La tregua

Di

Editore: Einaudi (Letture per la scuola media 3)

4.2
(3396)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Francese , Spagnolo , Finlandese , Tedesco , Svedese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 880627581X | Isbn-13: 9788806275815 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Primo Levi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Se in Se questo è un uomo prevale la narrazione della disumana routine del campo, è ne La tregua che emerge il vero incitamento alla verità. Proprio questo secondo libro testimonia l'urgenza del ricor ...continua

    Se in Se questo è un uomo prevale la narrazione della disumana routine del campo, è ne La tregua che emerge il vero incitamento alla verità. Proprio questo secondo libro testimonia l'urgenza del ricordo, dando voce al terrore di dover tornare a casa e raccontare ad un pubblico sordo quanto è accaduto nei mesi precedenti.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2016/01/ma-nessuno-ci-guardava-negli-occhi.html

    ha scritto il 

  • 0

    Dalla IV^ di copertina

    Premio Campiello 1963. "La tregua", seguito di "Se questo è un uomo", è considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamento nel Lager nazista, questo li ...continua

    Premio Campiello 1963. "La tregua", seguito di "Se questo è un uomo", è considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamento nel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco. L'avventura movimentata e struggente tra le rovine dell'Europa liberata - da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l'Ungheria, l'Austria fino a Torino - si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, e vittime della stessa guerra. L'epopea di un'umanità ritrovata dopo il limite estremo dell'orrore e della miseria.

    ha scritto il 

  • 5

    Lento ritorno a casa - un racconto picaresco

    Primo Levi è un autore che amo particolarmente. Condivido i contenuti ma soprattutto sono in perfetta sintonia con la sua scrittura.
    Levi prova ad avvicinarsi il più possibile alla (sua) verità e a de ...continua

    Primo Levi è un autore che amo particolarmente. Condivido i contenuti ma soprattutto sono in perfetta sintonia con la sua scrittura.
    Levi prova ad avvicinarsi il più possibile alla (sua) verità e a descriverla nel modo più preciso.
    Qualunque effetto speciale è bandito dalle sue pagine; forse ha sempre scritto così, forse ha elaborato questo stile per conferire la massima attendibilità ai suoi scritti, che sono iniziati come testimonianza.
    Ha un approccio scientifico alla scrittura: scrivere per comunicare, con la massima chiarezza.
    Il lavoro più importante viene fatto tuttavia sulle emozioni, che vengono lasciate riposare: parla il cervello, con una dolcezza, un ritegno e una umana comprensione degne di un patriarca.
    Detto questo, La tregua è il tempo che trascorse fra la liberazione da Auschwitz (27 gennaio ’45) e il ritorno a casa (19 ottobre ’45), tempo trascorso a vagare a piedi o in treno per Polonia, URSS, Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Austria, Germania insieme a centinaia di italiani che come lui tentavano di rimpatriare. Questo tempo indefinito venne vissuto come un limbo, nello stupore generale dei Russi (il nazismo è finito, il cielo è azzurro, avete da mangiare, di cosa vi preoccupate?) ma in seguito venne pensato come una lunga convalescenza dello spirito, un dono del destino, tempo dedicato all’elaborazione della terribile esperienza.
    Il libro è un racconto delle avventure picaresche di queste centinaia di italiani più o meno affidati ai russi.
    Il ricordo che Levi ha dei russi è buffo: estremamente disorganizzati, benevoli, dall’aspetto talvolta selvaggio,
    abituati a vivere l’istante.
    Le avventure raccontate sono molto varie, tanti gli esseri umani che appaiono e scompaiono e ci sono storie straordinarie.
    E’ un libro abbastanza gioioso, la primavera con le sue speranze che segue il lungo inverno.
    Rimane il ricordo del giovane Levi, che avvicinandosi all’Italia sente montare come un’onda la necessità di raccontare; che la notte, a Torino, nel suo letto sognava atmosfere familiari e gioiose che pian piano sbiadivano, si svuotavano, raggelavano, fino a rendersi conto che era ancora un altro risveglio ad Auschwitz: Wstawac –Svegliarsi-.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Ci guardammo a vicenda, quasi smarriti. Avevamo resistito, dopo tutto: avevamo vinto. Dopo l’anno di Lager, di pena e di pazienza; dopo l’ondata di morte seguita alla liberazione; dopo il gelo e la f ...continua

    “Ci guardammo a vicenda, quasi smarriti. Avevamo resistito, dopo tutto: avevamo vinto. Dopo l’anno di Lager, di pena e di pazienza; dopo l’ondata di morte seguita alla liberazione; dopo il gelo e la fame e il disprezzo e la fiera compagnia del greco; dopo le malattie e la miseria di Katowice; dopo i trasferimenti insensati, per cui ci eravamo sentiti dannati a gravitare in eterno attraverso gli spazi russi, come inutili astri spenti; dopo l’ozio e la nostalgia acerba di Staryje Doroghi, eravamo in risalita, dunque, in viaggio all’in su, in cammino verso casa.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/10/12/la-tregua-primo-levi/

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo l'orrore dei campi, l'assurdità del viaggio di ritorno

    Dopo l'orrore dei campi, Levi è ancora lucido nel descrivere le l'assurdo girovagare del rimpatrio dei prigionieri di guerra. Dalla Polonia ai Balcani, dall'Ucraina alle Alpi, un lungo peregrinare che ...continua

    Dopo l'orrore dei campi, Levi è ancora lucido nel descrivere le l'assurdo girovagare del rimpatrio dei prigionieri di guerra. Dalla Polonia ai Balcani, dall'Ucraina alle Alpi, un lungo peregrinare che non ha nulla di eroico, ma racconta un'odissea di speranza tra le macerie fumanti dell'est Europa dopo la fine della guerra. Curioso, ma non altrettanto ficcante e necessario rispetto al suo predecessore.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo l'esperienza del campo di concentramento, Primo Levi ci racconta le avventure del rientro in Italia per un Europa libera e in rovina. L'incontro con vari personaggi e l'approdo in differenti luog ...continua

    Dopo l'esperienza del campo di concentramento, Primo Levi ci racconta le avventure del rientro in Italia per un Europa libera e in rovina. L'incontro con vari personaggi e l'approdo in differenti luoghi sembra rendere Primo un Ulisse moderno che deve affrontare la sua Odissea per tornare a casa.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo l'esperienza del campo di concentramento, Primo Levi ci racconta le avventure del rientro in Italia per un Europa libera e in rovina. L'incontro con vari personaggi e l'approdo in differenti luog ...continua

    Dopo l'esperienza del campo di concentramento, Primo Levi ci racconta le avventure del rientro in Italia per un Europa libera e in rovina. L'incontro con vari personaggi e l'approdo in differenti luoghi sembra rendere Primo un Ulisse moderno che deve affrontare la sua Odissea per tornare a casa.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro sincero e potente

    Vorrei tanto avere avuto modo di parlare e conoscere Primo Levi,le sue parole ni hanno condotto ad un livello di coscienza maggiore. Lo considero una persona di famiglia.

    La Tregua è un viaggio vero ...continua

    Vorrei tanto avere avuto modo di parlare e conoscere Primo Levi,le sue parole ni hanno condotto ad un livello di coscienza maggiore. Lo considero una persona di famiglia.

    La Tregua è un viaggio vero verso la sostanza delle persone, senza coloranti o dolcificanti al centro dell'universo umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se meno d'impatto, diciamo pure meno sconvolgente, di "Se questo è un uomo", che letto in adolescenza mi aveva lasciato un segno profondo dentro, e riletto da poco l'ha rivangato per intero, anc ...continua

    Anche se meno d'impatto, diciamo pure meno sconvolgente, di "Se questo è un uomo", che letto in adolescenza mi aveva lasciato un segno profondo dentro, e riletto da poco l'ha rivangato per intero, anche "La tregua" è un racconto bello e in qualche allegro modo pure dolente, riuscendo a mettere insieme singolarmente questi due aspetti apparentemente incongruenti. La narrazione spesso incredibile, stravagante e surreale, dell'avventuroso viaggio verso casa di Primo Levi dopo la liberazione dal lager è a suo modo quasi frizzante, gonfia di quella libertà nemmeno sognata nel lager, perché apparentemente impossibile nel modo più assoluto. Eppure, come dice chiaramente il titolo, questo viaggio surreale, allegro pure nelle sue vicissitudini e tremende scomodità e sofferenze, è solo una parentesi tra sofferenze: quella prima, curda e terribile; quella dopo, la piaga aperta che il lager ha lasciato dentro l'autore, e che non potrà mai guarire, un'offesa verso l'essenza stessa dell'uomo, che non potrà mai essere lavata. E infatti il finale è cupo, l'arrivo a casa e l'abbraccio dei cari solo accennati, con un pudore che nasconde quella indelebile ferita.

    ha scritto il 

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