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La tregua

Di

Editore: Einaudi (Letture per la scuola media 3)

4.2
(3294)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Francese , Spagnolo , Finlandese , Tedesco , Svedese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 880627581X | Isbn-13: 9788806275815 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    una tregua dalla memoria

    è commovente pensare come questo viaggio picaresco nella vertigine orizzontale delle pianure dell'Europa orientale abbia rappresentato forse poco più che un breve intervallo nell'orrore del ricordo ...continua

    è commovente pensare come questo viaggio picaresco nella vertigine orizzontale delle pianure dell'Europa orientale abbia rappresentato forse poco più che un breve intervallo nell'orrore del ricordo per una vittima di Auschwitz...

    ha scritto il 

  • 0

    Il greco sembrava aver cambiato luna: forse gli era tornata la febbre, o forse, dopo i discreti affari della

    mattina, si sentiva in vacanza. Si sentiva anzi in vena di benevolmente pedagogica; a mano ...continua

    Il greco sembrava aver cambiato luna: forse gli era tornata la febbre, o forse, dopo i discreti affari della

    mattina, si sentiva in vacanza. Si sentiva anzi in vena di benevolmente pedagogica; a mano a mano che

    passavano le ore, il tono del suo discorso andava insensibilmente intiepidendosi, e in parallelo andava

    mutando il rapporto che ci univa: da padrone-schiavo a mezzogiorno, a titolare-salariato alla una, a maestro-

    discepolo alle due, a fratello maggiore-fratello minore alle tre. Il discorso tornò sulle mie scarpe, che

    nessuno dei due, per ragioni diverse, poteva dimenticare. Mi spiegò che essere senza scarpe è una colpa molto

    grave. Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo

    alla roba da mangiare; e non viceversa come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a

    trovar da mangiare, mentre non vale per l'inverso. - Ma la guerra è finita, - obiettai: e la pensavo finita,

    come molti in questi mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi. - Guerra

    è sempre, - rispose memorabilmente Mordo Nahum.

    ha scritto il 

  • 5

    La guerra è finita, Auschwitz è ormai alle spalle e tuttavia tornare a casa non è affatto semplice. L'esperienza di Primo Levi è la narrazione di un viaggio epico che si definisce nelle immagini ...continua

    La guerra è finita, Auschwitz è ormai alle spalle e tuttavia tornare a casa non è affatto semplice. L'esperienza di Primo Levi è la narrazione di un viaggio epico che si definisce nelle immagini vivide di molti paesaggi (Polonia, Russia, Romania, Austria e infine Italia), molti personaggi (compagni di sventura-avventura, militari e civili, contadini e abitanti di villaggi, donne e ragazze), e infine diverse lingue che, con grande intelligenza, Levi si sforza di comprendere e apprendere. Indimenticabili i ritratti di uomini e donne; fra tutti spicca quello del compagno Cesare "amico di tutto il mondo", intraprendente, astuto maestro nell’arte di arrangiarsi. Il carattere dei russi (irriducibile ai luoghi comuni degli europei) viene delineato in più punti con la consueta esattezza e pulizia stilistica. Il tono più lieve rispetto al precedente racconto, che è radicalmente drammatico, rende la lettura di "La tregua" assai gradevole. E conferma Primo Levi un grande (anche) della letteratura italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    una nota, l'ultima alla fine del libro, anzi, oltre il libro, è forse la spiegazione di quello che può essere stato il suicidio di Levi. un marchio, un segno dentro l'essere umano, il punto più ...continua

    una nota, l'ultima alla fine del libro, anzi, oltre il libro, è forse la spiegazione di quello che può essere stato il suicidio di Levi. un marchio, un segno dentro l'essere umano, il punto più basso di quel raziocinio che ci distingue dagli animali.

    ha scritto il 

  • 0

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/Publishing… Un libro di impatto sicuramente inferiore all'inarrivabile "Se questo è un uomo". Tuttavia conferma la grande abilità narrativa di Primo ...continua

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/Publishing… Un libro di impatto sicuramente inferiore all'inarrivabile "Se questo è un uomo". Tuttavia conferma la grande abilità narrativa di Primo Levi, soprattutto nella capacità di rendere le persone che incontra durante il suo pellegrinare di ritorno verso casa, questa sua particolare "tregua". Brava, come al solito, Valentina Carnelutti

    I mesi or ora trascorsi, pur duri, di vagabondaggio ai margini della civiltà, ci apparivano adesso come una tregua, una parentesi di illimitata disponibilità, un dono provvidenziale, ma irripetibile, del destino.

    ha scritto il 

  • 4

    Il viaggio di ritorno di Primo Levi in patria, dopo Auschwitz, dopo la guerra, dopo tante sofferenze, fisiche e mentali. Un viaggi costellato da vecchi e nuovi personaggi, da persnalità diverse ...continua

    Il viaggio di ritorno di Primo Levi in patria, dopo Auschwitz, dopo la guerra, dopo tante sofferenze, fisiche e mentali. Un viaggi costellato da vecchi e nuovi personaggi, da persnalità diverse eppure unite nel grande rimpatrio. Il seguito di "Se questo è un uomo" non mi ha deluso, e come poteva? Non è un raccont di fantasia, ciò che è scritto è ciò che c'è stato, ciò che è vissuto in prima personda dall'autore, che ha voluto condividere, ricordare, raccontare, a noi che non c'eravamo, le sue "avventure", i personaggi che gli hanno tenuto "compagnia" nel viaggio di ritorono, ed un epoca storica di cui tutti speriamo non venga mai la replica!

    ha scritto il 

  • 4

    un viaggio di speranza

    "Mentre il lento passo dei cavalli di Yankel mi trascinava verso la lontanissima libertà, sfilarono per l'ultima volta sotto i miei occhi le baracche dove avevo sofferto e mi ero maturato, la piazza ...continua

    "Mentre il lento passo dei cavalli di Yankel mi trascinava verso la lontanissima libertà, sfilarono per l'ultima volta sotto i miei occhi le baracche dove avevo sofferto e mi ero maturato, la piazza dell'appello su cui ancora si ergevano, fianco a fianco, la forca e un gigantesco albero di Natale, e la porta della schiavitù, su cui, vane oramai, ancora si leggevano le tre parole della derisione: "arbeit macht frei", "il lavoro rende liberi".

    Dopo "Se questo è un uomo", "La tregua", un'altra imprescindibile pagina della storia dell'umanità, racconta del viaggio di ritorno verso casa, da Aushwitz a Torino, che segue alla liberazione dell'Armata Russa. Emerge qui con forza, rispetto al precedente capitolo, un sentimento che in nessun lager avrebbe potuto fiorire, un sentimento di speranza, cui deriva la voglia di ricominciare, di tornare a vivere nonostante le atrocità patite.

    ha scritto il 

  • 3

    6.5/10

    Indubbiamente il tema trattato è molto importante e mi ispirava moltissimo, ma lo stile di Levi e il suo modo di affrontare il racconto non mi hanno per niente entusiasmata. Divaga troppo su cose ...continua

    Indubbiamente il tema trattato è molto importante e mi ispirava moltissimo, ma lo stile di Levi e il suo modo di affrontare il racconto non mi hanno per niente entusiasmata. Divaga troppo su cose inutili, che non c' entrano affatto con il discorso del ritorno a casa ma solo come mero ricordo di Levi. In più ha chiaramente ripulito il suo personaggio e questo fa sì che il personaggio mi è risultato antipatico perchè poco credibile e l' autore di più perchè poco sincero. Lo consiglio per l'argomento ma non per l' autore.

    ha scritto il 

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