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La traversata

Di

Editore: Novantacento

4.0
(3)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8896499259 | Isbn-13: 9788896499252 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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    Arancina al volo, con botta d'acido.

    Quando mi ritrovavo esausta, di ritorno dal traffico dell'ora di punta (che, a Palermo, la punta, non ho mai capito quale sia) e, per giunta, in motociclo, il che è o dovrebbe essere (ma non ...continua

    Quando mi ritrovavo esausta, di ritorno dal traffico dell'ora di punta (che, a Palermo, la punta, non ho mai capito quale sia) e, per giunta, in motociclo, il che è o dovrebbe essere (ma non sempre) un vantaggio (a meno che non si segua la scia di motorini che salgono sui marciapiedi per sfuggire all'ingorgo), pensavo: ci vorrebbe un libro che racconti la città mentre la si vive in mezzo al traffico. Quei pensieri sfuggenti eppure lapidari, purtroppo eterni ed eternamente tragicomici. Sì, perché se nel tragico riesci a ridere allora è fatta. Sei fottuto per sempre. Ti sei innamorato di questa città. Ecco, il libro c'è. Veloce come addentare un'arancina, in un'ora e mezzo di traffico. Una goduria...ma con qualche botta d'acido!

    ha scritto il 

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    Racconti a Palermo, su Palermo, per Palermo. Sostanzialmente un atto d’amore per la città e per la sua variopinta umanità, spesso disperata senza essere sazia, eppure sempre viva e pulsante. Lo ...continua

    Racconti a Palermo, su Palermo, per Palermo. Sostanzialmente un atto d’amore per la città e per la sua variopinta umanità, spesso disperata senza essere sazia, eppure sempre viva e pulsante. Lo si vede particolarmente nell’ultimo racconto (quello che mi è piaciuto di più, per la sua, vorrei dire, “oggettività morale”, nel senso che racconta una storia senza stillare giudizi moralistici dall’alto, ma lasciando emergere la natura dei fatti di per sé) e nel primo, che dà il titolo al libro, in cui il protagonista fa da cicerone palermitano ad un insolito deus ex machina (nella fattispecie una Mercedes).

    ha scritto il 

  • 0

    attraversando Palermo

    Un vecchio furgoncino Volkswagen, di quelli usati dai figli dei fiori, illustra la copertina de "La traversata", piacevole e veloce raccolta di racconti a firma di Salvo Toscano, palermitano, ...continua

    Un vecchio furgoncino Volkswagen, di quelli usati dai figli dei fiori, illustra la copertina de "La traversata", piacevole e veloce raccolta di racconti a firma di Salvo Toscano, palermitano, classe 1975, giornalista, coordinatore dei mensili «I Love Sicilia» ed «S». Il fatto che Salvo Toscano sia palermitano, è di fondamentale importanza nell'approccio a questo volumetto, la cui «traversata» comincia non su un furgoncino malconcio e colorato, ma a bordo di una Mercedes i cui due occupanti, un uomo e una donna, americani, turisti, «rapiranno» il malcapitato Michele, giovane laureato impiegato di un call center, per lasciarsi a loro volta stregare da quella che potrebbe sembrare una lunga lista di luoghi comuni del capoluogo di Sicilia ma che, invece, rappresenta l'ossatura di una vecchia e lunga storia fatta di antiche stradine, luoghi incantati, tante miserie e vaghi sentori di nobiltà. Il tutto condito da quel traffico da girone infernale al quale i palermitani, nessuno escluso, sono costretti giornalmente a sottostare. Il tutto condito da quell'ineffabile elogio della lentezza che scompare, tutto d'un tratto, soltanto se una svampita signora decide di affrontare sfrontatamente con la propria vecchia auto scassata un senso unico, ma pronto a riprendere il sopravvento davanti a un'arancina (rigorosamente con la a finale) fumante. Salvo Toscano, dunque, racconta la sua Palermo, ma anche quella di tante generazioni prima ed altre a venire.Tanto, come si sa, Palermo è la città più gattopardiana del mondo, dove tutti fingono di voler cambiare tutto per lasciare le cose esattamente come sono. Ma la «traversata» va anche oltre. E' il racconto di una generazione disagiata, sconfortata, delusa. Dove chi si laurea, perché il figlio laureato è d'obbligo in ogni famiglia che si rispetti, deve necessariamente scappare, sradicarsi dal tiepido torpore e buttare il naso oltre il Monte Pellegrino. O sperare in un insperabile miracolo. Come accade a Michele. Perché le speranze di dare un calcio nel sedere al proprio datore (cerbero) di lavoro precario, è altrimenti pari a zero, tanto quanto quello di vedere la squadra di calcio della città con il tricolore dello scudetto cucito sulle maglie rosanero. La prosa di Salvo Toscano è fluida, divertente e a tratti appassionante. E la dice lunga su un autore che, già finalista allo Scerbanenco e al PremioZocca, riesce a toccare le corde più recondite del lettore scatenando il gusto piacevole della lettura estiva, non troppo impegnativa ma nemmeno sterile a se stessa.

    ha scritto il