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La tredicesima tribù

Storia dei cazari dal Medioevo all'Olocausto ebraico

Di

Editore: UTET (Università)

4.1
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8877508086 | Isbn-13: 9788877508089 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Matilde Segre Ottino ; Contributi: Elena Loewenthal

Genere: History

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Descrizione del libro
Tra il quinto e il dodicesimo secolo il leggendario popolo dei cazari dominaun ampio territorio compreso tra il mar Nero e il mar Caspio. E' una civiltàfiorente e un regno prospero. Intorno all'ottavo secolo i cazari,originariamente di stirpe turca, abbandonarono lo sciamanesimo per abbracciarela religiuone ebraica. Lo scrittore d'origine ungherese ripercorre la storiadi questo popolo.
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  • 4

    L’80% della popolazione ebraica moderna è di ascendenza ashkenazita.
    Ma gli ashkenaziti sono di vera ascendenza semitica o piuttosto celano le loro remote origini nel popolo dei Khazari, fondatori a cavallo tra VII e IX secolo di un impero delle steppe ucraine e russe che secondo rarefatte ...continua

    L’80% della popolazione ebraica moderna è di ascendenza ashkenazita.
    Ma gli ashkenaziti sono di vera ascendenza semitica o piuttosto celano le loro remote origini nel popolo dei Khazari, fondatori a cavallo tra VII e IX secolo di un impero delle steppe ucraine e russe che secondo rarefatte fonti medievali si convertì in massa al giudaismo (caso più unico che raro nella Storia) e poi nelle nebbie della Storia si perse? E in parallelo con la progressiva scomparsa dei Khazari dalle fonti storiche, si manifesta via via più evidente nelle medesime la nota, peculiare presenza ebraica nei territori dell’Europa Orientale.

    Così, mentre la moderna ricerca storica sembra avere difficoltà a giustificare quest'ultimo fenomeno nella maniera tradizionale, cioè come frutto d'una imponente migrazione dalle comunità ebraiche della Germania renana e centrale, che a quanto pare furono sempre troppo scarsamente numerose per giustificare una tale esplosione demografica all'Est, risulta invece evidente la vicinanza geografica dei territori storicamente ashkenaziti a quelle che furono le terre dei Khazari.

    Le prove indiziarie raccolte da Koestler sono numerose e accattivanti e l’argomento sembra una di quelle delizie da topi di biblioteca.
    A parte che anche l’essere "topi di biblioteca" cela i suoi piaceri della vita, la questione ha però rilevanza più vasta perché implicherebbe che grande maggioranza della popolazione ebraica moderna NON discenderebbe geneticamente da Abramo, cosa che – si badi bene – è uno degli elementi che gli stessi interessati considerano come FONDANTI la religione e la nazione ebraica. Con tutto quello che ciò comporta.

    Il libro non fu il primo a trattare l’argomento ma fu il primo a proporlo alla conoscenza del vasto pubblico, soprattutto ebraico, negli anni '70, con il ricordo dei campi di concentramento ben vivo e sanguinante, e lo tratta in modo abbastanza esaustivo. La questione è delicata e per quanto al giorno d'oggi venga maneggiata senza complessi da intellettuali come quelli della Nuova Storiografia Israeliana, tocca questioni identitarie profonde di un popolo che ha sofferto molto: prova ne è che libri di ampia divulgazione scientifica nel mondo anglossassone (sensibile, come noto, alla questione ebraica) come http://www.anobii.com/books/Mappe_della_storia_delluomo/0113ff316d89878a54/
    dedicano tempo e parole a ribadire l'evidenza dagli esami genetici (ma senza riportare dati) delle origini medio-orientali degli ashkenaziti.
    Se ciò non fosse vero… beh, oltre alla drammatica beffa dei Nazisti che avrebbero perseguitato una popolazione dalle origini “ariane” almeno quanto le loro, dal lato ebraico significherebbe … "abbiamo sofferto per secoli perché siamo discendenti fisici di Abramo…perché il nostro Patto è stato scritto geneticamente nel nostro sangue …e ci dite che il nostro sangue è muto, che non abbiamo mai fatto parte dell’Eredità della Parola?".
    Pesa in effetti sul libro di Koestler un troppo netto pronunciamento sulla non-ebraicità genetica della maggior parte della popolazione giudaica moderna. Sarebbe stata opportuna e avrebbe giovato alla fortuna del testo una maggiore sobrietà, preso atto che mancano prove decisive e anche la consapevolezza del dolore che l’argomento tocca e delle ferite che apre e potrebbe aprire. Ma la domanda resta.

    ha scritto il 

  • 4

    Da un punto di vista strettamente antropologico può sembrare datato. Non si può neppure pensare che esista una "razza ebraica", dato che il concetto stesso di "razza" è superato: non è più così urgente, per fortuna, dover dimostrare che essere ebrei non vuol dire essere semiti e viceversa. Ma dal ...continua

    Da un punto di vista strettamente antropologico può sembrare datato. Non si può neppure pensare che esista una "razza ebraica", dato che il concetto stesso di "razza" è superato: non è più così urgente, per fortuna, dover dimostrare che essere ebrei non vuol dire essere semiti e viceversa. Ma dal punto di vista storico e culturale è estremamente interessante vedere come la maggior parte degli ebrei della diaspora provengano fin dal medioevo dalla zona tra il Volga, il Don e i Carpazi là, nella culla del mito della "razza" ariana.

    ha scritto il 

  • 5

    Uomo di grande mente Koestler. Ben documentato e senza toni poletici ci mostra che i paradossi della storia, che si prendono gioco delle illusioni degli uomini. In realtà i Tedeschi hanno decimato una minoranza che era per lo più ariana, non semitica, essendo gli ebrei dell'est discendenti dei Ka ...continua

    Uomo di grande mente Koestler. Ben documentato e senza toni poletici ci mostra che i paradossi della storia, che si prendono gioco delle illusioni degli uomini. In realtà i Tedeschi hanno decimato una minoranza che era per lo più ariana, non semitica, essendo gli ebrei dell'est discendenti dei Kazari, una popolazione di stirpe turca. Per gli ebrei moderni invece il tabù sembra ripetersi. Difficile accettare che sono in gran parte non-semiti.

    ha scritto il