora non posso negare al 100% quella prima affermazione. Lo stesso autore disse che quando compose "La terra desolata" non gli importava neppure di essere capito. Il fatto che sia di difficile lettura è però un invito a soffermarsi con attenzione su ogni verso o strofa e cercare di carpire ciò che voleva trasmettere. Penso sia piacevole una doppia lettura: una aiutata dalle note e dai riferimenti e una libera, attenta solo a cogliere la sonorità e le immagini descritte.

    ha scritto il 

  • 0

    La traduzione in italiano di Angelo Tonelli, a sua detta "efficace e innovativa", è in realtà uno scempio al ritmo della poesia di Eliot. Questa edizione è assolutamente SCONSIGLIATA.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mondo in un libro. Semplicemente.
    Ne La Terra desolata, visto con gli occhi dell'alienazione e della disperazione, ma cercando la salvezza.
    Nei Quartetti, visto con gli occhi dell'unità ritrovata, musica interiore che fluisce come un balsamo.
    Un libro curativo, ...continua

    Il mondo in un libro. Semplicemente.
    Ne La Terra desolata, visto con gli occhi dell'alienazione e della disperazione, ma cercando la salvezza.
    Nei Quartetti, visto con gli occhi dell'unità ritrovata, musica interiore che fluisce come un balsamo.
    Un libro curativo, lo consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    E' T.S. Eliot. Da leggere piano, assaporando ogni suono, ogni parola, ogni verso, ogni strofa. Da gustare con la meraviglia del viandante solitario e assetato che cammina sui sentieri della Poesia : di fronte a tanto, può solo prendere a piene mani, accogliere con un singulto di riverenza e solli ...continua

    E' T.S. Eliot. Da leggere piano, assaporando ogni suono, ogni parola, ogni verso, ogni strofa. Da gustare con la meraviglia del viandante solitario e assetato che cammina sui sentieri della Poesia : di fronte a tanto, può solo prendere a piene mani, accogliere con un singulto di riverenza e sollievo la maestosità di certe costruzioni, ma anche la loro durezza, l'oscenità, l'estrema attenzione volta alla scelta di ogni singolo vocabolo, delle pause, del fraseggio interno - niente è per caso, tutto ha un senso, anche quando si fa fatica a coglierlo, vista la copiosa messe di riferimenti a opere, pensieri, sistemi, autori del passato, da Dante a Shakespeare alle filosofie orientali e oltre. Autore senza mezzi termini, come le sue opere, che richiede impegno passione dedizione e studio, e in cambio dà Musica, Arte, Filosofia, Poesia, Vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro quartetti è la penultima raccolta di poesie del caro Eliot. Un Eliot diverso, però, meno personale, si rivolge non più a sé, ma al tempo. E' un'intera dedica al Tempo, alle sue sfacettature, alle case in cui dimora (le rughe di un uomo, le stagioni, le case, la Terra).
    In seg ...continua

    Quattro quartetti è la penultima raccolta di poesie del caro Eliot. Un Eliot diverso, però, meno personale, si rivolge non più a sé, ma al tempo. E' un'intera dedica al Tempo, alle sue sfacettature, alle case in cui dimora (le rughe di un uomo, le stagioni, le case, la Terra).
    In seguito comporrà solo due o tre poesie, si dedicherà completamente al saggio.
    Posso dire che mi è mancato un sacco l'Eliot di The Hollow Men, The Waste Land, Ash-Wednesday?
    Non sono neanche sicura di essere abbastanza matura per capire queste poesie. Sono piuttosto astruse, complicate, proprio difficili da comprendere. Prendo la prima strofa che mi viene in mente:

    Il dettaglio della trama è movimento
    come nella figura delle dieci scale.
    Desiderio stesso è movimento
    per se stesso non desiderabile; amore
    è per se stesso immobile, soltanto
    causa e fine di movimento
    senza tempo e senza desiderio
    fuorché nell'aspetto del tempo
    condensato in forma di limitazione
    tra non essere ed essere.

    (The detail of the pattern is movement,
    As in the figure of ten stairs.
    Desire itself is movement,
    Not in itself desiderable;
    Love itself unmoving,
    Only the cause and end of movement,
    Timeless, and undesiring
    Except in the aspect of time
    Caught in the form of limitation
    Between un-being and being.

    Ora, io ho provato a diverse volte a leggerlo. Ho provato con la versione tradotta, quella in inglese, ma non ho afferrato l'intera strofa. Sono arrivata a "causa e fine di movimento" e il mio comprendonio s'è bloccato lì. Mi sto ancora adesso scervellando per capire. Ho persino fatto leggere i versi a mia madre, che dopo un po' è scappata via dicendo che se continuava così, le sarebbe scoppiata la testa. Molto bene, Eliot è pericoloso. La traduzione della Feltrinelli, per quanto molto buona, scombina completamente la struttura delle sue poesie e va a intricare ulteriormente il problema.
    Una cosa positiva è che ha un suo ritmo veramente godibile, si respira sempre al momento giusto per creare una notevole sinfonia. E ha diversi riferimenti ad Eraclito, che come filosofo mi garba parecchio. Felice di sapere che Eliot è un suo grande fan. Meno felice della completa dedica alla religione delle ultime strofe, purtroppo non sono credente come lui e certi versi non li posso..sentire, ma nel senso "sentire dentro di me". Non è che non li posso sopportare, ma no.
    Sono sicura che ritornerò su questa raccolta, forse fra uno, due anni, sapendo già che nonostante l'ipotetica maturazione, dovrò scervellarmi ancora. Per quanto abbia apprezzato Quattro Quartetti nonostante i miei limiti, preferisco ancora le poesie precedenti. Assume un tono molto più stretto al lettore che qua, dove in alcuni punti sembra quasi freddo.

    ha scritto il 

  • 5

    A prescindere dal grado di profondità della lettura, Eliot regala immagini e sensazioni sublimi e ti svela un mondo segreto in cui lasciarsi scientemente immergere.
    I versi de "La terra desolata" tolgono il fiato, ti incollano alle pagine e alle sue misteriose figure.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ero prefissa di spendere parole solo per i libri che ho trovato detestabili: per la pochezza del contenuto, per una scrittura orrorifica, per il tempo buttato via tra pagine esecrabili.


    Commentare i libri scivolati via nell'indifferenza o nell'irritazione, perché i Capolavori si comment ...continua

    Mi ero prefissa di spendere parole solo per i libri che ho trovato detestabili: per la pochezza del contenuto, per una scrittura orrorifica, per il tempo buttato via tra pagine esecrabili.

    Commentare i libri scivolati via nell'indifferenza o nell'irritazione, perché i Capolavori si commentano da soli.

    E, Signori, quando si ha tra le mani un Capolavoro non puoi far altro che sfogliarlo, in silenzio.
    Ogni parola di troppo, abbrutisce.

    È in perenne, mia, consultazione.
    Non so nemmeno più quante volte avrò letto The Burial of the
    Dead
    .
    Dieci, venti, cento.
    E, ogni volta, s'arrichisce: di una sfumatura, di un dettaglio, di un sorriso, di un sospiro.

    È una poesia per chi ama i dettagli, la citazione, il perenne rimando: una poesia colta, studiata, riscritta, ripulita dal Miglior Fabbro con la lima e cesellata da Eliot, trasfigurato senza che ogni singolo verso perda la sua forza istintiva.

    ha scritto il 

  • 5

    East Coker

    "In my beginning is my end. In succession
    Houses rise and fall, crumble, are extended,
    Are removed, destroyed, restored, or in their place
    Is an open field, or a factory, or a by-pass.
    Old stone to new building, old timber to new fires,
    Old fires to ashes, and ashes ...continua

    "In my beginning is my end. In succession
    Houses rise and fall, crumble, are extended,
    Are removed, destroyed, restored, or in their place
    Is an open field, or a factory, or a by-pass.
    Old stone to new building, old timber to new fires,
    Old fires to ashes, and ashes to the earth
    Which is already flesh, fur and faeces,
    Bone of man and beast, cornstalk and leaf.
    Houses live and die: there is a time for building
    And a time for living and for generation
    And a time for the wind to break the loosened pane
    And to shake the wainscot where the field-mouse trots
    And to shake the tattered arras woven with a silent motto."

    ha scritto il 

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