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La tregua

By Primo Levi

(1872)

| Paperback | 9788806173852

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Book Description

"La tregua", seguito di "Se questo è un uomo", è considerato da molti ilcapolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamentonel Lager nazista, questo libro, più che una semplice r Continue

"La tregua", seguito di "Se questo è un uomo", è considerato da molti ilcapolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamentonel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica,è uno straordinario romanzo picaresco. L'avventura movimentata e struggentetra le rovine dell'Europa liberata - da Auschwitz attraverso la Russia, laRomania, l'Ungheria, l'Austria fino a Torino - si snoda in un itinerariotortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltàsconosciute, e vittime della stessa guerra. L'epopea di un'umanità ritrovatadopo il limite estremo dell'orrore e della miseria.

196 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    una tregua dalla memoria

    è commovente pensare come questo viaggio picaresco nella vertigine orizzontale delle pianure dell'Europa orientale abbia rappresentato forse poco più che un breve intervallo nell'orrore del ricordo per una vittima di Auschwitz...

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    Polyfilo said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    riletto a distanza di anni, acquista ancora più forza. Libro di grande potenza evocativa e narrativa insieme.

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    Idreno said on Oct 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il greco sembrava aver cambiato luna: forse gli era tornata la febbre, o forse, dopo i discreti affari della

    mattina, si sentiva in vacanza. Si sentiva anzi in vena di benevolmente pedagogica; a mano a mano che

    passavano le ore, il tono del suo d ...(continue)

    Il greco sembrava aver cambiato luna: forse gli era tornata la febbre, o forse, dopo i discreti affari della

    mattina, si sentiva in vacanza. Si sentiva anzi in vena di benevolmente pedagogica; a mano a mano che

    passavano le ore, il tono del suo discorso andava insensibilmente intiepidendosi, e in parallelo andava

    mutando il rapporto che ci univa: da padrone-schiavo a mezzogiorno, a titolare-salariato alla una, a maestro-

    discepolo alle due, a fratello maggiore-fratello minore alle tre. Il discorso tornò sulle mie scarpe, che

    nessuno dei due, per ragioni diverse, poteva dimenticare. Mi spiegò che essere senza scarpe è una colpa molto

    grave. Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo

    alla roba da mangiare; e non viceversa come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a

    trovar da mangiare, mentre non vale per l'inverso. - Ma la guerra è finita, - obiettai: e la pensavo finita,

    come molti in questi mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi. - Guerra

    è sempre, - rispose memorabilmente Mordo Nahum.

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    Paolo Nova said on May 5, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    La guerra è finita, Auschwitz è ormai alle spalle e tuttavia tornare a casa non è affatto semplice.
    L'esperienza di Primo Levi è la narrazione di un viaggio epico che si definisce nelle immagini vivide di molti paesaggi (Polonia, Russia, Romania, Au ...(continue)

    La guerra è finita, Auschwitz è ormai alle spalle e tuttavia tornare a casa non è affatto semplice.
    L'esperienza di Primo Levi è la narrazione di un viaggio epico che si definisce nelle immagini vivide di molti paesaggi (Polonia, Russia, Romania, Austria e infine Italia), molti personaggi (compagni di sventura-avventura, militari e civili, contadini e abitanti di villaggi, donne e ragazze), e infine diverse lingue che, con grande intelligenza, Levi si sforza di comprendere e apprendere.
    Indimenticabili i ritratti di uomini e donne; fra tutti spicca quello del compagno Cesare "amico di tutto il mondo", intraprendente, astuto maestro nell’arte di arrangiarsi.
    Il carattere dei russi (irriducibile ai luoghi comuni degli europei) viene delineato in più punti con la consueta esattezza e pulizia stilistica. Il tono più lieve rispetto al precedente racconto, che è radicalmente drammatico, rende la lettura di "La tregua" assai gradevole. E conferma Primo Levi un grande (anche) della letteratura italiana.

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    Gabril said on May 3, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    una nota, l'ultima alla fine del libro, anzi, oltre il libro, è forse la spiegazione di quello che può essere stato il suicidio di Levi. un marchio, un segno dentro l'essere umano, il punto più basso di quel raziocinio che ci distingue dagli animali.

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    lordthuna said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

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