La tregua

Di

Editore: Nottetempo (Narrativa)

4.2
(687)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8874525184 | Isbn-13: 9788874525188 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Traduttore: Francesco Saba Sardi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
“Signore maturo, esperto, posato, quarantanove anni, senza gravi acciacchi, ottimo stipendio”: cosí si descriverebbe Martín Santomé, il protagonista di questo piccolo classico della letteratura sudamericana. Schiacciato dalla noia di una vita da impiegato di commercio, vedovo con tre figli ormai grandi, guarda al trascorrere del tempo con tranquilla disillusione. E tutto rimarrebbe immobile fino al suo pensionamento, se in ufficio non venisse assunta la giovane Avellaneda, timida e chiusa in una silenziosa bellezza: per lei Santomé sente nascere un amore insperato, che lo porterà a vivere una relazione clandestina, rimettendo il tempo in movimento. Come Svevo in Senilità, La tregua racconta la capacità straordinaria che ha la vita di prendere il vento e gonfiare le vele, per poi, caduto il vento, tornare alla quiete della bonaccia. Con questo romanzo Benedetti ha acquistato notorietà internazionale: il libro ha avuto piú di cento edizioni, è stato tradotto in una ventina di lingue e adattato per il teatro, la radio, la televisione e il cinema.
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  • 4

    la storia toccante di un uomo qualunque (impiegato in attesa della pensione, vedovo, senza amici) che a quasi cinquant'anni scopre l'amore e intravede la possibilità di una vita diversa, semplice e ap ...continua

    la storia toccante di un uomo qualunque (impiegato in attesa della pensione, vedovo, senza amici) che a quasi cinquant'anni scopre l'amore e intravede la possibilità di una vita diversa, semplice e appagante. un romanzo senza fronzoli eppure umano e toccante, in cui la compostezza (sia della prosa di benedetti che dello sviluppo della trama) non toglie nulla alla profondità delle emozioni che procura.

    "ma non era la felicità. era solo una tregua"

    ha scritto il 

  • 0

    Ci penso, e sono preso dalla fretta, provo l'angosciante sensazione che la vita mi stia sfuggendo, quasi le mie vene si fossero aperte e non riuscissi a fermare il sangue che ne esce.

    ha scritto il 

  • 3

    ED E' SUBITO SERA

    La bellissima poesia di Salvatore Quasimodo "Ed è subito sera" del 1942 rappresenta la sintesi di questo romanzo: "Ognuno sta solo sul cuore della terra, trafitto da un raggio di sole, ed è subito ser ...continua

    La bellissima poesia di Salvatore Quasimodo "Ed è subito sera" del 1942 rappresenta la sintesi di questo romanzo: "Ognuno sta solo sul cuore della terra, trafitto da un raggio di sole, ed è subito sera".
    Il protagonista Martìn Santomé è un 50enne abitante di Montevideo che aspetta di andare in pensione (ne ha una inspiegabile - a mio parere - fretta). Una vita lineare, sommessa, con la perdita prematura dell'amatissima moglie Isabel, con tre figli (rapporti non del tutto facili), un lavoro ripetitivo e noioso, per quanto sicuro e adeguatamente retribuito. Tutto procede con calma piatta, finché un giorno non entra nella sua vita la figura di una impiegata (da addestrare): Laura Avellaneda. Sarà di nuovo amore, dopo una lunga riflessione, e il "raggio di sole" che gli dona nuova linfa vitale. Ma sarà presto "sera" di nuovo.
    Lo stile della narrazione rende magistralmente lo spirito del protagonista e le vicende minime della sua vita, raccolte in questa specie di diario. Forse triste, ma molto toccante.

    Blue Tango

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero bello

    Mi ha richiamato l'immenso Bartleby (Melville)….quell'aura di straniamento nella normalità che permea questo breve romanzo dalla prima all'ultima pagina.
    Non inganni la struttura apparente del diario ...continua

    Mi ha richiamato l'immenso Bartleby (Melville)….quell'aura di straniamento nella normalità che permea questo breve romanzo dalla prima all'ultima pagina.
    Non inganni la struttura apparente del diario quotidiano: in realtà si tratta di un espediente per separare i frammenti narrativi in "quadri" sempre coerenti e armoniosi che compongono un blocco molto saldo e compatto.
    Straordinaria capacità di questo scrittore è quella di trarre il massimo dal minimo: la vicenda centrale d'amore intorno alla quale ruota la storia è scritta con assoluta economia di mezzi espressivi, che, tuttavia, sapientemente distribuiti su diversi piani che acutizzano la percezione degli eventi raccontati da differenti angolazioni, coprono una gamma vastissima e davvero profonda di situazioni-sentimenti-atteggiamenti attraverso i quali Benedetti, manipolando la normalità, vi aggiunge spessore e forza, introducendo anche un vivo senso di suspense e avventura che parrebbe negato dalla ovvietà e semplicità dei fatti rappresentati.
    E lui, l'impiegato alle soglie della pensione, continua a interrogarsi e a interrogarci...
    Davvero bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Non era la felicità, era solo una Tregua

    "È evidente che Dio mi ha riservato un destino oscuro. Non proprio crudele. Semplicemente oscuro. È evidente pure che mi ha concesso una tregua. All'inizio mi sono rifiutato di credere che potesse ess ...continua

    "È evidente che Dio mi ha riservato un destino oscuro. Non proprio crudele. Semplicemente oscuro. È evidente pure che mi ha concesso una tregua. All'inizio mi sono rifiutato di credere che potesse essere la felicità. Mi sono opposto con tutte le mie forze, poi mi sono dato per vinto, e ci ho creduto. Ma non era la felicità, era solo una tregua".
    SPLENDIDO

    ha scritto il 

  • 5

    Un anno a Montevideo

    Martìn Santomé ha 49 anni, 3 figli grandi, un lavoro ripetitivo e avaro di soddisfazioni, una vita noiosa, un solo amico; Martìn gode della stima di chi lo conosce, ha pochi ricordi del proprio passat ...continua

    Martìn Santomé ha 49 anni, 3 figli grandi, un lavoro ripetitivo e avaro di soddisfazioni, una vita noiosa, un solo amico; Martìn gode della stima di chi lo conosce, ha pochi ricordi del proprio passato, rapporti rarefatti con i figli, distaccati e un po' polemici con il suo Dio, nutre (giustamente) un po' di timore di invecchiare, essendo ad un passo dalla pensione (siamo nel 1959, altri tempi per le protezioni previdenziali). E' vedovo da molti anni e, per superare il dolore e affrontare i gravi compiti della paternità, si è costruito un piccolo mondo mediocre di abitudini. Cosa lo salva? Una prodigiosa capacità di introspezione, che mette a frutto grazie alla (metodica anch'essa) stesura del diario. E così riconosce che, in fondo, dovrebbe essere orgoglioso per avercela fatta nonostante tutto, ma non lo è, perché "riuscire a cavarsela con i figli era un obbligo", e "tutto è stato sempre troppo obbligatorio perché potessi sentirmi felice". E, a un certo punto, si chiede brutalmente: "Non sarò per caso arido? Sentimentalmente, dico".
    Ma (attorno alle pagine 70-90) succede qualcosa, che a poco a poco sconvolge tutto questo mondo asfittico ma tranquillizzante. Ma, ciò che più conta, questo (secondo) innamoramento fa rivivere anche il primo, gli dona un nuovo significato, offre (oltre al comprensibile impatto emotivo) una nuova consapevolezza, molto maggiore e più profonda di quella sin lì coltivata mediante l'esercizio del puro raziocinio; anche i rapporti, ora apertamente conflittuali, con uno dei figli si chiariscono, e questo perché, come Martìn riconosce, "parlo con lei come se parlassi con me stesso, e anzi ancora meglio".
    Poi (a pag. 218) le cose cambiano di nuovo e, come avviene con i racconti più belli, sta a noi fantasticare su quello che accadrà dopo che il diario si è chiuso e il periodo di "tregua" si è interrotto.
    Martìn Santomé è il mio personaggio letterario del 2016. Ciao Martìn, mi hermano.

    ha scritto il 

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