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La tigre bianca

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(729)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8806201573 | Isbn-13: 9788806201579 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Con questo libro Aravid Adiga ha vinto il Booker Prize 2008.

Seduto alla sua scrivania, l'imprenditore autodidatta Balram Halwai, detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al primo ministro cinese che si appresta a visitare l'India. Gli racconta delle proprie origini e della propria storia: la storia di un ragazzo di una delle caste piú basse che da un fangoso villaggio all'interno del paese (dove "ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia, e in fretta") arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell'Europa dell'est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halwai assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone, ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale in una scuola per i bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di Tigri Bianche, in cui non si parli né di Gandhi, né dei 36 milioni di divinità indiane. Con questo suo primo romanzo, Aravind Adiga ci conduce dietro le quinte dell'India odierna, la " shining India" della new economy e delle nuovissime tecnologie, della crescita economica vertiginosa, del consumismo sfrenato di pochi, descrivendo con durezza e sarcasmo i bui retroscena, materiali e morali, di tanto scintillio.
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  • 4

    Mi piace acquistare libri seguendo il caso, a volte, per uscire dal condizionamento delle classifiche e dei passaparola.
    A volte sono fregature, a volte si scoprono delle perle.
    In questo caso è stato ...continua

    Mi piace acquistare libri seguendo il caso, a volte, per uscire dal condizionamento delle classifiche e dei passaparola.
    A volte sono fregature, a volte si scoprono delle perle.
    In questo caso è stato un acquisto fortunato. Non è la prima volta che mi imbatto nella lettura di autori indiani sconosciuti ai più (me compreso) e raramente ne sono rimasto deluso.
    Questo libro è intenso, interessante, istruttivo e ben scritto.
    Una sorta di "città della gioia" visto, anzichè con gli occhi dell'occidentale che si confronta con una realtà indescrivibile, con gli occhi di chi in quella realtà ci è nato e cresciuto, e ne ha conosciuto tutte le sfaccettature.
    Rispetto al capolavoro di Lapierre c'è qualche mancanza stilistica, e il paragone risulta comunque complicato dal diverso posizionamento temporale e soprattutto dal fatto che qui si tratta di un romanzo, dove Lapierre scriveva di vita vissuta.
    Ciò nonostante nel libro di Adiga nulla appare fantasioso, tutto è tremendamente reale, e ci si trova immersi in una realtà a noi lontana sentendola sulla pelle.
    La forma scelta del racconto, in forma epistolare/autobiografica, aggiunge valore e toglie ogni sensazione di "già letto".
    Lo consiglio, pur non trattandosi di lettura leggera.
    Spesso vale la pena di perlustrare gli scaffali delle librerie e lasciarsi cogliere da qualcosa di mai sentito, piuttosto che dirigersi subito verso i titoli sulla bocca di tutti.
    Questo è uno di quei casi, a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questo romanzo subito dopo un viaggio in India... un viaggio breve dal quale non avrei potuto ricevere niente altro che tante impressioni e che non avrei saputo inserire in un'immagine omogen ...continua

    Ho letto questo romanzo subito dopo un viaggio in India... un viaggio breve dal quale non avrei potuto ricevere niente altro che tante impressioni e che non avrei saputo inserire in un'immagine omogenea o anche solo un breve resoconto. "La tigre bianca" mi ha confermato sensazioni e riflessioni personali, mi ha ricordato immagini che mi sono passate velocemente davanti agli occhi, mi ha spiegato molte contraddizioni che avevo solo intuito. La storia è divertente e credo possa essere molto interessante anche per coloro che non hanno mai visitato il subcontinente.
    Aggiungo che, in qualche modo, mi ha aiutato ad essere molto più cattiva. Forse.
    Questo in realtà non è una buona recensione e non fa venire voglia di leggere il libro. Però leggetelo.

    ha scritto il 

  • 5

    splendido, da assaporare pagina per pagina. un capolavoro di ironia, uno spietato ritratto dell'india contemporanea, tra diseguaglianze sociali incolmabili e antiche tradizioni quasi impossibili da sr ...continua

    splendido, da assaporare pagina per pagina. un capolavoro di ironia, uno spietato ritratto dell'india contemporanea, tra diseguaglianze sociali incolmabili e antiche tradizioni quasi impossibili da sradicare .

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto davvero molto questo romanzo che, attraverso la storia del suo protagonista, accompagna in un viaggio nell'India di oggi, un paese che vive di contraddizioni tra modernità e tradizione, ...continua

    Mi è piaciuto davvero molto questo romanzo che, attraverso la storia del suo protagonista, accompagna in un viaggio nell'India di oggi, un paese che vive di contraddizioni tra modernità e tradizione, ricchezza e povertà, rassegnazione e iniziativa individuale.

    ha scritto il 

  • 0

    Adesso io vivo nella luce

    "Vivrò abbastanza a lungo da vedere la fine dell'uomo bianco.
    Ci sono anche i neri e i rossi, ma non ho idea di come se la passino, la radio non ne parla mai. La mia umile previsione è questa: nel gir ...continua

    "Vivrò abbastanza a lungo da vedere la fine dell'uomo bianco.
    Ci sono anche i neri e i rossi, ma non ho idea di come se la passino, la radio non ne parla mai. La mia umile previsione è questa: nel giro di vent'anni al vertice della piramide ci saremo noi uomini gialli e uomini marroni, e domineremo il mondo.

    Dio abbia pietà di tutti gli altri."

    ha scritto il 

  • 3

    Vuole essere spiritoso parlando di cose serie. E se l'intenzione è lodevole, il risultato non mi ha convinto del tutto. L'immagine che viene fuori dell'India, comunque, è terribile, confermando o smen ...continua

    Vuole essere spiritoso parlando di cose serie. E se l'intenzione è lodevole, il risultato non mi ha convinto del tutto. L'immagine che viene fuori dell'India, comunque, è terribile, confermando o smentendo di volta in volta molti degli stereotipi che conosciamo.

    ha scritto il 

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