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La terza rivoluzione industriale

Come il «potere laterale» sta trasformando l'energia, l'economia e il mondo

By Jeremy Rifkin

(171)

| Hardcover | 9788804614203

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Book Description

Il petrolio e gli altri combustibili fossili, le fonti energetiche su cui si basa l'odierno stile di vita nei paesi dell'Occidente, sono in via di esaurimento, e le tecnologie da essi alimentate stanno diventando obsolete. Intanto, i mali che affligg Continue

Il petrolio e gli altri combustibili fossili, le fonti energetiche su cui si basa l'odierno stile di vita nei paesi dell'Occidente, sono in via di esaurimento, e le tecnologie da essi alimentate stanno diventando obsolete. Intanto, i mali che affliggono il mondo globalizzato - crisi economica, disoccupazione, povertà, fame e guerre - sembrano aggravarsi anziché risolversi. A peggiorare le cose, si profila all'orizzonte un catastrofico cambiamento climatico provocato dalle attività industriali e commerciali ad alte emissioni di gas serra, e che già entro la fine di questo secolo potrebbe mettere a repentaglio la vita dell'uomo sul pianeta. La nostra civiltà, quindi, deve scegliere se continuare sulla strada che l'ha portata a un passo dal baratro, o provare a imboccarne coraggiosamente un'altra. E non ha molto tempo per farlo. Dopo trent'anni di studi e di attività sul campo, Jeremy Rifkin decreta la fine dell'era del carbonio e individua nella Terza rivoluzione industriale la via verso un futuro più equo e sostenibile, dove centinaia di milioni di persone in tutto il mondo produrranno energia verde a casa, negli uffici e nelle fabbriche, e la condivideranno con gli altri, proprio come adesso condividono informazioni tramite Internet. Questo nuovo regime energetico, non più centralizzato e gerarchico ma distribuito e collaborativo, e che segnerà il passaggio dalla globalizzazione alla "continentalizzazione", dovrà poggiare su cinque pilastri...

17 Reviews

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    IL MONDO AI TEMPI DELLA WORLD WIDE ENERGY (WWE)

    LETTO IN EBOOK
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    Anni fa avevo già avuto modo di apprezzare la capacità di visione di uno dei più acuti economisti dei nostri tempi, Jeremy Rifkin (“Economia all’idrogeno”, “L’era dell’accesso”). Ho ora letto una delle sue opere più ...(continue)

    LETTO IN EBOOK
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    Anni fa avevo già avuto modo di apprezzare la capacità di visione di uno dei più acuti economisti dei nostri tempi, Jeremy Rifkin (“Economia all’idrogeno”, “L’era dell’accesso”). Ho ora letto una delle sue opere più recenti (2011) “La terza rivoluzione industriale”, che mi ha forse colpito meno delle precedenti letture, perché alcune delle intuizioni presenti le avevo già trovate nelle opere precedenti. Il volume mi è parso però un’interessante summa del pensiero di Rifkin sulle sorti del mondo, sebbene particolarmente concentrato su una delle sue idee portanti: l’energia diffusa.
    L’economista sostiene che il corrispondente e il supporto dell’informazione diffusa, consentita dall’avvento di internet, dovrebbe essere l’energia diffusa.
    Come nel web, le informazioni si muovono liberamente da innumerevoli (virtualmente infinite) fonti verso altrettanti fruitori finali, in uno scambio spesso diretto, così dovrebbe avvenire per l’energia.
    Per Rifkin l’età del petrolio è finita (come non essere d’accordo?) ed è iniziato (anzi dobbiamo fare in modo che inizi) l’era dell’energia da fonti rinnovabili. Già ora abbiamo grandi centrali eoliche e fotovoltaiche oltre alle già più tradizionali centrali idroelettriche, ma non è questa la modernità del modello proposto dallo studioso americano. L’energia alternativa dovrà essere prodotta localmente e in maniera diffusa. Ogni abitazione dovrà essere dotata di pannelli fotovoltaici, di piccole pale eoliche, di sistemi per sfruttare l’energia geotermica e potrà sia sfruttare direttamente l’energia prodotta, sia immetterla in rete.
    Sarà in questo modo che potremo salvarci dalla scarsità di petrolio (e dalle guerre connesse), dall’inquinamento, dal riscaldamento globale e fornire energia a un mondo in cui non solo cresce la popolazione, ma in cui, anche e soprattutto, cresce il tenore di vita e con esso le esigenze di energia. Il processo di trasformazione potrà anche essere un volano per riattivare lo sviluppo e la crescita economica.
    Il mondo immaginato sarà basato sull’empatia, sullo scambio, sulla sostituzione dell’affitto alla proprietà, sulla mobilità, temi peraltro più diffusamente affrontati in altri libri.
    Qui Rifkin ci mostra come si potrebbe uscire dalla crisi attuale e avviare un terzo periodo di crescita industriale basato su un nuovo sviluppo del settore immobiliare, che dovrebbe riconvertirsi all’energia diffusa e su un ritorno alla produzione artigianale e alla piccola impresa, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie come la stampa tridimensionale.
    Il volume presenta anche, come esempi, alcuni “masterplan” approntati dal gruppo di studio di Rifkin per la trasformazione di alcune città secondo i criteri della terza rivoluzione industriale. Da (ex-)romano ho trovato un po’ utopistica l’immagine di una Roma tagliata da fasce “verdi” e riconvertita al fotovoltaico. Abbiamo impiegato decenni per costruire due linee di metropolitana, dubito che si riesca a trasformare in meno tempo una città plurimillenaria, in cui non si riesce a smuovere un sasso senza chiamare in causa le Belle Arti e in cui le abitudini sono ancor più difficili da cambiare. Le altre città le conosco meno e spero che l’analisi non sia stata altrettanto ottimistica.
    In ogni caso, la parte più interessante del libro non è la descrizione dei progetti, ma l’idea di fondo.
    Condivido con l’autore la preoccupazione che se non troveremo presto un’alternativa all’economia da petrolio, la nostra civiltà rischi l’estinzione, dunque non posso che consigliare questa lettura, se non altro per una riflessione sul nostro futuro.

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    Carlo Menzinger said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

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    Premesso che Rifkin non ne ha ancora azzeccato una delle sue previsioni, il libro merita la lettura. Ben scritto, documentato, approfondito, preconizza un futuro auspicabile e desiderabile.

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    Giober said on May 23, 2014 | Add your feedback

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    Non il miglior Rifkin

    Pochi nuovi concetti rispetto ai precedenti libri. E poi lungo e spesso autocelebrativo nel dipingersi sempre al centro del cambiamento. Peccato, perché un tema così "definitivo" meritava qualcosa di più.

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    Saverio Zuccotti said on Jan 26, 2014 | Add your feedback

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    Moltissime idee e spunti, forse troppi.

    Alla lunga stanca e si fa più ripetitivo e confusionario, forse 100 pagine in meno avrebbero giovato.

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    Ggala said on Nov 4, 2013 | Add your feedback

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    Vision non è una project list!

    Un fiume come un puro flusso d'acqua rimane un fiume, un prato verde come una distesa d'erba rimane un prato, il cielo come sfondo rimane il cielo, il paesaggio non è la pura somma di questi elementi ma rappresenta l'essenza intima che li lega e ti i ...(continue)

    Un fiume come un puro flusso d'acqua rimane un fiume, un prato verde come una distesa d'erba rimane un prato, il cielo come sfondo rimane il cielo, il paesaggio non è la pura somma di questi elementi ma rappresenta l'essenza intima che li lega e ti impedisce di vedere gli elementi in modo distinto.
    Questo libro indica un'autentica vision sul futuro non come un elenco di progetti distinti ma esattamente come un unico disegno finale!

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    gilbio said on Aug 28, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (171)
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    • 2 stars
  • Hardcover 329 Pages
  • ISBN-10: 880461420X
  • ISBN-13: 9788804614203
  • Publisher: A. Mondadori (Saggi)
  • Publish date: 2011-10-01
  • Also available as: Others , eBook
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